Passiamo alla votazione finale.
PEDICA (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEDICA (IdV). Signora Presidente, ho ascoltato sia la discussione generale che l'esame degli emendamenti, alcuni dei quali sono passati, creando (e lo ripeto, come ho già fatto in sede di discussione generale), ancora più confusione.
Io mi rammarico che i due punti focali della proposta dell'Italia dei Valori non siano stati capiti e apprezzati, non so se volutamente, anche da parte dell'opposizione.
Dato il fine del provvedimento, ossia quello di riformare la disciplina in tema di italiani residenti all'estero, soprattutto nella prospettiva della semplificazione e dell'efficienza degli istituti di rappresentanza degli stessi, scegliere di seguire gli importanti spunti dati dal Gruppo dell'Italia dei Valori avrebbe permesso di addivenire ad un testo - a mio avviso - di gran lunga superiore.
La soppressione del Consiglio generale degli italiani all'estero e il trasferimento di alcune sue competenze ai COMITES, non solo avrebbero rappresentato un passo in avanti per il nostro Paese, ma avrebbero anche determinato, e si tratta di un aspetto non trascurabile, un significativo risparmio economico. Ma ho visto che così non si è voluto fare.
I COMITES, come anche il CGIE, rappresentano un unicum, sono di fatto una anomalia tutta italiana nel sistema istituzionale, comunitario e non. Ad opinione dell'Italia dei Valori, ci troviamo di fronte purtroppo ad un'ennesima occasione mancata.
Sono veramente rammaricato, come tutto il mio Gruppo, che non si sia optato per la scelta più utile per il Paese, sia sotto il profilo strettamente funzionale, sia sotto quello squisitamente economico. Ancora una volta, infatti, si sceglie di preferire le lungaggini burocratiche, a discapito del risparmio economico. È ovvio che anche su questo punto l'Italia dei Valori, da sempre contraria ad ogni spreco delle risorse economiche pubbliche, aveva cercato di intervenire. Ovviamente invano!
Il testo in esame è la dimostrazione di come questo non sia il modo per migliorare la rappresentanza e l'immagine stessa del nostro Paese e dei nostri concittadini all'estero. Ribadisco che sarebbe necessario ricominciare da capo con maggiore attenzione, con più diligenza, attraverso la predisposizione di un tavolo cui possano sedersi anche i rappresentanti del CGIE e quelli dei COMITES per traguardare una soluzione condivisa, e non una soluzione imposta dall'alto come quella che si realizzerebbe (e io mi auguro che non accada) se passasse il provvedimento oggi in discussione.
Ripeto per l'ennesima volta le parole pronunciate a Torino: questo testo creerà solo confusione e annullerà l'operazione e l'operatività degli italiani all'estero.
Il testo che avevo proposto, finalizzato a riformare veramente in meglio la disciplina degli italiani residenti all'estero attraverso la predisposizione di un tavolo al quale avrebbero potuto sedersi tutti gli interessati, non prevedeva una imposizione dall'alto, come fa e come farà in futuro questa legge, ma avrebbe consentito a COMITES e CGIE di riscrivere un futuro sicuramente migliore, più trasparente e sicuramente meno confuso.
Purtroppo, con un po' di dispiacere, soprattutto dopo avere cercato di contribuire al meglio alla realizzazione di questa riforma, devo dichiarare il voto contrario mio e del Gruppo Italia dei Valori. Ripeto, sono dispiaciuto perché questo disegno di legge non rappresenterà il futuro degli italiani all'estero ma creerà per loro solo confusione, perché non capiranno le regole e non avranno certezze. Da questo provvedimento, infatti, tutto uscirà fuori tranne che regole e certezze. Ripeto, ne deriverà solo confusione e abbandono degli italiani all'estero. Questo è il nostro pensiero. (Applausi dal Gruppo IdV).
GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Signora Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione affari esteri ha finalmente concluso l'esame del disegno di legge recante modifiche alle leggi in materia di Comitato degli italiani all'estero e di Consiglio generale degli italiani all'estero.
Avendo delle perplessità circa l'affrettata conclusione del provvedimento, vi chiedo di concedermi qualche minuto per esaminare come sia stato affrontato l'argomento in Commissione e come si sia giunti alla sua approvazione.
