PRESIDENTE. Procediamo all'esame degli articoli, nel testo unificato proposto dalla Commissione.
Passiamo all'esame dell'articolo 1, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 1.200, 1.201, 1.202 e 1.203. Desidero invece illustrare brevemente l'emendamento 1.204. Il testo del disegno di legge recita: «può essere istituito un Comitato». (Brusìo).
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di far illustrare gli emendamenti al senatore Micheloni. Alcuni vengono ritirati e non si riesce né a seguire né a capire quali siano.
Prego, senatore Micheloni, prosegua pure.
MICHELONI (PD). L'emendamento 1.204 è importante perché il testo del disegno di legge prevede che può essere istituito un Comitato, ma non si può lasciare una simile espressione indefinita. Noi proponiamo quindi: "sono istituiti uno o più Comitati", e su questo punto vorrei dedicare alcune parole. Ho già detto in precedenza che questo disegno di legge, che noi discutiamo qui oggi, deve applicarsi a tutto il mondo. Proporre uno o più Comitati, dunque, significa lasciare la libertà al Governo e al Ministro degli esteri di poter rispondere ad alcune esigenze particolari. È infatti facile fare riferimento a tutto il mondo, ma il mondo è una realtà complicata, grande e difficile. Si tratta solo di dare una possibilità in più a chi ha la responsabilità, nel caso particolare il Ministro degli affari esteri, di potere insediare in casi particolari, dove vi sono grandi comunità, più di un Comitato. Oggi è già così, ed è già possibile avere più di un Comitato che dipenda da uno stesso ufficio consolare.
Gli altri emendamenti tendono a ridurre la quota minima di 20.000 italiani necessari per insediare un COMITES, così come proposta dal relatore.
Se poi fosse accolta la proposta che prevede «uno o più Comitati», potrei ritirare anche gli altri emendamenti, ma è una valutazione che farò nel prosieguo dell'esame.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.205, 1.1 (testo 2), 1.7, 1.206, 1.207, 1.209, 1.210, 1.211, 1.212, 1.213, 1.214, 1.215, 1.216, 1.217, 1.8, 1.218 e 1.212, mentre invito il presentatore a ritirare l'emendamento 1.5, altrimenti il parere è contrario. Per quanto riguarda l'emendamento 1.204, mi sembra di avere compreso che il senatore Micheloni sia disponibile a riformularne il testo. Il parere potrebbe essere favorevole, infatti, se si eliminasse il riferimento a più Comitati e se fossero quindi inserite le parole: «è istituito un Comitato». Infatti, l'eventualità di più Comitati è già prevista.
Inoltre, poiché l'emendamento 1.204 comporta un problema di copertura, mi rimetto all'Aula, anche se non capisco perché c'è un problema di copertura. Probabilmente, quest'ultimo è riferito alla pluralità di Comitati, ma non all'espressione verbale "può" o "deve". Non credo che su un verbo possa essere espresso parere negativo relativamente alla copertura, dal momento che si parla della sostanza della legge e quindi della possibilità di costituire i Comitati in base a quanto previsto dall'articolo 1 del disegno di legge in esame.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.200, 1.201, 1.202 e 1.203 sono stati ritirati.
Sull'emendamento 1.204 sono state sollevate due questioni, una politica, con la richiesta di riformulazione avanzata dal relatore, senatore Tofani, sulla quale chiedo al senatore Micheloni di esprimersi, e una tecnica, relativa al parere contrario espresso dalla 5a Commissione e alla conseguente improcedibilità.
MICHELONI (PD). Signor Presidente, accolgo la proposta di riformulazione del senatore Tofani. Sull'improcedibilità vorrei spendere due parole, poiché vi sono molti pareri contrari della 5a Commissione di cui mi sfugge la logica. Stiamo parlando di riformare qualcosa che già esiste, non stiamo istituendo qualcosa di nuovo. Attualmente esistono circa 126 COMITES e non so quanti, alla fine, ne resteranno in piedi dopo l'approvazione di questo disegno di legge. Saranno forse 80 o 90, ma comunque c'è una riduzione.
Da anni i COMITES e il CGIE vivono con due voci del capitolo del Ministero degli affari esteri, voci che da anni subiscono i tagli cui sono soggetti tutti gli altri capitoli. Il lavoro di tali organismi si svolge sulla base delle risorse disponibili in quei due capitoli, per cui in nessun caso si aumenta la spesa per il bilancio dello Stato. Pertanto, chiedo che i molti emendamenti su cui la 5a Commissione ha espresso parere negativo, alcuni anche in contraddizione, possano essere votati, previo appoggio di 15 colleghi, perché in essi non si aumenta la spesa.
PRESIDENTE. Senatore Micheloni, poiché sull'emendamento 1.204 c'è una richiesta di riformulazione, forse sarebbe più utile accantonarlo e procedere alla riformulazione, per poi eventualmente nviarlo in 5a Commissione, se si ha il tempo di farlo e se la 5a Commissione è disponibile ad esaminarlo.
TOFANI, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOFANI, relatore. Signor Presidente, le chiedo scusa, ma è talmente evidente quanto vogliamo fare che si può procedere anche immediatamente. Si tratta infatti di cambiare l'espressione "può essere istituito" con "è istituito". Credo pertanto che quanto dichiarato dalla Commissione bilancio vada interpretato con riferimento all'espressione "più Comitati", ma non all'istituzione del Comitato, che è in re alla legge.
PRESIDENTE. Colleghi, l'emendamento 1.2, della senatrice Giai, che è stato ritirato, proponeva proprio di sostituire le parole «può essere istituito» con «è istituito», su cui non c'era un parere di improcedibilità della 5a Commissione. Se il senatore Micheloni accetta la proposta di riformulazione del relatore, la si può votare con un parere favorevole della 5a Commissione, perché è come se si facesse rivivere l'emendamento della senatrice Giai, su cui - ripeto - non vi era un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Metto pertanto ai voti l'emendamento 1.204 (testo 2), presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
È approvato.
Presidenza della vice presidente MAURO (ore 18,02)
Gli emendamenti 1.2, 1.3, 1.208, 1.4 e 1.5 sono stati ritirati.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 1.205, 1.1 (testo 2), 1.7, 1.206, 1.207, 1.209, 1.210, 1.211, 1.212, 1.213, 1.214, 1.215, 1.216, 1.217, 1.8, 1.218 e 1.219 sono improcedibili.
Metto ai voti l'articolo 1, nel testo emendato.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 2, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 2.200, 2.201, 2.202 e 2.203.
L'emendamento 2.1 (testo 2) è stato dichiarato improcedibile dalla 5a Commissione perché termina con le parole: «sono determinati nel numero di nove»; chiedo di riformularlo e di tornare al numero di sei, come era nel testo del relatore, in modo che non sussista l'improcedibilità. Ritengo infatti che si tratti di un emendamento importante perché si coinvolge il Comitato per le nomine. Chiedo perciò di cambiare il testo nel senso da me spiegato, di salvare il resto dell'emendamento e quindi di porlo in votazione.
Chiedo di votare l'emendamento 2.204 perché utile a chiarire il testo.
