Per lo svolgimento e la risposta scritta ad interrogazioni
BUGNANO (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUGNANO (IdV). Signor Presidente, vorrei sottoporre all'attenzione dell'Aula un problema che si sta verificando in relazione alle graduatorie ad esaurimento della scuola.
Al di là del merito della vicenda, tengo a sottolineare che l'Italia dei Valori è assolutamente e senza che possano esservi dubbi al riguardo favorevole ad una impostazione di dette graduatorie per meriti e non per anzianità di permanenza. Inoltre, è indubbio che il ministro Gelmini abbia creato, con una serie di provvedimenti emanati nell'ultimo anno, rilevanti problemi, che hanno originato numerosissimi ricorsi al TAR del Lazio e una pronuncia della Corte costituzionale. Desidero ricordare che quest'ultima ha dichiarato l'incostituzionalità di una norma voluta dal ministro Gelmini che prevedeva l'inserimento tout court in coda di chi si trasferisse da una graduatoria provinciale ad un'altra.
Ora, Presidente, il problema che desidero sottoporre alla sua attenzione è che i tantissimi docenti precari che hanno fatto ricorso al TAR del Lazio hanno ottenuto delle ordinanze sospensive di un provvedimento che li avrebbe visti inseriti in coda alle graduatorie, non sulla base di una valutazione dei meriti, perché se fosse questo nulla quaestio visto che - come ho detto prima - siamo favorevoli a premiare il merito. Il problema è dato dal fatto che nel 2011è intervenuta una pronuncia della Corte di cassazione a sezioni unite che peraltro non fa altro che confermare la precedente giurisprudenza sul punto, la quale afferma che il TAR non ha giurisdizione sulle questioni riguardanti le graduatorie degli insegnanti. È successo che sono stati nominati commissari ad acta per dare esecuzione a queste ordinanze sospensive del TAR Lazio che stanno comunque esercitando il loro ruolo facendo gli inserimenti e modificando le graduatorie provinciali. Tuttavia, lo stanno facendo illegittimamente, perché quel provvedimento del TAR non esiste, è illegittimo, non avendo il TAR stesso giurisdizione per pronunciarlo.
So che il Ministro è stato già interessato della questione, ma non ha ancora preso alcun provvedimento. Ieri ho anche depositato l'interrogazione 4-05262 al Ministro e spero che al più presto i commissari ad acta vengano revocati.
PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di sollecitare il Ministro a fornire una risposta al riguardo.
LANNUTTI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, sollecito la risposta ad alcune interrogazioni che sono state presentate circa un anno e mezzo fa sulle casse di previdenza: quelle privatizzate, infarcite di titoli tossici. In particolare, chiedo la risposta all'atto 4-03467 del 15 luglio 2010 riguardante l'ENPAM, l'ente pensionistico di medici e dentisti, che aveva investito centinaia di milioni di euro in CDS (Credit Default Swap)ed obbligazioni ad alto rischio. Nel bilancio 2009 dell'ENPAM erano stati accantonati 329 milioni su un totale di valore nominale di titoli a rischio capitale o contrattuale di 931,5 milioni di euro.
Signor Presidente, facendo parte della Commissione parlamentare bicamerale di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale so che dopo l'indagine conoscitiva sui titoli tossici è emerso che 14 delle 22 casse di previdenza erano infarcite di titoli tossici, venduti soprattutto in paradisi fiscali come le Cayman, e che per ripianare le perdite molti di essi dovranno dismettere il patrimonio immobiliare, creando grandi problemi agli inquilini e a coloro che non si possono permettere di acquistare un immobile.
