Ricorda che all'articolo 2 (Entrata in vigore) del decreto-legge non sono riferiti emendamenti e passa alla votazione finale.
POLI BORTONE (CN-Io Sud). Consegna il testo della dichiarazione di voto affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
LANNUTTI (IdV). Dichiara il voto contrario del Gruppo ad un provvedimento inutile: lo slittamento dei termini per la convocazione dell'assemblea annuale non servirà, infatti, ad impedire alla società francese Lactalis di acquisire Parmalat. Agli odierni difensori della italianità ricorda infine che alcuni anni fa soltanto l'allora ministro Di Pietro si oppose al trasferimento ad Abertis della società Autostrade.
GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Consegnando il testo integrale dell'intervento, affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B), dichiara l'astensione del Gruppo. Il Governo ha dimostrato di non avere una visione complessiva della politica industriale e, per evitare l'acquisizione del controllo su Parmalat da parte della francese Lactalis, ha cambiato le regole in corso d'opera con misure tampone. Nella prospettiva della globalizzazione, l'Italia dovrebbe piuttosto attirare investimenti esteri attraverso la fissazione di regole certe e la realizzazione di adeguate politiche fiscali. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).
MURA (LNP). Annuncia il voto favorevole della Lega Nord al provvedimento, nato certamente per tentare di fermare la scalata di Parmalat da parte di aziende straniere e di creare le condizioni per la formazione di una cordata alternativa di imprese italiane. Tuttavia, analogamente ad altri Paesi europei, l'Italia deve dotarsi di strumenti per tutelare gli interessi nazionali e per sostenere non solo le grandi ma anche le piccole e medie imprese che operano in settori di interesse strategico, tra cui il settore lattiero-caseario. Il Governo in carica ha agito responsabilmente, mentre il Governo Prodi non ebbe la forza e il coraggio di incidere sulla direttiva europea concernente l'esercizio dei diritti degli azionisti in società quotate.
BARBOLINI (PD). Appare del tutto infondato l'assunto del Governo in base al quale il decreto-legge in esame contiene delle norme di portata generale, volte a concedere più tempo alle aziende interessate per adeguarsi ad un decreto legislativo entrato in vigore ben quindici mesi fa. Si tratta in realtà di un provvedimento emanato per intervenire espressamente sulla vicenda che riguarda la Parmalat; un provvedimento che rivela l'inadeguatezza e l'incapacità dell'azione di Governo e la totale assenza di una politica industriale di lungo periodo, che si pensa di poter sostituire con provvedimenti estemporanei e controproducenti. Si sapeva da molto tempo che Parmalat era oggetto di attenzione da parte di società straniere, ma il Governo, proprio perché privo di una visione strategica e troppo spesso impegnato a risolvere i problemi personali contingenti del Presidente del Consiglio, se ne accorge solo all'ultimo momento e tenta di rimediare con un intervento arbitrario che cambia le regole in corso d'opera e che pertanto rischia di compromettere seriamente la credibilità e l'affidabilità italiane a livello internazionale. C'è una distanza siderale tra l'azione dell'Esecutivo e i problemi reali del Paese; non bisogna peraltro demonizzare gli investimenti dall'estero, di cui l'Italia ha bisogno. Se non si inizia a discutere seriamente su un credibile progetto di politica industriale, gli interventi del Governo in ambito economico sono destinati a restare approssimativi, discrezionali e, soprattutto, inefficaci. (Applausi dal Gruppo PD).
BONFRISCO (PdL). Il provvedimento in esame consente di posticipare da 120 a 180 giorni il termine per l'approvazione dei bilanci 2010 in favore delle società quotate; sulla base del numero di società che decideranno di avvalersi di tale norma, si deciderà se confermarla o meno anche per gli anni futuri. Non è vero che l'intenzione del Governo sia stata in realtà quella di difendere le aziende nazionali, in particolare la Parmalat, da attacchi proprietari da parte di società straniere: il Governo e la maggioranza hanno nel loro DNA la libertà delle persone e delle imprese e considerano la concorrenza il presupposto necessario della crescita e dello sviluppo. Il provvedimento è volto piuttosto a concedere agli amministratori di tutte le società oggetto di attacchi proprietari il tempo necessario per verificare l'esistenza di eventuali ipotesi alternative di acquisizione, più vantaggiose per gli azionisti. Si tratta pertanto di una corretta politica di corporate governance e di uno strumento volto a dotare l'Italia di norme simili a quelle presenti in altri Paesi e finalizzato a rafforzare la logica delle regole di mercato e ad evitare comportamenti anticoncorrenziali da parte di poteri dominanti di qualsivoglia natura. (Applausi dal Gruppo PdL).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 2715, composto del solo articolo 1.
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti della facoltà di scienze della comunicazione dell'università «La Sapienza» di Roma, presenti nelle tribune. (Applausi).