Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (2035 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 558 del 25/05/2011


Ripresa della discussione del disegno di legge
n.
1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990 (ore 10,31)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 14. Ricordo che tutti gli emendamenti presentati a tale articolo sono stati ritirati, ad eccezione dell'emendamento 14.2 (testo 2), accantonato in attesa del parere della 5a Commissione, che ora ha dato il suo nulla osta.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame.

TOFANI, relatore. Signora Presidente, sull'emendamento 14.2 (testo 2) esprimo parere favorevole.

SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il parere del Governo sull'emendamento in esame è favorevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 14.2 (testo 2), presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 14, nel testo emendato.

È approvato.

Riprendiamo l'esame dell'articolo 16, di cui erano già stati illustrati tutti gli emendamenti, tranne l'emendamento 16.204 (testo 2), accantonato in attesa del parere della 5a Commissione, che ha espresso il suo nulla osta.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame.

TOFANI, relatore. Signora Presidente, sull'emendamento 16.204 (testo 2) esprimo parere favorevole.

SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo concorda con il relatore, signora Presidente.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 16.204 (testo 2), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 16, nel testo emendato.

È approvato.

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Signora Presidente, se non sbaglio abbiamo accantonato l'emendamento 6.206, che è stato riformulato e sottoposto al relatore nel testo riformulato.

PRESIDENTE. Senatrice Incostante, ci arriveremo: per il momento, su tale emendamento manca ancora il parere della 5a Commissione, che arriverà.

Passiamo all'esame dell'articolo 17, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 17.200, 17.201, 17.202, 17.204 e 17.205.

L'emendamento 17.350 raccoglie il risultato della discussione svolta ieri, risolvendo e chiarendo i problemi da essa evidenziati, ed è conseguente alla modifica approvata all'articolo 14. È necessario accoglierlo, e penso che il relatore non avrà problemi al riguardo, essendo l'emendamento, ripeto, conseguente al voto precedentemente espresso sull'articolo 14.

FIRRARELLO (PdL). Signora Presidente, ritiro l'emendamento 17.1.

FILIPPI Alberto (LNP). Signora Presidente, confermo il ritiro dell'emendamento 17.203, anche perché, come detto ieri, era collegato all'emendamento 12.205 e agli altri sullo stesso argomento.

PRESIDENTE. Quindi, vive l'emendamento 17.350, mentre gli altri sono ritirati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame.

TOFANI, relatore. Signora Presidente, esprimo parere favorevole.

SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Anche il Governo è favorevole, signora Presidente.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 17.350, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 17, nel testo emendato.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 25, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 25.200, 25.201 e 25.202, nonché l'emendamento 25.1 (testo 3), al quale ho aggiunto la firma. Per quanto riguarda l'emendamento 25.203, avrei pensato ad una riformulazione, e ne chiedo il voto. Ritiro l'emendamento 25.204, mentre mantengo l'emendamento 25.4.

All'emendamento 25.205, che riguarda un punto estremamente importante, va apportata una correzione. L'emendamento recita in apertura: «I membri del Consiglio generale»; è necessario però scrivere «I restanti membri», visto che è stata accolta la proposta del relatore che già definisce il Presidente dell'Intercomites come membro del CGIE e che in certi Paesi ci sono delegazioni di 3-4 membri. Dunque l'emendamento dovrebbe così essere riformulato: «I restanti membri del Consiglio generale degli italiani all'estero,» - si eliminano anche le parole "di cui al comma 3" - «sono eletti tra i membri dei COMITES dei relativi Paesi, nel corso di una assemblea nazionale di tutti gli eletti nei COMITES convocata dall'autorità consolare di riferimento». Questa assemblea, che già esiste oggi, con una formazione diversa di quella che si prevede in questo disegno di legge, si tiene una volta per legislatura. È estremamente importante che una volta per legislatura gli eletti di un Paese abbiano l'occasione, prima di tutto di incontrarsi e di avere un quadro delle realtà nazionali (e parliamo di continenti in certi casi), e soprattutto di eleggere i membri del Consiglio generale, in modo da creare un senso di collegamento e di responsabilità. Il mantenimento di tale assemblea è estremamente importante: spero veramente che il Governo e il relatore accoglieranno questa nostra richiesta.

Ritiro l'emendamento 25.5 (testo 3).

