Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 545 del 20/04/2011


Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, recante disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonché per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo (2665)

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE

Art. 1.

    1. È convertito in legge il decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, recante disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonché per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo.

    2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

ARTICOLO 5 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 5.

(Sospensione dell'efficacia di disposizioni del decreto legislativo n. 31 del 2010)

        1. Allo scopo di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, per un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto resta sospesa l'efficacia delle disposizioni degli articoli da 3 a 24, 30, comma 2, 31 e 32 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31.

        2. In deroga a quanto disposto dal comma 1, la sospensione dell'efficacia non si applica alle disposizioni individuate nel medesimo comma nelle parti in cui si riferiscono alla localizzazione, costruzione ed esercizio del Parco tecnologico e del deposito nazionale.

EMENDAMENTI

5.1

DELLA SETA, FERRANTE, BUBBICO, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, DELLA MONICA, VITA, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 5. - (Abrogazione del decreto legislativo n. 31 del 2010). - 1. È abrogato il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31».

5.301

MOLINARI, RUTELLI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 5.

(Abrogazioni)

        1. È abrogato il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31.».

5.800 testo corretto/100

BELISARIO, MASCITELLI, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

All'emendamento 5.800 (testo corretto), sostituire il comma 1, con il seguente:

        «1. Al fine di garantire la sicurezza ambientale e delle popolazioni, il nucleare è escluso dalle fonti di produzione di energia».

        Conseguentemente, al comma 8, dopo le parole: «adotta la Strategia energetica nazionale che», inserire le seguenti: «in ogni caso, non contempla la realizzazione di nuovi impianti nucleari e», indi, al secondo periodo, dopo le parole: «Nella definizione della Strategia», inserire le seguenti: «che in ogni caso esclude la realizzazione di nuovi impianti nucleari,».

5.800 testo corretto/101

BELISARIO, MASCITELLI, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

All'emendamento 5.800 (testo corretto), al comma 1, sopprimere le parole da:«Al fine» fino a: «Unione europea».

5.800 testo corretto/102

BELISARIO, MASCITELLI, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

All'emendamento 5.800 (testo corretto), al comma 1, sostituire le parole: «sono si procede alla definizione e attuazione del», con le seguenti: «è abrogato il».

        Conseguentemente, al comma 8, dopo le parole: «adotta la Strategia energetica nazionale che», inserire le seguenti: «in ogni caso, non contempla la realizzazione di nuovi impianti nucleari e», indi, al secondo periodo, dopo le parole: «Nella definizione della Strategia», inserire le seguenti: «che in ogni caso esclude la realizzazione di nuovi impianti nucleari,».

5.800 testo corretto/103

FERRANTE, BUBBICO, AGOSTINI, DELLA SETA, LEGNINI, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, DELLA MONICA, VITA, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

All'emendamento 5.800 (testo corretto), sostituire il comma 2, con il seguente:

        «2. All'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n, 133, la lettera d) è soppressa».

        Conseguentemente, sopprimere il comma 8.

5.800 testo corretto/104

AGOSTINI, BUBBICO, FERRANTE, LEGNINI, DELLA SETA, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, DELLA MONICA, VITA, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

All'emendamento 5.800 (testo corretto), sopprimere i commi da 3 a 8.

5.800 testo corretto/105

AGOSTINI, BUBBICO, FERRANTE, LEGNINI, DELLA SETA, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, DELLA MONICA, VITA, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

All'emendamento 5.800 (testo corretto), sostituire il comma 3, con il seguente:

        «3. Alla legge 23 luglio 2009, n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) l'articolo 25 è soppresso;

            b) l'articolo 26 è soppresso».

5.800 testo corretto/106

BUBBICO, FERRANTE, AGOSTINI, DELLA SETA, LEGNINI, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, DELLA MONICA, VITA, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

All'emendamento 5.800 (testo corretto), sostituire i commi 5 e 6 con i seguenti:

        «5. Il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, è abrogato.

        6. Il decreto legislativo 23 marzo 2011, n. 41, è abrogato».

        Conseguentemente, sopprimere il comma 7.

5.800 testo corretto/107

BELISARIO, MASCITELLI, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

All'emendamento 5.800 (testo corretto), al comma 5, dopo la lettera j), inserire la seguente:

            «j-bis) all'articolo 27, comma 11, del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, al primo periodo, dopo le parole: "parere vincolante dell'Agenzia", inserire le seguenti: "previa acquisizione del parere obbligatorio e vincolante della Regione sul cui territorio ricade la proposta di localizzazione del sito e d'intesa con gli enti locali interessati,"».

5.800 testo corretto/108

ZANETTA, PICHETTO FRATIN, FLUTTERO

All'emendamento 5.800 (testo corretto), dopo il comma 5, inserire il seguente:

        «5-bis. L'articolo 1, comma 298, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è sostituito dal seguente:

        "298. A decorrere dal 1º gennaio 2011 è assicurato un gettito annuo pari a 100 milioni di euro mediante il versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una quota di pari importo a valere sulle entrate derivanti dalla componente tariffaria A2 sul prezzo dell'energia elettrica, definito ai sensi dell'articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 18 febbraio 2003, n. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2003, n. 83. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas, sono stabiliti modalità e termini per il versamento di cui al presente comma"».

5.800 testo corretto/109

ZANETTA, PICHETTO FRATIN, FLUTTERO

All'emendamento 5.800 (testo corretto), dopo il comma 5, inserire il seguente:

        «5-bis. Le somme erogate ai sensi dell'articolo 4, comma 1 del decreto legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito con modificazioni dalla legge 24 dicembre 2003 n. 368 e le relative spese di parte corrente e in conto capitale non sono conteggiate per l'anno 2011 ai fini di quanto previsto dall'articolo 1, comma 88 della legge 13 dicembre 2010 n. 220. All'onere derivante dall'attuazione della presente comma, pari a 5 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione l'utilizzo del fondo di riserva per le spese impreviste, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze».

5.800 testo corretto/110

MASCITELLI, GIAMBRONE

All'emendamento, 5.800 (testo corretto), al comma 8, sostituire le parole: «Entro dodici mesi», con le seguenti: «Entro novanta giorni».

5.800 testo corretto/111

RUTELLI, MOLINARI, BAIO, BRUNO, MILANA, RUSSO

Al comma 8 sostituire le parole: «Adotta la strategia energetica nazionale» con le seguenti: «approva un disegno di legge da sottoporre all'approvazione delle Camere contenente la strategia energetica nazionale».

5.800 testo corretto/112

BELISARIO, MASCITELLI, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

All'emendamento 5.800 (testo corretto), al comma 8, dopo le parole: «adotta la Strategia energetica nazionale che», inserire le seguenti: «in ogni caso, non contempla la realizzazione di nuovi impianti nucleari e».

5.800 testo corretto/113

BELISARIO, MASCITELLI, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

All'emendamento 5.800 (testo corretto), al comma 8, dopo le parole: «diversificazione delle fonti energetiche», inserire le seguenti: «con esclusione dell'energia da fonte nucleare,».

5.800 testo corretto/114

BELISARIO, MASCITELLI, GIAMBRONE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

All'emendamento, 5.800 (testo corretto), al comma 8, al secondo periodo, dopo le parole: «Nella definizione della Strategia», inserire le seguenti: «che in ogni caso esclude la realizzazione di nuovi impianti nucleari,».

5.800

IL GOVERNO

V. testo corretto

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 5.

(Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari)

        1. Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.

        2. L'articolo 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 è abrogato.

        3. Alla legge 23 luglio 2009, n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 25, comma 1, sono soppresse le parole: "della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare," ed è soppresso l'ultimo periodo;

            b) all'articolo 25, comma 2, lettera c), sono soppresse le parole: ", con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali";

            c) all'articolo 25, comma 2, lettera d), sono soppresse le parole: "che i titolari di autorizzazioni di attività devono adottare";

            d) all'articolo 25, comma 2, lettera g), le parole: "la costruzione e l'esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento" sono sostituite dalle seguenti: "la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o lo smantellamento";

            e) all'articolo 25, comma 2, è soppressa la lettera i);

            f) all'articolo 25, comma 2, lettera l), sono soppresse le parole: "gli oneri relativi ai" e le parole: "a titolo oneroso a carico degli esercenti le attività nucleari e possano essere";

            g) all'articolo 25, comma 2, è soppressa la lettera n);

            h) all'articolo 25, comma 2, la lettera o) è sostituita dalla seguente:

                "o) previsione di opportune forme di informazione per le popolazioni e in particolare per quelle coinvolte;

            i) all'articolo 25, comma 2, è soppressa la lettera q);

            j) all'articolo 25 sono abrogati i commi 3 e 4;

            k) è abrogato l'articolo 26;

            l) all'articolo 29, comma 1, sono soppresse le parole: "gli impieghi pacifici dell'energia nucleare,", le parole: "sia da impianti di produzione di elettricità sia" e le parole: "costruzione, l'esercizio e la";

            m) all'articolo 29, comma 4, sono soppresse le parole: "nell'ambito di priorità e indirizzi di politica energetica nazionale e";

            n) all'articolo 29, comma 5, lettera c), sono soppresse le parole: "sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,";

            o) all'articolo 29, comma 5, lettera e), sono soppresse le parole: "del progetto, della costruzione e dell'esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,";

            p) all'articolo 29, comma 5, lettera g), sono soppresse le parole: ", diffidare i titolari delle autorizzazioni", le parole: "da parte dei medesimi soggetti", le parole: "di cui alle autorizzazioni" e la parola: "medesime";

            q) all'articolo 29, comma 5, è soppressa la lettera h);

            r) all'articolo 29, comma 5, lettera i), sono soppresse le parole: "all'esercizio o".

        4. All'articolo 133, comma 1, lettera o) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono soppresse le parole: "ivi comprese quelle inerenti l'energia di fonte nucleare".

        5. Al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) l'articolo 1 è sostituito dal seguente:

        "Art. 1. - (Oggetto). - 1. Con il presente decreto si disciplinano:

            a) la localizzazione del Deposito nazionale, incluso in un Parco Tecnologico comprensivo di un Centro di studi e sperimentazione, destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi provenienti da attività pregresse di impianti nucleari e similari, nel territorio nazionale;

            b) le procedure autorizzative per la costruzione e l'esercizio del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico;

            c) i benefici economici relativi alle attività di esercizio del Deposito nazionale, da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati.";

            b) l'articolo 2 è sostituito dal seguente:

        "Art. 2. - (Definizioni). - 1. Fatte salve le definizioni di cui alla legge 31 dicembre 1962, n. 1860, e al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, ai fini del presente decreto si definisce:

            a) "Agenzia": l'Agenzia per la sicurezza nucleare di cui all'articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99;

            b) "Conferenza unificata": la Conferenza prevista all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni;

            c) "AIEA": l'Agenzia internazionale per l'energia atomica delle Nazioni Unite, con sede a Vienna;

            d) "AEN-OCSE": l'Agenzia per l'energia nucleare presso l'OCSE, con sede a Parigi;

            e) "Deposito nazionale": il deposito nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività, derivanti da attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie e dalla pregressa gestione di impianti nucleari, e all'immagazzinamento, a titolo provvisorio di lunga durata, dei rifiuti ad alta attività e del combustibile irraggiato provenienti dalla pregressa gestione di impianti nucleari;

            f) decommissioning: l'insieme delle azioni pianificate, tecniche e gestionali, da effettuare su un impianto nucleare a seguito del suo definitivo spegnimento o della cessazione definitiva dell'esercizio, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e di protezione dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, sino allo smantellamento finale o comunque al rilascio del sito esente da vincoli di natura radiologica.";

            c) l'articolo 3 è sostituito dal seguente:

        "Art. 3. - (Documento programmatico). - 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, che può avvalersi dell'Agenzia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono stabiliti gli indirizzi in materia di gestione dei rifiuti radioattivi e di decommissioning degli impianti dismessi.";

            d) sono abrogati gli articoli da 4 a 24;

            e) all'articolo 26, comma 1, l'alinea è sostituito dal seguente: "1. La Sogin S.p.A. è il soggetto responsabile degli impianti a fine vita, del mantenimento in sicurezza degli stessi, nonché della realizzazione e dell'esercizio del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico di cui all'articolo 25, comprendente anche il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. A tal fine:";

            f) all'articolo 26, comma 1, lettera d), sono soppresse le parole: "riceve dagli operatori interessati al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all'articolo 27, con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e finanze, ed" e le parole: ", calcolate ai sensi dell'articolo 29 del presente decreto legislativo";

            g) all'articolo 26, comma 1, lettera e), sono soppresse le parole: ", al fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti";

            h) all'articolo 27, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        "1. La Sogin S.p.A., tenendo conto dei criteri indicati dall'AIEA e dall'Agenzia definisce una proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del Parco Tecnologico, proponendone contestualmente un ordine di idoneità sulla base di caratteristiche tecniche e socio-ambientali delle suddette aree, nonché un progetto preliminare per la realizzazione del Parco stesso.";

            i) all'articolo 27, comma 4, sono soppresse le parole: ", comma 2";

            j) all'articolo 27, comma 10, sono soppresse le parole: "Si applica quanto previsto dall'articolo 12.";

            k) è abrogato l'articolo 29;

            l) all'articolo 30, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        "1. Al fine di massimizzare le ricadute socioeconomiche, occupazionali e culturali conseguenti alla realizzazione del Parco Tecnologico, è riconosciuto al territorio circostante il relativo sito un contributo di natura economica. Il contributo di cui al presente comma è destinato per il 10 per cento alla Provincia o alle Province nel cui territorio è ubicato l'impianto, per il 55 per cento al comune o ai comuni nel cui territorio è ubicato l'impianto e per il 35 per cento ai comuni limitrofi, intesi come quelli il cui territorio ricada in tutto o in parte all'interno di un'area compresa nei 25 km dal centro dell'edificio Deposito.";

            m) all'articolo 30, sono abrogati i commi 2 e 3;

            n) sono abrogati gli articoli da 31 a 34;

            r) l'articolo 35 è sostituito dal seguente:

        "Articolo 35. - (Abrogazioni). - 1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) articoli 8 e 9 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230;

            b) articolo 1, comma 100, della legge 23 agosto 2004, n. 239.";

            s) nel titolo del decreto legislativo sono soppresse le parole: "della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare," e le parole: "e campagne informative al pubblico".