Sull'emendamento 2.5 è stato espresso un parere di improcedibilità dalla 5a Commissione. Vorrei spiegare che con questo emendamento tentavo di dare una risposta al particolare mondo dei lavoratori frontalieri, che sono oggi presenti nel Consiglio generale degli italiani all'estero con un rappresentante dei loro sindacati, senza però uno strumento di rappresentanza diretta. Si tratta di una realtà particolare che coinvolge 50.000 lavoratori che tutti i giorni si recano in Svizzera o in Francia a lavorare; mi sembrava opportuno tentare di offrire loro uno strumento di rappresentanza. Chiederei quindi al relatore e al rappresentante del Governo di riflettere sul punto, anche se so che sono contrari. Si tratta di un'innovazione totale, che punta però a dare una rappresentanza a questi 50.000 lavoratori che tornano tutte le sere in Italia.
Infine, signora Presidente - mi scuso, ma questo disegno di legge è davvero complicato - volevo precisare che mi sono confuso: l'emendamento 2.4 non è ritirato, e ne chiediamo dunque la votazione.
PEDICA (IdV). Signora Presidente, mi fa piacere che anche il collega Micheloni abbia utilizzato la parola "confuso", venuta fuori dai lavori di Torino, perché il disegno di legge in esame è veramente tale.
L'emendamento 2.3 vuole esplicitare la situazione che il testo approvato dalla Commissione riassume sotto la dicitura, forse troppo generica, «non è possibile procedere all'elezione dei Comitati». Noi proponiamo di individuare le cause di questa impossibilità ad indire le elezioni nella mancanza del numero minimo sufficiente di cittadini italiani e dell'impossibilità a svolgere concretamente le stesse elezioni nella distribuzione troppo ampia dei cittadini su più aree consolari. L'emendamento pertanto, colleghi, non muta il senso del testo proposto dalla Commissione, ma lo perfeziona, aggiungendo una garanzia in più per le finanze pubbliche, vale a dire che la valutazione se istituire o meno un Comitato sia effettuata non solo dal Ministero degli affari esteri, ma anche da quello dell'economia.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Signora Presidente, il parere è contrario sull'emendamento 2.3, mentre è favorevole sull'emendamento 2.1 (testo 2), come riformulato dal senatore Micheloni, che assorbe così il successivo emendamento 2.4.
Esprimo inoltre parere favorevole sull'emendamento 2.204, mentre esprimo parere contrario sull'emendamento 2.5.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il parere è conforme a quello del relatore.
In particolare, per quanto riguarda l'emendamento 2.5, pur comprendendo la legittima richiesta del senatore Micheloni, vorrei ricordare innanzitutto che di transfrontalieri non si parla solo verso la Svizzera, perché si tratta di un problema molto più ampio. Trovo inoltre che la richiesta avanzata sia un po' lontana dalla logica di questo provvedimento, che va a parlare di territorio e di rappresentanze territoriali, per cui non appare coerente con tutto il resto. Credo pertanto che sarebbe necessario trovare una soluzione a livello di Consiglio generale degli italiani all'estero, prevedendo, ad esempio, di mantenere un rappresentante in quella sede.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.200, 2.201, 2.202 e 2.203 sono stati ritirati.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 2.3 è improcedibile.
Invito il senatore Garavaglia Massimo ad esprimere, ai sensi dell'articolo 100, comma 7, il parere sull'emendamento 2.1 (testo 3), tendente a ripristinare il numero di sei membri dei Comitati, su cui è stato espresso parere favorevole dal relatore e dal rappresentante del Governo.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Signora Presidente poiché il numero dei membri dei Comitati non è più nove ma sei, ciò consente di superare il parere contrario della 5a Commissione. Tornando al numero originale non esistono più problemi di copertura.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.1 (testo 3), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.
È approvato.
L'emendamento 2.4 è pertanto assorbito, mentre l'emendamento 2.2 è stato ritirato.
Metto ai voti l'emendamento 2.204, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
E' approvato.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 2.5 è improcedibile.
Metto ai voti l'articolo 2, nel testo emendato.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 3, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 3.200, 3.201, 3.202 e 3.203.
PRESIDENTE. Essendo stati ritirati tutti gli emendamenti, metto ai voti l'articolo 3.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 4, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 4.200, 4.201, 4.202, 4.203 e 4.204.
L'emendamento 4.1 (testo 3) è teso chiarire meglio il ruolo e le funzioni del COMITES e pertanto lo mantengo. Mantengo anche l'emendamento 4.8 (testo 3) perché chiarisce una delle funzioni di questi Comitati. Essi infatti non solo rappresentano le comunità degli italiani all'estero, ma diventano anche strumento di informazione.
Ritiro inoltre l'emendamento 4.14 (testo 3). Infine, mantengo l'emendamento 4.206, ma vorrei riformularlo nel senso di inserire un termine per le risposte che l'amministrazione deve dare ai quesiti posti dai Comitati. So che su questo punto esistono delle divergenze, ma ritengo importante che questi Comitati abbiano la certezza di ottenere risposte da parte dell'Amministrazione. Farò pervenire al più presto il testo scritto della riformulazione alla Presidenza. Le ultime due righe della parte finale dell'emendamento reciterebbero così: «Il Ministero risponde entro i successivi 90 giorni in relazione alle proposte formulate da ciascun Comitato». (Brusìo).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il brusìo sta aumentando.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, lo dico lo stesso, così i nostri stenografi possono metterlo agli atti.
PRESIDENTE. Vorrei sentire anch'io, però.
MICHELONI (PD). L'emendamento 4.207 tenta di dare una valenza al lavoro che compie il COMITES, soprattutto quando chiediamo a questi Comitati di valutare la qualità dei servizi che la rete consolare e i consolati danno ai nostri concittadini.
Ho sentito il ministro Brunetta affermare in tutti i programmi televisivi e in tutti i giornali che i cittadini italiani devono valutare e giudicare il lavoro della propria Amministrazione. Mi sono riempito la testa di queste dichiarazioni. Con questo emendamento si chiede semplicemente che il rapporto che redige un COMITES sulla qualità dei servizi di un consolato su un territorio diventi uno dei parametri - non «il» parametro - di valutazione dell'Amministrazione e dei consoli. Credo sia nella logica più elementare del discorso del ministro Brunetta. In detto caso si chiede di dare questo diritto non a qualsiasi cittadino, ma ad un Comitato eletto a rappresentarlo.
L'emendamento 4.208 ha la stessa finalità di valorizzare il lavoro e i rapporti di detti Comitati. L'emendamento 4.209 ha la stessa finalità, per cui lo manteniamo. Con l'emendamento 4.210 richiedo nuovamente il voto per il termine di risposta. Perché insisto sul termine di risposta, Presidente? So che su questo abbiamo dibattuto in Comitato ristretto. Mi si dice che anche in Italia le istituzioni non hanno una garanzia di un termine di risposta. I nostri COMITES, però, hanno a che fare con le strutture consolari, e noi conosciamo le difficoltà che esistono nei rapporti tra queste istituzioni e i Comitati, che non hanno un potere di gestione: non gestiscono infatti risorse economiche, non danno risorse economiche, ma esprimono i bisogni e le potenzialità della nostra collettività. È bene che questi Comitati abbiano la certezza di avere una risposta, perché oggi sappiamo che non esiste, e per questo motivo insistiamo su detti punti.
PEDICA (IdV). Signora Presidente, l'emendamento 4.250 arricchisce il testo uscito dalla Commissione definendo maggiormente le funzioni dei Comitati, dando loro nuove competenze, chiarendo il rapporto con le altre autorità che curano gli interessi degli italiani all'estero e stabiliscono norme di trasparenza e tracciabilità dell'attività dei Comitati.