L'emendamento 25.207 tocca un punto estremamente delicato, su cui vi chiedo un po' di attenzione. La grande valenza del lavoro che stiamo svolgendo è la trasformazione dell'assemblea del consiglio generale; è la creazione di questo luogo istituzionale - come ho detto ieri - dove i rappresentanti degli italiani all'estero eletti dai membri dei COMITES vengono a Roma per lavorare ad un tavolo di alto livello. Tutto questo rientra, tra l'altro, nella logica di una organizzazione dello Stato, sia esso centrale che federale, in cui le Regioni, che svolgono una parte importante delle politiche degli italiani all'estero, in posizione paritaria con i Ministeri del Governo centrale, gli assessori regionali ed i rappresentanti degli italiani all'estero, definiscono proposte di politica nei confronti delle nostre comunità. Per fare questo si è proceduto ad un profondo cambiamento, che - come ha ricordato il senatore Firrarello - ha incontrato grande incomprensione e resistenza da parte delle organizzazioni che hanno fatto la storia dell'emigrazione in questi decenni, dal dopoguerra ad oggi, che vengono sostituite dagli assessori regionali.

Al fine di creare un collegamento ed un passaggio, che a mio avviso può rilevarsi costruttivo per il futuro del Consiglio generale, si propone di far partecipare una parte di queste organizzazioni alle riunioni del Consiglio generale, ma senza diritto di voto; esse cioè possono intervenire, ma non possono partecipare alle votazioni. Stiamo parlando, in sostanza, di istituzioni che stanno a Roma e che devono andare al Ministero degli esteri per partecipare ad una riunione; non stiamo parlando di spostare persone dall'estero o di aumentare dei costi. Si tratta di rappresentanti di enti, organizzazioni e associazioni nazionali che hanno sede a Roma, e le riunioni si tengono al Ministero degli affari esteri. Dunque, non stiamo creando un carrozzone straordinario. Questa soluzione però mi sembra una possibile risposta alle forti obiezioni avanzate su questo punto, che io ritengo fondamentale in questa riforma (e mi assumo tutte le responsabilità di tale scelta).

Chiedo, quindi, di valutare questa possibilità, anche al fine di mantenere un legame e un collegamento e per permettere un passaggio di testimone e di esperienze non banali.

FIRRARELLO (PdL). Signora Presidente, ritiro l'emendamento 25.3.

PEDICA (IdV). Signora Presidente, illustro il subemendamento 25.300/1 che, al contrario dell'emendamento del relatore, è volto ad impedire che la rappresentanza all'interno del CGIE sia oggetto di delega. Non me ne vorranno i membri espressione dei COMITES e degli Intercomites, ma a mio avviso possono tranquillamente assicurare la loro presenza nelle sedute di un organo che non è un Ministero. Perciò avrei preferito vederlo soppresso.

FANTETTI (PdL). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 25.206.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'emendamento 25.203, il senatore Micheloni, durante la sua illustrazione, ha parlato di una riformulazione, il cui testo, però, alla Presidenza non è ancora pervenuto.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

TOFANI, relatore. Signora Presidente, invito il senatore Micheloni a ritirare l'emendamento 25.203, perché quanto in esso affermato è già contenuto nell'articolo 25, comma 2.

MICHELONI (PD). Non è proprio lo stesso, ma lo riteniamo accettabile, e quindi ritiriamo l'emendamento.

TOFANI, relatore. Sugli emendamenti 25.4 e 25.300/1 esprimo parere contrario.

Il parere è invece favorevole sugli emendamenti 25.300 e 25.205 (testo corretto) e contrario sull'emendamento 25.207.

MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo si associa ai pareri espressi dal relatore.

Per quanto riguarda l'emendamento 25.207, ribadendo il parere contrario, vorrei far presente al senatore Micheloni che nulla ha mai impedito, anche durante l'attuale formula del Consiglio generale degli italiani all'esterno, di invitare varie persone.

Ho recentemente partecipato ad una riunione del Consiglio generale degli italiani all'estero alla quale è stato invitato un direttore generale dell'INPS per un problema specifico. Proprio perché non esiste alcun problema all'invito, resta la composizione della struttura che abbiamo previsto del Consiglio generale, alle cui riunioni è libera la partecipazione su invito del Consiglio stesso. Far partecipare qualcuno che non ha diritto di voto non mi pare costituisca un problema. Si tratta di invitati che ascoltano quanto si dice.

Quindi, ribadisco più convintamente il parere contrario del relatore.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 25.200, 25.201, 25.202, 25.3, 25.1 (testo 3), 25.203 e 25.204 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 25.4.

TONINI (PD). Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Tonini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 25.4, presentato dai senatori Micheloni e Mongiello.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. L'emendamento 25.2 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 25.300/1, presentato dal senatore Pedica.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 25.300, presentato dal relatore.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 25.205 (testo corretto), presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

È approvato.

Gli emendamenti 25.5 (testo 3) e 25.206 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 25.207.

INCOSTANTE. Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

TONINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TONINI (PD). Signora Presidente, questo naturalmente è un punto molto delicato, forse uno dei punti centrali del provvedimento perché ha a che fare con la composizione del CGIE, e sappiamo che proprio su questo punto c'è una discussione molto animata nel mondo degli italiani all'estero.

