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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 545 del 20/04/2011


Seguito della discussione del disegno di legge:

(2665) Conversione in legge del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, recante disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonché per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo (Relazione orale)(ore 10,55)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2665.

Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Ricordo che nella seduta pomeridiana di ieri è proseguito l'esame degli emendamenti al testo del decreto-legge.

Colleghi, come anticipavo al collega D'Alia, il Ministro dello sviluppo economico ha preannunciato la propria presenza ai lavori dell'Assemblea a partire dalle ore 12: propongo quindi, alla luce del dibattito che si è instaurato al termine della seduta pomeridiana di ieri, di accantonare l'intero articolo 5 del decreto-legge fino all'arrivo del ministro Romani e di riprendere dall'illustrazione degli emendamenti che si riferiscono all'articolo 6. Poiché non si fanno osservazioni, così resta stabilito.

Passiamo pertanto all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

MASCITELLI (IdV). Signor Presidente, vorrei illustrare l'emendamento 6.300. Per correttezza, devo anche dire che ha ricevuto un parere contrario della Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione; pertanto, ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, chiederò ai colleghi del Senato il sostegno perché tale emendamento possa essere posto ai voti.

In poche parole, la Regione Abruzzo è sottoposta a piano di rientro, quindi a vincoli economici estremamente stringenti; per questa ragione, l'articolo 6 del decreto-legge, in considerazione della situazione che si è creata dopo la tragedia del terremoto, ha lo scopo di garantire i livelli essenziali di assistenza all'interno delle quattro ASL, per evidenti fenomeni di instabilità e di mobilità che si sono creati all'interno del sistema sanitario regionale.

Per far questo, noi chiediamo di non fare ricorso alle risorse previste dall'articolo 14 decreto-legge n. 39 del 2009, cioè a quelle destinate alla ricostruzione, ma che il riequilibrio delle risorse economiche necessarie per stabilizzare i precari e garantire livelli essenziali di assistenza avvenga nell'ambito dei fondi complessivi del bilancio regionale destinati alla sanità. In questo, signor Presidente, siamo confortati anche da una sentenza della Corte costituzionale che ha chiarito in maniera molto precisa che la posizione costituzionale delle Regioni fa sì che le singole scelte per quanto riguarda le competenze nelle spese e nei capitoli di spesa vadano riservate comunque all'autonomia e alla discrezionalità delle stesse Regioni.

LUSI (PD). Signor Presidente, insieme al senatore Piccone e alla senatrice Mongiello ho sottoscritto l'emendamento 6.0.4, che è molto semplice. Lo abbiamo spiegato in Commissione, e pregherei i colleghi, ed innanzitutto i relatori, che già ebbero modo di ragionare approfonditamente sul tema, di valutarlo attentamente. Intanto, ricordo che i relatori, molto correttamente, non espressero parere contrario in Commissione, ma si rimisero al Governo. In quella sede, però, si stava lavorando con l'idea che non si modificasse in nessun punto il testo del disegno di legge di conversione del decreto-legge; ora invece sappiamo in Aula che procederemo a modifiche, ancorché parziali, del contenuto del decreto-legge.

L'emendamento 6.0.4 riguarda una mera precisazione di un testo approvato dall'Assemblea del Senato con il disegno di legge di conversione del decreto milleproroghe, riguardante i Comuni del cratere aquilano. Nell'emendamento non c'è alcuna spesa: vi si dice soltanto che quell'emendamento approvato nel milleproroghe deve essere concretizzato con un decreto del Ministero dell'economia. L'emendamento finisce qui, non c'è nient'altro. Prego i relatori e il sottosegretario Giorgetti, notoriamente molto competente, di dare conferma che non c'è altra modifica o intervento di natura economica.

Sull'emendamento 6.0.5 invece, signor Presidente, in ragione di un errore fatto nel disegno di legge di conversione del decreto, noi abbiamo autorizzato una spesa di due milioni per i Comuni dissestati della Provincia dell'Aquila, sempre avendo come riferimento il cratere. Erroneamente il cratere è stato fatto coincidere con la Provincia dell'Aquila, ma esso contiene anche i Comuni delle altre tre Province. Oggi quindi, correttamente, nell'emendamento si parla di Regione Abruzzo e non si parla quindi di Provincia dell'Aquila. Si tratta, pertanto, di sistemare da questo punto di vista l'indicazione geografica in modo che tutto rimanga esattamente come prima. Se i relatori ed il Governo prestassero attenzione alle due semplici cose che i colleghi hanno voluto proporre, ovvieremmo ad un problema che noi stessi abbiamo causato in precedenza. (Applausi dal Gruppo PD).