        6. Al decreto legislativo 23 marzo 2011, n. 41, sono abrogati gli articoli da 1 a 23,25,26, comma 1, 28, 29, comma 1, lettera a), 30, 31, 32, comma 1, lettera c).

        7. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, come modificato dal comma 5 del presente articolo, è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

        8. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la Strategia energetica nazionale, che individua le priorità e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell'Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali».

5.800 (testo corretto)

IL GOVERNO

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 5.

(Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari)

        1. Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.

        2. L'articolo 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è abrogato.

        3. Alla legge 23 luglio 2009, n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 25, comma 1, nel primo periodo, sono soppresse le parole: "della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare," ed è soppresso l'ultimo periodo;

            b) all'articolo 25, comma 2, lettera c), sono soppresse le parole: ", con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali";

            c) all'articolo 25, comma 2, lettera d), sono soppresse le parole: "che i titolari di autorizzazioni di attività devono adottare";

            d) all'articolo 25, comma 2, lettera g), le parole: "la costruzione e l'esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento" sono sostituite dalle seguenti: "la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o lo smantellamento";

            e) all'articolo 25, comma 2, la lettera i) è abrogata;

            f) all'articolo 25, comma 2, lettera l), sono soppresse le parole: "gli oneri relativi ai" e le parole: "a titolo oneroso a carico degli esercenti le attività nucleari e possano essere";

            g) all'articolo 25, comma 2, la lettera n) è abrogata;

            h) all'articolo 25, comma 2, la lettera o) è sostituita dalla seguente:

                "o) previsione di opportune forme di informazione per le popolazioni e in particolare per quelle coinvolte;

            i) all'articolo 25, comma 2, la lettera q) è abrogata;

            l) all'articolo 25 i commi 3 e 4 sono abrogati;

            m) l'articolo 26 è abrogato;

            n) all'articolo 29, comma 1, sono soppresse le parole: "gli impieghi pacifici dell'energia nucleare,", le parole: "sia da impianti di produzione di elettricità sia" e le parole: "costruzione, l'esercizio e la";

            o) all'articolo 29, comma 4, sono soppresse le parole: "nell'ambito di priorità e indirizzi di politica energetica nazionale e";

            p) all'articolo 29, comma 5, lettera c), sono soppresse le parole: "sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,";

            q) all'articolo 29, comma 5, lettera e), sono soppresse le parole: "del progetto, della costruzione e dell'esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,";

            r) all'articolo 29, comma 5, lettera g), sono soppresse le parole: ", diffidare i titolari delle autorizzazioni", le parole: "da parte dei medesimi soggetti", le parole: "di cui alle autorizzazioni" e la parola: "medesime";

            s) all'articolo 29, comma 5, la lettera h) è abrogata;

            t) all'articolo 29, comma 5, lettera i), sono soppresse le parole: "all'esercizio o".

        4. All'articolo 133, comma 1, lettera o) del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono soppresse le parole: "ivi comprese quelle inerenti l'energia da fonte nucleare,".

        5. Al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) l'articolo 1 è sostituito dal seguente:

        "Art. 1. - (Oggetto). - 1. Con il presente decreto si disciplinano:

            a) la localizzazione del Deposito nazionale, incluso in un Parco Tecnologico comprensivo di un Centro di studi e sperimentazione, destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi provenienti da attività pregresse di impianti nucleari e similari, nel territorio nazionale;

            b) le procedure autorizzative per la costruzione e l'esercizio del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico;

            c) i benefici economici relativi alle attività di esercizio del Deposito nazionale, da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati.";

            b) l'articolo 2 è sostituito dal seguente:

        "Art. 2. - (Definizioni). - 1. Fatte salve le definizioni di cui alla legge 31 dicembre 1962, n. 1860, e al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, ai fini del presente decreto si definisce:

            a) "Agenzia": l'Agenzia per la sicurezza nucleare di cui all'articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99;

            b) "Conferenza unificata": la Conferenza prevista all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni;

            c) "AIEA": l'Agenzia internazionale per l'energia atomica delle Nazioni Unite, con sede a Vienna;

            d) "AEN-OCSE": l'Agenzia per l'energia nucleare presso l'OCSE, con sede a Parigi;

            e) "Deposito nazionale": il deposito nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività, derivanti da attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie e dalla pregressa gestione di impianti nucleari, e all'immagazzinamento, a titolo provvisorio di lunga durata, dei rifiuti ad alta attività e del combustibile irraggiato provenienti dalla pregressa gestione di impianti nucleari;

            f) decommissioning: l'insieme delle azioni pianificate, tecniche e gestionali, da effettuare su un impianto nucleare a seguito del suo definitivo spegnimento o della cessazione definitiva dell'esercizio, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e di protezione dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, fino allo smantellamento finale o comunque al rilascio del sito esente da vincoli di natura radiologica.";

            c) l'articolo 3 è sostituito dal seguente:

        "Art. 3. - (Documento programmatico). - 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, che può avvalersi dell'Agenzia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono stabiliti gli indirizzi in materia di gestione dei rifiuti radioattivi e di decommissioning degli impianti dismessi.";

            d) gli articoli da 4 a 24 sono abrogati;

            e) all'articolo 26, comma 1, l'alinea è sostituito dal seguente: "La Sogin S.p.A. è il soggetto responsabile degli impianti a fine vita, del mantenimento in sicurezza degli stessi, nonché della realizzazione e dell'esercizio del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico di cui all'articolo 25, comprendente anche il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. A tal fine:";

            f) all'articolo 26, comma 1, lettera d), sono soppresse le parole: "riceve dagli operatori interessati al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all'articolo 27, con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e finanze, ed" e le parole: ", calcolate ai sensi dell'articolo 29 del presente decreto legislativo";

            g) all'articolo 26, comma 1, lettera e), sono soppresse le parole: ", al fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti";

            h) all'articolo 27, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        "1. La Sogin S.p.A., tenendo conto dei criteri indicati dall'AIEA e dall'Agenzia definisce una proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del Parco Tecnologico, proponendone contestualmente un ordine di idoneità sulla base di caratteristiche tecniche e socio-ambientali delle suddette aree, nonché un progetto preliminare per la realizzazione del Parco stesso.";

            i) all'articolo 27, comma 4, sono soppresse le parole: ", comma 2";

            l) all'articolo 27, comma 10, sono soppresse le parole: "Si applica quanto previsto dall'articolo 12.";

            m) l'articolo 29 è abrogato;

            n) all'articolo 30, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        "1. Al fine di massimizzare le ricadute socioeconomiche, occupazionali e culturali conseguenti alla realizzazione del Parco Tecnologico, è riconosciuto al territorio circostante il relativo sito un contributo di natura economica. Il contributo di cui al presente comma è destinato per il 10 per cento alla provincia o alle province nel cui territorio è ubicato il sito, per il 55 per cento al comune o ai comuni nel cui territorio è ubicato il sito e per il 35 per cento ai comuni limitrofi, intesi come quelli il cui territorio ricada in tutto o in parte all'interno di un'area compresa nei 25 chilometri dal centro dell'edificio Deposito.";

            o) all'articolo 30, i commi 2 e 3 sono abrogati;

            p) gli articoli da 31 a 34 sono abrogati;

            q) l'articolo 35 è sostituito dal seguente:

        "Art. 35. - (Abrogazioni). - 1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) articoli 8 e 9 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230;

            b) articolo 1, comma 100, della legge 23 agosto 2004, n. 239.";

            r) nel titolo del decreto legislativo sono soppresse le parole: "della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare," e le parole: "e campagne informative al pubblico".

        6. Al decreto legislativo 23 marzo 2011, n. 41, sono abrogati gli articoli da 1 a 23,25,26, comma 1, 28, 29, comma 1, lettera a), 30, 31, 32, comma 1, lettera c).

        7. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, come modificato dal comma 5 del presente articolo, è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

        8. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la Strategia energetica nazionale, che individua le priorità e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell'Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali».

        Conseguentemente, nel titolo del decreto-legge, sostituire le parole: «moratoria nucleare», con le seguenti: «abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari».

5.2

MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 5. - (Abrogazione di norme in materia di nuove centrali per la produzione di energia nucleare). - 1. All'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è soppressa la lettera d).

        2. All'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, al primo periodo, le parole da: "della localizzazione nel territorio" a: "del combustibile nucleare," sono soppresse;

            b) al comma 1 è soppresso l'ultimo periodo;

            c) al comma 2, lettera c), le parole da: ", con oneri a carico delle imprese" alle parole: "utenti finali" sono soppresse;

            d) al comma 2, lettera d), sono soppresse le seguenti parole: "che i titolari di autorizzazioni di attività devono adottare";

            e) al comma 2, lettera g), le parole da: "la costruzione e l'esercizio" a: "di impianti per" sono soppresse;

            f) al comma 2, lettera g), dopo le parole: "dei rifiuti radioattivi o", è soppressa la parola: "per";

            g) al comma 2, è soppressa la lettera i);

            h) al comma 2, lettera l), sono soppresse le seguenti parole: "gli oneri relativi ai";

            i) al comma 2, lettera l), le parole da: "a titolo oneroso" a "possano essere" sono soppresse;

            j) al comma 2, è soppressa la lettera n);

            k) al comma 2, lettera o), dopo le parole: "per le popolazioni" è soppresso il seguente segno di interpunzione: " , ";

            l) al comma 2, lettera o), le parole da: ", al fine di creare le condizioni" a: "gestione degli impianti" sono soppresse;

            m) al comma 2, è soppressa la lettera q);

            n) sono soppressi i commi 3 e 4.

        3. Alla legge 23 luglio 2009, n. 99, l'articolo 26 è soppresso.

        4. All'articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, sopprimere le seguenti parole: "gli impieghi pacifici dell'energia nucleare,";

            b) al comma 1, sopprimere le seguenti parole: "sia da impianti di produzione di elettricità sia";

            c) al comma 1, sopprimere le seguenti parole: "costruzione, l'esercizio e la";

            d) al comma 4, le parole da: "nell'ambito di priorità" a: "energetica nazionale e" sono soppresse;

            e) al comma 5, lettera c), le parole da: "sugli impianti" a: "infrastrutture," sono soppresse;

            f) al comma 5, lettera e), le parole da: "del progetto" a: "pertinenziali, " sono soppresse:

            g) al comma 5, lettera g), al primo periodo, sopprimere le seguenti parole: ", diffidare i titolari delle autorizzazioni";

            h) al comma 5, lettera g), al primo periodo, sopprimere le seguenti parole: "da parte dei medesimi soggetti";

            i) al comma 5, lettera g), al primo periodo, sopprimere le seguenti parole: "di cui alle autorizzazioni";

            j) al comma 5, lettera g), al primo periodo, sopprimere la seguente parola: "medesime";

            k) al comma 5, sopprimere la lettera h);

            l) al comma 5, lettera i), sopprimere le seguenti parole: "all'esercizio o".

        5. All'articolo 133, comma 1, lettera o), del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, le parole da: "ivi comprese" a: "fonte nucleare" sono soppresse.

        6. All'articolo 1 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole da: "della disciplina" a: "combustibile nucleare," sono soppresse;

            b) al comma 1, sopprimere le lettera b) e c);

            c) al comma 1, lettera d), sopprimere le seguenti parole: "e future";

            d) al comma 1, sopprimere le lettere g) e h).

        7. All'articolo 2 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, sopprimere le lettere b), c), e) ed f);

            b) al comma 1, lettera i), le parole da: "dall'esercizio" a: "derivanti" sono soppresse.

        8. All'articolo 3 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, al primo periodo, le parole da: ", con il quale sono delineati" a: "sicurezza nucleare" sono soppresse;

            b) al comma 1, al secondo periodo, le parole da: "la potenza complessiva" a: "da realizzare," sono soppresse;

            c) al comma 1, al secondo periodo, le parole da: "valuta il contributo" a: "diversificazione energetica," sono soppresse;

            d) al comma 1, al secondo periodo, le parole da: ", benefici economici" a: "realizzazione" sono soppresse;

            e) il comma 2 è soppresso:

            f) al comma 3, sopprimere le lettere b), c), d), e), f);

            g) al comma 3, lettera g), sopprimere le seguenti parole: "impianti a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli";

            h) sopprimere le lettere h), i) ed l).