Penso che in questo momento siamo di fronte a un bivio: dobbiamo cioè decidere se scegliere una soluzione di compromesso che possa essere ragionevole, o procedere con una posizione di maggioranza, naturalmente legittima ma che noi non possiamo condividere. La soluzione di compromesso consiste nel rafforzare la natura istituzionale del CGIE prevedendo una presenza significativa dei presidenti di Regione o degli assessori loro delegati. In questo modo si ridimensionerebbe la forza e la presenza dell'associazionismo, mantenendo, tuttavia, il diritto sostanziale di questa rappresentanza ad avere un invito permanente, quindi a far parte del CGIE, sia pure senza diritto di voto.

Escludere del tutto questa componente dal CGIE a noi sembra una soluzione di forzatura, della quale la maggioranza naturalmente si assume la responsabilità, ma che noi non possiamo condividere.

Preannuncio che naturalmente il nostro giudizio finale sulla legge dipenderà in parte considerevole anche dall'esito di questo articolo.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 25.207, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 25, nel testo emendato.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 25, nel testo emendato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 27, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 27.200, 27.201, 27.202 e 27.203.

L'emendamento 27.9 (testo 2) a mio parere definisce molto meglio il funzionamento e l'organizzazione del Consiglio generale degli italiani all'estero rispetto al testo presentato, e per questo ne chiedo la votazione.

Ritiro l'emendamento 27.1 (testo 2).

Quanto all'emendamento 27.204, non comprendo perché si elimina dal piano di organizzazione del Consiglio la possibilità di insediare commissioni tematiche in ordine alle questioni che esso è chiamato ad affrontare, che possono essere molte e di natura diversa, come stiamo tentando di fare. Chiedo pertanto che l'emendamento venga votato.

Ritiro invece l'emendamento 27.205.

L'emendamento 27.206 tende ad eliminare la previsione di una limitazione, per legge, del numero di riunioni di un organismo rappresentativo. Su questo emendamento, tra l'altro, la Commissione bilancio non ha espresso neanche parere contrario, e ciò a giustificare quanto dicevo ieri. Poiché tutto si svolge all'interno delle risorse disponibili, limitare il numero delle riunioni ad una soltanto mi sembra assurdo. Chiedo pertanto che l'emendamento venga votato.

FANTETTI (PdL). Ritiro l'emendamento 27.207.

TOFANI, relatore. Gli emendamenti da me presentati si illustrano da sé, trattandosi in effetti di semplici correzioni.

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

TOFANI, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 27.9 (testo 2) e 27.206. Chiedo al senatore Micheloni di ritirare l'emendamento 27.204, perché quanto ha testé detto nell'illustrazione è un ragionamento che è opportuno seguire in un regolamento e non all'interno della legge.

Il parere ovviamente è favorevole sugli emendamenti da me presentati.

MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Senatore Micheloni, sull'emendamento 27.204 c'è un invito al ritiro da parte del relatore. Lo accoglie?

MICHELONI (PD). Signora Presidente, sono disponibile a trasformare questo emendamento in un ordine del giorno, come è stato fatto per i COMITES, con uno specifico richiamo al regolamento, qualora l'ordine del giorno stesso venga accolto dal Governo.

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi al riguardo.

TOFANI, relatore. Esprimo parere favorevole.

MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo accoglie l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G27.204 non sarà posto ai voti.

Gli emendamenti 27.200, 27.201 e 27.202 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.9 (testo 2).

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.9 (testo 2), presentato dai senatori Micheloni e Mongiello.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Gli emendamenti 27.1 (testo 2), 27.203 e 27.2 sono stati ritirati.

Metto ai voti l'emendamento 27.300a, presentato dal relatore, su cui è pervenuto il parere non ostativo della Commissione bilancio.

È approvato.

Gli emendamenti 27.300 e 27.4 sono stati ritirati.

Metto ai voti l'emendamento 27.301, presentato dal relatore, su cui è pervenuto il parere non ostativo della Commissione bilancio.

È approvato.

L'emendamento 27.205 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.206.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 27.206, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 27.302, presentato dal relatore, su cui è pervenuto il parere non ostativo della Commissione bilancio.

È approvato.

Gli emendamenti 27.5, 27.207 e 27.6 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'articolo 27, nel testo emendato.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 27, nel testo emendato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 28, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 28.200, 28.201, 28.202, 28.204 e 28.203 e mantengo gli emendamenti 28.205 e 28.1 (testo 2). Anche in questo caso, tali emendamenti sono volti ad evitare che una legge limiti in modo assurdo le attività di un ente, rimettendo le decisioni allo stesso, nell'ambito delle proprie risorse e dell'organizzazione del lavoro. Non si tratta di niente di strano, e credo che gli emendamenti dovrebbero essere accolti.