CASTIGLIONE (CN-Io Sud). Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, lo spirito dell'emendamento 6.0.300 è quello di consentire ai lavoratori interinali dell'INPS di continuare a lavorare e a svolgere dei servizi fondamentali. Tra il turnover e la impossibilità di procedere a nuove assunzioni, tutto sommato questi lavoratori, seppure a tempo determinato, stanno svolgendo un importante ruolo all'interno dell'INPS.

È importante dire che non c'è alcun onere aggiuntivo, perché si tratta di usare fondi dell'INPS che non sono stati utilizzati e che sono stati accantonati; quindi, ricorrendo ad una semplice variazione di bilancio interna dell'INPS possiamo garantire il lavoro a questi giovani, sebbene, ripeto, a tempo determinato.

Eventualmente, se non fosse possibile ricevere un parere positivo, saremmo disponibili a trasformare l'emendamento in un ordine del giorno.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente sui subemendamenti presentati all'emendamento 5.800 del Governo.

BONFRISCO, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati i subemendamenti 5.800/100, 5.800/101, 5.800/102, 5.800/103, 5.800/104, 5.800/105, 5.800/106, 5.800/107, 5.800/110, 5.800/111, 5.800/112, 5.800/113, 5.800/114, trasmessi dall'Assemblea e relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo».

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

TANCREDI, relatore. Signor Presidente, il parere sugli emendamenti 6.2 e 6.3 è contrario. Sull'emendamento 6.300 vi è il parere contrario della 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, pur avendo annunciato il senatore Mascitelli, che insisterà per la sua votazione; il mio parere resta comunque contrario, perché si tratta di una misura ben diversa da quella proposta dalla norma. La norma propone sostanzialmente un diverso calcolo del monte a tempo determinato dei precari per gli enti sanitari della Regione Abruzzo, mentre questa norma crea un diritto alla stabilizzazione per una platea di persone indefinibile. Quindi, oltre al discorso della copertura finanziaria, c'è anche un discorso di merito, per cui il parere è contrario.

Per quanto riguarda l'emendamento 6.0.4, il merito è condivisibile. Si tratta della precisazione di una norma già inserita nel decreto milleproroghe. Però, nel corso dell'esame abbiamo mantenuto il principio di attenerci rigorosamente al merito delle norme contenute nel testo del decreto. Qui si dovrebbe fare un'eccezione. Poiché si tratta di un'interpretazione, propongo ai proponenti Lusi e Piccone di trasformare l'emendamento in un ordine del giorno, che avrebbe il mio parere favorevole. Per quanto riguarda invece l'emendamento 6.0.5, il parere è contrario. I restanti emendamenti sono stati dichiarati improponibili.

GIORGETTI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.2.

LEGNINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LEGNINI (PD). Signor Presidente, vorrei esplicitare meglio cosa stiamo votando: la norma contenuta nel decreto prevede, come ha detto il relatore, senatore Tancredi, che la base di calcolo per operare la riduzione della spesa per il personale precario delle aziende sanitarie abruzzesi non è, come dice la legislazione vigente, il 2009 ma il 2010. L'innovazione legislativa consiste in questo. Il Ministero dell'economia ha sostenuto e scritto poi in norma che questa variazione legislativa non comporterebbe una maggiore spesa. Non si capisce perché il Governo abbia ritenuto, se non c'è una maggiore spesa, di apportare questa innovazione. Non è noto.

Ma poiché il Governo evidentemente non credeva a ciò che sosteneva, ha aggiunto che all'eventuale maggiore spesa si provvede attingendo ai fondi per la ricostruzione dopo il terremoto; e questo, con riferimento sia al personale precario che presta servizio nel cratere sismico, sia al personale precario che presta servizio fuori, in tutto il resto della Regione.

