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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 545 del 20/04/2011


PASTORE - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

in relazione alle operazioni di dragaggio del fiume Pescara, l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (ARTA) Abruzzo fu interessata, nel novembre 2009, alla verifica dei materiali di dragaggio, al fine di accertarne la compatibilità per lo sversamento a mare; con nota 8177/DIP del 3 dicembre 2009 trasmetteva i risultati, comunicando la compatibilità esclusivamente per lo sversamento del materiale in cassa di colmata la quale, purtroppo, risultò praticamente piena;

il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche (OOPP), ha, quindi, redatto un progetto destinato al trattamento di bonifica dei materiali, al fine di poterli normalmente sversare in mare; dalla perizia relativa a tale progetto, veniva certificata la presenza di sabbia, nei materiali di dragaggio, in una percentuale dell'80 per cento, prevedendo uno smaltimento nella discarica dei reflui non riutilizzabili;

in data 8 giugno 2010, il Provveditorato alle OOPP autorizzava la gara per l'assegnazione delle operazioni di dragaggio, mediante procedura negoziata ai sensi del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006 ed aggiudicata il 17 giugno alla impresa Nicolaj Srl;

sono seguite riunioni operative tra la Regione Abruzzo, la Provincia di Pescara ed il Provveditorato alle OOPP all'esito delle quali si è concordato di procedere con l'utilizzo di un impianto mobile per il trattamento dei materiali di dragaggio, da ubicarsi all'interno del Porto di Pescara; di ciò il Provveditorato ha dato comunicazione, con nota 30281/282 del 13 luglio 2010, al Servizio gestione rifiuti della regione Abruzzo, individuando, nel contempo, l'impianto;

seguiva uno scambio di note tra la regione Abruzzo ed il Provveditorato alle OOPP in relazione anche ai tempi di rilascio della prevista valutazione di impatto ambientale (VIA), tanto che il Servizio gestione rifiuti della regione Abruzzo, in data 29 luglio 2010, prot. 145929, comunicava alla impresa aggiudicataria la necessità di integrare, con ulteriore documentazione, la dichiarazione di inizio attività;

successivamente, la stessa impresa chiedeva l'autorizzazione ad effettuare il prelievo di un campione per nuove analisi, al fine della ottimizzazione del macchinario necessario al trattamento, cosa che fu autorizzata dal Provveditorato alle OOPP, purché la campionatura fosse effettuata alla presenza dell'ARTA Abruzzo e della Direzione marittima di Pescara;

il 10 novembre 2010 la regione Abruzzo trasmetteva parere favorevole per la VIA, escludendo, ovviamente, l'impianto mobile per il trattamento, il cui nulla osta deve essere emesso dal Servizio gestione rifiuti della stessa Regione;

appare singolare che in data 10 novembre 2010, la campionatura, richiesta ed autorizzata all'impresa Nicolaj abbia fornito un risultato completamente opposto rispetto a quello ottenuto dall'ARTA Abruzzo, tanto che da una certificazione della presenza dell'80 per cento di sabbia nei materiali di dragaggio, si è passati ad una percentuale di solo il 10 per cento;

un tale risultato ha obbligato l'impresa aggiudicataria a richiedere un macchinario totalmente ricalibrato, a mezzo di strutture che risultavano stoccate presso il cantiere navale di Anversa in Belgio, da cui è stato poi trasferito al porto di Pescara, con le conseguenze immaginabili in termini di disagi, ritardi, spese e difficoltà burocratiche;

il Provveditorato, quindi, ha redatto una perizia di variante tecnica, senza aumento di spesa, con il che risulta che i maggiori oneri per la mobilitazione dell'impianto dal Belgio a Pescara e della necessità di trattare la quasi totalità del materiale dragato (e non più solo il 20 per cento dello stesso) ha comportato una diminuzione insostenibile, all'interno delle somme stanziate, degli importi destinati alla lavorazione, incidendo ovviamente sulla quantità di materiale da dragarsi, con una riduzione da 9.000 metri cubi a 2.000 metri cubi;

in data 13 gennaio 2011, la Capitaneria di porto di Pescara inviava una comunicazione al Provveditorato alle OOPP, alla Regione ed agli altri Enti territoriali competenti contenente i risultati di una rilevazione, da cui si evince che il dragaggio di circa 2000 mc di materiale non apporterà che benefici molto limitati, atteso che il fiume riversa in mare circa 10 milioni di tonnellate di sedimenti l'anno;

a questa seguivano altre comunicazioni, ivi comprese le richieste da parte delle associazioni ed organizzazioni del settore della pesca e del commercio di Pescara, con le quali esse hanno richiesto interventi definitivi ed urgenti per la soluzione del problema, stante il pressoché totale azzeramento, allo stato attuale delle cose, dei traffici marittimi;

seguivano, inoltre, ulteriori appelli, in particolare da parte del Sindaco, il quale chiedeva, in più occasioni, lo stanziamento di fondi finalmente adeguati alla soluzione del problema, a cui il Provveditorato OOPP rispondeva in data 20 gennaio 2011 con la conferma del reperimento, peraltro faticoso, di 1.900.000 euro ;