        9. Al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sopprimere gli articoli da 4 a 24.

        10. All'articolo 26 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, al primo periodo, sopprimere le seguenti parole: "della disattivazione";

            b) al comma 1, al secondo periodo, lettera d), le parole da: "riceve dagli operatori" a: " il Ministero dell'economia e finanze, ed" sono soppresse;

            c) al comma 1, al secondo periodo, lettera d), sopprimere le seguenti parole: ", calcolate ai sensi dell'art. 29 del presente decreto legislativo";

            d) al comma 1, al secondo periodo, lettera e), le parole da: " , al fine di" a: " gestione degli impianti" sono soppresse.

        11. All'articolo 27 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole da: "e sulla base delle valutazioni " a: "di cui all'art. 9" sono soppresse;

            b) al comma 4, sopprimere le seguenti parole: ", comma 2";

            c) al comma 10, sopprimere il secondo periodo.

        12. Al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, l'articolo 29 è soppresso.

        13. All'articolo 30 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, sopprimere le parole da: " riferito ai rifiuti radioattivi" fino alla fine del periodo;

            b) sopprimere i commi 2 e 3.

        14. Al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, l'articolo 31 è soppresso.

        15. Al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, l'articolo 32 è soppresso.

        16. Al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, l'articolo 33 è soppresso.

        17. Al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, l'articolo 34 è soppresso.

        18. All'articolo 35 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, il primo comma è soppresso».

        Conseguentemente, al titolo del disegno di legge di conversione del decreto-legge, sostituire le parole: «moratoria nucleare» con le seguenti: «abrogazione di norme in materia di nuove centrali per la produzione di energia nucleare».

5.300

RUTELLI, MOLINARI, BRUNO, BAIO, RUSSO, MILANA

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 5.

        3. Sono abrogate le seguenti norme:

            a) articolo 7, comma 1, lettera d) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

            b) legge 23 luglio 2009, n. 99, limitatamente alle seguenti parti:

                1) art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: "della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,";

                2) art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: "Con i medesimi decreti sono altresì stabiliti le procedure autorizzative e, i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti dì cui al primo periodo.";

                3) art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: ", con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali";

                4) art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: "che i titolari di autorizzazioni di attività devono adottare";

                5) art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: "la costruzione e l'esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per";

                6) art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella "per" che segue e parole "di rifiuto radioattivi o";

                7) art. 25, comma 2, lettera 1);

                8) art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: "gli oneri relativi ai";

                9) art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: "a titolo oneroso a carico degli esercenti le attività nucleari e possano essere1;

                10) art, 25, comma 2, lettera n);

                11) art, 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole "per le popolazioni";

                12) art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: ", al fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti";

                13) art. 25, comma 2, lettera q);

                14) art, 25, comma 3;

                15) art. 25, comma 4;

                16) art. 26;

                17) art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "gli impieghi pacifici dell'energia nucleare,";

                18) art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "sia da impianti di produzione di elettricità sia";

                19) art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: "costruzione, l'esercizio e la";

                20) art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: "nell'ambito di priorità e indirizzi di politica energetica nazionale e";

                21) art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: "sugli impianti nucleari nazionali e loto infrastrutture,";

                22) art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: "del progetto, della costruzione e dell'esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,";

                23) art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: ", diffidare i titolari delle autorizzazioni";

                24) art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: "da parte dei medesimi soggetti";

                25) art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: "di cui alle autorizzazioni";

                26) art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: "medesime";

                27) art. 29, comma 5, lettera h);

                28) art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: "all'esercizio o";

            c) art. 133, comma ", lettera o) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, limitatamente alle parole «"ivi comprese quelle inerenti l'energia di fonte nucleare";

            d) decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, limitatamente alle seguenti parti:

                1) il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: "della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,";

                2) il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: "e campagne informative al pubblico";

                3) art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: "della disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,";

                4) art. 1, comma 1, lettera a);

                5) art. 1, comma 1, lettera b);

                6) art. 1, comma 1, lettera c);

                7) art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: "e future";

                8) art. 1, comma 1, lettera g);

                9) art. 1, comma 1) lettera h);

                10) art. 2, comma 1, lettera b);

                11) art. 2, comma 1, lettera c);

                12) art. 2, comma 1, lettera e);

                13) art. 2, comma 1, lettera f);

                14) art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: "dall'esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti";

                15) art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: ", con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza nucleare";

                16) art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: "la potenza complessiva ed i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio degli impianti nucleari da realizzare,";

                17) art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: "valuta il contributo dell'energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione energetica";

                18) art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: ", benefici economici e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione";

                19) art. 3, comma 2;

                20) art. 3, comma 3, lettera a);

                21) art. 3, comma 3, lettera b);

                22) art. 3, comma 3, lettera c);

                23) art. 3, comma 3, lettera d);

                24) art. 3, comma 3, lettera e);

                25) art. 3, comma 3, lettera f);

                26) art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: "impianti a fine vita, per innovi insediamenti e per gli";

                27) art. 3, comma 3, lettera h);

                28) art. 3, comma 3, lettera i);

                29) art. 3, comma 3, lettera l);

                30) articoli da 4 a 24;

                31) art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: "della disattivazione";

                32) art. 6, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: "riceve dagli operatori interessati al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all'art. 27, con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con Ministero dell'economia e finanze, ed";

                33) art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: ", calcolate ai sensi dell'art. 29 del presente decreto legislativo";

                34) art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: ", al fine di creare le condizioni idonee per l'esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti";

                35) art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: "e sulla base delle valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all'art. 9";

                36) art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: ", comma 2";

                37) art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: "Si applica quanto previsto dall'art. 12";

                38) art. 29;

                39) art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: "riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo ed uno riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate da norme precedenti";

                40) art. 30, comma 2;

                41) art. 30, comma 3;

                42) articoli da 31 a 34;

                43) art. 35, comma 1».

5.3

DELLA SETA, FERRANTE, BUBBICO, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, DELLA MONICA, VITA, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Al comma 1, sostituire le parole: «per un anno» con le seguenti: «per dieci anni».

5.302

PISTORIO

Al comma 1, sostituire le parole: «per un anno» con le seguenti: «per dieci anni».

5.4

DELLA SETA, FERRANTE, BUBBICO, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, DELLA MONICA, VITA, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Al comma 1, sostituire le parole: «a 24, 30, comma 2, 31 e 32» con le seguenti: «a 30».

        Conseguentemente, sopprimere il comma 2.

5.5

DELLA SETA, FERRANTE, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, MONGIELLO

Al comma 1, sostituire le parole: «a 24, 30, comma 2, 31 e 32» con le seguenti: «a 21, 23, 24, 30, comma 2, 31 e 32».

5.6

DELLA SETA, FERRANTE, BUBBICO, DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Al comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: «L'adozione della strategia nucleare e tutti gli atti conseguenti di cui ai detti articoli resta in ogni caso subordinata alle conclusioni della Conferenza nazionale dell'energia e dell'ambiente, di cui all'articolo 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che dovrà definire le strategie per assicurare la realizzazione di un sistema di approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile ed economicamente vantaggioso».

5.7

MUSSO, GALIOTO, D'ALIA

Sostituire il comma 2 con i seguenti:

        «2. In deroga a quanto disposto dal comma 1, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, che si avvale dell'Agenzia di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, con decreto da emanare di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nonché per gli aspetti di rispettiva competenza con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed il Ministro della salute, adotta un documento programmatico che indica:

            a) gli interventi in materia di ricerca e formazione, riduzione delle emissioni inquinanti ed emissioni di gas ad effetto serra, da conseguire mediante le attività del Centro di studi e sperimentazione connesso al Parco tecnologico di cui all'articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, da finanziare a valere sulle risorse di cui all'articolo 5 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368;

            b) gli indirizzi in materia di gestione dei rifiuti radioattivi e di decommissioning degli impianti dismessi, da conferire al deposito nazionale di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31.

        2-bis. Le caratteristiche delle aree idonee alla localizzazione del Parco Tecnologico di cm all'articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, sono individuate secondo i criteri tecnici, in linea con le migliori pratiche internazionali, atti ad assicurare adeguati livelli di sicurezza a tutela della salute della popolazione e della protezione dell'ambiente, oltre quanto previsto dalle vigenti disposizioni in materia. Entro sessanta giorni dall'adozione del documento programmatico di cui al comma 2, il Ministro dello sviluppo economico, con uno o più decreti da emanare di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro per i beni e le attività culturali, definisce, su proposta dell'Agenzia di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, formulata entro trenta giorni dall'adozione del suddetto documento programmatico, in coerenza con lo stesso e sulla base dei contributi e dei dati tecnico-scientifici predisposti da enti pubblici di ricerca, ivi inclusi l'ISPRA, l'ENEA e le università che si esprimono entro lo stesso termine, uno schema di parametri esplicativi dei criteri tecnici, con particolare riferimento ai seguenti profili:

            a) popolazione e fattori socio-economici;

            b) idrologia e risorse idriche;

            c) fattori meteorologici;

            d) biodiversità;

            e) geofisica e geologia;

            f) valore paesaggistico;

            g) valore architettonico-storico;

            h) accessibilità;

            i) sismo-tettonica;

            l) distanza da aree abitate e da infrastrutture di trasporto;

            m) strategicità dell'area per il sistema energetico e caratteristiche della rete elettrica;

            n) rischi potenziali indotti da attività umane nel territorio circostante.

        2-ter. I parametri tecnici ai sensi del comma 2-bis per la localizzazione del Parco tecnologico sono soggetti alle procedure di valutazione ambientale strategica, ai sensi e per gli effetti di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, nonché al rispetto del principio di giustificazione di cui ai commi l e 2 dell'articolo 2 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, di recepimento della direttiva 96/26/EURATOM del Consiglio, del 13 maggio 1996. Il Ministero dello sviluppo economico trasmette al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare la documentazione necessaria per l'avvio della procedura di valutazione ambientale strategica entro tre mesi dalla emanazione del decreto di cui al comma 2-bis. Entro quindici giorni dalla conclusione della procedura di valutazione ambientale strategica, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare trasmette al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il parere motivato, adottato di concerto, per gli aspetti di competenza, con il Ministero per i beni e le attività culturali.

        2-quater. Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per le parti di rispettiva competenza, sono adeguati, entro trenta giorni dal ricevimento del parere di cui al comma 2-ter, i parametri di cui comma 2-bis secondo le conclusioni della valutazione ambientai e strategica. Gli atti così adeguati sono sottoposti entro quindici giorni all'approvazione del Consiglio dei ministri. I testi approvati sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

        2-quinquies. Ai fini del presente articolo si definisce «decommissioning» l'insieme delle azioni pianificate, tecniche e gestionali, da effettuare su un impianto nucleare a seguito del suo definitivo spegnimento o della cessazione definitiva dell'esercizio, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e di protezione dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, sino allo smantellamento finale o comunque al rilascio del sito esente da vincoli di natura radiologica. Il conferimento al deposito nazionale di cui all'articolo 2, comma l, lettera i), del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, è disciplinato dal titolo III del citato decreto, nonché dai commi successivi.

        2-sexies. All'attività di decommissioning degli impianti contenenti i rifiuti radioattivi derivanti da attività già esaurite al momento dell'entrata in vigore della presente legge, attende la Sogin S.p.A., in coerenza con gli scopi statutari e con le vigenti disposizioni in materia. La Sogin S.p.A. prende in carico la gestione in sicurezza del medesimo impianto e svolge tutte le attività relative al decommissioning dell'impianto stesso fino al rilascio del sito per altri usi, secondo gli indirizzi formulati ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.

        2-septies. I pareri riguardanti i progetti di cui agli articoli 55, 56 e 57 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, già presentati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto da almeno ventiquattro mesi, sono rilasciati dalle Autorità competenti entro centottanta giorni dalla suddetta data. Qualora tali pareri non vengano rilasciati entro il termine di cui al periodo precedente, il Ministero dello sviluppo economico convoca una conferenza di servizi, che si svolge secondo le modalità degli articoli 14-ter e 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di rilasciare le relative autorizzazioni entro i successivi centottanta giorni. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la Sogin S.p.A. segnala al Ministero dello sviluppo economico e alle autorità competenti, nell'ambito delle attività richieste ai sensi dell'articolo 6 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860, e del comma 1-bis dell'articolo 148 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, eventuali priorità per l'ottenimento delle relative autorizzazioni, secondo un criterio di efficienza realizzativa. Qualora, entro novanta giorni dall'avvenuta segnalazione, le autorità competenti non rilascino i pareri riguardanti le suddette attività, il Ministero dello sviluppo economico avvia il procedimento unico di cui all'articolo 25, comma 2, lettera h), della legge 23 luglio 2009, n. 99, che si conclude entro i successivi novanta giorni.

        2-octies. Nella Regione in cui è situato il sito prescelto per la realizzazione del deposito nazionale, è istituito un "Comitato di confronto e trasparenza", senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, finalizzato a garantire alla popolazione l'informazione, il monitoraggio ed il confronto pubblico sull'attività concernente il decommissioning del relativo impianto nucleare, nonché sulle misure adottate per garantire la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e la salvaguardia dell'ambiente. Ai fini di cui al primo periodo, la Sogin S.p.A. è tenuta a corrispondere alle richieste del Comitato di confronto e trasparenza, fornendo allo stesso tutte le informazioni ed i dati richiesti, ad eccezione delle informazioni commerciali sensibili e di quelle relative alle misure di protezione fisica dell'impianto nucleare. Chiunque sia interessato ad ottenere informazioni sulle misure adottate per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, la prevenzione o la riduzione dei rischi e delle esposizioni, può rivolgersi al Comitato di confronto e trasparenza il quale è tenuto a comunicare le informazioni in suo possesso o acquisite all'uopo dalla Sogin S.p.A..