In particolare, i Comitati, in aderenza ai principi affermati dagli articoli 3 e 35 della Costituzione, hanno il fine di promuovere e agevolare lo sviluppo delle condizioni di vita delle comunità italiane all'estero e dei loro singoli componenti, di rafforzare il collegamento di tali comunità con la vita politica, culturale, economica e sociale dell'Italia, di assicurare la più efficace tutela dei diritti degli italiani all'estero e di facilitarne il mantenimento dell'identità culturale e linguistica, l'integrazione nelle società di accoglimento e la partecipazione alla vita delle comunità locali, nonché di facilitare il coinvolgimento delle comunità italiane residenti nei Paesi in via di sviluppo nelle attività di cooperazione allo sviluppo.
Il rapporto con le autorità consolari viene rafforzato, poiché, da una parte, è compito del consolato informare le autorità locali dell'istituzione del Comitato e del tipo di attività svolta, nonché di rendere partecipe il Comitato degli incontri ufficiali con le autorità locali sulle questioni di interesse della comunità rappresentata; dall'altra parte, il Comitato può rappresentare le istanze della collettività italiana residente nella circoscrizione consolare alle autorità e alle istituzioni locali.
È da rilevare, inoltre, il fatto che, con il presente emendamento, si dà ai Comitati una funzione di consulenza normativa, ossia la possibilità di formulare, su richiesta del Ministro degli affari esteri, pareri e, di propria iniziativa, proposte e raccomandazioni in materia di iniziative legislative o amministrative dello Stato o delle Regioni, nonché accordi internazionali e normative comunitarie concernenti le comunità italiane all'estero. Così, per quello che riguarda l'Italia dei Valori, si valorizza la competenza degli stessi maturata sul campo nel processo normativo. In sostanza, si trasferiscono ai Comitati le poche residue competenze che adesso esercita in esclusiva il CGIE per farne ancora di più il perno gravitazionale a livello locale delle multiple istanze provenienti dalle comunità degli italiani.
È alla lettera e), comma 6, dell'articolo 4, che si propone di emendare, che tuttavia vengono proposte le novità più rilevanti, in quanto vengono individuati meccanismi per aumentare la trasparenza e la responsabilità dei Comitati nei confronti degli elettori. Ciò si ha ponendo l'obbligo in capo all'organismo di redigere ed elaborare una relazione annuale contenente una valutazione generale degli eventi occorsi nell'anno precedente, della situazione e dei bisogni della comunità italiana di riferimento. Il Comitato, inoltre, presenta nella predetta relazione un rapporto con riferimento alla propria situazione generale, ai propri bisogni, alle attività svolte ed al rapporto con la rappresentanza consolare e un rapporto programmatico, con proiezione triennale, delle iniziative che lo stesso intende attuare, comprensivo di osservazioni e proposte per migliorare il funzionamento delle strutture dei servizi consolari e degli altri enti italiani eventualmente presenti nel territorio di riferimento. Per rendere maggiormente tracciabile l'utilizzo delle risorse affidate ai Comitati, nell'emendamento si prevede che alla relazione siano allegati il rendiconto consuntivo e il bilancio preventivo di cui all'articolo 6 del testo della Commissione.
Quindi, il Ministro degli affari esteri invia il documento unico, acquisendone i relativi pareri, ai seguenti destinatari: Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie; Direzione generale per la promozione e cooperazione culturale del Ministero degli affari esteri; Direzione generale per le politiche previdenziali del Ministero del lavoro; Ministero dell'interno; Ministero dell'istruzione, dell'università e dalla ricerca; Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione del Ministero dello sviluppo economico; Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio; Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Infine, il documento unico viene presentato dal Ministro al Parlamento aprendo un dibattito pubblico per valutare gli eventi dell'anno precedente e tracciare prospettive e indirizzi per il triennio successivo.
In definitiva, l'emendamento in questione, trasferendo le competenze esercitate dal CGIE ai Comitati, consegue l'obiettivo di semplificare e rendere efficiente il panorama generale delle forme e degli istituti di rappresentanza degli italiani all'estero, promuovendo così una più efficace tutela dei loro interessi e dei loro diritti.
FANTETTI (PdL). Ritiro l'emendamento 4.205.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sui restanti emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.250 e 4.1 (testo 3). Esprimo invece parere favorevole sull'emendamento 4.8 (testo 3).
PRESIDENTE. Senatore Tofani, il senatore Micheloni aveva chiesto di integrare l'emendamento 4.206, inserendo, dopo le parole: «Il Ministero risponde», le seguenti: «entro 90 giorni».
TOFANI, relatore. Se il senatore Micheloni è d'accordo, vorrei riformulare i suoi emendamenti riguardanti i commi 8, 9 e 11 del testo, che verrebbero così modificati. In fine al comma 8 si aggiungerebbe il seguente periodo: «Un ulteriore apposito capitolo relaziona sul funzionamento degli uffici consolari e sui servizi devoluti alla comunità italiana lì residente». Al comma 9 la parola «e» sarebbe sostituita dalle parole: «al Presidente dell'Intercomites del Paese in cui opera il Comitato, ai membri del Consiglio generale degli italiani all'estero dello stesso Paese,». Infine, al comma 11 sono inserite le parole: «cui la stessa darà riscontro», ma senza specificare i tempi.
Mi sembra di aver accolto sostanzialmente i vari emendamenti che su questo tema sono stati presentati dal senatore Micheloni. L'unico punto che non posso accettare è quello dei tempi, anche perché credo che qualora non vi fossero dei tempi adeguati, anche grazie alla presenza dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni Estero ci sarebbero tutti gli strumenti per poter fare in modo che vanga effettivamente dato un riscontro alla proposta dei Comitati.
PRESIDENTE. Senatore Micheloni, accetta la riformulazione avanzata dal senatore Tofani? Se la riformulazione viene accolta, i testi torneranno in Commissione bilancio.
MICHELONI (PD). Non accetto e insisto sul prevedere un termine per la risposta.
PRESIDENTE. Se volete approfondire, possiamo accantonare gli emendamenti riferiti all'articolo 4.
TOFANI, relatore. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti riferiti all'articolo 4 sono pertanto accantonati.
Passiamo all'esame dell'articolo 5, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori a illustrare.
PEDICA (IdV). Signor Presidente, l'emendamento 5.200 sopprime l'istituto degli Intercomites, poiché, come si evince dal disegno di legge a mia firma e dagli emendamenti sinora illustrati, la ratio della proposta di riforma dell'Italia dei Valori è quella di stabilire un dialogo diretto tra le comunità italiane all'estero e i rappresentanti centrali, tramite l'unica intermediazione esercitata dai Comitati. Sono questi, infatti, e non forme ulteriori di aggregazione, come gli Intercomites e il CGIE, che si relazionano ai consolati, ai parlamentari eletti all'estero, al Ministero degli affari esteri e al Parlamento nel complesso.
La ragione di creare tale filo diretto risiede sia nella volontà di risparmiare risorse tagliando istituiti ormai pleonastici, sia in quella di veicolare meglio le istanze di cittadini italiani all'estero, senza che interessi mediati e forme di potere acquisite, come si generano spesso anche nel CGIE, possano influenzarle. I COMITES, infatti, sono più vicini alla popolazione, poiché composti da membri eletti direttamente dagli italiani all'estero in ciascuna circoscrizione consolare e, quindi, risultano più titolati ad esprimere genuinamente problemi e proposte dei nostri connazionali espatriati.
