D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Signor Presidente, vorrei ringraziarla innanzitutto per aver consentito questo dibattito, peraltro anche su richiesta del nostro Gruppo parlamentare, e vorrei ringraziare il ministro Romani per essere presente. É chiaro che l'emendamento che il Governo ha presentato cambia la radicalmente politica energetica del Governo. Questa è una scelta che non può non essere oggetto di un dibattito pubblico, di un dibattito parlamentare, di un confronto sul merito delle questioni, perché è una scelta che comunque, nel breve, medio e lungo periodo, inciderà profondamente sul sistema economico produttivo del nostro Paese, sulla sua competitività a livello internazionale ed anche sulla politica estera del nostro Paese. Infatti dal punto di vista energetico noi dipendiamo parecchio dalla Russia, parecchio dalla Libia (e oggi dalle tensioni che ci sono in quell'area del Nord Africa), nonché anche, per l'energia nucleare, dalla Francia, con cui com'è noto abbiamo ottimi rapporti, e dal resto dei Paesi che sono produttori di energia nucleare. Quindi, si tratta ovviamente di una scelta che cambia radicalmente il contesto in cui siamo chiamati ad operare.
Capisco che sarò sgradevole, ma credo che ricordare le posizioni nette che il Governo, a cominciar dal Presidente del Consiglio, ha assunto su questo tema non faccia male.
Presidenza della vice presidente MAURO (ore 13,08)
(Segue D'ALIA). Il presidente Berlusconi disse (e io ne sono convinto): «Oggi nessun Paese può rinunciare; non è possibile stare fuori alla possibilità di creazione dell'energia dell'atomo ed entro questa legislatura metteremo la prima pietra sulla prima centrale nucleare».
Stesse dichiarazioni sono state rese dal suo predecessore, il ministro Scajola: «Il programma italiano per l'energia nucleare procede secondo la tabella di marcia e nel 2013 comincerà la costruzione della prima centrale. Il nostro programma nucleare è complesso, procede nei tempi previsti. Il Parlamento italiano ha approvato tutta la legislazione...». E vi risparmio il resto.
Anzi, addirittura il Presidente del Consiglio, con la sua solita, ovvia e anche professionale dimestichezza con la comunicazione pubblica, ha proposto un progetto con la RAI per alcuni spot mirati a convincere gli italiani della sicurezza di nuove centrali nucleari che il Governo ha intenzione di costruire.
Ancora, la ministra dell'ambiente, onorevole Prestigiacomo, ha dichiarato: «Abiterei tranquillamente accanto ad un termovalorizzatore e ad una centrale nucleare». Questa è la dichiarazione del ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo in un intervento reso all'inserto «Sette» del «Corriere della Sera». «Sono reduce», diceva entusiasta la Ministra «dagli incontri parigini per gli accordi sul nucleare e sono sempre più convinta. Si dovrebbero organizzare dei pellegrinaggi per andare a vedere come vivono le famiglie accanto agli impianti nucleari francesi. I territori che ospitano gli impianti hanno molte compensazioni: tasse, costo dell'energia», e anche la tinteggiatura verde; diceva così, insomma, di tutta la politica energetica anche del Governo francese, oltre che di quello italiano.
Queste le dichiarazioni rese dopo la tragedia di Fukushima: «Seguiamo con dolore», cito sempre testualmente il ministro Prestigiacomo «e preoccupazione le vicende giapponesi, ma trovo la polemica italiana offensivamente macabra. Gli impianti di Fukushima sono costruiti con una tecnologia vecchia di cinquant'anni, molto diversa dalle centrali di terza generazione che saranno costruite nel nostro Paese». In questo contesto, ancora, la ministra Prestigiacomo (Ministro dell'ambiente: lo ricordo per chi non lo sapesse) sosteneva: «La linea italiana rispetto al programma nucleare chiaramente non cambia. Seguiamo con sgomento la situazione in Giappone, senza nessuna sottovalutazione, ma neanche si deve speculare. Non era ancora finito l'effetto dello tsunami che già in Italia gli antinuclearisti sfruttavano la catastrofe a fini domestici; questo è sciacallaggio politico». Non vorrei, signor Ministro, che anche il vostro emendamento possa essere interpretato - spiegatelo all'onorevole Prestigiacomo - come un atto di sciacallaggio politico.
Mi fermo e non cito ovviamente le sue dichiarazioni precedenti e successive alla tragedia di Fukushima; voglio dire che è cambiata radicalmente ed irreversibilmente la scelta del Governo che ha cancellato dal piano energetico nazionale il nucleare per ieri, oggi e domani. Infatti, dobbiamo stare agli atti e non alle interpretazioni: l'emendamento che voi avete presentato ricopia esattamente il quesito referendario e quindi abroga, da tutto il corpus legislativo in materia di energia, il nucleare. All'esito della votazione che faremo nel pomeriggio in Parlamento, il nucleare sarà cancellato definitivamente, così come lo è stato all'esito del referendum del 1987 dal dibattito (perché noi non abbiamo centrali), dalla ricerca e dalle scelte di politica economica ed energetica, che noi anche abbiamo sostenuto per tentare di rendere più autonoma e quindi più sicura l'economia del nostro Paese e anche rendere meno costosa la produzione di energia, soprattutto per le famiglie italiane e per i cittadini italiani.
