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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 565 del 09/06/2011


D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Signor Presidente, intervengo per richiamare il comma 2 dell'articolo 97 del Regolamento. Il presidente Gasparri ha fatto una ricostruzione esatta dei lavori della Conferenza dei Capigruppo di ieri. Probabilmente gli è sfuggito il seguente passaggio: l'intesa per la trasmissione in Commissione di un nuovo emendamento del Governo partiva e parte dal presupposto che questo nuovo emendamento fosse ammissibile ai sensi del comma 2 dell'articolo 97. Anche se volessimo accedere ad una tesi diversa, non potremmo farlo perché il Regolamento del Senato prevede espressamente che sia il Presidente a decidere in maniera insindacabile in ordine alla inammissibilità di emendamenti e di ordini del giorno in contrasto dal punto di vista sostanziale e formale con precedenti deliberazioni dell'Assemblea.

È evidente che abbiamo dato la nostra disponibilità proprio perché siamo interessati a scrivere insieme una norma sull'Autorità anticorruzione che sia seria, e non una presa in giro. Però, dobbiamo fare questo nel rispetto del dettato del Regolamento. Quindi, dobbiamo costruire una norma che sia intanto suscettibile di passare il vaglio di ammissibilità. Questo emendamento proposto dal Governo non lo è.

TOFANI (PdL). È cambiato.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Non lo è, collega. Lo deve cambiare il Governo. Altrimenti, non è ammissibile.

La questione di fondo è che il Senato si è già pronunciato su questa disposizione, dicendo che l'Autorità anticorruzione deve essere cosa diversa dall'Esecutivo; non può essere soggetta ad alcun vincolo di ordine gerarchico, funzionale e così via dell'Esecutivo.

Qualunque disposizione noi presentiamo che abbia questo contenuto è oggettivamente inammissibile; quindi non può essere oggetto di discussione. Il sottosegretario Augello sa molto bene che noi abbiamo dato una disponibilità a svolgere una discussione rispetto ad esigenze amministrative del Governo relative ad una struttura interministeriale che faccia da coordinamento amministrativo e sia una interfaccia dell'Autorità anticorruzione, ma un'interfaccia, non la stessa cosa.

E questa è una discussione. È vero quanto dice il sottosegretario Augello che l'articolo 6 della Convenzione prevede la possibilità che vi siano più organi che si occupino della stessa questione. Ma al sottosegretario Augello sfugge un trascurabile dettaglio: il comma 2 dell'articolo 6 della Convenzione, al di là delle favole, dice chiaramente che l'Autorità anticorruzione deve essere indipendente e autonoma; Autorità anticorruzione che voi qualificate essere un non meglio determinato comitato interministeriale. Quindi, una stesura del testo ancora più grave, a mio parere, signor Sottosegretario. Ed è ancora più grave allorquando non disciplinate neanche i contenuti della funzione e le garanzie di questa Autorità; Autorità che peraltro deve essere autonoma e indipendente secondo i principi dell'ordinamento dello Stato membro, quindi, per quanto ci riguarda, come le è noto, secondo i principi della nostra Carta costituzionale, che dicono con esattezza quando si è in presenza di un ente autonomo e indipendente. Quindi, certamente la CiVIT, che è una Commissione che si occupa - o dovrebbe occuparsi - della valutazione dei dirigenti, è sotto la vigilanza, il controllo ed il rapporto funzionale e gerarchico del Ministro della funzione pubblica, il cui Dipartimento è incardinato presso la Presidenza del Consiglio.

Dal punto di vista sia formale che sostanziale siamo in presenza di una norma che non può essere trasmessa in Commissione né oggetto di esame da parte della Commissione o dell'Aula perché oggettivamente inammissibile. Su questa questione chiediamo formalmente che il Presidente del Senato si pronunci, ai sensi del secondo comma dell'articolo 97 del nostro Regolamento. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e PD).