SANTINI (PdL). Signora Presidente, desidero testimoniare la grande attenzione che il Gruppo PdL ha per questa problematica, certo non da oggi, e per sottolineare il difficile compito che ha il Governo italiano oggi di fronte all'Europa.
Lo faccio anche come membro dell'Assemblea del Consiglio d'Europa. So che ci sono altri colleghi con questa veste; io lo farò in tono più accorato e accentuato, in quanto sono primo Vice Presidente della Commissione che si occupa di queste problematiche presso il Consiglio d'Europa: la Commissione immigrazione e rifugiati.
Il tema è caldo, anzi rovente, non solo per la situazione italiana di Lampedusa e dintorni ma per quanto sta accadendo in questi giorni in Turchia, dove si sta verificando un fenomeno simile a quello di Lampedusa e di altre parti dell'Italia.
Va detto che il Consiglio d'Europa ha attivato diverse iniziative per cercare di monitorare, ma anche di coordinare, i Governi interessati a questo fenomeno al fine di dare una risposta corale dell'Europa, e non soltanto da parte dei Governi che sono al centro del problema.
Nell'ultimo dibattito svoltosi solo mercoledì scorso a Strasburgo all'interno della Commissione che si occupa di emigrazione e rifugiati è emersa chiara la consapevolezza di tutti i Paesi partecipanti al Consiglio d'Europa (che ricordo sono ben 47) dell'esigenza di assumersi una parte di oneri e di responsabilità.
Un mese fa, signor Sottosegretario, con una delegazione del Consiglio d'Europa, su mia proposta, abbiamo visitato Lampedusa, arrivando non ultimi ma, comunque, assieme a molte altre iniziative di questo genere: cinque parlamentari, due giorni e mezzo di visita.
Desidero ringraziare, a nome del Consiglio d'Europa, e della Commissione immigrazione e rifugiati in particolare, la collega Maraventano che ci ha fatto da ponte per una serie di adempimenti burocratici, pratici e di collegamento ed il Governo, in particolare il Ministero dell'interno, per averci messo a disposizione personale altamente qualificato che ha fornito ai commissari di cinque Paesi diversi e di cinque gruppi politici differenti risposte competenti, precise, direi anche accorate che hanno contributo a dare di Lampedusa e del problema un'immagine serena, ma anche grave.
Abbiamo visitato, ovviamente, i due centri di accoglienza, quello principale e quello organizzato presso l'ex caserma LORAN con valutazioni inevitabilmente differenti per la qualità dell'offerta di accoglienza che viene prestata. Particolare attenzione è stata dedicata alla differenza di qualificazione dell'immigrazione, distinguendo tra l'immigrazione cosiddetta economica (prevalentemente quella dei tunisini) e l'immigrazione dei rifugiati che scappano da situazioni di pericolo e di guerre (quella dei subsahariani alloggiati prevalentemente nel centro-ex caserma LORAN). In tutti i casi la prima opinione dei commissari del Consiglio d'Europa è stata altamente positiva per lo sforzo, la buona volontà, per la decisione con cui il Governo italiano, ma anche gli amministratori dell'isola di Lampedusa, hanno risposto a questa emergenza.
C'è comunque grande preoccupazione di fronte all'evidente limitatezza della possibilità di fronteggiare una nuova eventuale ondata di emergenza come quella di aprile, quando più di 6.000 profughi ed emigrati, tutti insieme, invasero l'isola. Questa è una raccomandazione che sicuramente sarà fatta nel mese di ottobre, quando discuteremo, in sede plenaria, di questa visita e del problema di Lampedusa in particolare.
L'attenzione particolare, signor Sottosegretario, è data in questo momento alla dinamica dei minori non accompagnati e delle fasce più deboli degli emigranti. La soluzione di affidare i minori ai Comuni viene impugnata - lo anticipo in via informale - proprio dalla Commissione immigrazione e rifugiati, in quanto considerata precaria, a fronte di evidenti difficoltà da parte delle amministrazioni comunali di farsi carico degli oneri relativi.
Infine, una notevole attenzione viene riservata agli accordi bilaterali, di cui il Governo italiano è stato protagonista, prima assieme al Governo della Libia e poi a quello della Tunisia. Questi accordi sono stati considerati con molta soddisfazione da parte di tutti i Paesi europei come segnale di una possibilità emergente di evitare un accordo globale da parte del Consiglio d'Europa, o dell'Unione europea, che implica tempi lunghi e faticose trattative, facendo ricorso invece ad accordi diretti che, come sappiamo, hanno prodotto effetti positivi, inizialmente con la Libia, e stanno ora producendo notevoli risultati per quanto riguarda il rimpatrio dei tunisini, sul piano appunto di questo accordo.
L'Europa chiede, signor Sottosegretario, di conoscere più in profondità il testo di questi accordi, e una lettera sarà recapitata al Governo in maniera formale sotto questo aspetto, proprio per farne un esempio da trasferire ad altre situazioni.
Per quanto concerne il dibattito odierno, il Gruppo del PdL è in linea (e io personalmente mi dichiaro in linea) con la mozione n. 406 (testo 2), avente come primo firmatario il senatore Rutelli, con qualche adeguamento e adattamento per quanto concerne particolari passaggi, di cui credo sia già stato trattato il contenuto con il primo firmatario. Comunque, ringraziamo tutti coloro che, sotto questo aspetto, contribuiscono a dare un'immagine concreta, serena e positiva.
Vorrei concludere anche io rivolgendo un saluto e un ringraziamento al popolo di Lampedusa. Ogni contatto con quella gente è esemplare. In due giorni e mezzo di presenza, come delegazione dell'Assemblea del Consiglio d'Europa, abbiamo avvicinato, anche privatamente, tutte le ONG che operano sull'isola, i rappresentanti degli imprenditori, del mondo economico e della dimensione sociale e morale, compreso il parroco dell'isola: non abbiamo raccolto una sola parola negativa, una sola parola di rifiuto, nell'impegno privato dei cittadini di Lampedusa, di farsi carico di un pesante fardello, che non è solo quello di accogliere in prima istanza direttamente gli immigrati e i profughi quando c'è l'emergenza, ma di vedere la propria economia, cominciando da quella turistica, gravemente compromessa da questa situazione di emergenza. Prima di partire, i rappresentanti degli albergatori ci hanno detto, fuori dai denti, che si è ormai alla vigilia della stagione estiva ma che non hanno una sola prenotazione: le poche pervenute durante l'inverno sono state tutte disdette di fronte ai nuovi flussi di sbarchi.
Di questo, signor Sottosegretario, la prego di farsi carico (e la collega Maraventano l'ha già sollecitata, come vice sindaco dell'isola), perché è un aspetto assolutamente non secondario di questa emergenza: il futuro di Lampedusa e dei suoi cittadini. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Maraventano).