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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 545 del 20/04/2011


CABRAS (PD). Signor Presidente, l'emendamento 7.5 riguarda sempre le modifiche statutarie all'operatività della Cassa depositi e prestiti. D'altra parte, dal momento che fra pochi minuti ci sarà una relazione del Ministro dell'economia sul tema energetico, cercherò di spiegare perché l'emendamento in questione influenzi in modo particolare il tema, ancora una volta, ahimè, dell'energia in Italia, soprattutto per il versante del gas.

Com'è noto, con la decisione che il Governo ci ha comunicato ieri, l'Italia sarà il Paese dell'Europa che marcerà più a gas di tutti gli altri. Circa l'80 per cento dell'energia elettrica prodotta nel nostro Paese ha come fonte primaria il gas; in Italia si consumano annualmente circa 80 miliardi di metri cubi di gas, e poco meno della metà è dedicato alla produzione di energia elettrica. Questo contesto di riferimento va tenuto presente per valutare appieno le ragioni che ci hanno spinto a proporre ancora una volta il tema della separazione proprietaria della rete del gas rispetto al principale monopolista del gas in Italia- io lo chiamo così - che è l'ENI. Ciò, allo scopo di introdurre un elemento di innovazione anche nel campo del gas, già ampiamente sperimentato nel settore dell'energia elettrica. Mi riferisco in particolare alla società Terna, i cui risultati dal punto di vista degli investimenti, del funzionamento, del bilancio, sono sotto gli occhi di tutti. Rinvio a tal proposito alla lettura dei dati, visto che siamo proprio in periodo di approvazione di bilanci, in modo che tutti possano giudicare che cosa Terna, e l'idea stessa di un operatore indipendente nella trasmissione dell'energia elettrica, abbia prodotto nel mercato grazie alla liberalizzazione del mercato dell'energia in Italia. Si può fare benissimo un confronto tra le efficienze raggiunte nell'energia elettrica e le inefficienze, ahimè, presenti invece sul piano del gas.

Come sappiamo, l'obiettivo di separare la proprietà della rete del gas rispetto all'attuale proprietario, l'ENI, risale al 2000, quando si stabilì una tempistica, secondo la quale SNAM Rete Gas doveva essere liberata dalla proprietà dell'ENI e doveva diventare un soggetto indipendente. Come tutti sappiamo, attraverso una disputa, che si è sviluppata prima in sede europea, successivamente in Italia, questo obiettivo è stato sempre rinviato, fino a quando l'ultima direttiva europea, che noi consideriamo di transizione, ha introdotto la cosiddetta separazione funzionale delle reti. Ovviamente, questa decisione è stata il frutto di un compromesso tra i diversi Paesi dell'Unione: da una parte, coloro i quali - gli inglesi per primi - spingevano per un'effettiva separazione proprietaria, e quindi una indipendenza della rete del gas; dall'altra, Paesi, tra i quali Italia e Francia, che in una certa misura resistevano al realizzarsi di questo obiettivo. Ebbene, è stata adottata una direttiva che prevede la separazione funzionale della rete del gas;. il Governo ha pertanto approvato un decreto legislativo, che è in discussione in questi giorni alla Camera, ma questa separazione funzionale, come tutti sappiamo, non sarà il regime definitivo, perché il regime definitivo tra qualche anno sarà la separazione proprietaria.

Dico questo, perché non è possibile - e ciò che abbiamo registrato in Italia in questi anni lo dimostra - realizzare una effettiva indipendenza, rispetto agli operatori che utilizzano la rete del gas, che metta tutti sullo stesso piano e che quindi realizzi una reale concorrenza, con il risultato di un effettivo abbattimento dei prezzi. Questo, perché c'è la rigidità del tubo in quanto tale, che obbliga ad approvvigionarsi da fonti fisse: l'Africa per un verso, la Russia per un altro, la Norvegia per un altro ancora. Vi è poi tutta quella grande massa di gas prodotta in Paesi che non sono collegati all'Italia con un tubo, che ovviamente prima o poi potrà arrivare se si svilupperà la rete dei gassificatori; se immessa nella rete, essa potrebbe realizzare un'effettiva concorrenza ed un abbattimento dei prezzi.

Tale premessa serve ad evidenziare che sarebbe opportuno cogliere l'occasione del cambiamento degli obiettivi e delle finalità della Cassa depositi e prestiti per assegnare alla stessa un'altra missione, o meglio per allargare la sua missione.

Presidenza della vice presidente MAURO (ore 11,50)

(Segue CABRAS). La Cassa depositi e prestiti è già l'azionista di riferimento di Terna. Con l'approvazione dell'emendamento 7.5 potrebbe essere autorizzata in un tempo medio - non automaticamente oggi, ma in un futuro che il Governo potrebbe decidere - a diventare l'azionista di riferimento della rete del gas; io aggiungo, anche se non è previsto nell'emendamento 7.5, che potrebbe diventare l'azionista di riferimento anche della rete delle telecomunicazioni (pure su questo tema discutiamo da tempo, senza arrivare ad una effettiva decisione). In tal modo, si potrebbe riuscire a determinare un vero regime di libera concorrenza, un regime di investimenti infrastrutturali non più legato alle priorità dell'ENI, che ovviamente investe nelle reti se non conviene di più finanziare l'esplorazione di un pozzo di gas; non sempre questi interessi, infatti, viaggiano nella stessa direzione. Soprattutto si potrebbe consentire ai consumatori, all'industria ed anche a chi usa il gas per produrre energia - che, come noto, in Italia è una componente molto importante - di scegliere liberamente il proprio fornitore, potendo contare su un gestore della rete assolutamente indipendente e terzo.

Questo è il contesto nel quale noi pensiamo possa essere autorizzata la Cassa depositi e prestiti nel senso che ho indicato. Ripeto che tale autorizzazione non comporta il fatto che la Cassa depositi e prestiti diventi già da domani azionista della rete del gas; tuttavia, se oggi avviamo questo processo, che comunque sarà inevitabile tra qualche anno, tutto il sistema si metterà in movimento, e soprattutto si darà un grande contributo al processo di liberalizzazione dell'energia, in generale, e del gas in particolare, processo che - come è noto - vede l'Italia agli ultimi posti in Europa. (Applausi dal Gruppo PD).