PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
LEDDI (PD). Le norme recate dal decreto-legge in esame si presentano come astratte e generali, ma il loro fine reale non è tanto quello di estendere i tempi di convocazione delle assemblee annuali di determinate società, bensì di rispondere alla paura che il sistema produttivo nazionale sia all'asta, concedendo maggior tempo all'imprenditoria italiana per incidere sulla vicenda relativa all'offerta pubblica di acquisto lanciata dal gruppo francese Lactalis nei confronti di Parmalat. Allo stato attuale sembra però che il sistema imprenditoriale italiano abbia deciso di non sfruttare il tempo messo a disposizione dal decreto-legge in esame: al momento, infatti, non sono state presentate offerte alternative per l'acquisizione di Parmalat nonostante la società sia molto appetibile perché dotata di ingente liquidità. Ciò è avvenuto perché è mancata da parte del Governo una politica industriale in grado di dare fiducia al sistema produttivo nazionale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Musso).
LANNUTTI (IdV). Il decreto-legge all'ordine del giorno è stato superato dai fatti, quindi il Gruppo Italia dei Valori lo considera inutile. Per difendere l'industria italiana dall'acquisto da parte di soggetti esteri, come sta avvenendo nel caso di Parmalat o in altri settori, il Governo avrebbe dovuto porre in atto un'adeguata strategia economica, ma la politica industriale italiana è eterodiretta dal sistema bancario. Evidenti sono anche le responsabilità della CONSOB che è venuta meno ai suoi doveri di vigilanza. Dichiarando che l'offerta pubblica di acquisto lanciata da Lactalis è stata fissata ad un prezzo insufficiente, l'amministratore di Parmalat è intervenuto troppo tardivamente, mentre avrebbe dovuto occuparsi di rafforzare la società, che era divenuta contendibile, attraverso l'ingente liquidità accumulata. Le forze politiche attente all'italianità del sistema imprenditoriale dovranno preoccuparsi perché, se andrà in porto, l'operazione Lactalis genererà svantaggi per gli agricoltori e per gli allevatori, che già producono a basso costo, ma anche per i consumatori che potrebbero veder diminuire la qualità degli alimenti prodotti. (Applausi dal Gruppo IdV).
FONTANA (PD). Oltre che irrilevante alla luce della recente evoluzione della vicenda Parmalat, il decreto-legge in esame suscita preoccupazione anche in considerazione all'incertezza giuridica che esso determina affidando il termine per la convocazione delle assemblee societarie all'iniziativa legislativa del Governo; non è infatti opportuno inserire elementi di discrezionalità nel diritto societario, che invece richiede credibilità delle regole. La mancanza di strategie del Governo italiano impedisce il sostegno alla ripresa dell'economia: se si intende difendere l'italianità dell'industria nazionale bisogna avere una visione lungimirante del ruolo del Paese nelle dinamiche internazionali, adottare una politica industriale in grado di coniugare le vocazioni dei territori e le eccellenze dei settori produttivi, favorire la competitività attraverso investimenti materiali e immateriali e attraendo investimenti esteri, che rappresentano un'importante opportunità di crescita. Lactalis ha assicurato che il suo progetto industriale mira a sviluppare le attuali attività di Parmalat, nel rispetto delle realtà locali e in conformità con la propria vocazione industriale, creando un soggetto di primissimo piano nel panorama mondiale del settore con sede e guida in Italia. A questo punto, compito del Governo sarà verificare che i suddetti impegni di sviluppo siano mantenuti e valorizzare la filiera lattiero-casearia che, pur rappresentando una delle eccellenze italiane, non è stata interessata da interventi strategici. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto secondario di primo grado «Barrili Paganini» di Genova, presenti nelle tribune. (Applausi).
MURA, relatore. Rinuncia alla replica.
GENTILE, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il provvedimento in esame reca una normativa di portata generale, volta a introdurre elementi di flessibilità nella gestione societaria. Si dà la possibilità, eventualmente all'interno del decreto mille proroghe, di fissare a 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio il termine per la convocazione dell'assemblea annuale delle società. Il Senato ha già convertito il decreto-legge che consente alla Cassa depositi e prestiti di assumere partecipazioni in società di rilevanza strategica e ha approvato norme volte a incentivare fusioni e aumenti dimensionali delle imprese. Condividendo le osservazioni del relatore, auspica quindi l'approvazione del disegno di legge. (Applausi dal Gruppo PdL).
MALAN, segretario. Dà lettura del parere non ostativo della Commissione bilancio sul disegno di legge in titolo e sui relativi emendamenti.