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

TOFANI, relatore. Il parere è contrario su entrambi gli emendamenti mantenuti, anche perché sono convinto - ancora una volta - che queste cose debbano essere viste e ordinate in sede di regolamento, e non di definizione della legge.

MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 28.200, 28.201, 28.202 e 28.204 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 28.205.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 28.205, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 28.1 (testo 2).

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 28.1 (testo 2), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. L'emendamento 28.203 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'articolo 28.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 28.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 29, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 29.200, 29.201, 29.202, 29.203 e 29.204.

PRESIDENTE. L'emendamento 29.1 è stato ritirato.

Metto ai voti l'articolo 29.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 30, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 30.200, 30.201, 30.202, 30.203 e 30.204.

FIRRARELLO (PdL). Ritiro l'emendamento 30.2.

PRESIDENTE. L'emendamento 30.1 è stato ritirato.

Metto ai voti l'articolo 30.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 31, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 31.200, 31.201, 31.202, 31.203 e 31.204.

PRESIDENTE. Ritira anche l'emendamento 31.4, improcedibile stante il parere contrario espresso dalla Commissione bilancio?

MICHELONI (PD). È improcedibile, ma c'è sempre questa logica, che ripeterò fino alla nausea: siamo all'interno di una spesa fissa, quindi non capisco i pareri contrari; comunque, lo ritiro.

FANTETTI (PdL). Ritiro l'emendamento 31.205.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 31.1, 31.2 e 31.3 sono stati ritirati.

Metto ai voti l'articolo 31.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 32, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 32.200, 32.202, 32.201, 32.1 (testo 2) e 32.203. Insisto invece per la votazione degli emendamenti 32.3 (testo 2) e 32.204 (testo corretto).

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

TOFANI, relatore. Signora Presidente, sugli emendamenti 32.3 (testo 2) e 32.204 (testo corretto) esprimo parere contrario.

MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signora Presidente, il rappresentante del Governo è perplesso e chiede al relatore perché abbia espresso parere contrario sull'emendamento 32.204 (testo corretto), al quale invece il Governo è favorevole: forse non ci siamo intesi?

Sul 32.3 (testo 2) esprimo invece parere contrario.

TOFANI, relatore. Vi è stato un errore, signora Presidente: esprimo parere favorevole sull'emendamento 32.204 (testo corretto).

PRESIDENTE. D'accordo, senatore Tofani, ne prendiamo atto.

Gli emendamenti 32.200, 32.202 e 32.201 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 32.3 (testo 2).

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 32.3 (testo 2), presentato dai senatori Micheloni e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Gli emendamenti 32.1 (testo 2) e 32.203 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 32.204 (testo corretto).

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 32.204 (testo corretto), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 32, nel testo emendato.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 33, sul quale è stato presentato un emendamento che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, con l'emendamento 33.1 (testo 2) si chiede apertamente di avere qualche risorsa in più, che credo che sia il minimo dopo tutto quello che hanno subito questi Comitati negli ultimi anni. Ne chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame.

TOFANI, relatore. Signora Presidente, invito il collega Micheloni a ritirare questo emendamento, perché mi sembra che ci sia una caduta di tono verso un certo populismo. Tagliamo le auto blu: cosa significa? Altrimenti, il parere è contrario.

MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signora Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Signora Presidente, mi spiace che il presidente Tofani, sempre così garbato, abbia usato quest'espressione nei confronti nostri e del senatore Micheloni.

Prima di tutto, come il presidente Tofani sa, quando si indicano coperture, molto spesso accade in tanti emendamenti di utilizzare anche questa. Ciò detto, il presidente Tofani deve dirci nel merito, al di là della copertura, se è d'accordo sui finanziamenti e sulle proposte che il senatore Micheloni e gli altri firmatari avanzano con questo emendamento, e non pronunciarsi nel merito della copertura che noi abbiamo scelto.

Votiamo quindi favorevolmente, fermo restando che volevamo sottolineare tale questione anche all'Assemblea.

TOFANI, relatore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOFANI, relatore. Signora Presidente, probabilmente non è stato colto lo spirito con il quale mi sono rivolto al collega Micheloni. Ho parlato di una caduta di tono tile nel senso che abbiamo già discusso di tali questioni, collega. Chiedo scusa qualora si fosse interpretato in maniera diversa.

In merito ai contenuti, si può anche essere d'accordo, perché il più è sempre meglio del meno; però, dobbiamo fare i conti con la copertura. Questo era l'unico problema. Ad ogni modo, confermo il parere contrario.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.1 (testo 2).

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 33.1 (testo 2), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990

PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 33.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 34, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro tutti e tre gli emendamenti all'articolo: il 34.200, il 34.201 e il 34.202.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 34.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 35.

Lo metto ai voti.