MICHELONI (PD). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 5.201, 5.202, 5.203, 5.204 e 5.205.
Mantengo l'emendamento 5.206, con cui si intende eliminare una rigidità. Si prevede che l'Intercomites si riunisca due volte l'anno e va benissimo, ma può essere necessaria un'altra riunione, per cui si chiede di aggiungere semplicemente la parola "almeno". Non è niente di rivoluzionario, e mi pare di buon senso.
Ritiro l'emendamento 5.6.
L'emendamento 5.7 (testo 3) - so che siamo di nuovo in divergenza - tende ad evitare che si concentrino troppe funzioni su una sola persona. Non dimentichiamo mai che queste istituzioni che stiamo rinnovando, che siano COMITES o CGIE, sono composte da persone elette a cariche importanti per la comunità, ma a titolo assolutamente gratuito: fanno del volontariato. Qui non stiamo mettendo in piedi delle strutture dove si eleggono delle persone che hanno gettoni di presenza, indennità e così via. Dunque, sono persone che danno questo tempo volontariamente per le nostre comunità e quindi appare necessario evitare di concentrare troppe funzioni sulle stesse persone. Questo è l'obiettivo dell'emendamento 5.7.
Non so come definire l'emendamento 5.1 (testo 3), se non come un emendamento di buon senso. Lo riformulerei, sopprimendo la lettera a).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si danno per illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 5.200 e 5.206.
Invito il senatore Micheloni a ritirare l'emendamento 5.7 (testo 3), perché le situazioni evidenziate sono già previste dall'articolo 25, comma 2.
Il mio parere è favorevole alla riformulazione dell'emendamento 5.1 (testo 3).
Infine, invito il senatore Firrarello a ritirare l'emendamento 5.3.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo concorda con il relatore.
L'emendamento 5.7 (testo 3) prevede che i delegati di diritto possano essere sostituiti da un delegato alle riunioni del CGIE; poiché pertanto la proposta Micheloni si ritrova nell'emendamento 25.300 del relatore, l'intento sotteso all'emendamento 5.7 (testo 3) si può considerare soddisfatto, e pertanto invito il senatore Micheloni a ritirarlo.
MICHELONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICHELONI (PD). Sebbene non sia proprio la stessa cosa, dopo aver visto l'emendamento 25.300 del relatore, accogliamo l'invito al ritiro.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.200, presentato dal senatore Pedica e da altri senatori.
Non è approvato.
Gli emendamenti, 5.201, 5.202, 5.203, 5.204 e 5.205 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.206.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 5.206, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Invito i senatori Segretari a verificare la correttezza delle operazioni di voto, perché ci vengono segnalate delle irregolarità. Invito tutti a prendere posto e a votare ognuno per sé.
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. Gli emendamenti 5.2, 5.6 e 5.7 (testo 3) sono stati ritirati.
Metto ai voti l'emendamento 5.1 (testo 4), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.
È approvato.
Sull'emendamento 5.3 c'è un invito al ritiro; lo accoglie senatore Firrarello?
FIRRARELLO (PdL). Sì, signora Presidente.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 5, nel testo emendato.
È approvato.
TOFANI, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOFANI, relatore. Signora Presidente, abbiamo poc'anzi accantonato l'articolo 4 perché sull'emendamento 4.206 c'erano delle riflessioni in corso. Vorrei sapere se il senatore Micheloni è d'accordo sulla riformulazione che ho letto, ovviamente aggiungendo il termine temporale di 180 giorni.
Presidenza della vice presidente BONINO (ore 18,40)
MICHELONI (PD). Accogliamo la riformulazione proposta, anche se il termine mi sembra veramente eccessivo.
PRESIDENTE. Presidente Tofani, lei ha proposto una riformulazione dell'emendamento 4.206, che è stata accolta dal senatore Micheloni. In ogni caso, sul nuovo testo dell'emendamento serve comunque il parere della Commissione bilancio. Quindi abbiamo fatto un passo avanti, ma l'emendamento rimane accantonato.
TOFANI, relatore. Signora Presidente, ovviamente prendo atto di quanto lei ha dichiarato, anche se i contenuti della riformulazione non evocano assolutamente necessità di coperture; ciononostante mi attengo alle procedure che la Presidenza ritiene di dover seguire.
PRESIDENTE. Siamo d'accordo: nel frattempo proseguiamo con l'esame dei successivi articoli, e poi risolveremo anche questo problema. L'emendamento 4.206 rimane pertanto accantonato.
Onorevoli colleghi, dovremmo ora passare all'esame dell'articolo 6, ma poiché su questo articolo c'è un emendamento del relatore in ordine al quale aspettiamo il parere della Commissione bilancio, la Presidenza dispone l'accantonamento anche dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti.
La gestione è un po' tumultuosa: signor relatore, mi informano che il Presidente della Commissione bilancio è in grado, dopo consultazioni, di esprimere il parere sull'emendamento 4.206 nella riformulazione da proposta dal relatore. Poiché il presidente Azzollini è in grado di dare il parere, ascoltiamolo e poi passiamo alla votazione degli emendamenti all'articolo 4.
AZZOLLINI (PdL). Signora Presidente, le modifiche all'emendamento 4.206 non sembrano assolutamente comportare oneri, per cui è possibile dare subito un parere di nulla osta.
PRESIDENTE. C'è dunque un parere di nulla osta della Commissione bilancio sull'emendamento 4.206 (testo 2). Quindi, possiamo votare tutti gli emendamenti all'articolo 4.
Gli emendamenti 4.200, 4.201, 4.202, 4.203, 4.9, 4.204, 4.2 e 4.3 sono stati ritirati.
Metto ai voti l'emendamento 4.250, presentato dal senatore Pedica e da altri senatori.
Non è approvato.
L'emendamento 4.205 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1 (testo 3).
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 4.1 (testo 3), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. L'emendamento 4.4 è stato ritirato.
Metto ai voti l'emendamento 4.8 (testo 3), presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
È approvato.
Gli emendamenti 4.5 e 4.14 (testo 3) sono stati ritirati.
Metto ai voti l'emendamento 4.206 (testo 2), presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
È approvato.
Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti 4.207, 4.208 e 4.210, mentre rimane in vita l'emendamento 4.209.
MICHELONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, la prima parte dell'emendamento 4.207 potrebbe essere semplicemente assorbita, perché fa riferimento a un capitolo della relazione. La modalità di valutazione delle relazioni fatte dai COMITES costituisce invece la seconda parte dell'emendamento 4.207 e non può essere in alcun modo considerata assorbita. È evidente che l'emendamento doveva essere redatto in questo modo, in caso di non accoglimento dell'emendamento precedente; eventualmente, esso può essere votato per parti separate.
PRESIDENTE. Senatore Micheloni, la Presidenza propone di accantonare questo emendamento per una verifica, e chiedo ai colleghi di consentire questa gestione, un po' faticosa, dei lavori.
La Presidenza propone altresì di procedere all'esame dell'articolo 7, lasciando in sospeso, per una verifica da parte degli Uffici, gli emendamenti 4.207, 4.208, 4.209 e 4.210. Se non vi sono osservazioni, così resta stabilito.
Passiamo pertanto all'esame dell'articolo 7, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
Presidenza della vice presidente MAURO (ore 18,50)
MICHELONI (PD). Gli emendamenti 7.200, 7.201 e 7.202 sono ritirati.
