Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1226 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 565 del 09/06/2011


PERDUCA, PORETTI, CARLONI, CHIAROMONTE - Al Ministro dell'interno - Premesso che dal 21 aprile 2011 la tendopoli Centro accoglienza immigrati allestita presso l'ex caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) è stata trasformata in Centro di identificazione ed espulsione (CIE). Tale cambiamento ha quindi generato timori nei presenti che hanno tentato la fuga scontrandosi con la resistenza delle Forze dell'ordine: gli scontri hanno avuto come risultato feriti da ambo le parti e il danneggiamento di parte delle strutture che non sono mai state sostituite (letti, tavoli e sedie) per motivi di sicurezza e tale privazione ha ulteriormente aggravato la qualità del trattenimento dei quasi 100 tunisini presenti;

considerato che:

a seguito del mutamento della natura della struttura anche lo status giuridico dei presenti ha subito una radicale modifica innescando una serie di complicati e incerti iter legali per consentire ai presenti di fare richiesta di protezione da parte della Repubblica italiana;

comunque i presenti avevano espresso il desiderio di godere del trattamento riservato a coloro che li avevano di poco preceduti e ai quali era stato concesso un permesso di soggiorno temporaneo anche al fine di poter viaggiare regolarmente all'interno dell'area Schengen;

considerato altresì che:

seppur con grave ritardo, tutti i presenti hanno potuto presentare alla Commissione territoriale il proprio caso e fare richiesta di protezione. Solo a una persona è stata riconosciuta la possibilità di avvalersi della protezione sussidiaria;

era in preparazione una lunga serie di ricorsi alla Commissione territoriale, al TAR della Sicilia, al Tribunale di Palermo e alla Corte europea di Strasburgo che si scontravano con la totale incertezza delle competenze giurisdizionali e dell'interpretazione normativa;

tale incertezza ha aggravato la tenuta psicofisica dei presenti nel CIE che recentemente aveva portato ad atti di autolesionismo testimoniati anche dagli interroganti;

intorno alle ore 3 dell'8 giugno, secondo testimonianze indirette, sarebbe scoppiato un incendio all'interno del CIE e a seguito dell'intervento delle Forze dell'ordine vi sono stati scontri che hanno provocato feriti in ambo i campi,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo possa definire nel dettaglio la situazione clinica dei presenti al fine di verificare l'assistenza psicofisica fornita a chi vive in stato di grande stress;

se possa indicare il numero dei feriti e la tipologia delle ferite;

se esistano documentazioni fotografiche dell'incendio e degli scontri;

se, in caso contrario, non ritenga utile chiedere la collaborazione tecnica dell'adiacente complesso carcerario militare dotato di telecamere perimetrali al fine di accertare la natura dell'accaduto;

quali eventuali provvedimenti disciplinari si intendano adottare nei confronti dei presenti;

se, anche alla luce degli atti frutto dell'esasperazione che hanno più volte caratterizzato la vita nei CIE, non ritenga opportuno passare alla chiusura di tali strutture concedendo permessi di soggiorno temporanei oppure ridistribuendo in strutture più adeguate le centinaia di tunisini arrivati dopo il 5 aprile che, per poche ore, hanno subito un trattamento a giudizio degli interroganti arbitrariamente diverso rispetto a quello dei loro connazionali.

(3-02227)