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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 554 del 18/05/2011


Costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere in un conflitto di attribuzione sollevato dal Tribunale di Milano, in relazione ad un procedimento penale riguardante il signor Raffaele Iannuzzi, senatore all'epoca dei fatti

Discussione e approvazione delle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di resistere nel conflitto di attribuzione

Reiezione della proposta di costituirsi in giudizio nelle forme dell'intervento diretto e della comparsa personale e conseguente mandato alla Presidenza affinché si rivolga ad uno o più avvocati del libero Foro

PRESIDENTE. Con ricorso depositato il 14 dicembre 2010, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione alla deliberazione del Senato della Repubblica adottata nella seduta del 21 aprile 2010, con la quale è stata dichiarata, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, l'insindacabilità delle dichiarazioni dell'ex senatore Raffaele Iannuzzi di cui al Doc. IV-ter, n. 14, rispetto alle quali pende un procedimento penale. Il ricorso è stato dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale con ordinanza n. 142 del 6 aprile 2011, depositata in cancelleria il successivo 15 aprile e notificata al Senato il 6 maggio 2011.

Nella seduta di ieri, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha concluso, all'unanimità, nel senso che il Senato debba costituirsi in giudizio dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel conflitto.

SANNA (PD). Il ricorso del Tribunale di Milano dà ragione alla tesi sostenuta dal PD secondo cui l'Assemblea del Senato ha applicato in modo non corretto l'articolo 68 della Costituzione riconducendo le opinioni espresse dall'ex senatore Iannuzzi nell'ambito dell'attività parlamentare anziché di quella giornalistica. Essendo prevedibile che il Senato uscirà perdente dal conflitto d'attribuzione, per risparmiare denaro pubblico propone che la costituzione in giudizio avvenga in forma diretta, senza incaricare un avvocato del libero Foro. (Applausi dal Gruppo PD).

LI GOTTI (IdV). Dal 1992 ad oggi il Parlamento ha perso il 95 per cento dei conflitti di attribuzione: la Corte costituzionale dà sistematicamente torto all'interpretazione estensiva dell'istituto dell'immunità. Peraltro, la difesa di queste cause perse è costata all'erario milioni di euro. Il Gruppo, dunque, non voterà a favore della proposta di costituzione in giudizio. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).

Il Senato approva le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari in favore della costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel conflitto di attribuzione sollevato dal Tribunale ordinario di Milano. E' invece respinta la proposta del senatore Sanna a che la costituzione in giudizio del Senato avvenga nelle forme dell'intervento diretto edella comparsa personale previste dagli articoli 20 e 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87.

PRESIDENTE. La Presidenza si intende pertanto autorizzata a dare mandato per la difesa del Senato a uno o più avvocati del libero Foro.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 19 maggio.

La seduta termina alle ore 19,40.