PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Pur apprezzando il ravvedimento del Governo su una scelta sbagliata, rimane la preoccupazione che la decisione di abrogare l'intera normativa in materia nucleare sia una mera strategia volta ad evitare il referendum che, in base agli ultimi sondaggi, avrebbe ottenuto un esito positivo. Non c'è però alcuna garanzia che, una volta scongiurato il pericolo referendario, il Governo non reintroduca il programma nucleare con la stessa velocità con la quale lo ha di fatto cancellato. Preferibile, quindi, sarebbe stata una moratoria differita nel tempo che avrebbe dato ai cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente sul tema. Peraltro, l'opposizione al nucleare non deriva da un semplice impatto emotivo causato dal dramma della centrale di Fukushima. L'utilizzo dell'energia nucleare, infatti, è di per sé pericoloso, a prescindere dagli eventi naturali in grado di danneggiare gli impianti, e lo è ancor di più in un Paese come l'Italia che si trova costantemente ad affrontare emergenze di ogni tipo. La scelta nucleare, peraltro, non garantisce affatto l'indipendenza energetica perché l'Italia, infatti, sarebbe comunque costretta ad importare uranio, dal prezzo sempre più elevato. Inoltre i costi che il Paese dovrebbe sostenere per la costruzione e manutenzione di impianti nucleari con standard di sicurezza sempre più alti potrebbero essere affrontati per definire una nuova politica energetica nazionale che si incentri su risparmio energetico, efficienza energetica ed utilizzo delle fonti rinnovabili, in ordine alle quali il Governo ha compiuto una scelta radicalmente opposta riducendo incentivi e stanziamenti. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-VN-MRE, PD e IdV. Congratulazioni). Chiede di poter allegare una integrazione all'intervento ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).