È approvato.

Riprendiamo l'esame degli emendamenti all'articolo 6 precedentemente accantonati.

L'emendamento 6.206 (testo 2) ha ricevuto il parere non ostativo da parte della Commissione bilancio.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi su tale emendamento.

TOFANI, relatore. Esprimo parere favorevole.

MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Prima di passare alla votazione dell'emendamento 6.206 (testo 2), vorrei essere certa: senatore Micheloni, l'emendamento 6.205 ancora vive, o è stato ritirato?

MICHELONI (PD). Signora Presidente, l'emendamento 6.206 (testo 2) riassume anche il 6.205, che quindi è ritirato.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.206 (testo 2), presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.

È approvato.

L'emendamento 6.1 è stato ritirato.

Sull'emendamento 6.300 del relatore è pervenuto il parere non ostativo da parte della Commissione bilancio.

Lo metto ai voti.

È approvato.

Senatore Micheloni, mantiene l'emendamento 6.207?

MICHELONI (PD). Sì, signora Presidente.

PRESIDENTE. Invito pertanto il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento 6.207.

TOFANI, relatore. Esprimo parere contrario.

LUSI (PD). Ma come fa il relatore ad essere contrario?

TOFANI, relatore. Faccio notare al senatore Micheloni che già al comma 10 dell'articolo 6 abbiamo in modo specifico previsto che "I bilanci del Comitato sono pubblici".

MICHELONI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MICHELONI (PD). Signora Presidente, in effetti questo emendamento è stato accolto in Commissione e inserito nel testo. Avrei potuto ritirarlo, e chiedo pertanto scusa per il mio errore. Lo ritiro ora.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 6, nel testo emendato.

È approvato.

Passiamo alla votazione finale.

PEDICA (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEDICA (IdV). Signora Presidente, ho ascoltato sia la discussione generale che l'esame degli emendamenti, alcuni dei quali sono passati, creando (e lo ripeto, come ho già fatto in sede di discussione generale), ancora più confusione.

Io mi rammarico che i due punti focali della proposta dell'Italia dei Valori non siano stati capiti e apprezzati, non so se volutamente, anche da parte dell'opposizione.

Dato il fine del provvedimento, ossia quello di riformare la disciplina in tema di italiani residenti all'estero, soprattutto nella prospettiva della semplificazione e dell'efficienza degli istituti di rappresentanza degli stessi, scegliere di seguire gli importanti spunti dati dal Gruppo dell'Italia dei Valori avrebbe permesso di addivenire ad un testo - a mio avviso - di gran lunga superiore.

La soppressione del Consiglio generale degli italiani all'estero e il trasferimento di alcune sue competenze ai COMITES, non solo avrebbero rappresentato un passo in avanti per il nostro Paese, ma avrebbero anche determinato, e si tratta di un aspetto non trascurabile, un significativo risparmio economico. Ma ho visto che così non si è voluto fare.

I COMITES, come anche il CGIE, rappresentano un unicum, sono di fatto una anomalia tutta italiana nel sistema istituzionale, comunitario e non. Ad opinione dell'Italia dei Valori, ci troviamo di fronte purtroppo ad un'ennesima occasione mancata.

Sono veramente rammaricato, come tutto il mio Gruppo, che non si sia optato per la scelta più utile per il Paese, sia sotto il profilo strettamente funzionale, sia sotto quello squisitamente economico. Ancora una volta, infatti, si sceglie di preferire le lungaggini burocratiche, a discapito del risparmio economico. È ovvio che anche su questo punto l'Italia dei Valori, da sempre contraria ad ogni spreco delle risorse economiche pubbliche, aveva cercato di intervenire. Ovviamente invano!

Il testo in esame è la dimostrazione di come questo non sia il modo per migliorare la rappresentanza e l'immagine stessa del nostro Paese e dei nostri concittadini all'estero. Ribadisco che sarebbe necessario ricominciare da capo con maggiore attenzione, con più diligenza, attraverso la predisposizione di un tavolo cui possano sedersi anche i rappresentanti del CGIE e quelli dei COMITES per traguardare una soluzione condivisa, e non una soluzione imposta dall'alto come quella che si realizzerebbe (e io mi auguro che non accada) se passasse il provvedimento oggi in discussione.

Ripeto per l'ennesima volta le parole pronunciate a Torino: questo testo creerà solo confusione e annullerà l'operazione e l'operatività degli italiani all'estero.

Il testo che avevo proposto, finalizzato a riformare veramente in meglio la disciplina degli italiani residenti all'estero attraverso la predisposizione di un tavolo al quale avrebbero potuto sedersi tutti gli interessati, non prevedeva una imposizione dall'alto, come fa e come farà in futuro questa legge, ma avrebbe consentito a COMITES e CGIE di riscrivere un futuro sicuramente migliore, più trasparente e sicuramente meno confuso.

