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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 545 del 20/04/2011


Seguito della discussione del disegno di legge:

(2665) Conversione in legge del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, recante disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonché per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo (Relazione orale)

PRESIDENTE. Riprende l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Ricorda che la Presidenza ha dichiarato improponibili per estraneità agli argomenti del provvedimento gli emendamenti 5.17, 5.16, 5.13, 5.14, 5.0.1, 5.303, 6.0.6, 6.0.300, 7.0.20, 7.0.19, 7.0.21 e 7.0.300 (testo 2).

Ricorda che nella seduta pomeridiana di ieri si è conclusa la votazione degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge.

In attesa dell'arrivo del Ministro per lo sviluppo economico, la cui presenza in Aula è prevista per le ore 12, accantona gli emendamenti riferiti all'articolo 5.

Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge (Enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo). Sull'emendamento 6.300 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione..

MASCITELLI (IdV). L'emendamento 6.300, sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, è finalizzato a consentire agli enti del Servizio Sanitario della regione Abruzzo, sottoposta a vincoli di rientro della spesa sanitaria, di prorogare i contratti di lavoro del personale in servizio alla data del 1° gennaio 2010, onde garantire adeguati livelli di assistenza nelle ASL regionali, ricorrendo non alle risorse per la ricostruzione, ma ai fondi del bilancio regionale destinati alla sanità. Ne chiederà pertanto la votazione ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento.

LUSI (PD). L'emendamento 6.0.4 contiene una disposizione di attuazione, attraverso un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di una norma contenuta nell'ultimo decreto milleproroghe relativa ai finanziamenti per i Comuni abruzzesi colpiti dal terremoto del 2009. L'emendamento 6.0.5 autorizza invece la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2011 per pagare l'attività delle commissioni straordinarie di liquidazione nei Comuni abruzzesi in stato di dissesto finanziario. (Applausi dal Gruppo PD).

CASTIGLIONE (CN-Io Sud). L'emendamento 6.0.300, dichiarato improponibile oltre ad aver ottenuto il parere contrario della Commissione bilancio, conteneva misure a sostegno del personale assunto a tempo determinato presso l'INPS; esso non recava oneri aggiuntivi per le finanze pubbliche, in quanto prevede l'impiego di fondi accantonati appartenenti all'INPS. Poiché ne è stata dichiarata l'improponibilità, presenterà un ordine del giorno sulla materia.

BONFRISCO, segretario. Dà lettura del parere non ostativo espresso dalla 5a Commissione su subemendamenti all'emendamento 5.800.

TANCREDI, relatore. Invita a trasformare in un ordine del giorno l'emendamento 6.0.4, condivisibile nel merito, ma non pienamente attinente alla materia del decreto-legge. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti, rilevando come l'emendamento 6.300 rischi di creare un diritto alla stabilizzazione per una platea indefinibile di lavoratori.

GIORGETTI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere conforme al relatore.

LEGNINI (PD). L'emendamento 6.2 stabilisce che le risorse per il personale assunto a tempo determinato nel comparto della sanità abruzzese siano attinte dai fondi stanziati per il terremoto solo nel caso degli enti ricadenti nei Comuni del cratere, mentre individua una copertura alternativa per gli altri enti. L'emendamento 6.3 consente la proroga dei contratti di lavoro del personale della sanità abruzzese in vista di una possibile stabilizzazione.

PICCONE (PdL). Fa notare che all'articolo 6 si fa riferimento al personale in servizio nel 2010, anziché nel 2009, perché nell'anno del terremoto il personale precario in servizio presso gli enti sanitari della Regione Abruzzo è diminuito e dunque tale riferimento sarebbe ora penalizzante per quegli stessi enti. Annuncia inoltre, in qualità di secondo firmatario dell'emendamento 6.0.4, di accettare la proposta del relatore di trasformarlo in un ordine del giorno.

Risultano respinti gli emendamenti 6.2, 6.3 e 6.300.

LUSI (PD). Chiede di accantonare l'emendamento 6.0.4 in attesa che venga redatto l'ordine del giorno sostitutivo. Per quanto riguarda l'emendamento 6.0.5, appare del tutto pretestuoso il riferimento del relatore alla necessità di non modificare eccessivamente il testo del decreto-legge, considerando che l'Aula si appresta ad approvare l'emendamento 5.800 del Governo che stravolge il testo in materia di impianti nucleari. (Applausi del senatore Zanda).

PICCONE (PdL). Sottolinea l'inopportunità di procedere ad un'eventuale stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato del comparto sanitario abruzzese senza svolgere un regolare concorso pubblico, che consenta di premiare i candidati più meritevoli. (Applausi dal Gruppo PdL).

