PEDICA (IdV). Signora Presidente, l'emendamento 4.250 arricchisce il testo uscito dalla Commissione definendo maggiormente le funzioni dei Comitati, dando loro nuove competenze, chiarendo il rapporto con le altre autorità che curano gli interessi degli italiani all'estero e stabiliscono norme di trasparenza e tracciabilità dell'attività dei Comitati.
In particolare, i Comitati, in aderenza ai principi affermati dagli articoli 3 e 35 della Costituzione, hanno il fine di promuovere e agevolare lo sviluppo delle condizioni di vita delle comunità italiane all'estero e dei loro singoli componenti, di rafforzare il collegamento di tali comunità con la vita politica, culturale, economica e sociale dell'Italia, di assicurare la più efficace tutela dei diritti degli italiani all'estero e di facilitarne il mantenimento dell'identità culturale e linguistica, l'integrazione nelle società di accoglimento e la partecipazione alla vita delle comunità locali, nonché di facilitare il coinvolgimento delle comunità italiane residenti nei Paesi in via di sviluppo nelle attività di cooperazione allo sviluppo.
Il rapporto con le autorità consolari viene rafforzato, poiché, da una parte, è compito del consolato informare le autorità locali dell'istituzione del Comitato e del tipo di attività svolta, nonché di rendere partecipe il Comitato degli incontri ufficiali con le autorità locali sulle questioni di interesse della comunità rappresentata; dall'altra parte, il Comitato può rappresentare le istanze della collettività italiana residente nella circoscrizione consolare alle autorità e alle istituzioni locali.
È da rilevare, inoltre, il fatto che, con il presente emendamento, si dà ai Comitati una funzione di consulenza normativa, ossia la possibilità di formulare, su richiesta del Ministro degli affari esteri, pareri e, di propria iniziativa, proposte e raccomandazioni in materia di iniziative legislative o amministrative dello Stato o delle Regioni, nonché accordi internazionali e normative comunitarie concernenti le comunità italiane all'estero. Così, per quello che riguarda l'Italia dei Valori, si valorizza la competenza degli stessi maturata sul campo nel processo normativo. In sostanza, si trasferiscono ai Comitati le poche residue competenze che adesso esercita in esclusiva il CGIE per farne ancora di più il perno gravitazionale a livello locale delle multiple istanze provenienti dalle comunità degli italiani.
È alla lettera e), comma 6, dell'articolo 4, che si propone di emendare, che tuttavia vengono proposte le novità più rilevanti, in quanto vengono individuati meccanismi per aumentare la trasparenza e la responsabilità dei Comitati nei confronti degli elettori. Ciò si ha ponendo l'obbligo in capo all'organismo di redigere ed elaborare una relazione annuale contenente una valutazione generale degli eventi occorsi nell'anno precedente, della situazione e dei bisogni della comunità italiana di riferimento. Il Comitato, inoltre, presenta nella predetta relazione un rapporto con riferimento alla propria situazione generale, ai propri bisogni, alle attività svolte ed al rapporto con la rappresentanza consolare e un rapporto programmatico, con proiezione triennale, delle iniziative che lo stesso intende attuare, comprensivo di osservazioni e proposte per migliorare il funzionamento delle strutture dei servizi consolari e degli altri enti italiani eventualmente presenti nel territorio di riferimento. Per rendere maggiormente tracciabile l'utilizzo delle risorse affidate ai Comitati, nell'emendamento si prevede che alla relazione siano allegati il rendiconto consuntivo e il bilancio preventivo di cui all'articolo 6 del testo della Commissione.
Quindi, il Ministro degli affari esteri invia il documento unico, acquisendone i relativi pareri, ai seguenti destinatari: Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie; Direzione generale per la promozione e cooperazione culturale del Ministero degli affari esteri; Direzione generale per le politiche previdenziali del Ministero del lavoro; Ministero dell'interno; Ministero dell'istruzione, dell'università e dalla ricerca; Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione del Ministero dello sviluppo economico; Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio; Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Infine, il documento unico viene presentato dal Ministro al Parlamento aprendo un dibattito pubblico per valutare gli eventi dell'anno precedente e tracciare prospettive e indirizzi per il triennio successivo.
In definitiva, l'emendamento in questione, trasferendo le competenze esercitate dal CGIE ai Comitati, consegue l'obiettivo di semplificare e rendere efficiente il panorama generale delle forme e degli istituti di rappresentanza degli italiani all'estero, promuovendo così una più efficace tutela dei loro interessi e dei loro diritti.