CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, avevo domandato di parlare prima del senatore Quagliariello perché ho molto rispetto dell'opposizione e delle cose che ci diciamo. Sono convinto della necessità che questo disegno di legge diventi legge al più presto, ma perché questo avvenga - ce lo siamo già detto ieri - è necessario che resti l'invarianza della spesa.
E perché questo avvenga, non ho mai rivendicato, anche nei colloqui, di pretendere l'Autorità centrale, come ha fatto il senatore Li Gotti nel suo disegno di legge di ratifica della Convenzione di Strasburgo, nel senso di attribuirla al Ministero della giustizia. Ho pensato alla commissione, e di questo mi darà atto la presidente Finocchiaro: non ero d'accordo con quella commissione, che abbiamo indicato esclusivamente come ipotesi; un'ipotesi contemplata da un emendamento dell'opposizione, non della maggioranza.
Nello stesso tempo, abbiamo indicato a voi, ieri, un comitato, che, anche se non per forza con quelle Autorità, sia di controllo effettivo, a differenza dell'alto commissario per la corruzione cui facevano riferimento i senatori Serra e D'Alia.
Teniamo conto che con questa legge si svuotano i poteri che aveva una volta l'Alto commissario, perché con essa andiamo a stabilire norme ben precise. Vogliamo attribuire l'attività di controllo all'Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici? Noi - e credo di interpretare il pensiero del sottosegretario Augello e dell'intero Governo - abbiamo fatto una proposta convinti che non fosse la soluzione finale ma il viatico per andare in Commissione e discutere di due principi: l'attività di coordinamento come è svolta oggi dalla Funzione pubblica deve continuare a essere svolta da quest'ultima, altrimenti l'equilibrio tra le diverse posizioni non lo raggiungeremo mai; abbiamo necessità di stabilire un'Autorità di controllo che sia al di fuori della politica, al di fuori dei Ministeri: individuiamola insieme. Volete che riscriviamo l'emendamento? Noi lo possiamo ritirare (riscriverlo serve a ben poco, presidente Finocchiaro), purché ci sia un'intenzione seria: l'Autorità deve essere indipendente e di controllo, cioè di verifica dell'idoneità delle norme che andiamo a scrivere, perché il fenomeno della corruzione sia effettivamente combattuto. Circa il caso in cui, per ipotesi, quelle attività e quei controlli non funzionino, questa mattina il senatore D'Ambrosio mi ricordava correttamente della possibilità di tenere conto di quanto è previsto all'articolo 2 e che anche il comitato di controllo di cui all'articolo 8 potrebbe essere preso in considerazione. Non dico di no, come vedete c'è da parte di tutti la possibilità di fare valutazioni diverse, ma dobbiamo intenderci su che cosa sia l'attività di controllo. Il senatore D'Alia mi dice che il Piano nazionale anticorruzione non lo può fare il Dipartimento della funzione pubblica, o non vi può partecipare: ma allora non ci siamo compresi sull'attività di coordinamento e di controllo.
Identifichiamo l'attività di controllo, che è quella di verificare la funzionalità delle norme e l'idoneità delle stesse a garantire la lotta alla corruzione e a garantire la trasparenza nell'attività della pubblica amministrazione; aggiungiamo tutto quello che volete, ma dobbiamo identificare l'attività di controllo. Dopodiché, pensiamo a quale può essere l'Autorità. Se invece continuiamo in una discussione sulle virgole, oppure sui profili che attengono al Regolamento, non ne usciamo. Sono d'accordo con la presidente Finocchiaro a dire che la soluzione è politica e la si trova solo se vi vuole, da parte della maggioranza e dell'opposizione, identificare un percorso, che è a mio avviso quello del ritorno in Commissione, in cui trovare una soluzione a questi aspetti. Se invece si vuole un'Autorità sul modello di quanto abbiamo normalmente pensato per altre Autorità indipendenti, che svolga tutte le funzioni di coordinamento e controllo, probabilmente non ne usciremo mai.
Credo anch'io nella buona fede della presidente Finocchiaro, del collega Li Gotti e di altri; nel momento in cui diciamo che l'attività di coordinamento resta alla Funzione pubblica e che quella di controllo dobbiamo identificarla, così come dobbiamo identificare la relativa Autorità, credo che tali aspetti debbano essere verificati in Commissione.