        2-novies. Il Comitato di confronto e trasparenza, costituito con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con oneri a carico dell'operatore, è composto da:

            a) il Presidente della Regione interessata o suo delegato, che svolge le funzioni di presidente del Comitato;

            b) il Presidente della Provincia interessata o suo delegato;

            c) il Sindaco del Comune o dei Comuni il cui territorio è interessato dalla realizzazione del deposito nonché i Sindaci dei Comuni limitrofi, intesi come quelli la cui superficie ricada in tutto o in parte all'interno di un'area compresa nei 25 km dal centro del deposito;

            d) il Prefetto o suo delegato;

            e) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico;

            j) un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

            g) un rappresentante del Ministero dell'istruzione, della ricerca e dell'università;

            h) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

            i) un rappresentante dell'ARPA della Regione interessata;

            l) un rappresentante dell'Agenzia;

            m) un rappresentante della Sogin S.p.A.

            n) un rappresentante dell'associazione ambientalista maggiormente rappresentativa a livello regionale;

            o) un rappresentante dell'imprenditoria locale indicato dall'associazione di categoria maggiormente rappresentativa a livello regionale;

            p) un rappresentante dell'organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa a livello regionale;

            q) un esperto qualificato di radioprotezione designato dall'Agenzia.

        2-decies. I componenti del Comitato durano in carica cinque anni, salvo quelli che sono tali in forza di una carica elettiva, che mantengono la funzione per tutta la durata di quest'ultima. Il Comitato di confronto e trasparenza è convocato in via ordinaria dal Presidente con frequenza almeno annuale ovvero ogni qual volta se ne ravvisi la necessità o l'opportunità; il Comitato opera senza corresponsione di compensi o emolumenti a favore dei componenti.

        2-undecies. Il Comitato di confronto e trasparenza può richiedere eventuali analisi in ordine a particolari aspetti tecnici, radioprotezionistici ed ambientali a qualificati soggetti pubblici, quali le Università, gli enti pubblici di ricerca, l'ISPRA o le ARPA, i cui oneri sono posti dall'operatore a detrazione dei contributi annuali di cui all'articolo 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, così come modificato dall'articolo 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13».

5.8

D'ALÌ

Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «La sospensione dell'efficacia non si applica altresì a tutte le attività e competenze in capo all'Agenzia per la sicurezza nucleare».

5.17

MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 27, comma 11, del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, al primo periodo, dopo le parole: "parere vincolante dell'Agenzia", sono inserite le seguenti: "previa acquisizione del parere obbligatorio e vincolante della Regione sul cui territorio ricade la proposta di localizzazione del sito e d'intesa con gli enti locali interessati,"».

5.13

CASOLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 9 dell'articolo 25 del decreto legislativo n. 28 del 2011, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", o entro il 31 dicembre 2011 qualora gli impianti siano collocati nelle aree colpite da calamità naturale così come individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 21 marzo 2011."».

5.14

IZZO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine del 30 aprile 2011 di cui al comma 5-bis dell'articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, è prorogato al 30 ottobre 2011».

5.16

MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. All'articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, al primo periodo, dopo la parola: "operatore" sono inserite le seguenti: "«, previa acquisizione del parere della Regione sul cui territorio insiste l'impianto".

        2-ter. All'articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, è aggiunto, infine, il seguente periodo: "Il parere vincolante della Regione, di carattere obbligatorio, è espresso avendo acquisito l'intesa con gli enti locali interessati"».

        Conseguentemente, nella rubrica, aggiungere le seguenti parole: «e modifiche all'articolo 4 del medesimo decreto legislativo».

5.303

MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Dopo il comma 2, aggiungere, il seguente:

        «2-bis. Allo scopo di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sull'impatto ambientale e sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario ed internazionale, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti connessi alla produzione di energia elettrica, il cui tracciato attraversa, anche parzialmente: territori interessati dalla presenza di faglie sismiche, per un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto restano sospesi i procedimenti autorizzativi in corso. È altre si sospesa l'efficacia degli atti autorizzativi già adottati nonché la realizzazione delle relative opere, ove avviata o da avviare. La sospensione riguarda sia le opere nel loro complesso che le singole tratte».

EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 5

5.0.1

LATRONICO

Dopo l'articolo 5, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Interventi a correzione della discriminazione degli impianti Nuovi Entranti in applicazione del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, attuativo della direttiva 2003/87/CE)

        1. All'articolo 2 del decreto-legge 20 maggio 2010, n. 72, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 2010, n. 111, al comma 1, dopo le parole "e ne dà comunicazione agli aventi diritto e all'Autorità per l'energia elettrica ed il gas" sono aggiunte le seguenti "indicando anche per ogni installazione le percentuali di utilizzo di CERs ed ERUs ai fini del rispetto dell'obbligo annuale di restituzione delle quote di CO2".

        2. All'articolo 2 del decreto-legge 20 maggio 2010, n. 72, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 2010, n. 111, il comma 2 è sostituito dal seguente:

        "2. L'Autorità per l'energia elettrica ed il gas definisce i crediti spettanti agli aventi diritto sulla base della quantità di quote comunicatale ai sensi del comma 1 e degli oneri per il mancato riconoscimento, ai fini del rispetto dell'obbligo annuale di restituzione delle quote di CO2, del diritto di utilizzo di CERs e ERUs in percentuale della quantità assegnata, con riferimento all'andamento dei prezzi delle quote e dei CERs ed ERUs sui mercati europei ed al differenziale di prezzo tra i crediti CERs ed ERUs utilizzabili e le quote di CO2. Le partite economiche da rimborsare sono determinate entro il 31 marzo di ciascun anno, con riferimento alle quote di spettanza degli aventi diritto per l'anno solare precedente. Per le quote spettanti ai nuovi entranti per il 2009, le partite economiche devono essere determinate entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione».

ARTICOLO 6 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 6.

(Enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo)

        1. Per l'anno 2011, per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo, in conseguenza degli eventi sismici nel mese di aprile 2009, il primo e il secondo periodo del comma 28 dell'articolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, si applicano con riferimento all'anno 2010. Alla relativa disciplina, anche in coerenza con il programma operativo per il rientro del disavanzo sanitario della regione Abruzzo, si provvede con ordinanza di protezione civile a valere, ove necessario, sulle risorse di cui all'autorizzazione di spesa dell'articolo 14, comma 5, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77.

EMENDAMENTI

6.2

LEGNINI, LUSI

Respinto

Al comma 1, secondo periodo, aggiungere infine le seguenti parole: «per gli enti del Servizio sanitario nazionale ricadenti nei Comuni del cratere di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, ed a valere sulle risorse di cui al comma 1-bis per gli enti del Servizio sanitario nazionale ricadenti nei Comuni esterni al cratere di cui all'articolo 1, comma 2, del citato decreto-legge n. 39 del 2009».

        Conseguentemente, dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:

        «1-bis. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte delle risorse di cui ai commi 1-ter e 1-quater.

        1-ter. Con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l'uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è annesso strettamente per esigenze di servizio ed è in ogni caso escluso per trasferimenti verso e dal luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L'uso in via esclusiva delle auto vetture di servizio è ammesso esclusivamente per i titolari delle seguenti cariche:

            a) Presidente del Consiglio dei ministri e Vice Presidente del Consiglio dei ministri;

            b) Ministri e Vice ministri;

            c) sottosegretari di Stato;

            d) primo Presidente e Procuratore generale della Corte di cassazione e Presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, Presidente del Consiglio di Stato, Presidente e Procuratore generale della Corte dei conti, Avvocato generale dello Stato, Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana;

            e) Presidenti di autorità indipendenti.

        1-quater. Ai sensi dell'articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all'uso dell'autovettura di Stato. Ciascuna amministrazione procede alla individuazione delle autovetture in esubero, ai fini della loro dismissione entro il 31 dicembre 2011. Dalle disposizioni di cui al presente comma e al comma 1-ter devono derivare risparmi non inferiori a 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. I risparmi devono essere conseguiti dalle amministrazioni pubbliche ed, in caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente comma si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato».

6.3

LEGNINI, LUSI

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:

        «1-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli enti del Servizio sanitario nazionale della Regione Abruzzo possono prorogare i contratti di lavoro del personale in servizio alla data del 1º gennaio 2010 in possesso dei necessari requisiti per la stabilizzazione fino alla conclusione delle relative procedure ai fini della stabilizzazione dei relativi rapporti di lavoro.

        1-ter. Agli oneri derivanti dal comma 1-bis, valutati nel limite massimo di 50 milioni di euro, si provvede mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi spesa di cui ai commi 1-quater e 1-quinquies.

        1-quater. Con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l'uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso strettamente per esigenze di servizio ed è in ogni caso escluso per trasferimenti verso e dal luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L'uso in via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso esclusivamente per i titolari delle seguenti cariche:

            a) Presidente del Consiglio dei ministri e Vice Presidente del Consiglio dei ministri;

            b) Ministri e Vice ministri;

            c) Sottosegretari di Stato;

            d) Primo Presidente e Procuratore generale della Corte di cassazione e Presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, Presidente del Consiglio di Stato, Presidente e Procuratore generale della Corte dei conti, Avvocato generale dello Stato, Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana;

            e) Presidenti di autorità indipendenti.

        1-quinquies. Ai sensi dell'articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all'uso dell'autovettura di Stato. Ciascuna amministrazione procede alla individuazione delle auto vetture in esubero, ai fini della loro dismissione entro il 31 dicembre 2011. Dalle disposizioni di cui al presente comma e del comma 1-quater devono derivare risparmi non inferiori a 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. I risparmi devono essere conseguiti dalle amministrazioni pubbliche ed, in caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente comma, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato».

6.300

MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. A decorrere dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale della Regione Abruzzo, nonché gli enti in regime di convenzione della medesima Regione Abruzzo interessata dai piani per il rientro del disavanzo sanitario, senza ulteriori aggravi di spesa del bilancio, possono, ai finì delle stabilizzazioni dei relativi rapporti di lavoro, prorogare i contratti dì lavoro del personale in servizio alla data del 1º gennaio 2010 in possesso dei necessari requisiti per la stabilizzazione fino alla conclusione delle relative procedure».

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 6 E ORDINI DEL GIORNO

6.0.4

LUSI, PICCONE, MONGIELLO

Ritirato e trasformato nell'odg G6.0.4

Dopo l'articolo 6, aggiungere il seguente:

«Art. 6-bis.

(Disposizioni di attuazione del comma 3-sexies dell'articolo 2 del decreto-legge 29 ottobre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10)

        1. All'articolo 2, comma 3-sexies, del decreto-legge 29 ottobre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, è inserito, dopo il terzo periodo, il seguente: «Con decreto emanato dal Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuati i Comuni montani della provincia dell'Aquila e quelli di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e in possesso dei requisiti di cui al secondo periodo del presente comma, al fine di ripartire le disponibilità finanziarie ivi previste, tenuto conto della effettiva dotazione di personale a tempo determinato e indeterminato in servizio alla data del 31 dicembre 2010».

G6.0.4 (già em. 6.0.4)

LUSI, PICCONE, MONGIELLO

Non posto in votazione (*)

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2665,

        impegna il Governo ad emanare il decreto ministeriale richiamato nell'emendamento 6.0.4 entro il 30 giugno 2011.

________________

(*) Accolto dal Governo

6.0.5

LUSI, LEGNINI

Respinto

Dopo l'articolo 6, aggiungere il seguente:

«Art. 6-bis.

(Comuni della regione Abruzzo in stato di dissesto finanziario)

        1. È autorizzata la spesa di 2 milioni di euro, per l'anno 2011, al fine di pagare gli oneri derivanti dall'attività delle Commissioni straordinarie di liquidazione, nominate con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell'interno, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 254 e 255 del Testo unico per gli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nei comuni della regione Abruzzo in stato di dissesto finanziario. La ripartizione del contributo è effettuata, in misura eguale per ciascuna Commissione, con decreto del Ministro dell'interno da emanare entro il 30 giugno 2011.

        2. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante i maggiori risparmi di spesa di cui ai commi 3 e 4.

        3. Con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l'uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso strettamente per esigenze di servizio ed è in ogni caso escluso per trasferimenti verso e dal luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L'uso in via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso esclusivamente per i titolari delle seguenti cariche:

            a) Presidente del Consiglio dei Ministri e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri;

            b) Ministri e Vice Ministri;

            c) Sottosegretari di Stato;

            d) Primo Presidente e Procuratore generale della Corte di cassazione e Presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, Presidente del Consiglio di Stato, Presidente e Procuratore generale della Corte dei conti, Avvocato generale dello Stato, Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana;

            e) Presidenti di Autorità indipendenti.

        4. Ai sensi dell'articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all'uso dell'autovettura di Stato. Ciascuna amministrazione procede alla individuazione delle auto vetture in esubero, ai fini della loro dismissione entro il 31 dicembre 20 Il. Dalle disposizioni di cui al presente comma e al comma 3 devono derivare risparmi non inferiori a 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. In caso di accertamento di minori economie, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato».