L'emendamento 7.203 prevede un'altra ripartizione, perché in questo disegno di legge nasce un nuovo COMITES, composto da nove membri, mentre prima i COMITES erano solo da 12 e 18 membri. Questi emendamenti tendono, a mio modo di vedere, solo a semplificare tale misura. Noi chiediamo semplicemente di votarli.
Questo ragionamento vale per gli emendamenti 7.203, 7.204, 7.1 (testo 2) e 7.205.
L'emendamento 7.209interviene su una disposizione del disegno di legge che noi condividiamo: quella che prevede un limite di mandato, alla stregua del quale chi ha ricoperto per due mandati la carica di membro del Comitato non è rieleggibile. L'emendamento 7.209 nasce dall'incontro con i presidenti dei COMITES, che hanno fatto un'osservazione non banale: è difficile all'estero coinvolgere le nuove generazioni in questa istituzione; pertanto, un trentenne o un quarantenne che dovessero presentarsi potrebbero ricoprire la carica anche per tre mandati. Noi quindi proponiamo di modificare la disposizione prevedendo di limitare la rieleggibilità a chi ha già ricoperto la carica per tre mandati. È una correzione su un aspetto che - ripeto - condividiamo, e vorrei ascoltare in merito il parere del relatore e del rappresentante del Governo.
FANTETTI (PdL). L'emendamento 7.208 è diretto a ripristinare una condizione di parità nelle situazioni di elettorato attivo e passivo e, sulla base dell'esperienza vissuta anche in questa legislatura, va a porre rimedio ad eventuali forzature. Pertanto, è particolarmente raccomandabile.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 7.203, 7.204, 7.1 (testo 2), 7.205 e 7.209, mentre invito il senatore Giordano a ritirare l'emendamento 7.206 in quanto la previsione in esso contenuta è già presente nel testo del disegno di legge. Infine, esprimo parere favorevole sull'emendamento 7.208.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il mio parere è conforme a quello del relatore.
Vorrei però spiegare al senatore Micheloni il parere contrario sull'emendamento 7.209. Capisco le ragioni che ne sono alla base, il problema, però, è che la norma non può essere retroattiva. Se infatti inseriamo la parola «già» andiamo a colpire chi ha già svolto un mandato. Capisco le ragioni che sottendono l'emendamento, che condivido nella sua logica di base, ma non è possibile penalizzare in una legge chi è stato già eletto senza sapere che sarebbe stato, appunto, penalizzato. Pertanto, resta il riferimento ai due mandati. Ripeto, la logica è assolutamente condivisibile, ma non è possibile varare una norma retroattiva.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 7.200, 7.201 e 7.202 sono stati ritirati.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 7.203, 7.204, 7.1 (testo 2) e 7.205 sono improcedibili.
L'emendamento 7.2 è stato ritirato.
Il relatore ha invitato a ritirare l'emendamento 7.206. Senatore Giordano, lo ritira?
GIORDANO (PdL). Sì, signora Presidente, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.208, presentato dal senatore Fantetti.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.209.
MICHELONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICHELONI (PD). Capisco l'intervento del Sottosegretario, e quindi ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 7, nel testo emendato.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 8, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 8.200, 8.201 e 8.202.
PRESIDENTE. Anche gli emendamenti 8.1 e 8.2 sono stati ritirati.
Pertanto, essendo stati ritirati tutti gli emendamenti, metto ai voti l'articolo 8.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 9, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Ritiro gli emendamenti 9.200, 9.201, 9.202, 9.203 e 9.204. Il testo dell'articolo 9 prevede la mancata partecipazione non giustificata: con l'emendamento 9.205 prevediamo la mancata partecipazione «non adeguatamente motivata». A me sembra un rafforzativo, ma al riguardo sono interessato ad ascoltare il parere del relatore.
Sull'emendamento 9.206 mi auguro venga espresso parere favorevole, trattandosi di un aspetto importante che chiarisce il rapporto tra le autorità consolari e i COMITES, giacché non tutte le funzioni possono essere concentrate sulle autorità consolari. Occorre sentire i membri del Consiglio generale degli italiani all'estero del Paese di competenza.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Invito il senatore Micheloni a ritirare l'emendamento 9.205 avendo mutuato il concetto della mancata partecipazione non giustificata dalla normativa dei Consigli comunali. Non mi sembra che l'espressione utilizzata nell'emendamento sia rafforzativa.
Sull'emendamento 9.206 esprimo invece parere favorevole.
PRESIDENTE. Senatore Micheloni, accoglie l'invito al ritiro formulato dal relatore?
MICHELONI (PD). Sì, signora Presidente, ritiro l'emendamento 9.205.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 9.200, 9.201, 9.202, 9.203, 9.204, 9.205 e 9.1 sono stati ritirati.
Metto ai voti l'emendamento 9.206, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
E' approvato.
L'emendamento 9.2 è stato ritirato.
Metto ai voti l'articolo 9, nel testo emendato.
E' approvato.
Colleghi, riprendiamo l'esame degli emendamenti presentati all'articolo 4, precedentemente accantonati.
Da verifiche effettuate, la prima parte dell'emendamento 4.207, consistente nel primo periodo, risulta assorbita dall'approvazione dell'emendamento 4.206 (testo 2).
Invito pertanto il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunciarsi sulla restante parte dell'emendamento 4.207 e sull'emendamento 4.209.
TOFANI, relatore. Esprimo su entrambi parere contrario.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della restante parte dell'emendamento 4.207.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della restante parte dell'emendamento 4.207, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. L'emendamento 4.208 è assorbito dall'approvazione dell'emendamento 4.206 (testo 2).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.209.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 4.209, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. Poiché anche l'emendamento 4.210 è assorbitodall'approvazione dell'emendamento 4.206 (testo 2), passiamo alla votazione dell'articolo 4, nel testo emendato.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 4, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. Dovremmo ora passare all'esame dell'articolo 10, ma poiché su questo articolo c'è un emendamento del relatore in ordine al quale aspettiamo il parere della Commissione bilancio, la Presidenza ne dispone l'accantonamento.
Passiamo pertanto all'esame dell'articolo 11, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro tutti gli emendamenti presentati all'articolo 11.
PRESIDENTE. Metto pertanto ai voti l'articolo 11.
È approvato.
Dovremmo ora passare all'esame dell'articolo 12, ma poiché su questo articolo c'è un emendamento del relatore in ordine al quale aspettiamo il parere della Commissione bilancio, la Presidenza ne dispone l'accantonamento.
Passiamo pertanto all'esame dell'articolo 13, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 13.200, 13.201, 13.202. e 13.203.
PRESIDENTE. Anche l'emendamento 13.1 è stato ritirato.
Metto pertanto ai voti l'articolo 13.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 14, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 14.200, 14.202, 14.203, 14.204 e 14.205.
Gli emendamenti 14.2 e 14.3 sono di grandissima importanza, come già sottolineato dal senatore Alberto Filippi in discussione generale: questi emendamenti vogliono rendere sicuro il voto per corrispondenza. So bene che ogni volta che parliamo di voto per corrispondenza nel Parlamento italiano si parte dal presupposto che non è un sistema sicuro, ma altri Paesi europei il voto per corrispondenza è una realtà.
