FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, mi spiace non poter accogliere il seppur velato riferimento del senatore Caliendo alla buona fede di chi parla e degli altri colleghi dell'opposizione.
Allora, usciamo dalla metafora con parole chiarissime, che sono quelle usate dal presidente Gasparri, il quale, in tutta lealtà e in verità, ha detto una cosa semplice, che è all'origine di tutta questa discussione: con l'abolizione, operata con provvedimento di questo Governo, dell'Alto commissario contro la corruzione, le funzioni dell'Alto commissario sono state attribuite alla Funzione pubblica. Ed è altresì chiaro che tutto questo significa che, nel momento in cui devi creare un'Autorità indipendente di controllo e vigilanza che abbia poteri, non possono residuare presso la Funzione pubblica queste funzioni.
Il Comitato di cui parla l'emendamento del Governo non può essere l'Autorità nazionale contro la corruzione; può essere il Comitato per l'implementazione dell'organizzazione, del controllo di qualità, della verifica degli obiettivi, della formazione del personale per evitare e prevenire la corruzione nella pubblica amministrazione, ma non può essere l'Autorità indipendente contro la corruzione. Questo è il punto. Non può restare tutto accentrato sull'Esecutivo, attribuendo soltanto un pennacchio all'attuale CiVIT per risolvere la questione che oggi, e ieri, abbiamo dibattuto in quest'Aula.
Ha ancora ragione il presidente Gasparri quando dice che la questione è di un accordo politico, e l'accordo politico doveva essere preliminare alla presentazione dell'emendamento, perché c'è un'altra questione che io non ho nominato e che adesso nomino: insomma, sia ben chiaro, il Governo viene battuto in Aula e poi rimpannuccia la maggioranza e vince sullo stesso tema in Commissione. Questa è una lesione del principio democratico; non c'è garanzia per le opposizioni, ed è chiaro.
Noi abbiamo fatto un enorme sforzo di responsabilità; lo continuiamo a sostenere, vogliamo il provvedimento, vogliamo fare l'accordo politico, ma non possiamo essere presi in giro. Qua nessuno di noi ha l'anello al naso, nessuno; tutti noi abbiamo competenze parlamentari e anche qualche competenza tecnica per affrontare questo argomento, e non possiamo pensare che voi riteniate di poterci menare per il naso. Questo è il punto, semplice.
La Funzione pubblica può avere il potere - e deve avere il potere - di verificare l'implementazione del Piano nazionale che adotterà, perché le pubbliche amministrazioni si comportino secondo il principio di prevenzione della corruzione. Ma le funzioni terze, indipendenti, di vigilanza e di controllo, devono essere piene (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Pardi e Serra) e devono stare sulle spalle di un soggetto che non ha nessuna relazione con l'Esecutivo, altrimenti ci prendiamo in giro.
Le dico un'altra cosa, senatore Caliendo: noi siamo responsabili anche sotto il profilo della spesa e lo abbiamo sempre dimostrato in quest'Aula, e l'invarianza della spesa non può determinare la varianza delle funzioni e assecondare il vostro disegno; non può essere uno schermo dietro il quale nascondete un'altra cosa. Se è così, o si fa l'accordo politico e si va in Commissione, oppure si ricomincia daccapo; o stralciate (come ieri lo stesso Governo ha detto, affermando che l'articolo 1 poteva essere messo da parte) oppure si va ad una verifica certosina, rigorosissima e puntuale dell'ammissibilità di un nuovo testo. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Serra).