in data 1° marzo 2011 la Società Ferrovie dello Stato SpA, con l'ordine di servizio n. 9/2011, ha disposto l'aumento dei prezzi dei "diritti di ammissione" per accedere ai treni AV, ES, ES City, ai titolari di smart card e CLC (Carta di libera circolazione) e per i ferrovieri dipendenti, in pensione e per i loro familiari, differenziando gli importi tra il personale in servizio ed in quiescenza;
tale provvedimento aziendale sarebbe stato preso come atto unilaterale, a quanto risulta all'interrogante in violazione dell'articolo 23 del contratto collettivo nazionale (accordo di confluenza), che al comma 9 dispone che la disciplina dei costi dei diritti di ammissione sia oggetto di revisione tra le parti al fine di un suo eventuale adeguamento agli sviluppi normativi e di mercato,
l'interrogante chiede di sapere:
se, per quanto risulta al Ministro in indirizzo, quanto sopra esposto corrisponda a verità e, in caso affermativo, quali motivazioni abbiano indotto il Gruppo Ferrovie dello Stato ad apportare tali aumenti;
se in un tale comportamento non si ravvisi una violazione delle vigenti normative.
(4-05076)