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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 575 del 29/06/2011


MAZZATORTA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, per comprendere la complessità del tema del contrasto all'immigrazione clandestina via mare, permettetemi di iniziare il mio intervento leggendo una frase che l'onorevole Casini - che mi pare sia legato politicamente ai senatori Rutelli e D'Alia presentatori della mozione al nostro esame - pronunciò nel settembre del 1999: con gli scafisti siamo in guerra, oggi si deve poter sparare. Questa stessa affermazione è stata ripresa recentemente sul sito web dell'onorevole Casini in cui si afferma: «gli scafisti sono delinquenti abituali e vanno affrontati con le armi».

Dunque, al di là degli approcci un po' superficiali, banalizzati o demagogici che ho sentito echeggiare in quest'Aula, il problema del contrasto all'immigrazione clandestina via mare è un problema serio che va affrontato seriamente (l'onorevole Casini ci dice con le armi, sparando agli scafisti) e che, indubbiamente, questo Governo ha affrontato sin dall'inizio in maniera estremamente determinata, prova ne sia che l'attuale reato previsto dall'articolo 12 della legge Bossi‑Fini che colpisce gli scafisti, soprattutto i trafficanti di esseri umani, è stato modificato in senso ulteriormente repressivo da questo Parlamento, da questa maggioranza e da questo Governo. Oggi risulta quindi un reato particolarmente grave.

Poi, se mi chiedete quante procure della Repubblica abbiano avviato indagini su questo tipo di reato, vi dico che i numeri sono davvero esigui, purtroppo. Noi possiamo lavorare, nel senso di dare alla magistratura tutti gli strumenti giuridici di contrasto, ma poi la magistratura è sovrana nel decidere se iniziare indagini su notizie di reato assolutamente irrilevanti, oppure su notizie di reato così importanti. Quindi, condividiamo l'osservazione del sottosegretario Mantica, nel senso che questa maggioranza e questo Governo hanno già ben operato nella determinazione degli strumenti giuridici adeguati in materia di contrasto all'immigrazione clandestina per via marittima.

Aggiungo che questo Governo, e il ministro Maroni in particolare, ha promosso forme avanzate di collaborazione internazionale. È stato ricordato l'Accordo con la Libia del 2009, che consentì di raggiungere risultati straordinari anche a vantaggio dell'intero territorio europeo. Si dice che ogni anno entrino in territorio europeo circa 400.000 stranieri vittime di traffico e di tratta. Ebbene, quell'accordo con la Libia riuscì a bloccare temporaneamente la situazione, con dei risultati ottimi. Quanto poi accaduto in Libia e in Tunisia è noto a tutti e, quindi, non vi torno.

Vi è poi il tema degli accordi bilaterali, che sono accordi sia di cooperazione di polizia di frontiera sia di riammissione nei territori di provenienza dei clandestini. L'accordo con la Tunisia, da ultimo stimolato, va proprio in questa direzione.

Quindi, noi voteremo a favore della mozione n. 406 (testo 3) semplicemente perché è una mozione che auspica comportamenti da parte del Governo che il Governo ha già posto in essere in passato, che sta ponendo in essere e che porrà in essere per il futuro.

Chiudo, però, con un'osservazione, ritornando al tema della magistratura, perché, lo ripeto, in conclusione è li che si va a finire. Quando si parla della lotta alla tratta degli esseri umani, infatti, certamente sono previsti strumenti di cooperazione, ma poi occorre che qualche nostro procuratore si muova in questa direzione. In questo caso, purtroppo, la Corte di cassazione ha pronunciato due sentenze che si muovono in direzione diametralmente contraria alla lotta al traffico degli esseri umani, introducendo addirittura la categoria degli scafisti occasionali.

Noi avevamo introdotto, nel pacchetto sicurezza del 2009, l'obbligo della custodia cautelare in carcere per gli scafisti. Quindi, c'era la possibilità dell'arresto obbligatorio in flagranza per gli scafisti, con la traduzione immediata di questi in carcere, con l'obbligo della custodia cautelare in carcere.

Ebbene, il 27 aprile 2011 la Cassazione ha sollevato una questione di legittimità costituzionale di queste norme da noi approvate e, sostanzialmente, ha affermato che questa norma è sospetta di illegittimità costituzionale, perché gli scafisti non hanno tutti lo stesso ruolo e vi sono anche gli scafisti occasionali (sarebbe interessante capire da cosa sia determinata l'occasionalità dello scafista).

Rimane il fatto che questa sentenza della Cassazione arriva dopo un'indagine delicata, che arrivò davanti al Tribunale della libertà di Roma, che nel 2010 confermò la custodia cautelare in carcere di quattro scafisti egiziani che avevano portato dei clandestini sulle spiagge di Latina. La Cassazione, però, ha annullato tutto e ha rinviato gli atti alla Corte costituzionale.

Non contenta, nel settembre 2010, la Corte di cassazione ha annullato, per difetto di giurisdizione, una sentenza di condanna della corte d'appello di Reggio Calabria, che aveva condannato a otto anni di reclusione due turchi colpevoli di aver procurato l'ingresso illegale di 63 clandestini. La Cassazione, infatti, ha sostenuto che la condotta contestata agli imputati turchi è stata consumata in aree sottratte alla giurisdizione italiana e che, pertanto, bisognava annullare la sentenza della corte d'appello di Reggio Calabria.

A questo punto, si capisce bene che il Governo, la maggioranza, qualsiasi maggioranza, possono porre in essere tutti gli strumenti e le norme necessarie. Però, quando i giudici di piazza Cavour agiscono in maniera diametralmente opposta a quella che è una linea di indirizzo politico apparentemente condivisa da tutti gli schieramenti politici in questo Parlamento, allora diventa davvero difficile dare un contenuto serio alla lotta alla tratta degli esseri umani. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni). (Brusìo).