La discussione ha avuto inizio l'8 aprile 2009 con l'illustrazione dei disegni di legge di riforma dei COMITES e del CGIE. Nella seduta successiva del 22 aprile veniva proposta la costituzione di un Comitato ristretto al fine di redigere un testo unificato. Ci sono voluti circa otto mesi perché il suddetto Comitato redigesse questo testo e altri due per iniziare la discussione generale. Poi, l'arresto da parte della Commissione bilancio che, per svariati mesi, non ha espresso il parere sugli emendamenti.
Oggi, a distanza di due anni dall'inizio della discussione, ci accingiamo ad approvare modifiche che regolano la vita dei COMITES e del CGIE per renderli, a dire della maggioranza, più consoni ai tempi attuali.
Credetemi, non enfatizzo l'approvazione del nuovo testo proposto. Tuttavia, ritengo che questo abbia stravolto completamente la struttura delle leggi riferite ai COMITES e al CGIE. É questo il motivo che mi ha spinto a ritirare tutti gli emendamenti a mia firma.
Analizzando il provvedimento possiamo notare come questo non si riferisca più ad una sorta di riorganizzazione, ma sia piuttosto da ritenersi una vera e propria nuova disposizione. All'interno di questo nuovo testo si evincono alcune modifiche. Cito le più rilevanti per non dilungarmi troppo.
Innanzitutto, si stabilisce una netta riduzione del numero dei COMITES che, secondo il mio punto di vista, porterebbe ad una frattura tra rappresentanza di base e territorio, con conseguente possibilità per ogni cittadino di non partecipare più realmente alla vita della comunità. In secondo luogo, si introduce il sistema elettorale maggioritario. Si determina poi una inspiegabile penalizzazione del mondo associativo, che non avrà più ruolo all'interno dei COMITES e del CGIE. Inoltre, non sono più previsti i pareri da parte dei COMITES, quando invece si chiedeva di intervenire per renderli quanto più contundenti e incidenti. Infine, si prefigura forse l'abolizione del CGIE.
Vorrei spendere qualche parola in più su quest'ultimo punto. Sono favorevole a che tali organismi vengano riformati; bisogna però fare molta attenzione al testo giunto in Aula il quale, se venisse approvato così com'è uscito dalla Commissione, entrerebbe in collisione con l'orientamento di gran parte del CGIE e della quasi totalità dei COMITES e accentuerebbe, in modo forse irreversibile, il distacco già evidente verso gli istituti di rappresentanza da parte delle nostre collettività all'estero.
Il lavoro in Commissione doveva essere ispirato dalla consapevolezza che gli italiani residenti all'estero sono una risorsa per l'Italia: una risorsa economica, sociale, culturale e politica; ma questo, a mio avviso, non è quello che la maggioranza ha voluto recepire.
In Commissione avevamo l'opportunità di dare un segnale forte a tutti quegli italiani nel mondo che ci hanno votato per essere qui. Se ci circondiamo di persone che ci danno fiducia e credono in noi, tutto diventa più semplice: purtroppo, non siamo in grado di trasmettere loro queste garanzie.
Come possiamo tranquillizzare i nostri referenti all'estero quando il senatore Tofani, in un'intervista rilasciata il 4 maggio scorso ad ItaliaLavoro TV, ha dichiarato che «ci sono emendamenti che possono essere riformulati purché non stravolgano il testo»? Quindi ha affermato che «non c'è chiusura», ribadendo tuttavia che «per lo stravolgimento del testo non ci sarà spazio». Questa dichiarazione è stata rilasciata il giorno dopo la conclusione dell'esame in Commissione affari esteri, quando proprio in quella sede si era deciso di rinunciare alla presentazione di proposte emendative e rinviare il testo in Assemblea senza alcuna modifica. Spiegatemi, quindi, il motivo per cui il disegno di legge, calendarizzato in Aula per il 30 marzo, non sia stato approvato rendendosi doveroso il rinvio in Commissione.
Ed ancora vorrei capire se era necessario questo ulteriore passaggio, dal momento che in Commissione, il 3 maggio, lo stesso relatore, senza che al testo fossero state apportate modifiche, ha chiesto «che il provvedimento venga nuovamente affidato all'Assemblea, sussistendo le condizioni per una conclusione dell'esame in prima lettura». Si cambiano posizioni un giorno sì e l'altro anche.
Forse l'intento del Governo, con le sue continue e complicate azioni, era quello di affermare la propria volontà scoraggiando così i nostri connazionali.
