PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Signor Presidente, la ringrazio, soprattutto per l'opportunità che ci ha dato, con questo dibattito separato, di approfondire il tema.
Ieri ho seguito con interesse l'intervento del senatore Rutelli, che aveva detto: ma cos'è questa perplessità in Aula? Cosa significa? Rallegriamoci del fatto che il Governo finalmente ha capito di dover prendere una svolta su una decisione sbagliata. Condivido: ero uno di coloro che con tante critiche e osservazioni anche ironiche avevano preso la parola ogni qual volta si parlava del programma nucleare di questo Governo. Pertanto, mi rallegro anch'io. Però non nascondo che mi rimane la preoccupazione che tutto questo, non dico che sia una truffa, come ha scritto qualcuno oggi sui giornali, ma una mossa molto tattica per evitare il referendum che si terrà il 12 giugno.
Ieri il collega Mascitelli ha detto che questo è un Governo dei sondaggi: io direi invece che tutti i politici si orientano anche sui sondaggi, dai quali si è capito che il 12 giugno, per il Governo che ha fatto queste scelte, ci sarà il rischio di raggiungere il quorum e, naturalmente, anche di ottenere un risultato chiarissimo contro la scelta nucleare.
Avrei pertanto preferito - lo dico chiaramente - che il Governo rimanesse sulla moratoria. Condivido quanto ha detto oggi il ministro Romani, come giustamente anche il collega Gasparri ha ricordato ieri nel suo intervento, ossia che serve un tempo per approfondire il tema e consultarsi con gli organi europei al fine di trovare una scelta comune, ma lo si sarebbe potuto fare anche con una moratoria eventualmente prolungata a due o tre anni. Ora questo non si fa: con un emendamento in Aula, si annulla un programma che ormai è maturato negli anni, perché almeno tre anni fa si sono prese le prime decisioni. Si fa un dietro-front completo - e anche di questo si devono avvisare i cittadini italiani - molto attenuato adesso dalle dichiarazioni testé rese dal ministro Romani e anche dall'intervento del presidente del Gruppo PdL Gasparri.
In ogni caso colgo l'occasione per ripetere le perplessità che non ho solo io, ma che hanno tutti i cittadini che avrebbero espresso un voto contrario a questo referendum. Perché non li si lascia votare? È su questo aspetto che sono perplesso, trattandosi di una decisione molto importante.
Il Governo poteva anche orientarsi diversamente su questa decisione che avrebbe dovuto essere presa dal popolo e di cui i sondaggi già dicono l'esito, mentre in questo modo, con un emendamento e un solo giorno di lavoro, si toglie il referendum, senza alcuna garanzia che, una volta tranquillizzate le acque e dimenticato il dramma giapponese, il Governo non introduca poi con la stessa velocità, magari con un emendamento in Aula o anche più seriamente con un provvedimento legislativo mirato, tutte le norme che in questo momento si cancellano. Questa garanzia manca completamente.
Preferisco venire dunque ai motivi per cui oso esprimere le mie preoccupazioni sulla scelta del Governo, ripetendo quanto già detto nel corso della discussione generale sul tema in esame. Rispetto alla pericolosità del nucleare, si diceva che la tecnologia era ormai avanzata. Eppure, siamo di fronte al dramma giapponese, che voi vivete da lontano, mentre io lo vivo in famiglia, perché, come tanti sanno, ho sposato una giapponese, i cui genitori vivono a 200 chilometri da Fukushima, e vivono preoccupazioni giornaliere. Non è un avvenimento che come in Italia all'inizio ha fatto discutere. Ricordo, infatti, anche le parole del ministro Prestigiacomo che parlava del fatto che in Italia gli impianti sarebbero cento volte più sicuri di quelli giapponesi. Mi è venuto da ridere. Ma come si può sostenere una cosa del genere? Impianti cento volte più sicuri in un Paese, l'Italia, in cui non solo per eventi sismici è accaduto che sono crollati i tetti delle case! Ci rendiamo conto? (Applausi dai Gruppi PD e IDV e del senatore Pistorio). Qui si sta parlando di scorie atomiche quando l'Italia non è neanche capace di gestire quelle ordinarie, se si considera la continua emergenza di Napoli di cui si parla da anni e il fatto che ogni anno è necessario prevedere almeno due leggi per affrontare l'emergenza rifiuti di quella città. Ci si rende conto di cosa si sta facendo? La pericolosità è enorme.
PRESIDENTE. Senatore Peterlini, siccome credo si sia iscritto a parlare per il suo Gruppo anche il senatore D'Alia, volevo chiedere a quest'ultimo se intendeva intervenire o no.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Siccome era pervenuta una richiesta di intervento anche da parte della senatrice Sbarbati avevo bisogno di saperlo per regolamentare meglio i tempi. Dunque, senatore D'Alia, se lei è d'accordo lascerei qualche minuto alla collega Sbarbati.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Sono d'accordo, signor Presidente.
PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Signor Presidente, nel caso in cui non riuscissi a completare l'intervento, chiedo di poter allegare al Resoconto il mio intervento scritto.
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.
PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Stavo parlando della pericolosità, che vivo da vicino, e anche della paura che deriva dai rischi legati alle visite dei parenti di mia moglie provenienti dal Giappone. I medici parlano, infatti, anche di un pericolo legato alla trasmissione di radiazioni da parte delle persone. Questo esempio è soltanto per farvi capire quanto grande è il dramma.