Risulta respinto l'emendamento 6.0.5.

LUSI (PD). Presenta l'ordine del giorno G6.0.4 (v. Allegato A), che impegna il Governo ad emanare entro il 30 giugno 2011 il decreto ministeriale di cui all'emendamento 6.0.4.

TANCREDI, relatore. Esprime parere favorevole.

GIORGETTI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Accoglie l'ordine del giorno G6.0.4.

D'ALI' (PdL). Il relatore non si è pronunciato sulla disponibilità della senatrice Castiglione a presentare un ordine del giorno sulla materia trattata dall'emendamento 6.0.300.

TANCREDI, relatore. Si dichiara favorevole ad un simile ordine del giorno, purché esso contenga la formula con cui si impegna il Governo a valutare l'opportunità.

CASTIGLIONE (CN-Io Sud). Accetta la proposta del relatore e presenta l'ordine del giorno G6.0.300 (v. Allegato A).

AMORUSO (PdL). Chiede di poter aggiungere la propria firma all'ordine del giorno G6.0.300.

BIANCHI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Chiede di poter aggiungere la propria firma all'ordine del giorno G6.0.300.

GIORGETTI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Accoglie l'ordine del giorno G6.0.300.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge (Operatività della Cassa depositi e prestiti (CDP S.p.A.)), ricordando che sugli emendamenti 7.3, 7.309 e 7.310 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

BELISARIO (IdV). Chiede una breve sospensione della seduta, per consentire la presentazione di subemendamenti all'emendamento 7.700 dei relatori. (Applausi dal Gruppo IdV).

TANCREDI, relatore. L'emendamento 7.700 è stato presentato prima della conclusione della seduta pomeridiana di ieri, quindi c'è stato tempo per esaminarlo; esso tra l'altro recepisce alcune proposte dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PdL).

GASPARRI (PdL). L'emendamento 7.700 tende a valorizzare il ruolo del Parlamento e recepisce alcune istanze sorte nel corso del dibattito. Propone pertanto di procedere con l'esame dell'articolo 7 del provvedimento, portandolo a conclusione prima dell'intervento del ministro Romani previsto per le ore 12.

LEGNINI (PD). L'articolo 7 è uno dei punti più rilevanti del provvedimento; è difficile che il suo esame possa concludersi nei tempi indicati dal senatore Gasparri.

AZZOLLINI (PdL). Propone di procedere all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 7. Nel frattempo, sarà possibile presentare ulteriori subemendamenti all'emendamento 7.700, che la Commissione bilancio valuterà immediatamente sotto il profilo della copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Propone dunque di procedere all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 7.

Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti della scuola media statale «Gioacchino Gesmundo» di Terlizzi, in provincia di Bari, presenti nelle tribune. (Applausi).

AGOSTINI (PD). L'emendamento 7.4 (testo 2) propone che la Cassa depositi e prestiti istituisca una società per azioni finalizzata ad anticipare alle aziende private i crediti da esse vantate nei confronti delle pubbliche amministrazioni; si porrebbe in tal modo rimedio ad uno dei problemi più gravi che affliggono le imprese nell'attuale fase congiunturale, la carenza di liquidità e la difficoltà di accesso al credito, mentre al contempo la costituzione di un'apposita società consentirebbe di evitare il rischio che questi interventi della Cassa depositi e prestiti venissero riclassificati come debito pubblico. Gli ulteriori emendamenti presentati prevedono che la CDP intervenga negli assetti proprietari delle imprese con partecipazioni di minoranza e sempre tramite veicoli societari quotati, per garantire criteri di trasparenza, professionalità e rendicontazione al Parlamento. Essa potrà intervenire soltanto nei confronti di imprese in condizioni di equilibrio finanziario e tali interventi dovranno avere un carattere rigorosamente temporaneo ed essere decisi da un consiglio di amministrazione e da una tecnostruttura composti da soggetti aventi alti requisiti di professionalità e di competenza. Sebbene il ministro Tremonti si sia dichiarato favorevole a tale impostazione, l'emendamento 7.700 presentato dai relatori appare del tutto insoddisfacente e non in grado di modificare in modo sostanziale il testo del provvedimento; per questo sono stati presentati due subemendamenti migliorativi. (Applausi dal Gruppo PD).

