BETTAMIO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BETTAMIO (PdL). Signora Presidente, vorrei svolgere alcune brevi considerazioni, anche alla luce di quanto è scritto nell'ordine del giorno G100, che nel testo riformulato è stato accolto dal Governo.
Stiamo vivendo un'epoca in cui c'è un risveglio improvviso di tutti i Paesi tradizionalmente in via di sviluppo o sottosviluppati che si trovano al di là dell'Oceano. Alcuni di essi si sono sviluppati con una forza ed una velocità che non sospettavamo, grazie ad un moderno mezzo di comunicazione che non è la persuasione politica, ma Internet, che raccoglie e mobilita masse contro ingiustizie o situazioni non democratiche sopportate per anni.
Nell'annunciare il voto favorevole del mio Gruppo sul disegno di legge in esame, voglio sottolineare come, di fronte a questo risveglio improvviso, che l'Unione europea e altre organizzazioni internazionali cercano di canalizzare con degli accordi come quello di cui stiamo discutendo adesso, non è possibile continuare con interventi economici più o meno in stile elemosina per tacitare questo o quel problema, che normalmente significa povertà per quei Paesi, né possiamo più sfruttare con accordi economici tali economie per ottenere risorse che non abbiamo. Dovremmo, invece, avere riguardo non solo alla loro crescita economica ma anche al loro sviluppo sociale e politico. Ed è per questi motivi che ho condiviso una parte del discorso del senatore Perduca.
Dunque, non commettiamo l'errore di rifiutare accordi o contatti con Paesi che non rispettano i diritti umani o non hanno forme democratiche di governo: non chiudiamo la porta a Paesi che presentano, purtroppo, queste caratteristiche negative. Cerchiamo piuttosto, con aiuti economici e con un'assistenza sociale di contrasto alla povertà, di farli evolvere per assicurare loro uno sviluppo stabile e democratico.
L'Accordo oggi in discussione va in questo senso, poiché accanto alla lotta contro la povertà è anche prevista una cooperazione finanziaria, ma soprattutto politica. Ecco perché noi siamo favorevoli alla ratifica di tale Accordo.