MONGIELLO (PD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, ritengo che faremmo un cattivo servizio alla nostra intelligenza e alla dignità di quest'Aula se fingessimo di essere di fronte ad un'emergenza esclusivamente sanitaria. Il vero allarme è quello che riguarda i nostri produttori agricoli, che hanno pagato e stanno pagando un altissimo prezzo di fronte alle comprensibili paure dell'opinione pubblica e alle meno comprensibili miopie dei Governi, che hanno affrontato la questione in tutta Europa, ai troppi errori e i ritardi delle autorità tedesche che non hanno ancora individuato la causa del batterio.
Lo dico, signor Ministro, perché è stata di solare evidenza l'attrezzatura concettuale inadeguata, inefficace, dannosa con cui si è proceduto: un paio di comunicati da parte del Ministero, silenzio assoluto da parte del Ministero delle politiche agricole. Sia chiaro: io non metto in dubbio la diligenza, lo scrupolo, l'impeccabilità dei controlli messi in atto. Dico solo che nella società della comunicazione un approccio burocratico alla questione della sicurezza alimentare è più antiquato e ridicolo delle crinoline ad un rave party.
Il dire e non dire dei burocrati ministeriali, caro Ministro, è esattamente quello che ci vuole perché il cittadino comune si preoccupi e, nel dubbio, si lasci prendere, se non dalla psicosi, quantomeno dalle suggestioni. E si sono visti i risultati: con le nostre insalate, i pomodori e poi è toccato ai cetrioli e così via. Sono stati lasciati a marcire nei mercatini, nel banco dell'ortofrutta dei supermercati e così via. Il danno al settore viene valutato solo in Italia nell'ordine di oltre 100 milioni di euro. Credo, onorevoli colleghi, che non debba fare impressione solo l'entità della cifra, ma anche il fatto che questo danno vada ad incidere in modo diffuso su un comparto già stremato.
Signor Ministro, lei lo ha ricordato poco fa: c'è stato un intervento dell'Unione europea, grazie anche alla sollecitazione delle stesse organizzazioni agricole, con uno stanziamento di 210 milioni di euro, ovviamente completamente insufficiente anche a coprire la metà dei costi sostenuti dagli agricoltori.
Si poteva fare altro? Si poteva fare meglio? Io direi proprio di sì. Perché ad esempio, onorevoli colleghi, prima dei nostri ortaggi erano finiti nell'occhio del ciclone i cetrioli spagnoli. Ne sono usciti perché è intervenuta tempestivamente e in modo inequivoco l'Agenzia nazionale spagnola per la sicurezza alimentare, cioè un organismo indipendente dal Governo e scientificamente qualificato, che ha potuto aprire immediatamente un dossier, compiere le necessarie verifiche e scagionare gli incolpevoli cetrioli iberici. I nostri cetrioli non hanno avuto la stessa fortuna perché questo Governo da tre anni ritarda o impedisce l'iter istitutivo della nostra Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare italiana che il Governo Prodi aveva già istituito nel 2008.
Signor Ministro, l'ho spesso ripetuto in quest'Aula: un conto è la gestione del rischio, che lei questo pomeriggio ci ha evidenziato, un altro è la sua valutazione, che ovviamente è preventiva rispetto a tutti i fenomeni che accadono. E stiamo ancora attendendo tutto il sistema dell'etichettatura e della tracciabilità dei nostri alimenti. Mi auguro che questa vicenda possa affrettare una decisione da parte del Governo in tal senso.
Ecco, onorevoli colleghi, così si creano i danni; che non vengono da una malaugurata mutazione del batterio Escherichia coli, da una sempre possibile incrinatura dei nostri meccanismi di filiera, con l'ingresso colposo o doloso nel ciclo alimentare di sostanze che nuocciono alla salute; vengono, questi danni, da un ritardo culturale, da una sprovvedutezza concettuale, che si rifiuta di comprendere il nesso fondamentale che c'è tra produzione agricola, zootecnica ed agroalimentare, ambiente e salute umana. Finché continueremo ad immaginare che questi tre temi vanno affrontati in modo indipendente e subordinato, finché non comprenderemo che la sicurezza alimentare è questione strategica dal punto di vista sia sociosanitario che economico, oltre che culturale, saremo ogni tanto chiamati in quest'Aula a dire parole amare sulla condizione dei nostri produttori e dei nostri consumatori.
Ecco perché, signor Ministro, pur ringraziandola per la sua presenza, che noi del Partito Democratico abbiamo sollecitato, mi sarei aspettata che ci fosse stato anche il Ministro delle politiche agricole, perché quello che hanno subito i nostri agricoltori in questi giorni, inconsapevoli di ciò che stava accadendo, è un danno irreparabile e incalcolabile. Le ricordo, signor Ministro, che sono stati distrutte, perché ovviamente incolte, intere produzioni di ortaggi, quando il nostro Paese è il maggiore esportatore in Europa di produzioni orticole. Si tratta di un danno per l'export italiano e per tutta la nostra economia.
Ecco perché servivano parole e decisioni chiare. Spero sia arrivato il momento, caro Ministro, di assumere finalmente una decisione sull'Agenzia, nella speranza che su questo tema non vi sia un pregiudizio ideologico. Lo so che è al di là della Linea gotica, ma spero che non ne facciate una questione di parte ideologica. Non si scherza sulla salute degli italiani.
Infine, signora Presidente, chiedo di poter allegare il testo integrale del mio intervento. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.
È iscritta a parlare la senatrice Castiglione. Ne ha facoltà.