Purtroppo, con un po' di dispiacere, soprattutto dopo avere cercato di contribuire al meglio alla realizzazione di questa riforma, devo dichiarare il voto contrario mio e del Gruppo Italia dei Valori. Ripeto, sono dispiaciuto perché questo disegno di legge non rappresenterà il futuro degli italiani all'estero ma creerà per loro solo confusione, perché non capiranno le regole e non avranno certezze. Da questo provvedimento, infatti, tutto uscirà fuori tranne che regole e certezze. Ripeto, ne deriverà solo confusione e abbandono degli italiani all'estero. Questo è il nostro pensiero. (Applausi dal Gruppo IdV).

GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Signora Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione affari esteri ha finalmente concluso l'esame del disegno di legge recante modifiche alle leggi in materia di Comitato degli italiani all'estero e di Consiglio generale degli italiani all'estero.

Avendo delle perplessità circa l'affrettata conclusione del provvedimento, vi chiedo di concedermi qualche minuto per esaminare come sia stato affrontato l'argomento in Commissione e come si sia giunti alla sua approvazione.

La discussione ha avuto inizio l'8 aprile 2009 con l'illustrazione dei disegni di legge di riforma dei COMITES e del CGIE. Nella seduta successiva del 22 aprile veniva proposta la costituzione di un Comitato ristretto al fine di redigere un testo unificato. Ci sono voluti circa otto mesi perché il suddetto Comitato redigesse questo testo e altri due per iniziare la discussione generale. Poi, l'arresto da parte della Commissione bilancio che, per svariati mesi, non ha espresso il parere sugli emendamenti.

Oggi, a distanza di due anni dall'inizio della discussione, ci accingiamo ad approvare modifiche che regolano la vita dei COMITES e del CGIE per renderli, a dire della maggioranza, più consoni ai tempi attuali.

Credetemi, non enfatizzo l'approvazione del nuovo testo proposto. Tuttavia, ritengo che questo abbia stravolto completamente la struttura delle leggi riferite ai COMITES e al CGIE. É questo il motivo che mi ha spinto a ritirare tutti gli emendamenti a mia firma.

Analizzando il provvedimento possiamo notare come questo non si riferisca più ad una sorta di riorganizzazione, ma sia piuttosto da ritenersi una vera e propria nuova disposizione. All'interno di questo nuovo testo si evincono alcune modifiche. Cito le più rilevanti per non dilungarmi troppo.

Innanzitutto, si stabilisce una netta riduzione del numero dei COMITES che, secondo il mio punto di vista, porterebbe ad una frattura tra rappresentanza di base e territorio, con conseguente possibilità per ogni cittadino di non partecipare più realmente alla vita della comunità. In secondo luogo, si introduce il sistema elettorale maggioritario. Si determina poi una inspiegabile penalizzazione del mondo associativo, che non avrà più ruolo all'interno dei COMITES e del CGIE. Inoltre, non sono più previsti i pareri da parte dei COMITES, quando invece si chiedeva di intervenire per renderli quanto più contundenti e incidenti. Infine, si prefigura forse l'abolizione del CGIE.

Vorrei spendere qualche parola in più su quest'ultimo punto. Sono favorevole a che tali organismi vengano riformati; bisogna però fare molta attenzione al testo giunto in Aula il quale, se venisse approvato così com'è uscito dalla Commissione, entrerebbe in collisione con l'orientamento di gran parte del CGIE e della quasi totalità dei COMITES e accentuerebbe, in modo forse irreversibile, il distacco già evidente verso gli istituti di rappresentanza da parte delle nostre collettività all'estero.

Il lavoro in Commissione doveva essere ispirato dalla consapevolezza che gli italiani residenti all'estero sono una risorsa per l'Italia: una risorsa economica, sociale, culturale e politica; ma questo, a mio avviso, non è quello che la maggioranza ha voluto recepire.

In Commissione avevamo l'opportunità di dare un segnale forte a tutti quegli italiani nel mondo che ci hanno votato per essere qui. Se ci circondiamo di persone che ci danno fiducia e credono in noi, tutto diventa più semplice: purtroppo, non siamo in grado di trasmettere loro queste garanzie.

Come possiamo tranquillizzare i nostri referenti all'estero quando il senatore Tofani, in un'intervista rilasciata il 4 maggio scorso ad ItaliaLavoro TV, ha dichiarato che «ci sono emendamenti che possono essere riformulati purché non stravolgano il testo»? Quindi ha affermato che «non c'è chiusura», ribadendo tuttavia che «per lo stravolgimento del testo non ci sarà spazio». Questa dichiarazione è stata rilasciata il giorno dopo la conclusione dell'esame in Commissione affari esteri, quando proprio in quella sede si era deciso di rinunciare alla presentazione di proposte emendative e rinviare il testo in Assemblea senza alcuna modifica. Spiegatemi, quindi, il motivo per cui il disegno di legge, calendarizzato in Aula per il 30 marzo, non sia stato approvato rendendosi doveroso il rinvio in Commissione.