Con quest'emendamento chiediamo che per il personale precario che presta servizio nei Comuni del cratere si possa attingere - anche se è improprio, ma si capisce - ai fondi per la ricostruzione; per i Comuni esterni al cratere si provvederà con altre risorse. Si tratta di un emendamento ragionevole, che fa giustizia rispetto ad un utilizzo improprio delle risorse destinate alla ricostruzione.

Con l'emendamento successivo, il 6.3, e con l'emendamento 6.300 del senatore Mascitelli, che condivido e su cui voteremo a favore, proponiamo una soluzione più forte, quale quella di prorogare tutti i rapporti di lavoro, che non sono indefiniti, come ha detto invece il senatore Tancredi, ma sono definiti, sono noti ai Ministeri dell'economia e della salute, in ragione delle note difficoltà organizzative, anche relativamente al comparto sanitario, legate all'evento sismico: una proroga di tutti i contratti in vista di una possibile stabilizzazione.

Questa è la nostra tesi. Voteremo a favore di questo emendamento e chiediamo all'Assemblea di fare altrettanto.

PICCONE (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PICCONE (PdL). Vorrei sottolineare alcuni passaggi, che il collega Legnini mi sembra abbia disatteso volutamente, per spiegare a chi sta votando il senso di questo articolo e di questo comma in particolare. Nella Regione Abruzzo, in particolare all'Aquila, c'è stato nel 2009 un terremoto, che ha indotto la ASL di quel territorio ad avere molti meno precari di quelli che normalmente aveva. A seguito del decreto-legge n. 78 del 2010, il riferimento ai precari del 2009 penalizzava la ASL di quel territorio in maniera importante, per cui si è adeguato il parametro al 2010, per dare modo a quella ASL di non essere ulteriormente penalizzata. Siccome la Regione Abruzzo, come altre Regioni, è sottoposta al piano di rientro per il sistema sanitario, l'indice di copertura del personale rimane invariato. Pertanto, la disposizione non ha bisogno di copertura. Questo è il motivo della norma, e credo che il collega Legnini lo sappia bene.

Rispetto a questa situazione, credo ci siano tutte le condizioni per affermare che è stato riparato in qualche modo un danno indiretto del terremoto, che aveva costretto la Regione Abruzzo a fare riferimento a parametri assolutamente inusuali.

Ripeto, è questo il significato della norma, che non ha bisogno di copertura, in quanto la copertura del personale per le Regioni sottoposte al piano di rientro è già stabilita per legge ed è un tetto che non è possibile sforare.

Approfitto per anticipare che sono d'accordo a trasformare l'emendamento 6.0.4 in ordine del giorno, visto che l'intenzione del collega Lusi e mia era solo quella di dare un'interpretazione alla norma contenuta nel cosiddetto milleproroghe.

Per quanto riguarda l'emendamento 6.0.5, mi attengo alle dichiarazioni del Governo: ho firmato quell'emendamento, ma credo che l'estensione della disposizione a tutta la Regione Abruzzo sia obiettivamente eccessiva.

LEGNINI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Prima di procedere alla votazione, vorrei raccomandare che ognuno voti per se stesso (Commenti del senatore Ferrara). Mi sono riferito a tutti, non solo al centrodestra o al centrosinistra.

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 6.2, presentato dai senatori Legnini e Lusi.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2665

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.3.

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, in precedenza avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 6.3, presentato dai senatori Legnini e Lusi.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2665

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.300, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il senatore Mascitelli ne ha chiesto la votazione.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Mascitelli, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 6.300, presentato dal senatore Mascitelli e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2665

PRESIDENTE. In merito all'emendamento 6.0.4, devo chiedere al senatore Lusi se anche lui accetta che il suo emendamento sia trasformato in ordine del giorno.

LUSI (PD). Signor Presidente, per correttezza, vorrei leggerlo, questo ordine del giorno. Quindi, le chiederei di posticiparne l'esame.

PRESIDENTE. Certamente. Se capisco bene siete voi, cioè lei ed i senatori Piccone e Mongiello, che dovete procedere alla trasformazione di tale proposta in ordine del giorno.

LUSI (PD). Non l'ho proposto io, ma il collega Piccone.

PRESIDENTE. Accantoniamo l'esame, quindi: scrivete l'ordine del giorno e poi sullo stesso si chiederà nuovamente il parere.

L'emendamento 6.0.4 è pertanto momentaneamente accantonato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.0.5.