CABRAS (PD). L'emendamento 7.5 consente alla Cassa depositi e prestiti di assumere partecipazioni, anche di controllo, in società proprietarie di infrastrutture energetiche al fine di contribuire alla costruzione di un mercato interno concorrenziale. La proposta di modifica menziona espressamente la separazione proprietaria di SNAM rete gas da ENI. L'Italia, dove circa l'80 per cento dell'energia prodotta è ricavata dal gas, è agli ultimi posti in Europa nella liberalizzazione del settore energetico. Al fine di garantire ai consumatori la scelta del fornitore, di contenere i prezzi e aumentare l'efficienza, è importante affidare la gestione della rete ad un soggetto indipendente, sul modello di ciò che è avvenuto nel settore dell'energia elettrica. Anche se la direttiva europea, frutto di un compromesso, indica l'obiettivo della separazione funzionale, il traguardo effettivo è la separazione proprietaria. Analoga operazione di separazione dovrebbe essere realizzata nel settore delle telecomunicazioni. (Applausi dal Gruppo PD).

Presidenza della vice presidente MAURO

BUBBICO (PD). L'articolo 7 prevede che la Cassa depositi e prestiti possa assumere partecipazioni in società che hanno un interesse nazionale strategico. Al fine di garantire che l'intervento pubblico risponda all'esigenza effettiva di tutelare interessi industriali rilevanti e di lungo periodo, l'emendamento 7.9 prevede che il Governo rediga, previo parere delle Commissioni parlamentari, un piano strategico di sviluppo industriale per individuare settori e criteri dell'intervento.(Applausi dal Gruppo PD).

ICHINO (PD). Aggiunge la firma agli emendamenti 7.4, 7.6 e 7.9. In Italia esiste una radicata tradizione protezionistica, sostenuta dai settori più conservatori di Confindustria e del sindacato, che ostacola sistematicamente gli investimenti stranieri nelle società italiane. La previsione dell'articolo 7, occasionata dal tentativo di una società francese di acquisire partecipazioni in Parmalat, è l'ultimo episodio di una storia di malintesa difesa dell'italianità che ha riguardato banche, autostrade, telecomunicazioni, ferrovie e trasporto aereo. Alla chiusura protezionistica contribuiscono anche l'inefficienza della burocrazia, gli alti costi dell'energia e dei servizi alle imprese, le mancate liberalizzazioni, un sistema di relazioni industriali vischioso e, soprattutto, la confusione normativa. Regole non chiare o cambiate in corso d'opera, come nel caso in esame, scoraggiano gli investimenti esteri, che andrebbero al contrario incentivati essendo fonte di innovazione, occupazione e crescita.(Applausi dal Gruppo PD e del senatore Baldassarri).

VIESPOLI (CN-Io Sud). E' disponibile a ritirare gli emendamenti 7.304 e 7.303, ove il loro contenuto sia raccordato alla lettera c) dell'emendamento 7.700, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento delle Commissioni parlamentari.

CECCANTI (PD). L'emendamento 7.8, che sottoscrive, al fine di garantire il rispetto della legge n. 400 del 1988 e di riportare ordine nel sistema delle fonti, precisa che i criteri e le modalità di intervento della Cassa depositi e prestiti sono definiti tramite regolamento. Negli ultimi anni infatti, per eludere i controlli della Corte conti e del Consiglio di Stato, si è esteso il ricorso ai decreti di natura non regolamentare. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).

BONFRISCO (PdL). La Cassa depositi e prestiti, i cui finanziamenti a lungo termine hanno sostenuto l'infrastrutturazione del Paese e giocato un ruolo importante nella storia del suo sviluppo industriale. Al fine di garantire delicati equilibri finanziari, è auspicabile che il suo intervento riguardi settori strategici, quali le reti delle telecomunicazioni, e sia finalizzato a superare le disparità di accesso e utilizzo delle tecnologie informatiche. In questa prospettiva l'emendamento 7.311 prevede che sia rafforzata l'attività della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, che dovrebbe esercitare anche controlli ex ante. (Applausi dei senatori Baldassarri e Morando).

Presidenza del presidente SCHIFANI

PRESIDENTE. Accantona gli emendamenti riferiti all'articolo 7 del decreto-legge e riprende l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5, precedentemente accantonati.