Lo sapete che stanno ancora rovesciando, ed accadrà per altri sei mesi, il plutonio nelle acque dell'oceano? Quali saranno i rischi per il cibo che mangiamo, a partire dal pesce? Non credo, infatti, che le onde dell'oceano si fermino davanti alle isole del Giappone.
Oltre ai problemi che ho testé citato, vorrei spendere qualche parola anche sul costo di questi impianti, che non sono solo pericolosi, ma anche molto costosi. I costi per un impianto come quello di Olkiluoto, l'unico reattore di terza generazione, sono aumentati a 4,5 miliardi di euro. A questo vanno aggiunti i costi dell'uranio, che rappresentano un aspetto decisivo. I costi dell'uranio nel 2000 erano pari a 7 dollari al chilo; adesso si è arrivati a 120 dollari. Inoltre, si è parlato della dipendenza dall'estero per i nostri approvvigionamenti. Ed è giusto, è una grande preoccupazione, perché l'Italia importa molto di più (mi sembra si sia parlato in quest'Aula del 75 per cento) dall'estero di energia; ma anche il plutonio deve essere importato e i Paesi che lo producono sono pochi: ci sono il Kazakistan e l'Australia, che sono i più grandi produttori di uranio. E le risorse dureranno, con i 450 impianti attuali, per circa quarant'anni; ma se se ne costruiranno altri, quale durata avranno?
Arrivo al terzo punto. Si è parlato anche ieri, così come in questo dibattito, delle energie rinnovabili, dicendo che esse non possono coprire più di qualche punto percentuale del fabbisogno energetico. Qui si sbaglia sul concetto. Se si punta a una nuova politica, lo si deve fare con tutte le forze, indirizzando le scelte programmatiche del Governo e i conseguenti mezzi finanziari. Quanto stiamo spendendo noi per le rinnovabili in Italia? Invece di aumentare gli interventi, cosa ha fatto il nostro Governo? Ha ridotto i contributi per le rinnovabili, mentre tutti, compresi i parlamentari della maggioranza, si erano sforzati, anche in Commissione, di rimarcarne l'importanza, di evidenziarne le forti ricadute sull'imprenditoria locale, e di sottolineare la necessità di promuovere tali fonti di energia. Invece, poi si è detto: non ci sono i mezzi, e quindi operiamo tagli sul settore. Lo stesso è accaduto per il conto energia, in merito al quale mi sono permesso, insieme al collega Ferrante, di presentare un'interrogazione.
Ma attenzione a questa discussione. Non si tratta solo di energie rinnovabili. Si tratta di compiere tre scelte, di cui la prima è quella del risparmio energetico, la seconda è quella dell'aumento dell'efficienza dell'energia e solo la terza attiene alle rinnovabili. Mi soffermo sull'aspetto del risparmio. Avevo già citato un esempio. La provincia di Bolzano con la casa clima ha sviluppato molto di più di un'alternativa: ha sviluppato un marchio ormai europeo, addirittura mondiale, esportabile. Il palazzo della Provincia, in cui - per caso - ha sede l'assessorato all'ambiente, sosteneva una spesa annua per il riscaldamento pari a 96.000 euro. A seguito della ristrutturazione e della trasformazione del palazzo in casa clima, la Provincia spende solo 6.000 euro. Abbiamo costruito la camera di commercio a Bolzano - un palazzone - il cui bilancio energetico è pari a zero, cioè, essendo stato costruito ex novo, non sosterrà spese energetiche, e non ci saranno nemmeno i 6.000 euro restanti.
ASCIUTTI (PdL). Li paghiamo noi, nelle nostre bollette. Andiamo tutti a vivere a Bolzano.
PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Basta investirli bene. I soldi per il nucleare c'erano, fino ad ora. La politica è fatta di scelte.
Concludo, signor Presidente, ringraziandola per la cortesia di avermi concesso la parola e, per non approfittare troppo del tempo che mi è stato dato, annuncio che depositerò il testo scritto.
Vorrei, da ultimo, spendere una parola di moralità, se in quest'Aula si può ancora fare.
Ma questa generazione è talmente egoista da non capire che i nostri figli avranno un pericolo grandissimo grave che penderà sulle loro spalle, con l'immondizia (e non solo con quella delle scorie che aumentano quotidianamente), con un debito pubblico enorme, che non siamo capaci di gestire, e che dovranno portarsi avanti nel tempo, e con la metà delle pensioni percepite dai loro padri? Possiamo poi aggiungere il pericolo - non parlo solo dei terremoti in Italia, essendo anche la nostra terra zona sismica - di attentati terroristici. Anche di fronte al miglior impianto realizzato, chi è in grado di escludere che proprio quello possa essere un bersaglio di attentati terroristici?
Pertanto, rivolgo l'appello al Governo e al ministro Romani, che ringrazio, di voler approfondire detto aspetto. Ringrazio anche il ministro Prestigiacomo, che ieri ha dichiarato che verranno fatte ulteriori ricerche. Credo che sia arrivato il momento di spostare le risorse e di destinarle anche alle ricerche su questi settori. Le alternative esistono. La provincia di Bolzano è arrivata al 55 per cento di copertura con energia alternativa, esclusi i trasporti, ed entro dieci anni vuole arrivare al 75 per cento. Usiamo esempi del genere. Venite a Bolzano a vederli.
Vi prego di prendere questa scelta sul serio, di far sì che non abbia solo lo scopo di spostare il referendum ma anche le risorse, le scelte economiche, quelle vere, di responsabilità, su un'altra via. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE, PD e IdV. Congratulazioni).