6.0.6

PINOTTI, LUSI, MERCATALI, MONGIELLO

Improponibile

Dopo l'articolo 6, inserire il seguente:

«Art. 6-bis.

(Trattamenti pensionistici)

        1. A decorrere dal 1º aprile 2011, con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l'uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso strettamente per esigenze di servizio ed è in ogni caso escluso per trasferimenti verso e dal luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L'uso in via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso esclusivamente per i titolari delle seguenti cariche:

            a) Presidente del Consiglio dei Ministri e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri;

            b) Ministri e Vice Ministri;

            c) Sottosegretari di Stato;

            d) Primo Presidente e Procuratore generale della Corte di cassazione e Presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, Presidente del Consiglio di Stato, Presidente e Procuratore generale della Corte dei conti, Avvocato generale dello Stato, Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana;

            e) Presidenti di Autorità indipendenti.

        2. Ai sensi dell'articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all'uso dell'autovettura di Stato. Ciascuna amministrazione procede alla individuazione delle autovetture in esubero, ai fini della loro dismissione entro il 31 dicembre 2011. Dalle disposizioni di cui al presente comma e al comma 1 devono derivare risparmi non inferiori a 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. I risparmi devono essere conseguiti dalle amministrazioni pubbliche ed, in caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente comma, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato.

        3. A decorrere dall'anno 2011, quota parte dei maggiori risparmi di cui ai commi 1 e 2, pari a 5 milioni di euro, è destinata alla copertura dei maggiori oneri di cui al comma 4.

        4. Restano validi ed efficaci i trattamenti pensionistici erogati antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto a seguito degli accertamenti compiuti dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sui lavoro, ai fini del conseguimento dei benefici di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257 e successive modificazioni, sulla base dei curricula presentati dal datore di lavoro e della documentazione integrativa, salvo il caso di dolo dell'interessato che sia accertato in via giudiziale con sentenza definitiva».

6.0.300

CASTIGLIONE, D'ALIA, D'ALÌ, VIESPOLI, CARDIELLO, CARRARA, MENARDI, PALMIZIO, PISCITELLI, POLI BORTONE, SAIA, VILLARI

Ritirato e trasformato nell'odg G6.0.300

Dopo l'articolo 6, inserire il seguente:

«Art. 6-bis.

(Misure a sostegno del personale assunto a tempo determinato presso l'INPS)

        1. Al fine di garantire l'erogazione di trattamenti a sostegno del reddito, il contrasto alle frodi in materia di invalidità civile e la lotta all'evasione contributiva e al lavoro nero, l'INPS, in deroga alla normativa vigente, è autorizzato, per l'anno 2011, a destinare alla spesa per personale relativa alla somministrazione di lavoro, anche con variazioni interne di bilancio, le economie di gestione realizzate nell'anno 2011, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica».

G6.0.300 (già em. 6.0.300)

CASTIGLIONE, D'ALIA, D'ALÌ, VIESPOLI, CARDIELLO, CARRARA, MENARDI, PALMIZIO, PISCITELLI, POLI BORTONE, SAIA, VILLARI, AMORUSO, BIANCHI, GIULIANO

Non posto in votazione (*)

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2665,

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di adottare le misure di sostegno al personale assunto a tempo determinato presso l'INPS nel senso indicato all'emendamento 6.0.300.

________________

(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 7 DEL DECRETO-LEGGE

Articolo 7.

(Operatività della Cassa depositi e prestiti (CDP S.p.A.))

        1. Dopo il comma 8 dell'articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, è inserito il seguente:

        «8-bis. Fermo restando quanto previsto al comma 8, CDP S.p.A. può altresì assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità del settore di operatività, di livelli occupazionali, di entità di fatturato ovvero di ricadute per il sistema economico-produttivo del Paese. Ai fini della qualificazione che precede, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare sono definiti i requisiti, anche quantitativi, delle società oggetto di possibile acquisizione da parte di CDP S.p.A. ai sensi del presente comma. Le medesime partecipazioni possono essere acquisite anche attraverso veicoli societari o fondi di investimento partecipati da CDP S.p.A. ed eventualmente da società private o controllate dallo Stato o enti pubblici. Nel caso in cui dette partecipazioni siano acquisite mediante utilizzo di risorse provenienti dalla raccolta postale, le stesse sono contabilizzate nella gestione separata di cui al comma 8».

EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

7.3

MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Accantonato

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 7. - (Cessione alla Cassa depositi e prestiti dei crediti dei fornitori di beni e servizi nei confronti delle Pubbliche amministrazioni). - 1. I fornitori di beni e servizi delle Pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, scaduto il termine per il pagamento di quanto dovuto previsto dal contratto di fornitura, possono cedere alla Cassa depositi e prestiti, sulla base di idonei titoli giuridici, i loro crediti scaduti nei confronti di tali amministrazioni. La Cassa depositi e prestiti diventa a tutti gli effetti titolare di tali crediti ed eroga l'importo dovuto dalle Pubbliche amministrazioni ai fornitori.

        2. La Cassa depositi e prestiti S.p.A. è autorizzata ad effettuare operazioni di cessione dei crediti acquisiti senza l'autorizzazione del soggetto ceduto.

        3. La Cassa depositi e prestiti S.p.A. predispone apposita rendicontazione annuale sulla gestione dei crediti di cui al comma 1.

        4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità applicative del presente articolo, in ordine alla natura dei crediti ed ai relativi importi ammissibili alla cessione, al compenso da riconoscere sulle somme erogate, alle modalità, ai tempi ed ai termini di erogazione della Cassa depositi e prestiti S.p.A. di quanto alla stessa dovuto.

        5. I pagamenti effettuati a favore delle imprese fornitrici non possono comunque essere gravati di oneri, restando gli eventuali oneri ed interessi passivi a carico delle amministrazioni debitrici.

        6. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui al comma 7.

        7. All'articolo 82 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 6, lettera a), le parole: «30 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «20 per cento»

            b) al comma 11, lettera a), le parole: «0,30 per cento» sono sostiuite dalle seguenti: «0,15 per cento».

7.4 (testo 2 corretto)

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, ICHINO (*)

Accantonato

Sostituire il comma 1 con i seguenti:

        «1. Allo scopo di intervenire tempestivamente a sostegno del sistema produttivo nazionale, per superare la difficoltà dei ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni di cui al comma 7, lettera a) dell'articolo 5 della legge 24 novembre 2003, n. 326, è istituita, per iniziativa della CDP Spa, in concorso con altri soggetti finanziari, anche privati, una apposita società, di seguito denominata "Impresa Sicura Spa", presso la quale è istituito il Fondo temporaneo di intervento per la liquidità delle imprese, di seguito denominato "Fondo". II capitale sociale di impresa sicura Spa, cui CDP Spa concorre utilizzando fondi anche rivenienti dal risparmio postale, è costituito da almeno 1 miliardo di euro e la dotazione del Fondo è stabilita in 1,5 miliardi di euro per gli anni 2011, 2012 e 2013. Alla dotazione del Fondo, CDP Spa concorre pro quota, utilizzando fondi provenienti dall'emissione di titoli, dall'assunzione di finanziamenti e da altre operazioni finanziarie anche di cartolarizzazione di crediti acquisiti dalle imprese di cui al comma 2, senza garanzie dello Stato e con preclusione della raccolta di fondi a vista.

        2. I soggetti titolari di partite IVA, le imprese artigiane, le aziende che presentano i requisiti della piccola impresa ai sensi dell'articolo 1 del decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 18 settembre 1997, pubblicato della Gazzetta Ufficiale n. 229 del 1º ottobre 1997, creditori per forniture di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e delle società a totale partecipazione pubblica, trascorsi sei mesi dal termine fissato negli strumenti contrattuali per il versamento, a titolo di acconto o saldo, delle somme dovute come corrispettivo dei servizi prestati, possono richiedere alle amministrazioni pubbliche la certificazione delle somme oggetto di ritardato pagamento e cedere il credito vantato ad Impresa Sicura Spa che ne assume la piena titolarità, previo pagamento dell'intero ammontare del credito.

        3. Con apposito decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, sono stabilite le modalità di accesso da parte delle imprese agli interventi del Fondo di cui al comma 1 e le procedure per la regolazione del rapporto tra la società Impresa Sicura Spa e le amministrazioni pubbliche titolari del debito».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta7.5

MORANDO, MERCATALI, AGOSTINI, BUBBICO, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO, CABRAS

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, sostituire il primo periodo e il secondo, con il seguente: «Fermo restando quanto previsto al comma 8, CDP S.p.A. può altresì assumere partecipazioni, anche di controllo, in società proprietarie di infrastrutture energetiche nazionali e sovranazionali, al fine di contribuire, anche tramite operazioni di fusione tra le società acquisite e partecipate da CDP S.p.A. stessa, alla costruzione di un mercato interno concorrenziale, tramite la separazione proprietaria di SNAM rete gas da ENI, alla sicurezza degli approvvigionamenti, allo sviluppo di mercato unitario dell'energia a dimensione europea, tramite la realizzazione delle necessarie infrastrutture di interconcessione».

7.300

MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», sostituire il primo e il secondo periodo con i seguenti: «Fermo restando quanto previsto al comma 8, CDP Spa può altresì assumere partecipazioni di minoranza in società quotate di rilevante interesse nazionale a condizione che siano caratterizzate da lilla stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e da adeguate prospettive di redditività. A tal fine, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti i criteri e le modalità di assunzione da parte di CDP Spa, tramite veicoli societari quotati, dì partecipazioni di minoranza in società, nonché i criteri di individuazione delle medesime società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità, di livelli occupazionali, di entità di fatturato e di ricadute sul sistema economico-produttivo del Paese».

7.9

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO, ICHINO (*)

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, primo periodo, dopo le parole: «CDP S.p.A.» aggiungere le seguenti: «in coerenza con le linee del Piano Strategico di sviluppo industriale del Paese redatto dal Governo».

        Conseguentemente, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Il Piano strategico di sviluppo industriale del Paese, da redigere a cura del Governo entro il 31 maggio di ciascun anno, con aggiornamenti a cadenza annuale individua, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, i settori, le tipologie di società e le aree territoriali nei quali effettuare gli interventi di cui al comma 8-bis dell'articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

7.6

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO, ICHINO (*)

Accantonato

Al comma 1 capoverso 8-bis, primo periodo, sostituire le parole: «assumere partecipazioni» con le seguenti: «assumere, tramite veicoli societari quotati, partecipazioni di minoranza».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

7.301

LANNUTTI, MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», primo periodo, dopo le parole: «assumere partecipazioni» inserire le seguenti: «di minoranza» ed aggiungere, in fine, le seguenti parole: «a condizione che siano caratterizzate da una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e da adeguate prospettive di redditività», indi, al secondo periodo, sostituire le parole: «con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare» con le seguenti: «con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,».

7.7

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, primo periodo, dopo le parole: «assumere partecipazioni» aggiungere le seguenti: «di minoranza».

7.700/1

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

Accantonato

All'emendamento 7.700 alla lettera a), premettere la seguente: 0a) dopo le parole: «assumere partecipazioni» aggiungere le seguenti: «di minoranza».

7.700/2

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

Accantonato

All'emendamento 7.700 sostituire la lettera b) con la seguente:

        b) sostituire il secondo periodo con il seguente: «con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti i criteri e le modalità di assunzione da parte di CDP Spa, tramite veicoli societari quotati, di partecipazioni di minoranza in società, nonché di individuazione delle società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità, di livelli occupazionali, di entità di fatturato, di ricadute sul sistema economico-produttivo del Paese. Nel medesimo regolamento sono definiti i tempi massimi di durata dell'intervento della CDP Spa, tramite veicoli societari quotati, in relazione alle diverse tipologie di operazione».

        Conseguentemente, sostituire la lettera c) con la seguente:

        c) dopo il terzo periodo, aggiungere i seguenti: «. In ogni caso, il Ministro dell'economia e delle finanze è tenuto a comunicare, con motivata relazione, alle competenti Commissioni parlamentari le operazioni di acquisizione di partecipazioni di minoranza di società di rilevante interesse nazionale, entro il termine di 30 giorni dal perfezionamento delle operazioni medesime. In relazione alle operazioni di cui al presente comma, la CDP Spa redige e, tramite il Ministero dell'economia e delle finanze, trasmette al Parlamento, entro il 30 marzo di ciascun anno, un'apposita Relazione annuale».

7.700

I RELATORI

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», apportare le seguenti modificazioni:

        «a) al primo periodo, dopo le parole: "del Paese", inserire le seguenti: ", e che risultino in una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività.";

        b) al secondo periodo, sostituire le parole: "che precede" con le seguenti: "di società di interesse nazionale";

        c) dopo il secondo periodo, inserire il seguente: "Il decreto è trasmesso alle Camere."».

7.306

LEGNINI, MERCATALI, AGOSTINI, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, LUSI, MORANDO

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», dopo il primo periodo, inserire, il seguente: «Le suddette operazioni possono essere effettuate da CDP Spa esclusivamente con riferimento a società caratterizzate da una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e da adeguate prospettive di redditività».