ROMANI, ministro dello sviluppo economico. La moratoria sul programma nucleare stabilita dal Governo con il decreto in esame si era resa necessaria per garantire l'allineamento dei progetti italiani con le procedure di sicurezza da definire in sede europea a seguito dell'incidente della centrale di Fukushima. La decisione di abrogare l'intera normativa in materia si inserisce in un quadro ormai radicalmente mutato ed è comunque coerente con la sospensione inizialmente stabilita, in quanto una riflessione proficua sul tema e su tutte le implicazioni che un programma di fatto superato comporta non può essere compressa nei limiti temporali previsti dalla moratoria. D'altronde, affidare una simile riflessione ad un eventuale esito abrogativo del referendum ottenuto sull'onda dell'emozione non avrebbe offerto garanzie per una strategia energetica definita che l'Italia, l'unico grande Paese del continente a non avere impianti nucleari sul proprio territorio, deve adottare per avere forza in Europa. Tale strategia deve quindi rispondere ad esigenze di sicurezza di produzione ed approvvigionamento energetici, di sostenibilità ambientale, di economicità per famiglie ed imprese e, infine, di riduzione della dipendenza dai Paesi esportatori di gas e petrolio. A tal fine, si rende necessario potenziare le attività di ricerca che dovranno essere rivolte a tutte le soluzioni atte a favorire il raggiungimento degli obiettivi indicati. La nuova strategia energetica nazionale, quindi, da adottare in armonia con le disposizioni europee, dovrà essere in grado di garantire la diversificazione, anche geografica, dell'approvvigionamento delle fonti tradizionali e l'utilizzo delle energie rinnovabili, nonché l'analisi delle evidenze scientifiche e tecniche che deriveranno dagli approfondimenti condotti in materia di sicurezza nucleare. (Applausi dal Gruppo PdL).

PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Pur apprezzando il ravvedimento del Governo su una scelta sbagliata, rimane la preoccupazione che la decisione di abrogare l'intera normativa in materia nucleare sia una mera strategia volta ad evitare il referendum che, in base agli ultimi sondaggi, avrebbe ottenuto un esito positivo. Non c'è però alcuna garanzia che, una volta scongiurato il pericolo referendario, il Governo non reintroduca il programma nucleare con la stessa velocità con la quale lo ha di fatto cancellato. Preferibile, quindi, sarebbe stata una moratoria differita nel tempo che avrebbe dato ai cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente sul tema. Peraltro, l'opposizione al nucleare non deriva da un semplice impatto emotivo causato dal dramma della centrale di Fukushima. L'utilizzo dell'energia nucleare, infatti, è di per sé pericoloso, a prescindere dagli eventi naturali in grado di danneggiare gli impianti, e lo è ancor di più in un Paese come l'Italia che si trova costantemente ad affrontare emergenze di ogni tipo. La scelta nucleare, peraltro, non garantisce affatto l'indipendenza energetica perché l'Italia, infatti, sarebbe comunque costretta ad importare uranio, dal prezzo sempre più elevato. Inoltre i costi che il Paese dovrebbe sostenere per la costruzione e manutenzione di impianti nucleari con standard di sicurezza sempre più alti potrebbero essere affrontati per definire una nuova politica energetica nazionale che si incentri su risparmio energetico, efficienza energetica ed utilizzo delle fonti rinnovabili, in ordine alle quali il Governo ha compiuto una scelta radicalmente opposta riducendo incentivi e stanziamenti. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-VN-MRE, PD e IdV. Congratulazioni). Chiede di poter allegare una integrazione all'intervento ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto di istruzione superiore «Pitagora» di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, e una delegazione del Parlamento austriaco, tra cui l'onorevole Fritz Grillitsch, presidente della Commissione agricoltura, presenti nelle tribune. (Applausi).

Propone di posticipare l'orario di inizio della seduta pomeridiana alle ore 15,30.

BELISARIO (IdV). Concorda sulle ore 15,30.

GASPARRI (PdL). Concorda sullo stesso orario.

PRESIDENTE. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito.

Chiarisce che nella seduta pomeridiana solo per un disguido l'Assemblea non ha preso conoscenza delle indicazioni che egli aveva tempestivamente fornito alla Presidente di turno per quanto riguardava la proposta di modifica del calendario. A tale riguardo, precisa di avere avuto rassicurazioni dal ministro Tremonti sul fatto che il Documento di economia e finanza verrà trasmesso all'Unione europea solo dopo avere acquisito il parere dell'intero Parlamento, ritenendo il termine del 30 aprile non perentorio. (Applausi dal Gruppo PdL).

