PEDICA (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEDICA (IdV). Signor Presidente, intervengo brevemente in sede di dichiarazione di voto in riferimento alla nostra mozione n. 443 (testo corretto), che ha oggetto, come le altre, una tematica di estrema rilevanza sociale che richiede un'attenta riflessione da parte di tutti noi. Come correttamente osservato durante l'illustrazione delle mozioni che abbiamo ascoltato e giudicato, la crisi politica e sociale che ha coinvolto sin dall'inizio dell'anno la quasi totalità dei Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo ha determinato ingenti flussi migratori verso il nostro Paese.
Emerge immediatamente come la gestione dei flussi migratori di questi mesi si sia rilevata inidonea, soprattutto tenendo conto della gravità e dell'importanza della situazione, e comunque, a nostro avviso, non sufficiente. Si tratta, tra l'altro, di un fenomeno, spesso gestito e manovrato dalle reti criminali transnazionali, nell'impotenza oppure nella connivenza o con la benevola tolleranza anche da parte dei funzionari dei Governi dei Paesi coinvolti dai flussi migratori, che necessita di interventi forti e veloci.
Per rendersi conto dell'entità della situazione basta tenere conto che sul territorio dell'Unione europea vi sono più di 8 milioni di migranti irregolari o clandestini provenienti principalmente dall'Africa e dal Sud‑Est asiatico.
Senza dilungarmi nell'elencazione dei dati e delle norme già ricordate dai colleghi, vorrei sottolineare che la nostra Carta costituzionale, all'articolo 10, sancisce che: «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantito dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge». Anche il Testo unico sull'immigrazione, tra l'altro, stabilisce che in nessun caso può disporsi il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche e condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.
Ha detto bene il collega Pardi, facendo una illustrazione alta, per spiegare appunto che cosa nelle poche righe della mozione si è voluto intendere. Proprio su tali ultime questioni noi chiediamo di migliorare sensibilmente le condizioni dei migranti sistemati nei centri di accoglienza, nei centri di identificazione e espulsione e nei centri di accoglienza dei richiedenti asilo, centri che oggi - lo dico per chi non li ha mai visti o per chi li ha visti con gli occhi dei colleghi Tonini e Marcenaro - sono ridotti ormai a veri e propri lager di Stato. Bisogna allora toccare un attimo con mano il problema; è l'invito che facciamo al Ministro dell'interno e a chi ci tiene a vivere in un Paese come l'Italia, che rispetta l'umanità e il migrante. Quest'ultimo viene appunto da una situazione particolare e drammatica del suo Paese: viene qui senza risvolti illegali, e si trova, nell'arco di 18 mesi, a essere considerato non come un potenziale rifugiato ma come un carcerato, una persona che vive in questi ambienti che non sono umani.
Sono ambienti che - lo ripeto - vanno guardati con gli occhi e affrontati con la mente per risolvere un problema drammatico, su cui un Paese come il nostro, che riconosce i diritti umani, tutto fa meno che ragionare, almeno dopo aver visitato questi centri di prima accoglienza.
Allora, cari colleghi, nonostante la chiarezza delle disposizioni, troppi sono stati i casi nei quali i migranti sono stati accompagnati coattamente dalla Capitaneria di porto, dalla Guardia costiera e dalla Guardia di finanza in Libia e in Tunisia, senza che sia stato compiuto alcun accertamento volto ad appurare se tra gli stranieri respinti ci fossero richiedenti asilo politico. Questo è un dato preoccupante.
Signor Presidente, cari colleghi, non dimentichiamo inoltre che le politiche poco rispettose dei diritti inviolabili dell'uomo sono state recentemente colpite altresì dall'intervento della Corte di giustizia europea che ha sancito che il reato di clandestinità può compromettere la realizzazione dell'obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali. Anche su questo aspetto, nella nostra mozione - mi dispiace che il Governo non concordi con quanto abbiamo scritto, perché ritenevamo che sulla falsariga delle tre mozioni presentate si potesse almeno condividere il rispetto del diritto umano del migrante - abbiamo chiesto di destinare adeguati finanziamenti e mezzi al fine di accogliere e meglio gestire l'arrivo di migranti sulle coste meridionali del Paese, monitorando e garantendo la sicurezza stessa dell'Italia da eventuali infiltrazioni terroristiche e malavitose al fine di ripristinare i fondi per la cooperazione e lo sviluppo.
Non credo sia un aspetto che possa essere contrastante e contrastato da un pensiero del Governo: è una mozione che tiene in conto il rispetto del cittadino e di quella persona che proviene da una situazione drammatica nel suo Paese.
Credo che la mozione presentata dal Gruppo dell'Italia dei Valori, ma anche quelle presentate dagli altri colleghi, sia da rispettare e da valutare - lo dico al presidente e al rappresentante del Governo che, purtroppo, anche se è presente, non ascolta - anche perché mi sarebbe piaciuto che l'intervento della Corte di giustizia europea fosse stato di insegnamento per il Governo, spesso troppo impegnato ad intervenire in una materia delicata come quella dell'immigrazione con politiche repressive e in palese contrasto con la Carta costituzionale e le normative comunitarie e internazionali a tutela dei diritti inviolabili dell'uomo.
Ecco perché insisto nell'invitare il Governo a riflettere sulle altre due mozioni presentate, per trovare una soluzione di compromesso che tenga conto di tutte e tre le mozioni, e non ne elimini due senza conoscerne il motivo oggettivo. È una richiesta che continuerò a rivolgere al Governo fino alla conclusione del mio intervento, perché il Gruppo dell'Italia dei Valori vuole capire se il Governo rispetta i diritti umani. In tal caso, deve rispettare anche la nostra mozione in cui si parla di diritti umani e del loro rispetto. Non vogliamo uno scontro politico, ma solo parlare di esseri umani, di come va inteso il migrante che arriva da una situazione drammatica nel proprio Paese e che viene trattato senza rispetto per la sua persona. Anzi per 18 mesi, come abbiamo avuto modo di verificare con i nostri occhi, viene trattato come un autentico carcerato, senza aver mai compiuto alcuna azione illegale. È arrivato in Italia per una condizione drammatica nel suo Paese, e noi ci limitiamo a incarcerarlo per 18 mesi senza dargli la possibilità di chiarire, di parlare o di dare la sua versione, in un Paese che, come quel migrante potrebbe raccontare, rappresenta esattamente il contrario del rispetto dei diritti umani.
Allora, se un Paese come il nostro, lo ripeto al Governo, rispetta i diritti umani, dovrebbe anche rispettare le mozioni che sono state presentate sul punto del rispetto incondizionato della persona, perché potevamo esserci noi, invece ci sono loro, ma è la stessa cosa.
La ratio delle mozioni oggi al nostro esame è quella di impegnare il Governo, sia a livello nazionale sia a livello comunitario, ad adottare le misure idonee a rendere migliore la gestione dei flussi migratori e le condizioni di vita dei migranti, nel rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo. Questo è ciò che vorrei fissare nella mente del Governo, cioè le condizioni di vita dei migranti, nel rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo.
Per questi motivi, dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo, l'Italia dei Valori, e supplico il Governo di fare una riflessione ulteriore: metteteci la mano, metteteci la mente, ma metteteci anche il cuore su questi problemi. (Applausi dal Gruppo IdV).
PRESIDENTE. Colleghi, vi inviterei a fare un po' di silenzio, perché si fa fatica ad ascoltare le dichiarazioni di voto.