Oggi siamo in procinto di concludere il percorso di questo disegno di legge. Il testo, una volta approvato, passerà alla Camera dei deputati, dove mi auguro che l'argomento venga trattato con maggiore interesse, e soprattutto con una più precisa ed approfondita discussione.
Sulla base di quanto detto, dichiaro, a nome del mio Gruppo, voto contrario all'approvazione del disegno di legge in esame, in quanto credo sarebbe stata opportuna maggiore consapevolezza circa la necessità di modificare le attuali leggi e non complicare e riscrivere pagine che hanno permesso un importante processo di sviluppo alla partecipazione attiva da parte della collettività italiana nel mondo. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI. Congratulazioni).
Presidenza della vice presidente MAURO (ore 11,33)
PALMIZIO (CN-Io Sud). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMIZIO (CN-Io Sud). Signora Presidente, colleghi, desidero annunziare il voto favorevole del Gruppo di Coesione Nazionale-Io Sud ad un disegno di legge di riforma di cui si é discusso per più di due anni. Un provvedimento che poteva forse essere migliore, ma che rappresenta il miglior compromesso raggiungibile in quest'Aula e in Commissione affari esteri. Esso introduce alcuni fattori estremamente importanti, dei quali citerò uno soltanto: la certezza sul voto postale degli italiani all'estero tramite l'invio in allegato dei documenti e la firma del certificato elettorale. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud).
FILIPPI Alberto (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FILIPPI Alberto (LNP). Signora Presidente, abbiamo avuto ampiamente modo, in sede di discussione generale, di sottolineare la positività del provvedimento in esame e l'importante lavoro svolto dal Comitato ristretto in Commissione, con le varie audizioni.
È stato un lavoro lungo, meditato e svolto il più possibile insieme, per presentare all'Assemblea un provvedimento importante, che contenesse le voci ed il contributo di tutti, anche dell'opposizione. Un provvedimento, quindi, trasversale.
Ovviamente c'è soddisfazione per la riformulazione anche da parte del relatore degli emendamenti proposti dal nostro Gruppo che riguardano la certezza del voto, evidentemente uno degli annosi problemi che doveva trovare una soluzione. Certamente, non si è arrivati alla perfezione, ma si è sicuramente andati nella giusta direzione, e per questo annuncio il voto favorevole della Lega Nord.
TONINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TONINI (PD). Signora Presidente, credo che quello svolto prima in Commissione affari esteri e poi nell'Aula del Senato in questi due giorni, sia stato un buon lavoro, che credo abbia dato smalto al Parlamento. È stata una buona pagina di lavoro parlamentare.
Questa legge nasce per iniziativa parlamentare. Innanzi tutto, il primo disegno di legge in materia è stato quello del nostro collega Micheloni, che ha aperto la strada a tale confronto. Poi c'è stato il lavoro importante e molto aperto del relatore Tofani, di cui gli diamo atto, e un atteggiamento positivo e costruttivo da parte del Governo. Tutto ciò si è rispecchiato nel clima che si respirava in Aula in questi due giorni, che, a me piace rimarcare, è positivo e costruttivo, e grazie al quale si è anche riusciti a far cambiare idea gli uni agli altri. Il Parlamento dovrebbe essere questo, il luogo dove ci si parla, anche con l'ambizione e la presunzione di convincersi a vicenda e quindi, possibilmente, di trovare insieme le soluzioni migliori.
Naturalmente, quando poi si va al voto finale, bisogna tirare una riga e fare un somma algebrica tra i più e i meno. Ci sono molti più in questa riforma che, vorrei dire, è istituzionale: non è un provvedimento tra i tanti ma che ha a che fare con regole e istituzioni importanti per la nostra democrazia, come quelle che si occupano della partecipazione degli italiani all'estero, di quella comunità italiana che non è in Italia e che è una delle ricchezze importanti del nostro Paese.