in data 2 febbraio 2011, il Sindaco scriveva al Provveditorato delle OO.PP. segnalando la assoluta necessità ed urgenza degli interventi necessari, con carattere di continuità anche attraverso l'utilizzo dell'indicato finanziamento di 1.900.000 euro che consentirebbe di riportare i fondali ad una profondità adeguata. Il Sindaco, inoltre, faceva presente il surriscaldamento del clima sociale in città, in considerazione della grandissima importanza che riveste nell'economia cittadina la transitabilità del fiume, vera e propria arteria non solo cittadina oltre che ricovero per la flotta peschereccia e commerciale;

la regione Abruzzo, a seguito di apposita riunione e di esplicita richiesta del primo cittadino, in data 21 gennaio ha riconosciuto lo stato di emergenza per il porto di Pescara;

il 3 febbraio 2011 il Provveditorato alle OOPP inviava all'ARTA Abruzzo una richiesta di preventivi per la caratterizzazione dei materiali da dragare con la previsione del trattamento di circa 80.000 metri quadrati di materiale, chiedendo, il 4 febbraio, alla Regione Abruzzo, di assicurare la disponibilità della somma indicata di 2 milioni di euro;

nella stessa data, l'impresa comunicava che l'impianto mobile del trattamento dei materiali sarebbe stato pronto ad operare il 7 febbraio,;

veniva completata, intanto, la prima tranche dei lavori, relativa ai 2.000 metri cubi precedentemente indicati, a seguito della qual cosa l'impresa appaltatrice non procedeva alla seconda fase delle operazioni di dragaggio, circostanza della quale il Sindaco, in data 28 marzo 2011, dava comunicazione a tutti gli enti competenti; in quella stessa data, il Provveditorato alle OOPP rispondeva con una comunicazione nella quale, pur riconoscendone l'apporto costruttivo unitamente a quello del Prefetto di Pescara, rivendicava la unicità decisionale dello stesso Provveditorato, sottolineando che la situazione di emergenza era "generata da fattori che a tutti possono essere attribuiti ma non certo al Provveditorato";

in data 23 marzo la Protezione civile della regione Abruzzo comunicava alla ditta appaltatrice che il cronoprogramma da questa inviato, che prevede la escavazione di 9.000 metri quadrati entro il termine del 9 maggio 2011 ed ulteriori e definitivi 10.000 metri cubi dal 10 maggio al 30 giugno 2011, poteva essere attivato solo a seguito di apposita verifica di assoggettabilità ambientale (VIA) da determinarsi anche a seguito di pareri tecnici dell'ARTA Abruzzo;

in data 4 aprile 2011 il Direttore dello sportello ambientale della regione Abruzzo trasmetteva copia della VIA relativa alla prosecuzione dell'attività con relativo parere favorevole, ma con la prescrizione di un monitoraggio da concordarsi con l'ARTA Abruzzo;

in data 5 aprile, infine, il Sindaco di Pescara comunicava al Provveditorato OOPP ed agli altri enti competenti, che la seconda parte dell'appalto dei lavori di dragaggio del porto e relativo alla rimozione di 17.000 metri cubi di materiale, per il detto importo di 1,9 milioni di euro, era stato scisso in due tranche, delle quali la prima, relativa a 7000 metri cubi, ha già avuto il rilascio, come detto, della VIA. Per quanto riguarda invece la seconda parte degli interventi per 10.000 mc, il Sindaco sottolineava la "prescrizione" per la cui effettuazione è necessario concordare tempi e modi con l'ARTA Abruzzo, con ciò sollecitando interventi immediati e continuativi per la risoluzione definitiva del problema;

in data 18 aprile, sono comparse su tutti i giornali locali notizie estremamente allarmanti circa la decisione degli armatori dei pescherecci di Pescara di trasferirsi in altri porti a causa della situazione del fiume Pescara ormai pressoché impraticabile, che si è tradotta, per lo stesso 18 aprile, in una manifestazione, ancorché strumentale, delle opposizioni in Consiglio comunale, le quali hanno occupato l'aula consiliare; ciò è sintomo, al di là dello sciacallaggio dell'operazione politica, di un clima di enorme tensione che attraversa tutti gli strati della popolazione pescarese,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione sopra illustrata, delle conseguenze fortemente negative che già si sono determinate e delle ulteriori che prevedibilmente si determineranno a breve a seguito del mancato dragaggio del fiume;

se non ritengano necessario ed urgente un intervento immediato e straordinario per ora diretto a restituire al fiume Pescara una piena agibilità e, nel prosieguo, a verificare le cause che hanno portato alla situazione attuale con la previsione di interventi strutturali, in primis sulla cosiddetta diga foranea che è universalmente ritenuta la causa principale delle alterazioni che si sono verificate in questo ultimo decennio;

se non sia altresì indispensabile, non potendo l'intervento limitarsi alla rimozione dei primi 2.000 metri cubi di materiale, l'emanazione di una apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, per iniziative del Capo della Protezione civile, che preveda l'estensione dei poteri attribuiti al commissario straordinario per il Bacino Aterno Pescara, dottor Adriano Goio, anche alla gestione degli interventi per il dragaggio del porto canale di Pescara, con previsione di un adeguato incremento di risorse oltre quelle attualmente esistenti per il dragaggio (2 milioni di euro stanziati dalla Regione ed ulteriori 1,9 milioni di euro erogabili dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell'economia e delle finanze) al fine di dare inizio anche agli interventi strutturali.

(3-02105)