DI NARDO (IdV). Signora Presidente, signor Ministro, a nome del mio Gruppo, non posso che esprimere soddisfazione per il fatto che lei, finalmente, si sia deciso a venire in Aula. Naturalmente, però, avremmo preferito che fosse venuto di sua iniziativa a riferire in Parlamento sulla questione dell'Escherichia coli. Chi le parla aveva chiesto, già all'inizio della settimana scorsa, di svolgere un dibattito sul problema, ma tale richiesta non ha ricevuto alcuna risposta, richiesta che è stata poi reiterata più volte anche per bocca del mio Capogruppo.
Alla fine abbiamo saputo che mancava una richiesta ufficiale: una risposta - me lo conceda, signor Ministro - quantomeno bislacca, perché su questioni urgenti - credo abbia sentito gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto - un Ministro che si rispetti avrebbe avuto il dovere di riferire al Parlamento senza la necessità di una lettera, anche per tranquillizzare gli agricoltori e i cittadini, per tranquillizzare, in sostanza, tutta la comunità. Evidentemente questo Governo ha bisogno di una richiesta scritta da parte del Gruppo dell'Italia dei Valori per fare il suo dovere.
Quello che si chiedeva non era nulla di così eccezionale: volevamo la tempestività, la trasparenza, la chiarezza su eventuali rischi per la salute e sulle misure adottate dal Governo per affrontare una situazione così delicata come quella che si è creata dopo la diffusione delle notizie provenienti dal Nord Europa.
Devo dire che lei è stato bravissimo, perché ci ha fatto una lezione da buon ricercatore; ci ha spiegato anche la causa, cosa che non è riuscita a fare la comunità internazionale in questi giorni. Sono veramente contento di questo.
Lei ha dichiarato, commentando l'ultima comunicazione del Ministro tedesco in materia di batterio killer, secondo cui i nuovi casi stanno diminuendo, che il picco dell'emergenza è superato e che ora il problema sta diventando di natura economica.
Ebbene, informare con tempestività i cittadini è importante anzitutto sotto l'aspetto sanitario e, come membro della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare del Senato della Repubblica (e vedo che ci sono colleghi della stessa Commissione), ritengo che in un caso come questo lo sia anche per tutelare soprattutto il comparto ortofrutticolo, che non può essere penalizzato dai ritardi e dalle incertezze dell'Esecutivo in un momento particolare come quello che stiamo attraversando, con la crisi economica del Paese e soprattutto dell'agricoltura.
Nessuno intendeva e intende fare allarmismo. L'altra volta fummo accusati di fare allarmismo perché in Germania c'era stato il problema dei maiali alla diossina, ma non era quello il nostro scopo, bensì solo quello di far capire a chi è interessato a questo settore che c'era un problema che si stava risolvendo. Lo dico perché quando in Italia si tocca la mozzarella di bufala, immediatamente tutta la comunità internazionale ci attacca, intervengono i Governi di tutto il mondo per dirci di attuare un blocco! E di conseguenza in Italia blocchiamo 12.000 operai che lavorano nel settore, fregandocene altamente di quello che sta succedendo. Pertanto, noi non volevamo fare allarmismo, ma solo chiarezza, come lei ha fatto, signor Ministro. Non c'era bisogno di mandare una lettera.
Semmai l'allarmismo lo ha creato proprio la mancanza di un'informazione ufficiale da parte degli organi competenti. È stata la ridda di voci che in questi giorni circolava a creare un allarmismo che ha già determinato gravi perdite per il comparto ortofrutticolo, ma anche in quello alimentare in generale. Sull'onda delle notizie siamo passati, in pochi giorni, dalla paura dei cetrioli a quella della carne di cervo, a quella dei germogli di soia, con il risultato che la sola Coldiretti dell'Emilia Romagna ha registrato 15 milioni di euro di danni, mentre in Italia complessivamente si arriverebbe a quasi 100 milioni. Per non parlare poi delle esportazioni italiane di ortofrutta fresca, di cui l'Italia è tra i primi produttori europei, esportando in tutto il mondo per un valore di 4,1 miliardi di euro.
È chiaro, signor Ministro, lei potrebbe obiettare che fa il Ministro della salute; infatti, noi avremmo voluto anche la presenza del Ministro delle politiche agricole, che è direttamente interessato a questa materia. I consumatori, non informati adeguatamente (come sempre accade in queste circostanze), stanno cambiando le proprie abitudini alimentari e il Ministro, invece di dire una parola di chiarezza su tutta la vicenda, aspettava una lettera ufficiale: è questo che rattrista noi dell'Italia dei Valori. È per questo che abbiamo continuamente richiesto questo intervento.
Come ho già avuto occasione di dichiarare, le rassicurazioni della prima ora, fornite dal Ministro della salute, non erano sufficienti e, dal momento che la stessa Commissione europea invitava a fare attenzione ai cetrioli contaminati, era opportuno, anzi necessario, sapere, per esempio, se nei fast food italiani ci fosse il rischio di imbattersi nel pericoloso batterio che già aveva fatto molte vittime in Germania.
È vero che oggi, grazie anche alla battaglia dell'Italia dei Valori, abbiamo una legge sull'etichettatura d'origine che tutela di più il consumatore, ma, quando si tratta della salute degli italiani, io credo che il principio di precauzione non sia mai eccessivo. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Belisario).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Astore. Ne ha facoltà.