7.8

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO, CECCANTI (*)

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, sostituire il secondo periodo con i seguenti: «Con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti i criteri e le modalità di assunzione da parte di CDP S.p.A., tramite veicoli societari quotati, di partecipazioni di minoranza in società, nonché di individuazione delle società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità, di livelli occupazionali, di entità di fatturato, di ricadute sul sistema economico-produttivo del Paese. Nel medesimo regolamento sono definiti i tempi massimi di durata dell'intervento della CDP S.p.A., tramite veicoli societari quotati, in relazione alle diverse tipologie di operazione».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

7.302

PISTORIO

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», secondo periodo, sostituire le parole: «del Ministro dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare» con le seguenti: «del Presidente della Repubblica, emanato a norma della legge 23 agosto 1988, n. 400».

7.303

VIESPOLI, CARDIELLO, CARRARA, CASTIGLIONE, MENARDI, PALMIZIO, PISCITELLI, POLI BORTONE, SAIA, VILLARI

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», secondo periodo, sostituire le parole: «del Ministro dell'economia e delle finanze, di natura non regolamentare» con le seguenti: «del Presidente del Consiglio dei ministri».

7.304

VIESPOLI, CARDIELLO, CARRARA, CASTIGLIONE, MENARDI, PALMIZIO, PISCITELLI, POLI BORTONE, SAIA, VILLARI

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», secondo periodo, dopo le parole: «di natura non regolamentare» inserire le seguenti: «, da adottare entro sessanta giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, sentite le competenti Commissioni parlamentari,».

7.10

MUSSO, GALIOTO, D'ALIA

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, secondo periodo, sostituire le parole: «di natura non regolamentare» con le seguenti: «, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari».

7.305

LEGNINI, MERCATALI, AGOSTINI, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, LUSI, MORANDO

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», secondo periodo, dopo le parole: «di natura non regolamentare» inserire le seguenti: «, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e della Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, in particolare sull'effettiva strategicità dell'intervento e sulla ricaduta dell'intervento sul sistema economico».

7.11

LEGNINI, MERCATALI, AGOSTINI, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, LUSI, MORANDO, MONGIELLO

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, secondo periodo, dopo le parole: «di natura non regolamentare» inserire le seguenti: «, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e della Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti».

7.12

MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, secondo periodo, dopo le parole: «di natura non regolamentare» aggiungere le seguenti: «, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti».

7.13

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, sostituire il terzo periodo con i seguenti: «Le suddette partecipazioni sono acquisite esclusivamente attraverso veicoli societari quotati. Il presidente e i membri del consiglio di amministrazione e l'amministratore delegato della società veicolo controllata da CDP S.p.A. sono scelti tra persone di indiscusse moralità e indipendenza, di comprovata professionalità ed elevate qualificazione e competenza nel settore di riferimento. Le competenti Commissioni parlamentari esprimono il loro parere vincolante e possono procedere all'audizione delle predette persone».

7.14

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, sostituire il terzo periodo con i seguenti: «Il Ministro dell'economia e delle finanze è tenuto a comunicare, con motivata relazione, alle competenti Commissioni parlamentari la composizione della tecnostruttura che presiede alle scelte di investimento nelle società oggetto di operazioni di acquisizione».

7.15

AGOSTINI, MERCATALI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Accantonato

Al comma 1, capoverso 8-bis, dopo il terzo periodo, aggiungere il seguente: «In ogni caso, il Ministro dell'economia e delle finanze è tenuto a comunicare, con motivata relazione, alle competenti Commissioni parlamentari le operazioni di acquisizione di partecipazioni di minoranza di società di rilevante interesse nazionale, entro il termine di 30 giorni dal perfezionamento delle operazioni medesime».

7.16

LEGNINI, MERCATALI, AGOSTINI, BUBBICO, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «In ogni caso, la CDP S.p.A. non è autorizzata, in relazione a tali operazioni, ad utilizzare le risorse provenienti dalla raccolta postale».

7.307

LANNUTTI, MASCITELLI, GIAMBRONE, BELISARIO, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LI GOTTI, PARDI, PEDICA

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis» sostituire l'ultimo periodo, con il seguente: «In ogni caso, è tutto divieto alla CDP Spa di acquisire dette partecipazioni mediante utilizzo delle risorse provenienti dalla raccolta postale,».

7.17

MERCATALI, AGOSTINI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Accantonato

Al comma 1, capoverso «8-bis», aggiungere, in fine, il seguente periodo: «In relazione alle operazioni di cui al presente comma, la CDP S.p.A. redige e, tramite il Ministero dell'economia e delle finanze, trasmette al Parlamento, entro il 30 marzo di ciascun anno, un'apposita Relazione annuale».

7.308

RUTELLI, MOLINARI, BRUNO, BAIO, RUSSO, MILANA

Accantonato

Al comma 1, dopo il capoverso «8-bis», aggiungere i seguenti:

        «8-ter. Le partecipazioni rilevate da CDP S.p,A. dovranno comunque limitarsi a partecipazioni minoritarie e precludere il controllo societario. Resta comunque vietata la partecipazione di CDP S.p.A. a patti di sindacato.

        8-quater. Nel periodo in cui la CDP S.p,A. riveste la qualità di socio di minoranza nelle società partecipate di cui al comma 8-ter, è tenuta a presentare una propria lista nell'assemblea societaria, in occasione della nomina o del rinnovo dell'incarico agli amministratori, al solo fine di ottenere l'elezione di un consigliere indipendente privo di deleghe operative e di un sindaco della società».

7.309

PISTORIO

Accantonato

Al comma 1, dopo il capoverso «8-bis», aggiungere il seguente:

        «8-ter. Al fine di sostenere la realizzazione e l'avvio di nuove attività imprenditoriali nelle Regioni Obiettivo 1, a partire dalla data di entrata della legge di conversione del presente decreto legge è istituito presso il Ministero delle sviluppo economico un apposito Fondo rotativo, la cui gestione è demandata alla Cassa depositi e prestiti, denominato: "Fondo per l'accesso al credito nelle Regioni Obiettivo 1". Al Fondo possono accedere coloro che avviano una nuova attività imprenditoriale purché disoccupati da almeno 12 mesi, neolaureati o diplomati, inoccupati. Per la gestione del Fondo la Cassa depositi e prestiti entro il 30 giugno 2011 provvede alla stipula di apposite convenzioni con Istituti di credito, Poste italiane S.p.A. e intermediari finanziari al fine di attivare e rendere accessibili le procedure di erogazione del credito. Entro trenta giorni dalla data di entrata della legge di conversione del presente decreto legge il Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, emanano un decreto di natura non regolamentare nel quale sono stabiliti i criteri e le modalità di organizzazione e funzionamento del Fondo».

7.310

PISTORIO

Accantonato

Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:

        «1-bis. Al fine di far fronte alla grave situazione di crisi che sta attraversando il sistema produttivo nazionale, con particolare riferimento alle aree del Meridione, le Regioni, di cui all'Obiettivo Convergenza del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell'11 luglio 2006, sono autorizzate alla contrazione di mutui presso la Cassa Depositi e Prestiti, nel limite massimo di 9 miliardi di euro, per il finanziamento di programmi straordinari di sostegno alle piccole e medie imprese, come definite nell'Allegato I del Regolamento (CE) 70/01 e successive modificazioni, da attuarsi attraverso un rafforzamento delle linee di intervento già previste dai singoli Piani Operativi regionali in attuazione della programmazione comunitaria 2007/2013.

        1-ter. il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti, anche di natura non regolamentare, indica le modalità di attuazione del comma 1».

7.18

MERCATALI, AGOSTINI, BUBBICO, BARBOLINI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, LUSI, MORANDO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, MONGIELLO

Accantonato

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Il regolamento di cui al comma 8-bis dell'articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, è adottato, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto».

7.311

BONFRISCO

Accantonato

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Al fine di rafforzare l'efficacia della vigilanza sull'attività della Cassa depositi e prestiti S.p.A, dopo il comma 9 dell'articolo 5, del decreto legge 30 settembre 2003 n. 269, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 è inserito il seguente:

        "9-bis. La Commissione di cui al comma precedente vigila in particolare:

            a) sull'efficienza del servizio e dell'attività della Cassa in relazione alle esigenze degli utenti, sull'equilibrio delle gestioni e sull'utilizzo dei fondi disponibili;

            b) sulla programmazione dell'attività della Cassa e sui risultati gestionali;

            c) sulla coerenza del sistema con le linee di sviluppo dell'attività di indirizzo politico, economico e amministrativo generale".

        La commissione presenta annualmente al Parlamento una relazione sull'attività svolta».

7.312

PISTORIO

Accantonato

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. A partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge tra le operazioni di interesse pubblico che possono essere attivate dalla Cassa Depositi e Prestiti rientrano anche i programmi, promossi da amministrazioni comunali aventi un numero di abitanti inferiori a 15.000 abitanti, destinati alla realizzazione, sviluppo e produzione diretta da fonti rinnovabili. Il Ministro dell'economia e delle finanze con propri decreti da emanare entro novanta giorni autorizza e disciplina le attività di cui al presente comma».

G7.100

GARAVAGLIA MASSIMO, VACCARI, VALLI, BODEGA, MAZZATORTA, VALLARDI, MONTANI, MURA

Accantonato

Il Senato,

        in occasione dell'esame della legge di conversione del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34:

        premesso che:

            la CDP S.p.A. è da sempre il partner finanziario di riferimento, oltre che per la Pubblica Amministrazione, anche per gli enti locali;

            la Cassa depositi e prestiti acquisisce da quasi 160 anni attraverso l'emissione di prodotti di

        risparmio postale risorse, che vengono destinate alla realizzazione di investimenti pubblici. Di fatto ricopre l'importante ruolo istituzionale consistente nel finanziare lo sviluppo del Paese;

        considerato che:

            la crisi economica e finanziaria internazionale dall'anno 2009 ha danneggiato gli enti locali a causa della riduzione delle entrate, in particolare i Comuni del Nord, che godevano di maggiori entrate proprie;

            le manovre di correzione dei conti pubblici, adottate dal 2008 ad oggi, necessarie per la riduzione dell'indebitamento della P.A., hanno richiesto l'assunzione di un contributo al risanamento delle finanze statali molto pesante a carico degli enti locali;

            infatti la manovra varata con il decreto legge n. 78 del 2010 ha disposto per il triennio 2011-2013 una decurtazione dei tagli lineari ai trasferimenti correnti pari a 1.500 milioni di euro nel 2011 e a 2.500 milioni di euro a decorrere dal 2012;

            i suddetti tagli rappresentano minori entrate per gli enti locali, e si sono aggiunti ai vigenti vincoli del patto di stabilità;

            dal rapporto IFEL 2010 emerge che l'accelerazione della correzione finanziaria a carico degli enti locali comporterà nel 2011 per un terzo dei Comuni un taglio di spesa superiore al 10 per cento e nel 2012 metà dei Comuni sarà costretta a tagliare la spesa oltre la suddetta misura;

            è soprattutto la spesa in conto capitale, destinata agli investimenti, ad essere penalizzata. Infatti, in un momento di grave crisi e aumento dei tassi di disoccupazione, gli enti locali sono chiamati ad aumentare la spesa per servizi assistenziali e sociali;

            ma la sottrazione di risorse per lo sviluppo economico a livello territoriale inciderà negativamente sul fenomeno della ripresa economica, importante per contrastare la riduzione delle entrate;

        per quanto sopra:

            appare dunque evidente l'importanza che, in questo specifico contesto economico, la Cassa Depositi e Prestiti possa svolgere la funzione di motore di crescita e sostegno dell'economia a livello territoriale, in particolare intervenendo con anticipazioni agli enti locali, per consentire loro la continuità e puntualità dei pagamenti alle imprese appaltatrici di opere ed infrastrutture;

            infatti, una delle maggiori difficoltà lamentate dagli enti locali, è proprio l'impossibilità di procedere ai pagamenti dei residui passivi, afferenti opere già appaltate, a causa dei rigidi vincoli del patto, anche in presenza di bilanci in avanzo di gestione;

            tale soluzione è idonea anche a sostenere le imprese locali, fornendo loro un flusso di liquidità, attualmente congelato;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di autorizzare la CDP S.p.A. a destinare una quota delle risorse finanziarie raccolte agli enti locali, per consentire loro di effettuare i pagamenti in conto capitale, riferibili alle opere pubbliche, che siano già state appaltate;

            a realizzare quanto sopra mediante l'attivazione di un Fondo rotativo, le cui anticipazioni i suddetti enti restituiscano secondo un piano di rientro, a fronte di appositi stanziamenti da inserire nei bilanci di previsione nel rispetto delle norme vigenti del patto di stabilità.

G7.101

GARAVAGLIA MASSIMO, VACCARI, VALLI, BODEGA, MAZZATORTA, VALLARDI, MONTANI, MURA

Accantonato

Il Senato,

        in occasione dell'esame della legge di conversione del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34:

        premesso che:

            è importante accelerare il processo di riduzione dei consumi energetici negli edifici utilizzati dalla Pubblica Amministrazione, la quale si trova a dover gestire rigidi capitoli di spesa attualmente con disponibilità sempre più ridotte;

            l'installazione di tecnologie energeticamente efficienti presentano indici di redditività economica estremamente positivi;

            la difficoltà di reperire le risorse finanziarie per la realizzazione dei nuovi impianti in questo contesto economico di riduzione della spesa pubblica può essere affrontato attraverso il ricorso al finanziamento tramite terzi (FTT o TPF), nel cui contesto operano le ESCO di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i) del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, certificate ai sensi dell'articolo 16 del medesimo decreto legislativo;

            infatti le medesime operano reperendo le risorse finanziarie richieste le diagnosi, studio di fattibilità e progettazione e realizzazione degli impianti;

            nel caso in cui i benefici ari degli impianti siano delle Amministrazione pubbliche, è opportuno incentivare la realizzazione degli interventi di incremento dell'efficienza energetica attraverso la concessione di garanzie alle società di servizi energetici ovvero delle risorse finanziarie occorrenti;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di autorizzare la Cassa Depositi e prestiti a istituire o un Fondo di garanzia per la copertura dei rischi derivanti da operazioni di credito a favore delle ESCO, ovvero ad assumere il ruolo di «terzo», oltre il fornitore di energia e al beneficiario della misura di miglioramento dell'efficienza energetica, che fornisce i capitali per tale misura e addebita al beneficiario un canone pari a una parte del risparmio energetico conseguito avvalendosi della misura stessa.