LUSI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUSI (PD). Signor Presidente, in questa velocissima dichiarazione di voto vorrei evidenziare al relatore Tancredi che la sua motivazione mi sembra quantomeno non adeguata alla risposta. Lei, signor relatore, ha detto che vi siete attenuti al criterio di non modificare, ed ha anche riferito correttamente che il tema è centrale e presente. Le segnalo però che fra pochi minuti, o fra qualche ora, lei e l'altro collega relatore dovrete esprimere un parere sull'emendamento 5.800 del Governo. Questo emendamento, collega relatore, modifica totalmente l'articolo 5 del decreto‑legge: non solo lo modifica nel contenuto, ma lo modifica anche nella rubrica (si passa da «Sospensione dell'efficacia di disposizioni del decreto legislativo n. 31 del 2010» a «Abrogazione di disposizioni relative a nuovi impianti nucleari»). Vede, relatore, la motivazione che ha dato non sta allora in piedi.

Non riesco a capire perché - e adesso mi rivolgo al rappresentante del Governo - là dove si tratta di questioni semplici e facilmente risolvibili voi dobbiate mostrare una rigidità che non trova fondamento in nessuna argomentazione; peraltro - e ora potrete citarmi la probatio diabolica - alla Camera questo provvedimento lo modificherete ulteriormente. Perché allora non accogliere modifiche semplici, che non sovvertono i principi, né le forme, né i programmi del Governo e della maggioranza, ma fanno bene ai cittadini e non comportano un dissesto della finanza pubblica?

Francamente, è inspiegabile, e tutto questo ai cittadini bisognerà in qualche modo spiegarlo. Siccome non siamo però interessati alla polemica, chiedo ancora ai relatori e ai rappresentanti del Governo di modificare il loro parere sull'emendamento 6.0.5 in modo da dare il via libera alla maggioranza per approvarlo. (Applausi del senatore Zanda).

PICCONE (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PICCONE (PdL). Signor Presidente, vorrei confermare l'assenso alla trasformazione dell'emendamento 6.0.4 in ordine del giorno e soprattutto evidenziare...

PRESIDENTE. Questo è acquisito: ora siamo sull'emendamento 6.0.5.

PICCONE (PdL). Chiedo scusa. Vorrei recuperare un piccolo passaggio che ho omesso nell'intervento precedente, soprattutto rispetto alla stabilizzazione, che sarà oggetto nei prossimi giorni anche di dibattito pubblico, rivolgendomi al collega Legnini, ma anche alla maggioranza e all'Aula nel suo insieme. Siamo fortemente convinti che la stabilizzazione dei precari non possa avvenire con una normativa che induce a non emanare concorsi pubblici, che invece darebbero l'opportunità a giovani e professionisti che hanno studiato per anni, di cimentarsi nella loro professione, concorrendo, per entrare nella pubblica amministrazione o nella sanità abruzzese.

Da questo punto di vista, diciamo da anni che vogliamo premiare il merito (lo diciamo tutti): poi, appena ci ritroviamo qualche precario assunto in una pubblica amministrazione, tendiamo a stabilizzarlo, togliendo così di fatto il diritto a chi vuole concorrere, ha studiato e si è preparato, di avere un'opportunità. (Applausi dal Gruppo PdL).

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 6.0.5, presentato dai senatori Lusi e Legnini.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2665

PRESIDENTE. Gli emendamenti 6.0.6 e 6.0.300 sono improponibili.

Il testo dell'ordine del giorno G6.0.4 è disponibile, senatore Lusi?

LUSI (PD). Signor Presidente, se l'emendamento 6.0.4 fosse trasformato in un ordine del giorno, come richiesto dal senatore Piccone, contenente un dispositivo che dica che questo decreto viene emanato entro il 30 giugno, cioè un mese dopo il termine di conversione del decreto, penso possa essere accolto. Ma il relatore e il Governo devono dare l'assenso.

PRESIDENTE. Quindi lei, senatore Lusi, propone di trasformare l'emendamento 6.0.4, così com'è, in un ordine del giorno.

Invito dunque il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi nel merito.

TANCREDI, relatore. Al riguardo mi ero già espresso. In ogni caso, il parere è positivo.

GIORGETTI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concordo con il relatore, signor Presidente.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G6.0.4 non verrà posto in votazione.