RUTELLI (Misto-ApI). Dal momento che all'interno della maggioranza si sono manifestate diverse posizioni sulla decisione di cancellare il programma nucleare, la discussione odierna dovrà essere chiarificatrice della volontà politica del Governo, sinora ambigua, in modo da consentire alla Corte di cassazione di pronunciarsi sulla decadenza o meno del referendum. Apprezzabile è il riconoscimento da parte del Ministro di un mutamento del quadro internazionale dopo il disastro di Fukushima, che ha dimostrato l'insicurezza intrinseca degli impianti nucleari, e di un programma nucleare nazionale ormai superato. Esso, infatti, comporta problemi non solo di sicurezza quanto anche di costi, stante l'innalzamento dei requisiti stabilito anche a livello europeo. Peraltro, finora non c'è mai stata trasparenza da parte del Governo che non è stato convincente né prima dell'incidente giapponese, quando ha presentato un programma obsoleto, né dopo, quando ha affermato che sarebbe rimasta ferma la volontà dell'Esecutivo di procedere con la sua attuazione. L'opposizione, però, non deve lasciarsi condizionare dal timore di una eventuale decadenza del referendum e deve collaborare affinché l'Italia si faccia Paese promotore in sede europea per la costituzione di un organismo comunitario che affronti con determinazione e spirito costruttivo il problema dell'autosufficienza energetica del continente. (Applausi dai Gruppi Misto-ApI e PD e dei senatori Pedica e Pistorio).

BELISARIO (IdV). Il Governo, dopo aver parlato di una semplice moratoria e sostenuto l'indifferibilità della scelta del nucleare presenta un emendamento che ricalca nei contenuti i quesiti referendari. La proposta del Governo è ingannevole, essendo tesa a spacciare quella che nelle sue intenzioni è una opportuna sospensione per un abbandono definitivo del nucleare, che non vuole invece adottare. Il Ministro, infatti, ha parlato di un rinvio e di una revisione del programma nucleare, affidando all'Agenzia per la sicurezza nucleare il compito di acquisire ulteriori evidenze scientifiche. Gli emendamenti presentati dal Gruppo dell'Italia dei Valori hanno l'obiettivo di chiarire che tale abbandono deve avere carattere definitivo. E' peraltro evidente il motivo reale della presentazione dell'emendamento: eliminare il referendum sul nucleare e conseguentemente impedire il raggiungimento del quorum al pronunciamento popolare sul legittimo impedimento, unico interesse del Premier. (Applausi dai Gruppi IdV e PD e del senatore Peterlini).

CAGNIN (LNP). L'emendamento del Governo è una presa d'atto responsabile dell'Esecutivo che fa proprie le perplessità e le domande dell'opinione pubblica in materia di nucleare allineandosi alle decisioni assunte a livello europeo. Non rinunciando comunque alla ricerca nel campo nucleare, resta la necessità di approfondire il discorso dell'approvvigionamento energetico, con particolare riferimento alle fonti energetiche rinnovabili per definire un sistema graduale di incentivi in grado di garantire regolarità di finanziamenti soprattutto sul fotovoltaico. (Applausi dal Gruppo LNP).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). L'emendamento 5.800 cambia radicalmente la politica energetica del Governo, cancellando dal piano energetico nazionale la scelta del nucleare. Tale decisione nasce dal timore degli esiti del referendum, quindi il mutamento repentino di indirizzo non è dettato da una reale convinzione ma da una mera convenienza. Ne sono prova le numerose dichiarazioni rese sull'argomento dai vari rappresentanti del Governo, tese a sottolineare, anche dopo l'incidente di Fukushima, l'indisponibilità a modificare la linea rispetto al programma nucleare ed a tacciare di sciacallaggio ogni ipotesi contraria. E' irresponsabile non affrontare i problemi veri, come quello del fabbisogno energetico, che riguardano il futuro economico e sociale del Paese, pensando semplicemente di differirne la soluzione. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-VN-MRE e PD e dei senatori Pistorio e Baldassarri. Congratulazioni).

Presidenza della vice presidente MAURO

MENARDI (CN-Io Sud). Il referendum, sulla spinta dell'emotività, farebbe probabilmente uscire l'Italia dalla tecnologia del nucleare, non tanto con riferimento alla costruzione degli impianti quanto allo sviluppo della ricerca. Pertanto, anche se la presentazione dell'emendamento appare come un'inversione totale della politica energetica fin qui perseguita dal Governo, la scelta operata dall'Esecutivo è condivisibile, perché consente al Paese di affrontare con maggiore serenità un dibattito futuro sul tema, posto che la tecnologia per la produzione di energia elettrica con l'atomo è sicura e che gli avanzamenti della ricerca non potranno che fornire ulteriori garanzie in tal senso. (Applausi del senatore Fantetti).

PRESIDENTE. Rinvia gli interventi dei senatori Baldassarri, Bubbico, Sbarbati e Possa ed il seguito della discussione del disegno di legge n. 2665 alla seduta pomeridiana.