Ed ancora vorrei capire se era necessario questo ulteriore passaggio, dal momento che in Commissione, il 3 maggio, lo stesso relatore, senza che al testo fossero state apportate modifiche, ha chiesto «che il provvedimento venga nuovamente affidato all'Assemblea, sussistendo le condizioni per una conclusione dell'esame in prima lettura». Si cambiano posizioni un giorno sì e l'altro anche.

Forse l'intento del Governo, con le sue continue e complicate azioni, era quello di affermare la propria volontà scoraggiando così i nostri connazionali.

Oggi siamo in procinto di concludere il percorso di questo disegno di legge. Il testo, una volta approvato, passerà alla Camera dei deputati, dove mi auguro che l'argomento venga trattato con maggiore interesse, e soprattutto con una più precisa ed approfondita discussione.

Sulla base di quanto detto, dichiaro, a nome del mio Gruppo, voto contrario all'approvazione del disegno di legge in esame, in quanto credo sarebbe stata opportuna maggiore consapevolezza circa la necessità di modificare le attuali leggi e non complicare e riscrivere pagine che hanno permesso un importante processo di sviluppo alla partecipazione attiva da parte della collettività italiana nel mondo. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI. Congratulazioni).

Presidenza della vice presidente MAURO (ore 11,33)

PALMIZIO (CN-Io Sud). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PALMIZIO (CN-Io Sud). Signora Presidente, colleghi, desidero annunziare il voto favorevole del Gruppo di Coesione Nazionale-Io Sud ad un disegno di legge di riforma di cui si é discusso per più di due anni. Un provvedimento che poteva forse essere migliore, ma che rappresenta il miglior compromesso raggiungibile in quest'Aula e in Commissione affari esteri. Esso introduce alcuni fattori estremamente importanti, dei quali citerò uno soltanto: la certezza sul voto postale degli italiani all'estero tramite l'invio in allegato dei documenti e la firma del certificato elettorale. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud).

FILIPPI Alberto (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FILIPPI Alberto (LNP). Signora Presidente, abbiamo avuto ampiamente modo, in sede di discussione generale, di sottolineare la positività del provvedimento in esame e l'importante lavoro svolto dal Comitato ristretto in Commissione, con le varie audizioni.

È stato un lavoro lungo, meditato e svolto il più possibile insieme, per presentare all'Assemblea un provvedimento importante, che contenesse le voci ed il contributo di tutti, anche dell'opposizione. Un provvedimento, quindi, trasversale.

Ovviamente c'è soddisfazione per la riformulazione anche da parte del relatore degli emendamenti proposti dal nostro Gruppo che riguardano la certezza del voto, evidentemente uno degli annosi problemi che doveva trovare una soluzione. Certamente, non si è arrivati alla perfezione, ma si è sicuramente andati nella giusta direzione, e per questo annuncio il voto favorevole della Lega Nord.

TONINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TONINI (PD). Signora Presidente, credo che quello svolto prima in Commissione affari esteri e poi nell'Aula del Senato in questi due giorni, sia stato un buon lavoro, che credo abbia dato smalto al Parlamento. È stata una buona pagina di lavoro parlamentare.

Questa legge nasce per iniziativa parlamentare. Innanzi tutto, il primo disegno di legge in materia è stato quello del nostro collega Micheloni, che ha aperto la strada a tale confronto. Poi c'è stato il lavoro importante e molto aperto del relatore Tofani, di cui gli diamo atto, e un atteggiamento positivo e costruttivo da parte del Governo. Tutto ciò si è rispecchiato nel clima che si respirava in Aula in questi due giorni, che, a me piace rimarcare, è positivo e costruttivo, e grazie al quale si è anche riusciti a far cambiare idea gli uni agli altri. Il Parlamento dovrebbe essere questo, il luogo dove ci si parla, anche con l'ambizione e la presunzione di convincersi a vicenda e quindi, possibilmente, di trovare insieme le soluzioni migliori.

Naturalmente, quando poi si va al voto finale, bisogna tirare una riga e fare un somma algebrica tra i più e i meno. Ci sono molti più in questa riforma che, vorrei dire, è istituzionale: non è un provvedimento tra i tanti ma che ha a che fare con regole e istituzioni importanti per la nostra democrazia, come quelle che si occupano della partecipazione degli italiani all'estero, di quella comunità italiana che non è in Italia e che è una delle ricchezze importanti del nostro Paese.