D'ALI' (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALI' (PdL). Signor Presidente, non è stata data risposta alla richiesta della senatrice Castiglione, prima firmataria dell'emendamento 6.0.300, relativa all'eventuale sussistenza della possibilità, nonostante esso sia stato dichiarato improponibile, di trasformarlo in ordine del giorno: come terzo firmatario dell'emendamento, mi permetto di insistere al riguardo per ottenere una risposta.

PRESIDENTE. Non essendoci stata votazione, in quanto già dichiarato improponibile, la materia è aperta. Chiedo quindi al relatore e al rappresentante del Governo di pronunziarsi al riguardo.

TANCREDI, relatore. Signor Presidente, non l'avevo considerato perché improponibile, e anche oggetto di parere contrario della 5a Commissione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. In ogni caso, sarei favorevole alla trasformazione dell'emendamento in un ordine del giorno, eventualmente, inserendo la formula «valutare l'opportunità».

GIORGETTI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Se si accetta l'inserimento della formula suggerita, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Senatrice Castiglione, lei è d'accordo?

CASTIGLIONE (CN-Io Sud). Sì, signor Presidente, sono d'accordo.

AMORUSO (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AMORUSO (PdL). Signor Presidente, chiedo di aggiungere la mia firma all'ordine del giorno.

BIANCHI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BIANCHI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere anche la mia firma all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G6.0.300 non verrà posto ai voti.

Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

BELISARIO (IdV). Signor Presidente, con riferimento all'emendamento 7.700 presentato dai relatori, chiedo la fissazione di un ulteriore termine per subemendarlo e, fino a quando il ministro Romani non verrà a riferire in Aula sull'emendamento 5.800, chiedo una sospensione dei lavori. Si tratta di mezz'ora di sospensione. (Commenti ironici dal Gruppo Pdl). L'emendamento è stato reso disponibile questa mattina! Capisco che il Governo fa come crede: ha una maggioranza! Vorrà dire che andremo avanti e, come sempre, la maggioranza si assumerà la responsabilità di quello che fa. Non si meravigli se l'atteggiamento dell'opposizione sarà consequenziale. (Applausi dal Gruppo IdV).

PRESIDENTE. Senatore Belisario, faccia capire anche me: stiamo parlando dell'emendamento 5.800?

BELISARIO (IdV). No, signor Presidente, come lei ha ricordato, stiamo per passare all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7.

PRESIDENTE. Qual è l'emendamento in questione, allora?

BELISARIO (IdV). Si tratta dell'emendamento 7.700 fatto dal Governo, presentato ieri e pubblicato questa mattina.

PRESIDENTE. Questo è l'emendamento dei relatori.

BELISARIO (IdV). Esattamente, signor Presidente: ne siamo venuti a conoscenza questa mattina. Vogliamo vedere se quelli presentati dal Governo ieri sera, ma pubblicati oggi, sono compatibili con quelli che abbiamo già presentato, oppure se dobbiamo presentarne altri. Dal momento che non abbiamo avuto tempo, tra le votazioni di questa mattina e la seduta in corso, non mi pare che chiedere mezz'ora di sospensione possa portare alcun pregiudizio ai lavori dell'Aula. (Applausi dal Gruppo IdV).

PRESIDENTE. Ascoltata questa richiesta del senatore Belisario, invito prima di tutto i relatori a pronunziarsi in merito.

TANCREDI, relatore. Signor Presidente, noi relatori abbiamo presentato un emendamento all'articolo 7 ieri sera, prima della chiusura della seduta.

PRESIDENTE. È vero: c'era tempo fino a questa mattina alle ore 11.

TANCREDI, relatore. Ci sarebbe stato tempo tutta questa mattina, e tra l'altro - e questa non è questione di forma, ma di sostanza - l'emendamento dei relatori recepisce alcune proposte già contenute in quelli presentati dall'opposizione. Non essendoci quindi nulla di nuovo nell'emendamento dei relatori, non vedo questa necessità di prendere ulteriore tempo. (Applausi dal Gruppo PdL).

ASCIUTTI, relatore. Se è un problema, lo ritiriamo!