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 7

7.0.20

LATRONICO

Accantonato

Dopo l'articolo 7, inserire il seguente:

«Art 7-bis.

(Servizi pubblici di rilevanza economica)

        1. All'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e sue successive modificazioni, al comma 8, lettera e) le parole: "31 dicembre 2010" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2011"; al medesimo comma è aggiunta la seguente lettera e-bis): "Ai fini del potenziamento del sistema di efficienza e di risparmio energetico ai gestori del servizio di illuminazione pubblica che effettuino piani di investimento per l'efficientamento energetico degli impianti attraverso l'installazione di sorgenti luminose ad alta efficienza energetica, vengono prorogati i relativi affidamenti per un periodo di due anni dalla data della loro scadenza come determinata ai sensi del presente comma.".

        2. Il secondo periodo del comma 9 si interpreta nel senso che le disposizioni ivi contenute si applicano non solo alle società quotate in mercati regolamentati, ma anche alle società da queste direttamente o indirettamente controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile».

7.0.19

LUSI, PINOTTI, FINOCCHIARO, ZANDA, CASSON, MERCATALI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, AGOSTINI, MORANDO, ROSSI NICOLA, FILIPPI MARCO, DONAGGIO, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA, VIMERCATI, MONGIELLO

Accantonato

Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:

«Art. 7-bis.

(Istituzione dell'Autorità per i servizi e l'uso delle infrastrutture di trasporto e della logistica)

        1. È istituita, con sede nelle città di Torino e di Genova, l'Autorità per i servizi e l'uso delle infrastrutture di trasporto e della logistica, di seguito denominata "Autorità", con compiti di regolazione nel settore dei trasporti. L'Autorità svolge le funzioni ad essa assegnate ai sensi della presente legge, nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle competenze delle regioni e degli enti locali di cui al titolo V della parte seconda della Costituzione. Nell'interesse della concorrenza e dell'utenza e nel rispetto della normativa comunitaria, tenuto conto degli indirizzi generali di politica economica, ambientale e sociale nel settore dei trasporti, l'Autorità promuove e garantisce:

            a) lo sviluppo di condizioni concorrenziali nei diversi comparti del trasporto;

            b) condizioni eque e non discriminatorie di accesso alle infrastrutture da parte dei soggetti che esercitano servizi di trasporto;

            c) adeguati livelli di efficienza e di qualità dei servizi;

            d) livelli tariffari equi, trasparenti e orientati ai costi di una gestione efficiente per i servizi soggetti a regolazione, diretti ad armonizzare gli interessi economico-finanziari degli operatori, tramite il riconoscimento di un'equa remunerazione del capitale investito, con gli obiettivi generali di politica economica, ambientale e sociale nel settore dei trasporti.

        2. L'Autorità esplica le sue funzioni con riferimento ai seguenti ambiti del settore dei trasporti:

            a) le condizioni di accesso alle infrastrutture autostradali, aeroportuali, portuali e ferroviarie, inclusi le relative pertinenze e i servizi accessori e complementari;

            b) i servizi di trasporto, limitatamente agli ambiti in cui ancora non sussistono condizioni di effettiva concorrenza, modale o intermodale, al fine di garantire la salvaguardia degli interessi degli utenti e dei consumatori.

        3. In considerazione dell'esigenza di adottare una regolamentazione che non ecceda l'ambito strettamente necessario a garantire condizioni concorrenziali e la tutela degli utenti, nonché al fine di contemperare l'evoluzione dei processi di apertura alla concorrenza concernenti gli usi infrastrutturali e i servizi di trasporto di cui al comma 2, lettere a) e b), con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro dello sviluppo economico, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sentite l'Autorità e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché, per quanto di competenza, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con periodicità non superiore a cinque anni, sono individuati gli usi infrastrutturali e i servizi di trasporto in riferimento ai quali l'Autorità esplica le sue funzioni di regolazione economica.

        4. Fatto salvo quanto previsto dal comma 3, sono sottoposti a regolazione economica da parte dell'Autorità gli usi infrastrutturali di cui al comma 2, lettera a), e i seguenti servizi di trasporto:

            a) servizi di trasporto ferroviario di passeggeri a media e lunga percorrenza, nonché servizi di trasporto ferroviario con riguardo all'assegnazione della capacità ferroviaria e dei servizi accessori e complementari;

            b) servizi di trasporto aereo di linea operanti in regime di oneri di servizio pubblico o comunque sovvenzionati con risorse pubbliche;

            c) servizi di trasporto aereo di linea con destinazioni esterne all'Unione europea, disciplinati da accordi bilaterali di traffico;

            d) servizi di navigazione sovvenzionata di cabotaggio marittimo.

        5. L'Autorità vigila sull'allocazione degli slot aeroportuali negli aeroporti coordinati o pienamente coordinati ai sensi del regolamento (CEE) n. 95/93 del Consiglio, del 18 gennaio 1993, e successive modificazioni.

        6. Restano ferme le funzioni statali di indirizzo generale, di tutela sociale, di programmazione e di pianificazione, di valutazione degli investimenti pubblici e di tutela della sicurezza, attribuite al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), nell'ambito delle rispettive competenze. Restano altresì ferme le funzioni connesse al rilascio delle concessioni e alla stipula delle relative convenzioni, alla definizione degli obblighi e degli oneri di servizio pubblico e all'assegnazione dei relativi incarichi, alla stipula di contratti di programma e di servizio pubblico e al rilascio dei titoli abilitativi, attribuite, nei rispettivi ambiti definiti dalla normativa vigente, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e ai relativi enti e società strumentali, nonché, nei casi di competenza concorrente, al Ministero dell'economia e delle finanze e al Ministero della difesa. Le funzioni attualmente esercitate dal CIPE, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dall'Ente nazionale per le strade (ANAS) Spa, dall'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) e da altri enti strumentali, riferibili ai compiti di regolazione economica di cui al comma 2, sono trasferite all'Autorità.

        7. La pianta organica del personale di ruolo dell'Autorità è inizialmente pari a duecento unità. Con regolamento dell'Autorità, nei limiti degli stanziamenti ordinari di bilancio previsti per il suo funzionamento, si provvede alla fissazione definitiva della pianta organica del personale di ruolo, la cui consistenza può discostarsi da quella iniziale nel limite di un decimo, anche tenuto conto dell'ampliamento ovvero della riduzione dei mercati sui quali l'Autorità esercita le proprie competenze ai sensi del comma 3. Il trattamento giuridico ed economico del personale e l'ordinamento delle carriere sono determinati, in conformità a quanto previsto dall'articolo 2, comma 28, della legge 14 novembre 1995, n. 481, e successive modificazioni, nel termine previsto dal comma 8 dell'articolo 4 della presente legge. Con uno o più regolamenti da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta dei Ministri competenti, si provvede alla riduzione delle dotazioni organiche dei medesimi Ministeri e degli organismi pubblici interessati all'attuazione del presente articolo, per un numero di posti corrispondente alle funzioni trasferite ai sensi del presente comma. A decorrere dalla data di entrata in vigore dei predetti regolamenti, sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che disciplinano gli uffici riorganizzati o soppressi. Il personale dell'Autorità è selezionato per pubblico concorso. Al reclutamento di una quota di personale non superiore al 30 per cento della pianta organica si provvede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, mediante concorsi riservati al personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dei relativi enti strumentali, del Ministero dell'economia e delle finanze con riferimento al personale operante nelle strutture competenti per le funzioni trasferite all'Autorità, nonché al personale e agli esperti del CIPE e del Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS), già in servizio a tempo indeterminato presso pubbliche amministrazioni.

        8. All'onere derivante dall'istituzione e dal funzionamento dell'Autorità si provvede mediante un contributo versato dai gestori delle infrastrutture e dei servizi regolati di cui al comma 2, lettere a) e b), in misura non superiore all'1 per mille dei ricavi percepiti nell'ultimo esercizio, derivanti dallo svolgimento delle rispettive attività, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 4, comma 5. I contributi sono versati entro il 31 luglio di ciascun anno. Al fine di consentire l'immediato funzionamento dell'Autorità, il primo versamento è effettuato entro quindici giorni dal perfezionamento dell'efficacia della deliberazione dell'Autorità di cui al citato articolo 4, comma 5, adottata in via provvisoria entro quindici giorni dalla costituzione del collegio ai sensi dell'articolo 3. L'Autorità non può sostenere spese di organizzazione e di funzionamento prima dell'effettuazione del versamento di cui al presente comma.

        9. Al fine di consentire l'immediato funzionamento dell'Autorità, fino all'immissione in servizio del personale di cui al comma 7 e all'effettiva riscossione delle entrate di cui al comma 9, la medesima Autorità può avvalersi, nei limiti di un contingente di trenta unità, di personale in posizione di comando proveniente dalle pubbliche amministrazioni, che conserva il trattamento giuridico ed economico fondamentale e accessorio delle amministrazioni di provenienza, con oneri a carico delle medesime.

        10. Nel perseguire le finalità di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, fatte le salve le competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, l'Autorità svolge le seguenti funzioni:

            a) verifica che le condizioni e le modalità di accesso alle infrastrutture e ai mercati da parte dei soggetti esercenti i servizi rispettino i princìpi della concorrenza, della trasparenza e dell'orientamento al costo, anche al fine di assicurare la prestazione del servizio in condizioni di eguaglianza, nel rispetto delle esigenze degli utenti, ivi comprese quelle degli anziani e dei disabili, garantendo altresì il rispetto dell'ambiente e del paesaggio, la sicurezza e l'adozione delle misure di prevenzione a tutela della salute degli addetti;

            b) formula ai Ministeri competenti proposte per le modalità di rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni, nonché per l'attribuzione degli incarichi di servizio pubblico, tali da salvaguardare il ricorso a procedure aperte, basate su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori;

            c) emana direttive per assicurare la trasparenza, la disaggregazione e la separazione contabile e gestionale delle imprese regolate, secondo modalità idonee alla promozione della concorrenza e all'esercizio delle funzioni di regolazione, anche in modo da distinguere i costi e i ricavi pertinenti alle attività di servizio pubblico;

            d) garantisce un livello adeguato di protezione degli utenti e dei consumatori nei confronti dei fornitori e vigila sulla diffusione di condotte in danno degli utenti, dei consumatori e dei concorrenti, anche al fine di segnalare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato la sussistenza di ipotesi di violazione della normativa vigente a tutela della concorrenza;

            e) verifica periodicamente la proporzionalità della regolamentazione del settore proponendo misure meno restrittive della libertà di impresa, nonché rivedendo le misure di propria competenza;

            f) verifica l'adeguatezza della varietà delle offerte e promuove la semplificazione degli adempimenti richiesti agli utenti e ai consumatori;

            g) assicura che tariffe, canoni, pedaggi e diritti, comunque denominati, siano equi, trasparenti, non discriminatori e orientati ai costi, secondo criteri che incentivino l'efficienza, la qualità dei servizi e un adeguato sviluppo degli investimenti e che considerino il grado di liberalizzazione, la struttura di mercato, l'intensità della concorrenza attuale e prospettica, le ripercussioni su eventuali mercati collegati, il confronto internazionale, l'equilibrio economico-finanziario delle imprese sottoposte alla regolazione e l'incidenza di eventuali costi sostenuti per servizi di interesse generale, garantendo la separazione di qualsiasi tributo od onere improprio dalla tariffa; ove le tariffe di cui alla presente lettera riguardino una concessione di costruzione e gestione di lavori pubblici, le relative misure sono adottate d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e, per quanto di competenza, con il Ministero dell'economia e delle finanze;

            h) promuove la diffusione di informazioni su tariffe, canoni, pedaggi e diritti, comunque denominati, e sulle altre condizioni di offerta delle infrastrutture e dei servizi sottoposti a regolazione, al fine di stimolare la qualità delle offerte e di ampliare le scelte a disposizione degli utenti e dei consumatori.

