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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 554 del 18/05/2011


PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Procediamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

BARBOLINI (PD). Signora Presidente, illustro brevemente l'emendamento 1.1, approfittando di ciò per fare gli auguri al Sottosegretario, espressione della nostra Commissione.

Dal momento che egli stesso ha affermato trattarsi di un provvedimento di carattere generale che introduce elementi di flessibilità nell'autogoverno da parte del sistema delle società nell'approvazione di nuovi bilanci, l'emendamento è finalizzato ad apportare una modifica all'articolo 2364 del codice civile che sposta da 120 a 180 giorni l'arco di tempo e consente effettivamente di realizzare quello che il Governo sostiene di voler fare con il provvedimento.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi su di essi.

MURA, relatore. Esprimo parere contrario all'emendamento 1.1, precisando che, come emerso ampiamente in discussione in Commissione finanze e tesoro, si ritiene effettivamente di dover procedere ad elaborare una norma stabile. Il riferimento fatto dal Governo alla possibilità di intervenire nel decreto milleproroghe per prorogare il termine a 180 giorni è pertanto da considerarsi una misura assolutamente straordinaria, nel caso se ne verifichi la necessità. Sicuramente, c'è l'auspicio da parte di tutti che si possa arrivare ad una norma che dia dei tempi certi, anche alle aziende per poter operare al meglio. Oggi la norma parla di 120 giorni: con questo decreto-legge il termine è portato a 180 giorni. Anche sulla base dell'attuazione sul campo di questa normativa, si verificherà la possibilità di arrivare a definire un tempo certo e duraturo.

Per quanto riguarda l'emendamento 1.2, presentato dal collega Lannutti e da altri senatori, esprimo parere contrario. Infatti, sopprimendo al comma 1 le parole: «anche qualora tale possibilità non sia prevista dallo statuto della società», si vanificherebbe completamente lo spirito alla base del decreto-legge.

L'emendamento 1.3 riguarda il rinvio dell'assemblea ai sensi del comma 2, prevedendo che esso non dia luogo ad azione di responsabilità ai sensi degli articoli 2392 e 2395 del codice civile. A mio parere, gli amministratori che hanno posticipato lo svolgimento dell'assemblea ordinaria sulla base di quanto prevede l'articolo 1, comma 1, del decreto‑legge, risultano assolutamente esenti da possibili azioni di responsabilità, essendosi - appunto - avvalsi di una facoltà che è riconosciuta loro dal legislatore. Per questo motivo il mio parere è contrario.

GENTILE, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprimo parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.1, presentato dai senatori Barbolini e Mongiello.

Non è approvato.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvato. (Commenti del senatore Perduca).

PRESIDENTE. Ognuno vota liberamente, senatore Perduca.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.2.

LANNUTTI (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Lannutti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore Lannutti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2715

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, poco fa non volevo dare un'indicazione di voto, ma solo far notare che il pianista ha sbagliato: invece di votare contro, si è astenuto.

Nel settore di mezzo ci sono almeno due assenti che hanno votato, nella prima votazione e adesso. Uno è coperto da carta, l'altro è coperto dalla distrazione e anche da un portafoglio.

PRESIDENTE. Mi pare ci fosse stata una verifica da parte dei senatori Segretari. A volte i senatori non sono al loro posto. Succede.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.3.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.3, presentato dai senatori Barbolini e Mongiello.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione). (La senatrice segretario Mongiello procede ad una verifica delle tessere).

PERDUCA (PD). Anche la fila sopra!

PRESIDENTE. Senatrice Mongiello, è stata chiesta una verifica nella fila in alto.

Colleghi, che ognuno voti per sé: è il minimo che si possa chiedere.

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2715

PRESIDENTE.