Sui lavori del Senato
ZANDA (PD). La Presidenza del Senato non si è ancora pronunciata sulla richiesta di una nuova convocazione della Conferenza dei Capigruppo, a fronte di quanto già deciso dalla Camera dei deputati che si riunirà anche la prossima settimana per discutere il Documento di economia e finanza, che però il Senato non riuscirà ad approvare il 30 aprile, giorno in cui il Governo dovrebbe presentarlo all'Europa. Il silenzio della Presidenza si configura come uno strappo al raccordo funzionale e politico tra i due rami del Parlamento e come una scortesia istituzionale nei confronti dei Gruppi di opposizione del Senato che ripetutamente hanno chiesto una risposta al presidente Schifani, sempre meno presente alle sedute d'Aula. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
PRESIDENTE. Il presidente Schifani ha comunicato di non ritenere di dover modificare le deliberazioni assunte all'unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
BELISARIO (IdV). Apprezza l'intervento del senatore Zanda, che condivide nella sostanza. E' uno strappo istituzionale più che una scortesia il fatto che il Senato non avrà la possibilità di esprimersi sul DEF in tempo utile. (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti dal Gruppo PdL).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Chiede se a seguito della richiesta avanzata nella seduta pomeridiana di ieri, il Ministro dello sviluppo economico interverrà alla seduta.
MORANDO (PD). E' necessario convocare la Conferenza dei Capigruppo per modificare il calendario, la cui approvazione all'unanimità è avvenuta sulla base di due presupposti rivelatisi errati. Infatti, la Camera dei deputati non ha rinviato alla data del 3 maggio l'esame del Documento di economia e finanza e il Governo non ha potuto rinviare di qualche giorno la presentazione del Documento a Bruxelles. E' di tutta evidenza che non è possibile né escludere il Senato dalla discussione sull'importante documento programmatico da sottoporre all'Unione europea, né giustificare a Bruxelles la ritardata presentazione con le ferie dei senatori. (Applausi dal Gruppo PD).
GASPARRI (PdL). L'impegno del presidente Schifani nella conduzione dei lavori dell'Assemblea e nell'organizzazione delle attività del Senato è continuo e indiscutibile. La tempistica della discussione a livello europeo non precluderà la possibilità per il Senato di esaminare il Documento di economia e finanza per il 20111. Non è da escludere poi che la Camera dei deputati, su richiesta del PdL, possa modificare il calendario per anticipare l'esame del disegno di legge sul testamento biologico in modo che entrambi i rami del Parlamento affrontino il DEF nello stesso momento. Conferma quindi le valutazioni espresse in Conferenza dei Capigruppo. (Applausi dal Gruppo PdL).
MARINI (PD). E' bene che il Governo rispetti il termine del 30 aprile per la presentazione del DEF all'Unione europea. Valutazioni di opportunità politica devono indurre a rivedere una decisione di carattere organizzativo, perché è un diritto del Senato esaminare un documento che ha un enorme rilievo politico per il futuro del Paese. Ne va della dignità dell'Assemblea. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Musso).
QUAGLIARIELLO (PdL). Il Senato non deve essere e non sarà tagliato fuori dalla discussione sul Documento di economia e finanza: il ministro Tremonti ha già chiarito che il termine del 30 aprile per la presentazione a Bruxelles non è perentorio ma ordinatorio e quindi non vi sono gli estremi per rimettere in discussione le decisioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo. Il Senato non deve subire eventuali strumentalizzazioni politiche intervenute nell'altro ramo del Parlamento. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Occorre evitare strumentalizzazioni: il termine del 30 aprile, sia esso ordinatorio o perentorio, deriva da una legge approvata dal Parlamento e va rispettato. Peraltro il ritardo nella discussione del Documento di economia e finanza, così come gli altri condizionamenti cui sono sottoposti i calendari parlamentari (ad esempio per la discussione del testamento biologico alla Camera) è dovuto all'imposizione della maggioranza di far precedere a tutto l'esame del provvedimento sul processo breve. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-VN-MRE e PD).
LI GOTTI (IdV). Mentre gli altri Paesi rispetteranno i termini stabiliti dalla legge, considerandoli vincolanti, l'Italia si distinguerà chiedendo una proroga di qualche giorno, ritenendoli elastici. E' una gravissima scortesia istituzionale negare al Senato la possibilità di contribuire all'esame del DEF e ha poco senso che lo si faccia dopo che il Governo avrà comunicato le sue determinazioni all'Europa. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Legnini).
BALDASSARRI (Misto-FLI). L'origine del problema sta nel ritardo di una settimana con cui il Governo ha presentato il Documento di economia e finanza per il 2011 alle Camere. E' quindi necessario che l'Esecutivo si impegni a consegnare il Documento a Bruxelles dopo il 30 aprile e dopo l'esame del Senato.
PRESIDENTE. Il presidente Schifani aveva già fatto conoscere le sue determinazioni nella giornata di ieri alla Presidente di turno e solo per un errore esse non sono state comunicate all'Assemblea. Peraltro, allo stato attuale il Documento consegnato al Senato non è completo, mancando tre allegati. Ad ogni modo, nelle due riunioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nelle quali le decisioni sul calendario sono state assunte all'unanimità il presidente Schifani ha comunicato l'assicurazione del ministro Tremonti di voler attendere il parere di entrambi i rami del Parlamento prima di presentare il Documento di economia e finanza all'Europa.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). E' falso sostenere che la decisione è stata assunta all'unanimità, avendo egli espresso contrarietà in quella sede.