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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 557 del 24/05/2011


STIFFONI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

è del 12 maggio 2011 la notizia, pubblicata sul quotidiano "Il Gazzettino" edizione di Treviso, di un recluso, Moreno Major, condannato per rapina, al quale il giudice di Treviso ha concesso gli arresti domiciliari per condizioni di salute e sicurezza. Nella richiesta presentata dall'avvocato difensore si legge che Moreno Major, nel 2006, rimase coinvolto in un incidente che gli procurò gravi lesioni fisiche: una lesione al bacino che, a suo dire, renderebbe necessaria una toilette con particolari accortezze, come per esempio uno corrimano per sostenersi;

Moreno Major è stato condannato per una rapina effettuata nel luglio 2009 all'agenzia Unicredit di Villorba ma in questo caso la sua grave lesione al bacino, le sue gravi condizioni fisiche che oggi non gli permettono di utilizzare i servizi igienici del carcere in sicurezza e che gli garantiscono gli arresti domiciliari, a suo tempo però non gli hanno impedito di partecipare ad una rapina in una banca;

è noto a tutti che il ricorso alle false disabilità fisiche o presunte malattie per aggirare il rigore del carcere attraverso l'alterazione di documenti o la corruzione di operatori sanitari facendosi riconoscere disabilità funzionali all'ottenimento degli arresti domiciliari è una pratica comune ed in uso soprattutto tra i boss mafiosi. Ciò detto nessuno si meraviglierebbe se tale abilità fosse stata utilizzata anche in questo caso;

è altresì noto che l'aumento della delinquenza è alimentato, tra gli altri fattori, da pene poco severe e scarcerazioni facili, alle quali si aggiungono pesanti responsabilità legate all'inefficienza e talvolta agli errori del nostro sistema giudiziario. A tal riguardo è di questi giorni la notizia che due ladri, clonatori di bancomat, presi in flagranza di reato dai Carabinieri di Istria e Castelfranco sono stati arrestati, messi in carcere e dopo qualche giorno scarcerati per un errore della Procura di Treviso nella trasmissione del verbale di arresto;

se si vuole aumentare l'efficacia della giurisdizione, la sicurezza sociale e la fiducia dei cittadini nella giustizia è necessario garantire la certezza della pena. Al contrario alcune sentenze di una parte della magistratura tendono a privilegiare più le garanzie individuali che quelle della sicurezza sociale, più l'imputato che la parte lesa del reato. A parere dell'interrogante è venuto il momento di invertire questa tendenza e di tenere in maggiore considerazione le esigenze dei cittadini che sono vittime di reati o che comunque non si sentono garantiti dal sistema giudiziario,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda avviare un'ispezione al fine di acclarare la regolarità delle procedure ovvero eventuali complicità con le quali il detenuto è riuscito ad ottenere i benefici degli arresti domiciliari.

(3-02195)