la società Marinella SpA proprietaria della tenuta di Marinella, parte preponderante dell'omonima piana in prossimità del fiume Magra (provincia de La Spezia, comuni di Ameglia, Ortonovo e Sarzana), intende realizzare un progetto denominato progetto Marinella, in area soggetta a vincoli paesaggistici. Il progetto è originato da un masterplan del 2004, approvato poi con modifiche nella Conferenza provinciale preliminare dei servizi nel 2007;
il borgo di Marinella, ivi presente, è vincolato paesaggisticamente dal 1992 con decreto del Ministro per i beni culturali, in quanto unico esempio in Liguria di urbanistica rurale pianificata, tra '800 e '900;
la piana è vincolata dalla legge paesistica n. 1497 del 1939, in seguito abrogata (si veda il vigente codice di beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004) e tale vincolo nasce da vari fattori, anche legati alla prospettiva scenico-panoramica dell'area, dalla quale si gode di un'inimitabile vista delle alpi Apuane, e alla particolare centuriazione del tessuto agricolo così come da bonifica dell'area effettuata da Carlo Fabbricotti tra la fine dell'800 e l'inizio del '900;
sull'area insiste inoltre un vincolo urbanistico, configurandosi essa come "parco campagna" previsto con il piano regolatore generale del Comune del 1995;
nel progetto si prevede la realizzazione di un grosso scavo nella frazione di Fiumaretta, a monte della confluenza tra il torrente Bettigna e il fiume Magra, con la realizzazione in fregio di infrastrutture nautiche e unità abitative e commerciali per un totale di oltre 22.000 metri quadrati, su un totale di oltre 75.000 metri quadrati sparsi in tutta la piana;
va anche evidenziato che l'area interessata dal progetto è in parte nel parco naturale regionale di Montemarcello-Magra, e ricade interamente all'interno dei due siti d'interesse comunitario (SIC) denominati parco della Magra-Vara (IT 1343502) e piana del Magra (IT 1345101);
è importante sottolineare che, come si deduce da alcuni pregevoli saggi pubblicati dalla Soprintendenza archeologica, a seguito anche delle indagini condotte negli anni '80, presso il corso del torrente Bettigna è stanziato un insediamento di epoca romana oggetto di vincolo archeologico, contenente il sito dell'antica chiesa di San Maurizio (forse fondata addirittura nei primi tempi del Cristianesimo, collegata come dipendenza all'abbazia di San Venanzio di Ceparana), quello del castrum duecentesco fondato dal vescovo Enrico da Fucecchio, e quello del porto che - forse anche con spostamenti - ebbe una vita ininterrotta dal primo periodo degli stanziamenti romani almeno fino al XV secolo, e che si collocano nel medesimo terreno vincolato o, come da studi più recenti, in altra area vicina, non vincolata e quindi oggetto dei grandi sventramenti previsti per ospitare il grande invaso d'acqua del progetto;
qualora scavi archeologici preventivi consentissero di mettere in luce tali strutture, esse dovrebbero integrarsi con un'ottica di giusta tutela ambientale, cosa ben difficile da conseguire, dato che sarebbero inseriti all'interno di un piano urbanistico decisamente invasivo, il quale non solo verrebbe a modificare l'aspetto di tenuta agricola dell'area, ma soprattutto a disperdere un patrimonio archeologico che potrebbe riservare grandi sorprese, come del resto è successo nella stessa area della città di Luni, e potenzialità di una sua valorizzazione;
la presenza di tale importante giacimento culturale sarebbe stata rilevata nelle stesse indagini condotte dai tecnici di Marinella SpA, dove si parla dell'esistenza di un insediamento abitativo di epoca romana, di una concentrazione (di 15 metri per 10) di materiali ceramici, laterizi, elementi metallici sepolti ma anche di possibili relazioni con imbarcazioni o strutture archeologiche poste sul limite di costa,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non intenda urgentemente attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, a tutela dell'area e dei beni paesaggistici, culturali e archeologici in essa contenuti.
(4-05361)