Dico questo, perché dobbiamo giocare a carte scoperte. La vostra decisione, che ha modificato il testo dell'articolo 5 che prevedeva una sospensione delle procedure di localizzazione e realizzazione degli impianti per un anno, la cosiddetta moratoria, è stata presa non per paura - come lei in qualche modo ha voluto anche adombrare - del disastro nucleare di Fukushima, ma per paura del referendum. Allora è chiaro, ne prendiamo atto: voi avete paura del confronto elettorale, avete paura di un dibattito pubblico in cui ci si schieri su questi temi.
Noi abbiamo un'idea, voi ne avete un'altra, l'avete cambiata. È lecito cambiare idea; non è lecito cambiare idea per convenienza e non per convinzione, e non è lecito non affrontare un dibattito dal punto di vista politico che sia trasparente e pubblico su temi che riguardano la vita e il futuro dei nostri figli e del nostro Paese.
Proprio per questa ragione, signor Ministro, lei comprenderà che voi avete tentato di applicare - e non bene - una vecchia regola democristiana che diceva sostanzialmente questo: un problema rinviato è mezzo risolto. Voi, più che la regola democristiana, avete applicato la regola di Scilipoti: scansiamo opportunisticamente ogni questione che si mette in mezzo al nostro cammino e che possa in qualche modo essere d'intralcio alla sopravvivenza di questo Governo; decidiamo di non decidere; bivacchiamo con la complicità di più o meno interessati e responsabili parlamentari del nostro Paese.
La questione fondamentale è una: in questo Paese il problema più grave che abbiamo, come abbiamo scoperto a seguito dell'applicazione della regola di Scilipoti, è la legge sull'agopuntura. Allora occupiamoci, in questi due anni di legislatura, della medicina omeopatica e dell'agopuntura, tanto caldeggiata dal programma di governo di Iniziativa Responsabile. Il nucleare e il fabbisogno energetico non sono delle priorità, come non lo è la questione della ristrutturazione industriale del Paese; rifacciamoci una nostra piccola grande IRI con la Cassa depositi e prestiti, come stiamo facendo in questo decreto; anziché regolare il mercato, facciamoci noi il mercato, tanto abbiamo da tempo questa cultura, e chi presiede questo Governo più degli altri; godiamo quindi di questa spensierata insipienza, che porterà il vascello a navigare: fino a quando sul vascello ci siamo noi bene, poi il resto si vedrà.
È un po' come la decisione del Documento di economia e finanza: si rinvia al 2014 una manovra economica da 40 miliardi, perché tanto poi chissà se ci sarete voi al Governo; chi ci sarà ci penserà, e della finanza pubblica chi se ne dovrà occupare se ne occuperà. Questo modo di affrontare le questioni è da irresponsabili per la parte politica e gli elettori che voi rappresentate, o avevate la presunzione di rappresentare, ma soprattutto per gli interessi del Paese.
Mi avvio alle conclusioni signora Presidente. Tutto ciò, sostanzialmente, pregiudica ancora di più il futuro di questo Paese dal punto di vista energetico, non avendo voi indicato un'alternativa e fatto scelte di questo tipo: cioè l'abrogazione di norme che riguardano il nucleare, la cancellazione anche della ricerca, dell'approfondimento, della ricerca sulla ricerca, e quant'altro. Non mi riferisco alla realizzazione di centrali, anche se a sentire scienziati come Margherita Hack, che certamente è un'ambientalista, e non mi sembra sia una furiosa nuclearista, o altri, a cominciare dal professor Veronesi, appare impossibile che si possa verificare dal punto di vista geologico una tragedia come quella di Fukushima nel Mediterraneo.
Certamente Fukushima pone un problema, perché tutti gli incidenti nucleari che ci sono stati al mondo fino ad ora sono stati frutto di un errore umano; per la prima volta siamo in presenza di un errore progettuale. L'errore progettuale è stato quello di sottovalutare il rischio del verificarsi di uno tsunami, prevedendo muri a difesa dell'impianto di dimensioni non adeguate a resistere a questo tipo di onda e, quindi, sottovalutando la possibilità che in quel territorio e in quelle condizioni vi potesse essere un effetto di quella natura (che si verifica una volta ogni 1.200 anni, dicono alcuni, e che però si è verificato).
A fronte di ciò avete sempre dichiarato, e noi eravamo d'accordo con voi: «Mai prendere scelte sulla scorta delle emozioni e mai sottoporre a strumentalizzazioni o a sciacallaggio politico» - come ha detto il Ministro dell'ambiente - «scelte che riguardano il futuro economico e sociale e delle imprese di questo Paese».
Voi avete fatto l'esatto opposto: anziché porvi il problema di un approfondimento delle condizioni di sicurezza, ci consegnate a Sarkozy per l'energia atomica, alla Libia e alle sue tensioni, e a Putin per quanto riguarda l'approvvigionamento del gas. Tutto ciò avrà un impatto negativo sui conti del nostro Paese, sul bilancio delle famiglie, e questa è una bolletta che paghiamo grazie alla vostra azione e alla vostra inazione di Governo. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE ePD e dei senatori Pistorio e Baldassarri. Congratulazioni).