GASPARRI (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARRI (PdL). Signor Presidente, ho avuto modo di confrontarmi informalmente con i Capigruppo su questo problema. A parte il fatto che le questioni sono già state spiegate dal relatore, l'emendamento, che è stato presentato ieri sera, tende a valorizzare il ruolo del Parlamento e porre limiti alla norma, quindi riassume istanze emerse nel dibattito. Dal momento che abbiamo ricevuto anche l'annuncio della presenza del ministro Romani, propongo un "subemendamento" alla proposta del presidente Belisario: se una breve pausa deve esserci, io la farei prima dell'intervento del ministro Romani, per poi votare gli eventuali subemendamenti all'articolo 7. Se poi il Ministro, invece che alle ore 12, interverrà alle ore 12,15 o alle ore 12,20, non succederà nulla; ma in tal modo potremo completare l'esame dell'articolo 7 prima di dargli la parola e circoscrivere il dibattito, anche per l'ordine dei nostri lavori.

Non so quantificare la cosa in termini di minuti, ma mi rimetto alla cortesia del presidente Belisario: in questo modo, potremo votare gli emendamenti all'articolo 7 e, durante l'intervento del ministro Romani, concentrarci su una questione che anche all'esterno ha una sua rilevanza, e lo comprendo. La mia è quindi un'ipotesi di mediazione, che affido alla Presidenza per tradurla in termini di minuti a disposizione.

PRESIDENTE. Senatore Gasparri, la sua proposta è quindi di procedere con l'illustrazione degli emendamenti?

GASPARRI (PdL). Sì, signor Presidente; e se poi deve esserci una breve pausa per i subemendamenti, secondo quanto chiesto dal presidente Belisario, chiedo però di votare gli emendamenti riferiti all'articolo 7 prima di passare all'intervento del ministro Romani, che abbiamo fissato alle ore 12. Ribadisco che se quest'ultimo dovesse aver luogo invece alle ore 12,15 o alle ore 12,20, non credo che accadrebbe nulla, rispetto all'attenzione che il Paese presta al tema del nucleare.

LEGNINI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LEGNINI (PD). Signor Presidente, desidero intervenire soltanto per dire che non abbiamo obiezioni di principio a queste proposte, ma anche per ricordare che l'articolo 7 è il più importante, perché ad esso sono riferiti molti emendamenti; pertanto abbiamo bisogno di discuterne. Ci auguriamo che il Governo e la maggioranza si aprano al confronto, almeno su quest'articolo, così com'è stato ripetutamente dichiarato in Commissione, visto che su molti punti è stato detto che in Aula si sarebbe cercato di affrontare alcune questioni, anche delicate. Certamente non ce la facciamo nei tempi proposti dal presidente Gasparri: quindi, signor Presidente, decida pure, ma la prego di farlo entro questo quadro.

PRESIDENTE. Anch'io penso che sia impossibile, perché se iniziamo ad affrontare l'argomento, poi bisogna farlo a fondo.

AZZOLLINI (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AZZOLLINI (PdL). Signor Presidente, penso che si possa cominciare ad illustrare gli emendamenti, proprio per le ragioni evidenziate dai senatori Legnini e Belisario, cioè che si tratta di un articolo di cui discutere seriamente. Quindi, penso che iniziare l'illustrazione, fermo restando la presenza del ministro Romani, sia una cosa assolutamente possibile.

Al senatore Belisario volevo invece dire che proprio in questo momento, ai sensi dell'articolo 100, stavo valutando, positivamente alcuni subemendamenti presentati all'emendamento 7.700, ed è senz'altro possibile presentarne altri, ma credo che ciò non ostacoli la possibilità di procedere nelle illustrazioni. Peraltro, mi pare del tutto evidente che la proficuità dei lavori che si invoca ben si concili con il prosieguo degli stessi.

Al di là del fatto che si può tranquillamente procedere in tal senso, sono all'opera per cercare, quando saranno presentati dal Gruppo dell'Italia dei Valori specifici subemendamenti, di agevolare i lavori, trovando un accordo con i senatori della Commissione, per valutare i profili finanziari, che in un caso come questo sono quasi sempre valutati in senso positivo, e dunque proseguire. Non c'è alcun ostacolo nell'illustrazione degli emendamenti.

PRESIDENTE. Propongo dunque di procedere con l'illustrazione degli emendamenti, con l'espressione dei pareri da parte dei relatori e del rappresentante del Governo e successivamente alla discussione e alla votazione.

Se non vi sono osservazioni, così rimane stabilito.