Per quanto riguarda l'ENPAM, cinque Ordini dei medici e un consigliere di amministrazione hanno depositato un esposto alla procura della Repubblica relativo alla gestione finanziaria dell'ente. In questo esposto - indirizzato alla procura di Roma, alla Corte dei conti, alla Commissione parlamentare e ad altri - si sospetta un danno di un miliardo di euro per una gestione fallimentare. Gli Ordini che hanno presentato l'esposto sono quelli di Catania, signor Presidente, Ferrara, Potenza, Bologna, Latina, oltre al professor Salvatore Sciacchitano del consiglio d'amministrazione dell'ENPAM.
Se il Governo, invece di essere distratto, rispondesse puntualmente alle interrogazioni forse riuscirebbe a prevenire fenomeni di mala gestio che possono mettere a rischio il risparmio previdenziale di migliaia di iscritti, come nel caso di specie. Mi perdonerà, signor Presidente, se continuerò a porre questi problemi ma il sudato risparmio previdenziale non può essere messo a repentaglio da investimenti a rischio in titoli tossici, soprattutto nelle isole Cayman. (Applausi del senatore Peterlini. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Daremo corso a questi solleciti, senatore Lannutti.
PEDICA (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEDICA (IdV). Signor Presidente, un paio di giorni fa ho presentato l'interrogazione 4-05214 al Ministro della giustizia e al Ministro dell'interno per un fatto alquanto increscioso e preoccupante. Ho ricevuto una notifica da parte dei carabinieri di Roma inviata non al mio indirizzo abituale (sono residente da trent'anni in un'abitazione regolarmente denunciata ai carabinieri) ma presso un palazzo dove mi reco occasionalmente per far visita a degli amici. Come se venissi a trovare lei, signor Presidente, a casa sua, e lì mi arrivasse una notifica dei carabinieri. Questa è una anomalia: è come se qualcuno dicesse che sa che frequento anche quel palazzo.
La mia preoccupazione è data da due motivi. Mi sono recato alla caserma di Roma dei carabinieri da cui è stata inoltrata la notifica, e mi hanno riferito che l'indirizzo è stato fornito dal maresciallo dei carabinieri di Fondi, dove ho combattuto una grossa battaglia contro la criminalità organizzata. Per questo, ho interrogato il Ministro dell'interno e quello della giustizia per far presente che quel maresciallo ‑ se è stato lui, o chiunque altro abbia fornito quell'indirizzo - a mio parere ha voluto dare un preciso messaggio, e cioè: sappiamo che vai anche in quella casa. Se così fosse, questo rappresenterebbe un fatto grave, che comunico alla Presidenza: non voglio sottovalutarlo, perché è di una gravità estrema. È come se frequentassi il suo appartamento, signor Presidente, e lì mi arrivasse una notifica. Viene da chiedersi: chi ha fornito l'indirizzo di casa sua, signor Presidente? (Applausi dal senatore Peterlini).
PRESIDENTE. Senatore Pedica, non so se quanto dice lei corrisponda esattamente al vero. Se dovesse essere così, le assicuro che ciò costituisce un fatto molto grave, e lei sa benissimo che il Parlamento, tutelando lei in questa posizione, tutela anche la sua funzione.
PITTONI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PITTONI (LNP). Signor Presidente, intervengo sullo stesso argomento affrontato poco fa dalla senatrice Bugnano e cioè sulla questione dei commissari ad acta per le graduatorie dei docenti. Ho depositato non una, ma due interrogazioni (la 3-02180 e la 4-05224), una rivolta al Ministro dell'istruzione e una alla Presidenza del Consiglio, in cui chiedo che si intervenga sull'avvocatura dello Stato affinché solleciti il TAR a ritirare la nomina dei commissari.
Infatti, dopo che il TAR ha dichiarato la propria incompetenza sulla questione delle graduatorie, non si capisce perché i commissari siano ancora in attività e stiano imponendo l'inserimento degli insegnanti ricorrenti, che invece dovrebbero ripartire da capo secondo un iter diverso e rivolgendosi questa volta al tribunale ordinario.
PRESIDENTE. La Presidenza prende atto delle sue dichiarazioni.