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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 545 del 20/04/2011


BONFRISCO (PdL). Signora Presidente, sarò il più breve possibile nell'illustrare il senso dell'emendamento 7.311, che va ad affiancarsi ad altri - come quelli del senatore Viespoli, di cui egli ha appena parlato - che seguono la stessa direzione.

Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 12,10)

(Segue BONFRISCO). Forse non tutti abbiamo abbastanza presente la storia, antica e prestigiosa, della Cassa depositi e prestiti, per cui, oltre a rammentarla, tengo a ricordare che dal 1913, con un regio decreto, se ne istituì la Commissione di vigilanza. Una forma ibrida, non solo parlamentare, per il controllo ex post sulla gestione separata. Quella Commissione, infatti, ha una composizione ibrida, poiché oltre che da parlamentari è formata anche da magistrati della Corte dei conti e del Consiglio di Stato.

Lungo il corso della sua storia, la Cassa depositi e prestiti ha accompagnato l'infrastrutturazione del nostro Paese, avvenuta in epoche diverse, prima agli inizi del secolo, poi nel dopoguerra. Ricordo a tutti noi che la nostra rete di infrastrutture dell'agricoltura, ad esempio le reti fognarie dei nostri Comuni, le reti energetiche negli anni successivi e quelle idriche (ancor più importanti e sempre più all'attenzione di noi tutti, per quel bene primario che è l'acqua) furono costruite dalle municipalizzate dei nostri enti locali proprio grazie ai finanziamenti a lungo termine della Cassa depositi e prestiti, per arrivare alle reti più importanti e visibili, quelle che utilizziamo ogni giorno, per esempio le reti autostradali, costruite all'epoca da Comuni e Province e oggetto di concessione dello Stato.

La riforma della Cassa depositi e prestiti, voluta dal ministro Tremonti due anni fa, ha segnato un passaggio epocale, non solo per il ruolo che la Cassa attualmente svolge, ma per il nuovo ruolo che questo strumento può assumere nel moderno processo di infrastrutturazione del Paese.

Il senatore Agostini prima ha ricordato alcuni passaggi importantissimi, come la rete delle telecomunicazioni, sulla quale dobbiamo colmare quel digital divide che ancora ci separa dal resto del mondo moderno. Ciò può avvenire se la Cassa depositi e prestiti può svolgere il suo ruolo nel modo più dinamico e flessibile, che gli viene appunto assegnato dalla riforma e che è oggetto delle modifiche del suo statuto.

Ricordo semplicemente che, di fronte a uno strumento di questa portata e di questa importanza per l'equilibrio economico e sociale del nostro Paese, il Parlamento deve poter continuare a svolgere la sua funzione e accompagnare, attraverso una corretta vigilanza, i processi che la Cassa ha davanti a sé, là dove occorre intervenire, oppure investire per sostenere i processi di moderna infrastrutturazione, che fanno i conti con equilibri finanziari sempre più delicati e quindi sempre più importanti, mettendo e rimettendo al centro del dibattito economico e finanziario il ruolo e le garanzie del lungo termine, rispetto alle moderne e nuove infrastrutturazioni.

Ritengo ad esempio auspicabile (ma questa è la mia personale opinione) che il ruolo della Cassa sia sempre più orientato verso le infrastrutture che ancora non ci sono, e che noi dobbiamo invece sapere e poter costruire, piuttosto che andare ad alimentare equilibri finanziari su concessioni già collocate, su vecchie infrastrutture, considerato che il processo di apertura al mercato e di liberalizzazione può tranquillamente assegnare questo ruolo al privato che investe nelle infrastrutture pubbliche, mentre considero importantissimo il ruolo che la Cassa depositi e prestiti può avere per il futuro del nostro Paese. A questo proposito, il ruolo del Parlamento non può venire meno. Il Parlamento, attraverso una Commissione di vigilanza che elegge all'interno dell'Aula, con una votazione che demanda ai parlamentari eletti il ruolo di vigilanza, può avere oggi alcune garanzie. Deve averne di ulteriori, secondo me, perché quei poteri e quel ruolo sono ancora stabiliti da un regio decreto del 1913. Se la Cassa depositi e prestiti è lo strumento più efficace e moderno che il nostro Paese mette in campo per l'infrastrutturazione del Paese, è giusto, secondo noi, che il Parlamento possa avere il ruolo che gli compete per quanto riguarda la vigilanza, mentre ritengo percorribile un'altra strada, ma non della stessa efficacia: quella che le Commissioni parlamentari possano essere sentite sugli investimenti, le scelte e le decisioni della Cassa depositi e prestiti. Se questa è la strada per la quale si vuole arrivare a congiungere una visione moderna e puntuale del ruolo del Parlamento con il nuovo ruolo della Cassa depositi e prestiti, si faccia pure, e si contempli in un unico testo il parere espresso dalle Camere con il ruolo della Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti eletta dalla Camera dei deputati e dal Senato, per espletare quella funzione di controllo e vigilanza che non potrà più essere solo ex post, ma dovrà essere anche ex ante. (Applausi dei senatori Baldassarri e Morando).