Vorrei ricordare un paio di esempi. In Svizzera il voto per corrispondenza è utilizzato dal cittadino che ivi risiede: ormai più della metà dei voti sono espressi per corrispondenza ed una piccolissima parte di cittadini si reca al seggio. Questi Paesi hanno però dei sistemi che permettono la sicurezza del voto.
Nell'emendamento 14.2 in effetti proponiamo un sistema che somiglia a quello svizzero, prevedendo l'indicazione del numero di un documento di identificazione, con la sottoscrizione del certificato elettorale. Nell'emendamento 14.3, invece, il riferimento è al sistema spagnolo: in Spagna, in particolare, è previsto l'inserimento nel materiale elettorale della fotocopia di un documento dell'elettore.
Colleghi, tenuto conto delle cose che sono successe e di tutti i problemi che abbiamo avuto nel voto politico, i due emendamenti in esame sono di grande importanza, perché dovrebbero aprire la porta ad una breve e rapida riforma per rendere poi sicuro il voto politico degli italiani all'estero. Pertanto, a fronte dell'inesistenza oggi di qualsiasi garanzia, quella che noi introduciamo è una vera rivoluzione.
Ricordo che proprio in quest'Aula su tale questione abbiamo avuto problemi notevoli, con colleghi che sono stati eletti con le modalità che conosciamo: chiederei pertanto a tutti un attimo di attenzione su questo punto. Signora Presidente, il sistema attuale permette di votare a qualsiasi cittadino, italiano e non, che entri in possesso di un plico elettorale, perché non c'è alcuna certificazione che l'elettore abbia avuto in mano il materiale con il quale ha votato. Questo sistema del voto per corrispondenza è così solo in Italia: negli altri Paesi ci sono regole diverse.
Vorrei quindi invitare a votare a favore di uno o di entrambi gli emendamenti, anche se, a seguito dell'ultimo incontro che abbiamo avuto, mi aspetterei una riformulazione in un unico emendamento da parte del relatore, che raccolga questa esigenza di sicurezza. Avremo così la dimostrazione che questo sistema funziona, che mette al riparo da larghissima parte dei rischi di cose non confessabili che possono accadere con il voto per corrispondenza; soprattutto, se riusciremo a trovare qui un accordo concreto e razionale, potremo rapidamente intervenire nell'interesse di tutti, maggioranza e opposizione (e faccio in questo senso un appello al Governo), anche sulla legge elettorale per il collegio Estero.
FILIPPI Alberto (LNP). Signora Presidente, mi associo innanzitutto a quanto esposto dal collega Micheloni circa gli emendamenti 14.2 e 14.3, di cui sono anch'io firmatario.
Per quanto riguarda l'emendamento 14.201, intervengo per dire che sono disponibile eventualmente anche a ritirarlo, ed anticipo conseguentemente il ritiro degli emendamenti 12.205 e 17.203. Questo ritiro evidentemente è però condizionato - e vorrei sentire al riguardo il relatore ed il rappresentare del Governo - alla risoluzione della questione della certezza sul voto che, per come esso è oggi organizzato, determina una situazione inaccettabile.
Capisco che sostituire il voto per corrispondenza, come previsto nell'emendamento 12.205 - so che l'articolo 12 è stato accantonato, ma anticipo la questione, che potrei risolvere ritirando l'emendamento - collegato peraltro al 14.201, possa essere nella ratio la migliore delle soluzioni, ma si potrebbero generare più problemi di quelli effettivamente risolti. In particolare, i problemi di natura tecnica e pratica legati alla distanza e alla difficoltà di riuscire ad andare a votare all'estero non sono evidentemente cosa da poco.
Quindi, la mia proposta è quella di individuare una soluzione, che è già inserita negli emendamenti 14.2 e 14.3, magari attraverso una combinazione, migliorando il comportamento svizzero e quello spagnolo, come ricordato dal senatore Micheloni, dando vita ad uno nostro italiano come risultante dei due. Ciò consentirebbe sia di inserire una fotocopia del documento di identità sia di avere anche una firma conferendo in tal modo maggior valore a questa modalità di voto.
Se si pervenisse ad una soluzione di questo tipo, ritirerei gli emendamenti 14.201 e gli altri collegati che ho citato poc'anzi.
FIRRARELLO (PdL). Ritiro l'emendamento 14.1.
PRESIDENTE. Chiedo al senatore Alberto Filippi cosa intende fare con l'emendamento 14.201.
FILIPPI Alberto (LNP). Signora Presidente, come ho detto poc'anzi, sono disponibile a ritirarlo, ritirando contemporaneamente gli emendamenti 17.203 e 12.205 ad esso collegati. Ho posto però una condizione di buon senso, che poggia sulle proposte 14.2 e 14.3.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Signora Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti 14.2 e 14.3, convengo con le riflessioni svolte dai colleghi Filippi Alberto e Micheloni. Pertanto, sottopongo a loro la seguente riformulazione: «All'articolo 14, comma 6, primo periodo, dopo la parola "unitamente" inserire le parole: «ad una fotocopia del documento d'identità dell'elettore ed», e dopo le parole: «certificato elettorale» inserire le seguenti: «, sottoscritto dall'elettore,» (nella lettura completa dell'articolo e del comma si intende il tagliando). «Conseguentemente, all'articolo 17, dopo il comma 5, aggiungere il seguente: 5-bis. «Al momento dello spoglio, prima dell'apertura della busta contenente il voto dell'elettore, devono essere verificate la corrispondenza del documento d'identità, inserito dall'elettore nella busta contenente il tagliando, con il nominativo risultante dagli elenchi consolari, e la corrispondenza della firma apposta sul tagliando con quella apposta sul documento d'identità». Questo, al fine di collegare l'articolo 14 con l'articolo 17.
PRESIDENTE. Chiedo ai proponenti se accettano tale riformulazione.
MICHELONI (PD). Sono d'accordo perché è il risultato di questi due emendamenti.
FILIPPI Alberto (LNP). Anch'io sono d'accordo. A questo punto posso annunciare ufficialmente di ritirare gli emendamenti 14.201, 17.203 e 12.205.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Sono d'accordo con il relatore e apprezzo anche che abbia seguito il modello spagnolo e non quello svizzero, che in Italia è difficilmente applicabile.
PRESIDENTE. Senatore Garavaglia Massimo, è in grado di darci, a nome della 5a Commissione, un parere sulla riformulazione proposta dal relatore degli emendamenti 14.2 e 14.3?
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Signora Presidente, sinceramente no, anche perché forse era il caso di esaminarli prima, tutti questi emendamenti. In ogni caso, prendiamo atto che si continua a procedere a riformulazioni, e pertanto penso sia meglio un passaggio in Commissione.
PRESIDENTE. L'articolo 14 è pertanto accantonato.
Passiamo all'esame dell'articolo 15, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 15.200, 15.201, 15.202 e 15.203.
PRESIDENTE. Essendo stati ritirati tutti gli emendamenti, metto ai voti l'articolo 15.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 16, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 16.200, 16.201, 16.202 e 16.203.
Poiché l'emendamento 16.204 è di buon senso tecnico per il voto, ne chiedo la votazione.
FIRRARELLO (PdL). Signora Presidente, ritiro l'emendamento 16.1.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento 16.204.
TOFANI, relatore. Signora Presidente, vorrei proporre una riformulazione dell'emendamento.