Ebbene, questa riforma, che è ancora incompiuta, in attesa dell'esame dell'altro ramo del Parlamento, ha degli aspetti positivi, in particolare, quelli relativi alla certezza del voto, e prevede anche un impianto che cerca di essere innovativo rispetto al Consiglio generale, con l'ambizione di dargli nuovo respiro e nuovo ruolo. Tuttavia ci sono anche elementi problematici e critici, che ci hanno visti distinti nel voto. Ad esempio, avremmo voluto COMITES più vicini alla base degli italiani all'estero; invece abbiamo degli organismi troppo lontani dal nostro punto di vista, perché la soglia per poterli costituire è troppo alta. È previsto un solo COMITES per circoscrizione mentre avremmo preferito un'articolazione più ampia. Poi c'è questa norma sulla partecipazione delle liste, che invece prevede una soglia troppo bassa, con il rischio accentuato di una forte frammentazione e anche con una politicizzazione della rappresentanza nei COMITES.
C'è inoltre un punto che consideriamo squilibrato e che avremmo voluto venisse affrontato in maniera diversa. Mentre abbiamo condiviso la valorizzazione delle Regioni, non possiamo condividere la mortificazione e la sostanziale espulsione dagli organismi di rappresentanza degli italiani all'estero di tutto quel mondo che fa riferimento all'associazionismo e ai patronati, con norme di incompatibilità sui COMITES e con il rifiuto di prevedere almeno una rappresentanza senza diritto di voto di questi mondi nel Consiglio generale.
Per queste ragioni, il nostro voto sarà contrario, sia pure con uno spirito di apprezzamento per il lavoro comune svolto, nella speranza che alla Camera esso possa produrre un risultato perfezionato da portare ai nostri italiani all'estero. Essi, infatti, sono una ricchezza fondamentale per il futuro del nostro Paese e possono diventare il nostro Commonwealth, la rete di forza dell'Italia in tante parti del mondo e una delle leve fondamentali per rilanciare il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD).
BETTAMIO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BETTAMIO (PdL). Signora Presidente, sono perfettamente d'accordo sulla prima parte dell'intervento del senatore Tonini, ma ovviamente non sulla seconda. Anche io, infatti, ho apprezzato il lavoro svolto, sia in termini di contenuti che di modi, in Commissione, nei gruppi ristretti e in Aula: è un modo che potremmo definire confortante, e che certamente costituisce un auspicio anche per i futuri lavori d'Aula.
Pertanto, intendo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo: il relatore, il collega Micheloni e tutti quelli che hanno capito che la nostra attenzione è rivolta non solo ai nostri concittadini, ma soprattutto a coloro che abitano all'estero.
Credo che con questo disegno di legge si sia fornita una prima sistemazione, anche provvisoria, a queste organizzazioni, che sono nate in modo spontaneo. Chi di noi faceva parte degli italiani all'estero in quegli anni ricorda come fu la prassi che diede luogo alla loro nascita, per avere poi un ascendente sempre maggiore sui nostri connazionali.
Credo che il primo tempo sia stato giocato, e su questo noi diamo un parere favorevole, prendendo le distanze dalla posizione assunta dal collega Tonini. Alcuni punti critici sono stati risolti. Si è discusso molto in Commissione sul problema della certezza del voto per corrispondenza. È stato approvato, in sostanza, un buon provvedimento, che ora passa all'esame dell'altro ramo del Parlamento. Rispetto a questo primo tempo, credo occorrerà verificare come la prassi consentirà di apportare ulteriori aggiustamenti. Credo si tratti veramente di una prima stesura di un regolamento giuridico di convenienza e opportunità politica, che potrà essere apprezzato dai nostri concittadini all'estero.
A titolo personale, devo poi aggiungere che prima o poi, quale nodo fondamentale da risolvere, bisognerà ripensare la legge che disciplina l'elezione dei nostri parlamentari all'estero. Probabilmente tale idea non riflette il pensiero della maggioranza del Gruppo, ma da questo, a mio avviso, non si sfuggirà.
Ciò detto, il nostro Gruppo voterà convintamente a favore di questo disegno di legge, e si augura che anche l'altro ramo del Parlamento possa compiere lo stesso lavoro, con la stessa armonia che ha caratterizzato quello del Senato.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di coordinamento C1, che invito il relatore ad illustrare.
TOFANI, relatore. Signora Presidente, mi sembra che non ci sia bisogno di illustrarla.
PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di coordinamento C1, presentata dal relatore.
È approvata.
Procediamo alla votazione finale.
INCOSTANTE (PD). Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del testo unificato dei disegni di legge nn. 1460, 1478, 1498, 1545, 1546, 1557 e 1990, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Nuove norme in materia di rappresentanza degli italiani all'estero», con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare gli ulteriori coordinamenti che si rendessero necessari.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).