CAFORIO (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFORIO (IdV). Signor Presidente, colleghi, vorrei fosse chiaro a tutti che oggi siamo stati convocati per partecipare, in veste di comparse, ad uno spot elettorale, l'ennesimo, fortemente voluto dal Presidente del Consiglio che, come di consueto, nega la realtà e preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto, anziché toglierla.
Questo spot ritrae un Governo del fare, che si mostra estremamente sensibile alle istanze mosse dalle Forze armate e dalle Forze di polizia e di sicurezza e che decide di dare loro un premio per l'encomiabile e fondamentale lavoro svolto, attraverso il riconoscimento di un compenso economico. È una favola a lieto fine in cui il personale del comparto viene premiato dal buon amministratore. La realtà è ben diversa. Quanti hanno fino ad oggi operato per garantire la sicurezza al Paese diventano, per l'ennesima volta, vittime di un raggiro.
Entrando nel merito del provvedimento, a determinare l'urgenza del decreto-legge n. 27 del 2011 è stato innanzitutto un fattore: si è ravvisata la necessità di porre rimedio a quanto obbrobriosamente previsto nel decreto-legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122 del 2010.
Con tale atto normativo, nello specifico con l'articolo 9, commi 1 e 21, il Governo aveva deciso di far fronte alla crisi economica, che il Presidente del Consiglio ha sempre negato, attraverso l'introduzione del blocco degli effetti economici delle promozioni. In breve, si è deciso di non incidere sulle strutture gerarchiche che caratterizzano le Forze armate e di polizia, di non bloccare le promozioni e gli avanzamenti di grado, ma semplicemente di non riconoscere i trattamenti economici fino al 2010 previsti per tali avanzamenti. È come volere - e mi scusi, signor Presidente, se faccio uso di metafore - «la botte piena e la moglie ubriaca».
Il personale del comparto ha comunque accettato questa decisione e ha continuato a svolgere egregiamente il proprio dovere. I tenenti promossi hanno assunto la responsabilità dei capitani e hanno iniziato a svolgere le nuove funzioni senza però aver ottenuto un incremento nel trattamento economico. Lo hanno fatto sicuramente perché hanno un fortissimo senso del dovere, di cui siamo tutti grati.
Ma fino a che punto questo Governo intende fare leva su tale sentimento? Quante altre prove di pazienza saranno costrette a sostenere le Forze di polizia e quelle dell'ordine? Questo decreto-legge rappresenta sicuramente l'ennesima prova cui viene sottoposta la pazienza del comparto Difesa. Come possono le Forze addette a garantire la sicurezza del Paese sentirsi appagate dal riconoscimento di un assegno una tantum, di valore sicuramente molto esiguo?
Ma il problema, colleghi, non proviene solo dai criteri adottati per gestire tali risorse; a preoccuparci è soprattutto la copertura che il Governo ha deciso di dare a tale decreto-legge, a tale grandissima, incisiva e soprattutto lungimirante manovra politica, comprese le conseguenze che ne derivano.
Gli assegni una tantum che verranno corrisposti al personale delle Forze armate e di polizia e ai vigili del fuoco saranno versati attingendo completamente dal capitolo «riordino delle carriere e riallineamento dei ruoli». La promessa fatta dal Governo ad inizio legislatura di riordinare le carriere e di dare maggiore dignità alle forze di sicurezza, anche attraverso un trattamento economico più favorevole, viene, quindi, attraverso questo decreto-legge, completamente spazzata via.
Il Governo, da oggi, non avrà più i fondi per affrontare questi due importantissimi aspetti della questione. Possiamo chiudere definitivamente nel cassetto il sogno di riordinare le carriere e i ruoli del personale dei comparti sicurezza e difesa.
Sempre in tema di copertura, il Governo ha deciso di assicurare un eventuale ulteriore finanziamento del fondo di cui al comma 1 attingendo anche dal fondo delle missioni internazionali. Il Governo, infatti, prevede inspiegabilmente di destinare minori risorse in campo internazionale rispetto agli anni precedenti. Questa previsione di spesa risulta, però, ingiustificata, soprattutto alla luce dei nuovi drammatici sviluppi in Medio Oriente e nel Nord Africa a partire dalla missione in Libia, e della costante esiguità delle risorse storicamente destinate a tale scopo.
Inoltre, gli stanziamenti previsti, secondo il Governo, potrebbero anche essere incrementati utilizzando i fondi derivanti dai risparmi delle altre amministrazioni dello Stato! Vorrei complimentarmi, dunque, con le altre Amministrazioni dello Stato. I miei complimenti vanno al Ministero dei beni e delle attività culturali che, nonostante la drammatica situazione in cui versano le opere d'arte, riuscirà a risparmiare. Vorrei inoltre elogiare il Ministero dell'istruzione che, nonostante i problemi di organico e le emergenze strutturali degli edifici scolastici, riuscirà anch'esso a risparmiare.
Vorrei infine complimentarmi con il Ministro della salute che nonostante l'elevatissimo numero di ricoveri ospedalieri e la carenza strutturale e organica, dovuti alla politica del taglio indiscriminato adottata da questo Governo, riuscirà, risparmiando, a finanziare il fondo e a garantire che le forze dell'ordine percepiscano una irrisoria somma una tantum.
Occorre inoltre dire che tali eventuali incrementi del fondo verranno disposti con decreto ministeriale, bypassando le consuete procedure di verifica parlamentare sugli aspetti finanziari. In pratica, quindi, si permette al Ministro dell'economia e delle finanze di diventare l'esclusivo gestore delle risorse nazionali, eludendo qualsiasi possibile interferenza da parte del potere legislativo, costituzionalmente atto a svolgere una funzione di vigilanza.
Concludo, colleghi, annunciando il voto di astensione del mio Gruppo. Abbiamo deciso di non opporci, esclusivamente perché sarebbe un'ulteriore ingiustizia nei confronti di quanti lavorano nei comparti Difesa e Sicurezza, negare persino questo piccolissimo atto di elemosina che il Governo ha inteso compiere. Sicuramente, se fossimo stati noi al governo, non saremmo stati costretti ad adottare tali vergognose misure riparatrici, ma avremmo messo in atto una politica di lungimiranza e di efficienza, che è ben lontana dalla realtà che ormai tristemente contraddistingue l'agire di questo Esecutivo. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).