All'articolo 16, il comma 4 e riformulato come segue: «Se uno scrutatore è assente all'atto dell'insediamento del seggio, il Presidente nomina scrutatore uno degli elettori. Se il Presidente è assente all'atto dell'insediamento del seggio, il comitato elettorale circoscrizionale procede alla nomina del sostituto».
PRESIDENTE. Chiedo al senatore Micheloni se accetta la riformulazione dell'emendamento 16.204 proposta dal relatore.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, l'accetto.
PRESIDENTE. Chiedo al senatore Garavaglia Massimo di esprimersi, a nome della 5a Commissione, al riguardo.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Reputo opportuno che l'emendamento 16.204 sia accantonato.
PRESIDENTE. Procediamo, quindi, con l'accantonamento degli articoli 16 e 17, essendo quest'ultimo collegato all'articolo 14.
Passiamo pertanto all'esame dell'articolo 18, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 18.200, 18.201, 18.202, 18.1 e 18.203.
L'emendamento 18.204 è estremamente importante perché con l'articolo 18 si modifica il sistema di voto, che attualmente è proporzionale puro. Nel sistema che propone il testo del disegno di legge si assegna un premio di maggioranza anche per uscire da quelle situazioni di disagio che si sono vissute in moltissimi Comitati, che hanno conseguito risultati «6 e 6» e non sono riusciti mai a funzionare. All'estero non esiste, però, una quantità di dirigenti politici come quella presente in Italia, per cui con l'emendamento 16.204 chiediamo che al candidato presidente delle liste che perdono le elezioni, ma raggiungono il quorum per un seggio, sia affidato il seggio stesso. Su questo emendamento chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.
Infine, ritiro l'emendamento 18.205.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 18.204.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 18.200, 18.2, 18.201, 18.202, 18.1 e 18.203 sono stati ritirati.
Senatore Micheloni, insiste per la votazione elettronica dell'emendamento 18.204?
MICHELONI (PD). Signora Presidente, non c'è più bisogno.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 18.204, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'articolo 18, nel testo emendato.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 19, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 19.200, 19.201, 19.202, 19.203 e 19.204.
PRESIDENTE. Essendo stati ritirati tutti gli emendamenti, metto ai voti l'articolo 19.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 20, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 20.200, 20.201, 20.202, 20.1, 20.203 e 20.204.
PRESIDENTE. Essendo stati ritirati tutti gli emendamenti, metto ai voti l'articolo 20.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 21, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 21.200, 21.201, 21.202, 21.203 e 21.204.
PRESIDENTE. Anche l'emendamento 21.1 è stato ritirato.
Pertanto, essendo stati ritirati tutti gli emendamenti, metto ai voti l'articolo 21.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 22, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 22.200, 22.201, 22.202, 22.203 e 22.204. Chiedo la votazione nominale mediante procedimento elettronico dell'emendamento 22.1 che allarga la possibilità di presenza senza diritto di voto ai membri del CGIE. L'emendamento 22.2 invece è improcedibile, ma ancora adesso non sono riuscito a capire come la Commissione bilancio abbia potuto esprimere un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione su un emendamento riguardante la nomina di un sostituto di uno scrutatore in un seggio elettorale. Su questo ritorno, e ci ritornerò fino alla fine. L'ho detto all'inizio: questa legge riforma qualcosa di esistente all'interno di due voci di spesa del Ministero degli affari esteri che hanno subito tutti i tagli come tutti gli altri capitoli, e non si creano spese supplementari, perché si deve fare con quello che c'è. Ricordo che stiamo parlando di organismi di volontariato.
Su questo emendamento chiedo l'appoggio di quindici senatori affinché possa essere messo in votazione.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Signora Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 22.1 e parere contrario sull'emendamento 22.2.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signora Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 22.200, 22.201, 22.202 e 22.203 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 22.1.
Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dal senatore Micheloni, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 22.1, presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 22.2, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione, precedentemente avanzata dal senatore Micheloni, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 22.2, presentato dal senatore Micheloni.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. L'emendamento 22.204 è stato ritirato.
Metto ai voti l'articolo 22, nel testo emendato.
È approvato.
Passiamo all'emendamento 22.0.1, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro l'emendamento e lo trasformo in un ordine del giorno che chiedo al relatore e al rappresentante del Governo di accogliere, volto a sollecitare la previsione dell'insediamento delle commissioni nel regolamento di attuazione del provvedimento.
PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno.
TOFANI, relatore. Esprimo parere favorevole.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Accolgo l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G22.0.1 non verrà posto in votazione.
Passiamo all'esame dell'articolo 23.
Lo metto ai voti.
È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 24, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 24.200, 24.201, 24.202 e 24.203. Mantengo gli emendamenti 24.204, 24.2 (testo 3) e 24.9. Questi emendamenti definiscono ruoli e funzioni del Consiglio generale degli italiani all'estero.
PEDICA (IdV). Signora Presidente, con l'emendamento 24.7 si intende procedere alla soppressione del Consiglio generale degli italiani all'estero, dopo che con i precedenti emendamenti si sono trasferita alcune sue competenze ai Comitati, generando così un significativo risparmio economico.
Infatti, il CGIE, istituito con la legge 6 novembre 1989, n. 368, e disciplinato dal regolamento attuativo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 1998, n. 329, appare, ad avviso dell'Italia dei Valori, come un ente pleonastico, stante le recenti modifiche istituzionali apportate alle forme di rappresentanza e considerate le mutazioni occorse al fenomeno dell'emigrazione.
Le principali ragioni che ci inducono a sostenere che, per molti aspetti, le funzioni assegnate al CGIE nel 1989 sono ormai state assunte da altri organismi di rappresentanza sono l'istituzione della circoscrizione Estero e l'elezione dei rappresentanti parlamentari dei cittadini italiani residenti all'estero, disciplinata dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459.
Le legge attributiva del diritto di voto ai cittadini italiani residenti all'estero è la manifestazione del principio costituzionale espresso dall'articolo 67 della nostra Costituzione (che recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato»), in quanto individua nel parlamentare in genere - ed in quello eletto nella circoscrizione Estero in specie - il «rappresentante erga omnes» delle comunità italiane radicate fuori dai nostri confini.
In particolare, con la creazione della circoscrizione Estero, vengono ad essere assorbite tutte quelle funzioni di "consulenza" del Governo e del Parlamento sui grandi temi di interesse per gli italiani all'estero, le quali, a seguito della riforma elettorale, appaiono realizzate dalla figura del parlamentare.
Per ciò che concerne invece le altre funzioni che la legge 6 novembre 1989, n. 368 affida al CGIE, ossia le competenze maggiormente finalizzate allo sviluppo delle potenzialità a livello locale delle comunità italiane nel mondo e delle loro risorse economiche, culturali e sociali, osservo che le stesse esigenze locali possono essere portate avanti con maggiore incisività ed efficienza dall'altro organo rappresentativo presente, ossia i Comitati degli italiani all'estero, e ciò, ancora di più, grazie agli emendamenti dell'Italia dei Valori sin qui proposti.
Pertanto, con la soppressione del CGIE ed il precedente trasferimento delle competenze esercitate in esclusiva ai Comitati, quel che si vuole creare - vogliamo spiegare ai colleghi - è una rappresentanza imperniata a livello locale sui Comitati e sui consolati, con un forte dialogo programmatico fra loro, e a livello centrale sul Ministero degli affari esteri e sui parlamentari eletti all'estero. Ecco cosa vogliamo intendere con questo emendamento.