Ebbene, questa riforma, che è ancora incompiuta, in attesa dell'esame dell'altro ramo del Parlamento, ha degli aspetti positivi, in particolare, quelli relativi alla certezza del voto, e prevede anche un impianto che cerca di essere innovativo rispetto al Consiglio generale, con l'ambizione di dargli nuovo respiro e nuovo ruolo. Tuttavia ci sono anche elementi problematici e critici, che ci hanno visti distinti nel voto. Ad esempio, avremmo voluto COMITES più vicini alla base degli italiani all'estero; invece abbiamo degli organismi troppo lontani dal nostro punto di vista, perché la soglia per poterli costituire è troppo alta. È previsto un solo COMITES per circoscrizione mentre avremmo preferito un'articolazione più ampia. Poi c'è questa norma sulla partecipazione delle liste, che invece prevede una soglia troppo bassa, con il rischio accentuato di una forte frammentazione e anche con una politicizzazione della rappresentanza nei COMITES.

C'è inoltre un punto che consideriamo squilibrato e che avremmo voluto venisse affrontato in maniera diversa. Mentre abbiamo condiviso la valorizzazione delle Regioni, non possiamo condividere la mortificazione e la sostanziale espulsione dagli organismi di rappresentanza degli italiani all'estero di tutto quel mondo che fa riferimento all'associazionismo e ai patronati, con norme di incompatibilità sui COMITES e con il rifiuto di prevedere almeno una rappresentanza senza diritto di voto di questi mondi nel Consiglio generale.

Per queste ragioni, il nostro voto sarà contrario, sia pure con uno spirito di apprezzamento per il lavoro comune svolto, nella speranza che alla Camera esso possa produrre un risultato perfezionato da portare ai nostri italiani all'estero. Essi, infatti, sono una ricchezza fondamentale per il futuro del nostro Paese e possono diventare il nostro Commonwealth, la rete di forza dell'Italia in tante parti del mondo e una delle leve fondamentali per rilanciare il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD).

BETTAMIO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BETTAMIO (PdL). Signora Presidente, sono perfettamente d'accordo sulla prima parte dell'intervento del senatore Tonini, ma ovviamente non sulla seconda. Anche io, infatti, ho apprezzato il lavoro svolto, sia in termini di contenuti che di modi, in Commissione, nei gruppi ristretti e in Aula: è un modo che potremmo definire confortante, e che certamente costituisce un auspicio anche per i futuri lavori d'Aula.

Pertanto, intendo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo: il relatore, il collega Micheloni e tutti quelli che hanno capito che la nostra attenzione è rivolta non solo ai nostri concittadini, ma soprattutto a coloro che abitano all'estero.

Credo che con questo disegno di legge si sia fornita una prima sistemazione, anche provvisoria, a queste organizzazioni, che sono nate in modo spontaneo. Chi di noi faceva parte degli italiani all'estero in quegli anni ricorda come fu la prassi che diede luogo alla loro nascita, per avere poi un ascendente sempre maggiore sui nostri connazionali.

Credo che il primo tempo sia stato giocato, e su questo noi diamo un parere favorevole, prendendo le distanze dalla posizione assunta dal collega Tonini. Alcuni punti critici sono stati risolti. Si è discusso molto in Commissione sul problema della certezza del voto per corrispondenza. È stato approvato, in sostanza, un buon provvedimento, che ora passa all'esame dell'altro ramo del Parlamento. Rispetto a questo primo tempo, credo occorrerà verificare come la prassi consentirà di apportare ulteriori aggiustamenti. Credo si tratti veramente di una prima stesura di un regolamento giuridico di convenienza e opportunità politica, che potrà essere apprezzato dai nostri concittadini all'estero.

A titolo personale, devo poi aggiungere che prima o poi, quale nodo fondamentale da risolvere, bisognerà ripensare la legge che disciplina l'elezione dei nostri parlamentari all'estero. Probabilmente tale idea non riflette il pensiero della maggioranza del Gruppo, ma da questo, a mio avviso, non si sfuggirà.

Ciò detto, il nostro Gruppo voterà convintamente a favore di questo disegno di legge, e si augura che anche l'altro ramo del Parlamento possa compiere lo stesso lavoro, con la stessa armonia che ha caratterizzato quello del Senato.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di coordinamento C1, che invito il relatore ad illustrare.

TOFANI, relatore. Signora Presidente, mi sembra che non ci sia bisogno di illustrarla.

PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di coordinamento C1, presentata dal relatore.

È approvata.

Procediamo alla votazione finale.

INCOSTANTE (PD). Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del testo unificato dei disegni di legge nn. 1460, 1478, 1498, 1545, 1546, 1557 e 1990, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Nuove norme in materia di rappresentanza degli italiani all'estero», con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare gli ulteriori coordinamenti che si rendessero necessari.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).