le varietà di frumento coltivate oggi in Italia non sono più di 10 mentre un secolo fa erano circa 400;
meno del 3 per cento delle varietà di tutti i prodotti agricoli sono più vecchie di 35 anni e non pagano royalties in quanto patrimonio collettivo; vanno gradualmente perdendosi, sostituite da ibridi F1 e vengono cancellate dai registri europei;
sono ibridi oltre il 90 per cento delle sementi commerciali dei principali ortaggi: cetrioli, angurie, pomodori, melanzane, zucchine, peperoni;
considerato che si tratta di un indebolimento generale dell'intero comparto agricolo e l'agricoltore è costretto ad acquistare ogni anno sementi ibride ad un costo a volte superiore al ricavo che otterrà dall'impiego dell'ibrido stesso;
ritenuto che per arginare tale fenomeno occorre che le Regioni emanino specifiche leggi di conservazione per la tutela delle varietà locali, leggi attorno alle quali si è ripetutamente discusso ma che sono ancora inesistenti o lontane dalla loro attuazione,
si chiede di conoscere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga fondamentale, pur nel rispetto della ricerca di nuove varietà, intraprendere azioni di stimolo e coordinamento per preservare i semi antichi, affinché non scompaia questo prezioso patrimonio genetico;
se non ritenga necessario promuovere azioni sinergiche con il coinvolgimento degli istituti di ricerca (come i CRA - Centri per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) che operano all'interno dei programmi regionali di salvaguardia delle varietà e razze locali, affinché siano disponibili a collaborare con agricoltori o appassionati custodi dei semi per una concreta salvaguardia della biodiversità.
(4-05359)