In tale quadro, le riunioni generali del CGIE, di carattere meramente discorsivo e poco sostanziale, in quanto organismo composto da ben 82 membri, con cadenza pari a solo due riunioni l'anno e senza poteri vincolanti, perdono significato e senso, e l'abolizione delle stesse, non togliendo niente alla rappresentanza, reca invece un sensibile risparmio economico, che il Ministero può utilizzare per iniziative concrete in favore degli italiani all'estero. Il presente emendamento, dunque, non deve essere letto come isolato, ma in combinato con i precedenti.
Pertanto, voglio precisare, che non è «una semplice cancellazione» quella che si propone, ma è una riforma complessiva dì tutto il panorama della rappresentanza degli italiani all'estero.
Questo sforzo riformatore mi sembra doveroso, sia nei confronti dei cittadini all'estero, sia per ciò che attiene l'uso delle risorse pubbliche, le quali, in tempo di crisi, devono essere impiegate là dove possono effettivamente perseguire il bene pubblico con i maggiori risultati.
Noi dell'Italia dei Valori vogliamo che chi guarda da lontano all'Italia sia orgoglioso di esserne cittadino, e si senta, anche all'estero, comunque partecipe di una Nazione che sa perseguire il bene non solo di chi risiede sul suo territorio ma anche di chi ne fa parte per diritto.
E - concludo, signora Presidente - tutto ciò lo si ottiene soltanto disegnando un quadro efficiente, volto al risparmio, agevole e capace di stabilire un dialogo permanente fra comitati di base, consolati, parlamentari e Ministro degli affari esteri, così come proposto prima con il mio disegno di legge e ora con gli emendamenti in questione.
Chiedo inoltre l'appoggio di 15 parlamentari per sostenere la votazione di questo emendamento. (Applausi del senatore Di Nardo).
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. L'emendamento 24.100 è improcedibile. Il parere è contrario sugli emendamenti 24.7 e 24.203 e favorevole sugli emendamenti 24.204 e 24.2 (testo 3).
Invito il presentatore a ritirare l'emendamento 24.9 in quanto tutto ciò che esso prevede è contemplato all'articolo 26, commi 2 e 3.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 24.100 è improcedibile.
Passiamo all'emendamento 24.7, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione, precedentemente avanzata dal senatore Pedica, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 24.7, presentato dal senatore Pedica e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. Gli emendamenti 24.200, 24.201 e 24.202 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.203.
MICHELONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICHELONI (PD). Lo ritiro.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 24.204, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 24.2 (testo 3), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.
È approvato.
Sull'emendamento 24.9 c'è un invito al ritiro. Domando ai presentatori cosa intendono fare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, non è proprio la stessa cosa, io chiedo di votare su questo emendamento malgrado il parere contrario del relatore. Su questo articolo, signora Presidente, avrei voluto fare una dichiarazione di voto prima.
Il Consiglio generale degli italiani all'estero, quello che almeno si sta tentando, mi accorgo con notevole fatica, di mettere in piedi, ha poco a che vedere con l'organismo che siamo abituati ad avere oggi, ed è uno strumento che non è in contraddizione con la presenza dei parlamentari italiani del collegio Estero, uno strumento indispensabile, se vogliamo che questi parlamentari rappresentino veramente le nostre comunità che stanno all'estero e non rappresentino altri interessi di enti o strutture italiane.
Questo è il fondo del problema. I parlamentari della circoscrizione Estero non sono dei tuttologi: come potete immaginare che un solo parlamentare sia in grado di fare sintesi delle realtà di 60 Nazioni? Facciamo un discorso di buon senso: non è immaginabile poter svolgere questo lavoro con serietà, con dignità e con rispetto dei nostri elettori senza questi organismi. La forza di questi organi di rappresentanza (lo ripeto, non so più come e in quale lingua dirlo, l'ho detto tante volte in Comitato ristretto) è che diventano interlocutori non di parte dei parlamentari, ma diventano interlocutori eletti dai cittadini italiani e dunque si confrontano con i parlamentari e danno l'indirizzo alle politiche necessarie.
Credo proprio che non si possa tentare di dire che sono due cose uguali, che si accavallano, che sono sprechi di risorse: alla fine, credo che tutta questa struttura, l'insieme di COMITES e CGIE, non costi 4 milioni all'anno. In rapporto a quello che gli italiani all'estero danno all'Italia, credo che stiamo veramente parlando di briciole.
Insisto ancora, da qui alla fine dei nostri lavori, nell'invitare a cercare di ragionare spogliandoci da visioni troppo partigiane in questa riforma.
PRESIDENTE. Senatore Micheloni, l'emendamento 24.9 è assorbito dall'approvazione dell'emendamento 24.2 (testo 3); quindi, cade l'invito al ritiro.
Metto ai voti l'articolo 24, nel testo emendato.
È approvato.
Dovremmo ora passare all'esame dell'articolo 25, ma poiché su questo articolo c'è un emendamento del relatore in ordine al quale aspettiamo il parere della Commissione bilancio, la Presidenza ne dispone l'accantonamento.
Passiamo pertanto all'esame dell'articolo 26, su cui sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
MICHELONI (PD). Signora Presidente, ritiro gli emendamenti 26.200, 26.201 e 26.202.
Mantengo invece l'emendamento 26.1 (testo 2). Si tratta di una lunga proposta che tenta semplicemente di chiarire, il più dettagliatamente possibile, ciò che a mio modo di vedere dovrebbe fare il Consiglio.
Ritiro poi l'emendamento 26.203.
Circa l'emendamento 26.204, nella discussione in Comitato ristretto questa proposta è apparsa strana (non voglio usare altre parole). Con essa chiedo semplicemente che il Parlamento esamini la relazione annuale del Consiglio generale degli italiani all'estero. Può sembrare che si voglia dare un ordine al Parlamento o chissà cosa; non è così. Oramai sono cinque anni che sono in quest'Aula e posso dirvi che per ottenere una sola volta una discussione di due ore sugli italiani all'estero in Aula abbiamo dovuto presentare una mozione che ha raccolto le firme di tutto il Gruppo. Pertanto, un impegno del Parlamento (che poi può delegare alla Commissione affari esteri) di accogliere questa relazione annuale e di discuterne, sia pure nella Commissione competente, non mi sembra così fuori dal mondo.
Ritiro poi l'emendamento 26.205.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
TOFANI, relatore. Signora Presidente, esprimo parere contrario all'emendamento 26.1 (testo 2).
Circa l'emendamento 26.204, comprendo le motivazioni addotte dal collega Micheloni, e potrebbe anche essere interessante un discorso del genere se non avessimo 18 parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, che in effetti hanno questo ruolo e quindi, possono svolgere ogni azione, tant'è vero che anche qui al Senato abbiamo un Comitato che si occupa di tali tematiche.
Quindi, invito il senatore Micheloni a ritirare tale emendamento.
MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 26.200, 26.201 e 26.202 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 26.1 (testo 2).
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 26.1 (testo 2), presentato dal senatore Randazzo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. L'emendamento 26.203 è stato ritirato.
Senatore Micheloni, accetta l'invito al ritiro dell'emendamento 26.204?
MICHELONI (PD). No, signora Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento 26.204.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 26.204, presentato dal senatore Micheloni e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge
n. 1460-1478-1498-1545-1546-1557-1990
PRESIDENTE. L'emendamento 26.205 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'articolo 26.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 26.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Colleghi, apprezzate le circostanze, rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.