        11. Nello svolgimento delle funzioni di cui al comma 10, l'Autorità esercita i seguenti poteri:

            a) esprime parere obbligatorio sulle proposte dirette a sottrarre servizi di trasporto alla concorrenza nel mercato e sulla definizione delle attività da sottoporre a obblighi e oneri di servizio pubblico e delle attività oggetto dei contratti di programma e di servizio, nonché sui criteri di determinazione delle relative compensazioni;

            b) qualora sussistano le condizioni previste dall'ordinamento, propone all'amministrazione competente la sospensione, la decadenza o la revoca degli atti di concessione, delle convenzioni, dei contratti di servizio pubblico, dei contratti di programma e di ogni altro atto assimilabile comunque denominato;

            c) valuta i costi per gli obblighi e gli oneri di servizio pubblico, definiti secondo le procedure vigenti;

            d) determina i criteri per la formazione e l'aggiornamento di tariffe, canoni, pedaggi, diritti e prezzi sottoposti a controllo amministrativo, comunque denominati; delibera sui livelli massimi applicabili e vigila sul rispetto degli stessi, fermo restando quanto previsto dalla lettera g) del comma 1, in relazione alle concessioni di costruzione e gestione di lavori pubblici;

            e) determina i criteri per la redazione della contabilità dei costi e, ove ricorra l'opportunità, per la separazione contabile, nonché per la classificazione e l'imputazione dei costi e dei ricavi pertinenti ad obblighi e oneri di servizio pubblico e vigila sul loro rispetto;

            f) ove opportuno, nel rispetto del principio di proporzionalità e delle norme comunitarie, dispone obblighi e modalità di separazione contabile e gestionale delle imprese verticalmente integrate sottoposte alla sua competenza;

            g) disciplina le condizioni di accesso alle reti e alle infrastrutture gestite sulla base di un diritto esclusivo o comunque in assenza di condizioni di effettiva concorrenza; valuta, anche d'ufficio, se le condizioni richieste dai gestori delle infrastrutture o il rifiuto di accesso alle reti e alle infrastrutture di cui alla presente lettera sono giustificati in base a criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori; in caso contrario, determina le condizioni da rispettare e, se del caso, irroga le sanzioni di cui al presente articolo;

            h) stabilisce i livelli qualitativi minimi che i soggetti sottoposti alla sua competenza sono tenuti a garantire e vigila, anche avvalendosi delle strutture di altri enti, sul loro rispetto; indica le informazioni che i medesimi soggetti devono rendere pubbliche in merito al livello qualitativo e alle altre condizioni di messa a disposizione delle infrastrutture e di fornitura dei servizi; richiede ai soggetti sottoposti alla sua competenza la pubblicazione di impegni sui livelli qualitativi da raggiungere in periodi pluriennali e determina, ove opportuno e non già altrimenti previsto, gli indennizzi automatici in favore degli utenti e dei consumatori in caso di inadempimento;

            i) controlla che le condizioni di messa a disposizione delle infrastrutture di rete e di prestazione dei servizi siano conformi alla legge, ai regolamenti e agli atti di regolazione e che non vi siano discriminazioni ingiustificate;

            l) promuove la redazione di codici deontologici e di norme di autoregolamentazione; controlla che ciascun soggetto che mette a disposizione reti e infrastrutture o che presta servizi sottoposti a regolazione adotti una carta dei servizi;

            m) richiede a chi ne è in possesso le informazioni e l'esibizione dei documenti necessari per l'esercizio delle sue funzioni, nonché raccoglie da qualunque soggetto informato dichiarazioni, da verbalizzare se rese oralmente;

            n) qualora sussistano elementi che indicano possibili violazioni della regolazione negli ambiti di sua competenza, svolge ispezioni presso i soggetti sottoposti alla regolazione mediante accesso a impianti e a mezzi di trasporto; durante l'ispezione, anche avvalendosi della collaborazione di altri organi dello Stato, può controllare i libri contabili e qualsiasi altro documento aziendale, ottenerne copia, chiedere chiarimenti e altre informazioni, apporre sigilli; delle operazioni ispettive e delle dichiarazioni rese deve essere redatto apposito verbale;

            o) svolge indagini conoscitive di natura generale, in collaborazione, ove opportuno, con l'Autorità garante della concorrenza e del mercato e con altre amministrazioni o autorità di regolazione;

            p) ordina la cessazione delle condotte in contrasto con gli atti di regolazione economica e con gli impegni assunti dai soggetti sottoposti a regolazione, disponendo le misure opportune di ripristino; nei casi in cui intenda adottare una decisione volta a fare cessare un'infrazione e le imprese propongano impegni idonei a rimuovere le contestazioni da essa avanzate, può rendere obbligatori tali impegni per le imprese e chiudere il procedimento senza accertare l'infrazione; può riaprire il procedimento se mutano le circostanze di fatto su cui sono stati assunti gli impegni o se le informazioni trasmesse dalle parti si rivelano incomplete, inesatte o fuorvianti; in circostanze straordinarie, ove ritenga che sussistano motivi di necessità e di urgenza, al fine di salvaguardare la concorrenza e di tutelare gli interessi degli utenti rispetto al rischio di un danno grave e irreparabile, può adottare provvedimenti temporanei di natura cautelare;

            q) valuta i reclami, le istanze e le segnalazioni presentati dagli utenti e dai consumatori, singoli o associati, in ordine al rispetto dei livelli qualitativi e tariffari da parte dei soggetti esercenti il servizio sottoposto a regolazione, ai fini dell'esercizio delle sue competenze;

            r) favorisce l'istituzione di procedure semplici e poco onerose per la conciliazione e la risoluzione delle controversie tra esercenti e utenti;

            s) ferme restando le sanzioni previste dalla legge, da atti amministrativi e da clausole convenzionali, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 10 per cento del fatturato dell'impresa interessata nei casi di inosservanza dei criteri per la formazione e l'aggiornamento di tariffe, canoni, pedaggi, diritti e prezzi sottoposti a controllo amministrativo, comunque denominati, di inosservanza dei criteri per la separazione contabile e per la disaggregazione dei costi e dei ricavi pertinenti alle attività di servizio pubblico e di violazione della disciplina relativa all'accesso alle reti e alle infrastrutture o delle condizioni imposte dalla stessa Autorità, nonché di inottemperanza agli ordini e alle misure disposti;

            t) irroga una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 5 per cento del fatturato dell'impresa interessata in caso di violazione dei provvedimenti della stessa Autorità diversi da quelli di cui alle lettere s) e u);

            u) applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino all'1 per cento del fatturato dell'impresa interessata qualora, nell'interesse o a vantaggio della medesima:

                1) i destinatari di una richiesta della stessa Autorità forniscano informazioni inesatte, fuorvianti o incomplete, ovvero non forniscano le informazioni nel termine stabilito;

                2) i destinatari di un'ispezione rifiutino di fornire ovvero presentino in modo incompleto i documenti aziendali, nonché rifiutino di fornire o forniscano in modo inesatto, fuorviante o incompleto i chiarimenti richiesti;

            v) applica la sanzione di cui alla lettera s), che può essere aumentata fino al 50 per cento, in caso di inottemperanza agli impegni di cui alla lettera p).

        12. L'Autorità è organo collegiale composto dal presidente e da quattro membri.

        13. Il presidente e i membri sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, all'esito della procedura di cui al comma 14.

        14. I componenti dell'Autorità sono designati, con deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nel rispetto dell'equilibrio di genere, fra soggetti che hanno presentato la loro candidatura nell'ambito di una procedura di sollecitazione pubblica, avviata con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di un apposito bando predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Le designazioni sono sottoposte al parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari, espresso a maggioranza di due terzi dei componenti, previa pubblicazione del curriculum vitae e audizione delle persone designate.

        15. I componenti dell'Autorità sono scelti tra persone di indiscussa moralità e indipendenza e di comprovata professionalità e competenza nei settori in cui opera l'Autorità. Non possono essere nominati componenti coloro che nell'anno precedente alla nomina hanno ricoperto incarichi elettivi politici o che, in relazione alle cariche assunte nell'anno precedente alla nomina nelle imprese soggette alla regolazione o alla vigilanza dell'Autorità, risultano portatori di interessi in conflitto con l'esercizio della predetta funzione di regolazione o di vigilanza, nonché coloro che sono stati componenti del collegio di un'altra autorità indipendente. Restano ferme, altresì, le incompatibilità per i titolari di cariche di Governo previste dalla normativa vigente. I componenti dell'Autorità sono nominati per un periodo di sette anni e non possono essere confermati nella carica. In caso di dimissioni o di impedimento del presidente o di un membro dell'Autorità, si procede alla sostituzione secondo le regole ordinarie previste per la nomina dei componenti della stessa Autorità, con la medesima durata in carica del componente sostituito e con mandato non rinnovabile.

        16. In caso di gravi e persistenti violazioni della presente legge, di impossibilità di funzionamento o di prolungata inattività, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, può deliberare, previo parere favorevole espresso a maggioranza di due terzi dei componenti dalle competenti Commissioni parlamentari, la revoca motivata del collegio, che è disposta con decreto del Presidente della Repubblica.

        17. Per l'intera durata dell'incarico i componenti dell'Autorità non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere interessi nelle imprese operanti nei settori di competenza dell'Autorità. All'atto di accettazione della nomina, i componenti dell'Autorità sono collocati fuori ruolo o in posizioni analoghe, se dipendenti di pubbliche amministrazioni. Nell'anno successivo alla cessazione dall'incarico i componenti dell'Autorità non possono intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con imprese nei cui confronti sono state adottate misure regolatorie specifiche o aperte istruttorie di vigilanza da parte dell'Autorità, né esercitarvi funzioni societarie. La violazione di tale divieto è punita, ferma restando la responsabilità penale ove il fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria pari nel minimo a 25.000 euro e nel massimo alla maggiore somma tra 250.000 euro e l'importo del corrispettivo percepito. Ferme restando le altre disposizioni previste dagli ordinamenti di settore, all'imprenditore che ha violato tale divieto si applicano le sanzioni previste dall'articolo 2, comma 9, della legge 14 novembre 1995, n. 481. Gli importi delle sanzioni di cui al presente comma sono rivalutati, ogni due anni, in base alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT).

        18. I componenti e i funzionari dell'Autorità, nell'esercizio delle loro funzioni, sono pubblici ufficiali e sono tenuti al segreto d'ufficio. Con apposito regolamento, l'Autorità adotta il proprio codice deontologico, che stabilisce le regole di condotta dei componenti, dei dirigenti e del personale, anche con previsioni relative al biennio successivo alla cessazione del mandato o del rapporto di impiego.

        19. L'Autorità ha autonomia organizzativa, contabile e amministrativa.

        20. Nelle materie inerenti l'organizzazione interna dell'Autorità, il collegio svolge le funzioni di indirizzo, programmazione e controllo. Le funzioni di gestione, ai sensi del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono attribuite ai servizi e agli uffici. Il collegio può attribuire al presidente o a singoli componenti la delega a svolgere attività specifiche o ad assumere determinazioni in ambiti di competenza specificamente individuati.

        21. All'amministrazione, al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'organizzazione interna dell'Autorità è preposto un segretario generale. Il segretario generale è nominato dal collegio, su proposta del presidente dell'Autorità, tra i dirigenti della stessa Autorità in servizio da almeno due anni e per un periodo non inferiore a quattro anni e non superiore a sette, salva la revoca per giusta causa. Ai rapporti del collegio con i servizi e con gli uffici può sovraintendere un capo di gabinetto, che svolge anche le funzioni di segretario del collegio. Il capo di gabinetto è nominato dal collegio, su proposta del presidente dell'Autorità.

        22. Per l'esercizio delle funzioni di controllo a carattere contenzioso e sanzionatorio, l'organizzazione interna dell'Autorità assicura la separazione tra funzioni istruttorie degli uffici e funzioni decisorie del collegio. Ferme restando le garanzie funzionaIi e procedurali previste dalla legge e dai rispettivi ordinamenti, l'Autorità, con appositi regolamenti, può individuare i casi in cui avvalersi, per lo svolgimento di attività preparatorie e strumentali, di altri soggetti pubblici secondo modalità definite in appositi accordi e convenzioni.

        23. L'Autorità provvede all'autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento nei limiti delle risorse finanziarie individuate ai sensi del comma 9. Le modalità di attuazione delle disposizioni per il finanziamento a carico degli operatori e del mercato, compresi i termini per il versamento e gli strumenti di controllo sulla efficienza della gestione a disposizione degli operatori e del mercato, sono fissati dall'Autorità con propria deliberazione, da sottoporre per l'approvazione al Presidente del Consiglio dei ministri, che provvede con decreto, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, entro venti giorni dai ricevimento. Decorso il predetto termine di venti giorni senza che siano state formulate osservazioni la deliberazione diventa esecutiva. Il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione, soggetto al controllo della Corte dei conti, sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.

        24. Con proprio regolamento, l'Autorità stabilisce le modalità di accesso al ruolo organico, per pubblico concorso, in conformità ai princìpi stabiliti dalla presente legge.

        25. L'Autorità può inoltre avvalersi, per motivate esigenze di carattere eccezionale, di un contingente di dipendenti dello Stato o di altre pubbliche amministrazioni collocati in posizione di comando o di fuori ruolo ovvero in aspettativa nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti. Il contingente non può essere superiore, complessivamente, a un ventesimo della dotazione organica dell'Autorità e il numero dei dirigenti in esso incluso non può essere superiore a un decimo dei posti delle qualifiche dirigenziali previsti dalla pianta organica della stessa Autorità. In aggiunta al contingente ordinario e nel limite di un quinto della dotazione organica iniziale stabilita al comma 7, l'Autorità può assumere personale specializzato, con contratto a tempo determinato disciplinato dalle norme di diritto privato. Per particolari esigenze di natura tecnica, l'Autorità può avvalersi, in aggiunta al contingente ordinario e nel limite di un ventesimo della dotazione organica iniziale stabilita al comma 7, di esperti assunti con contratto a tempo determinato disciplinato dalle norme di diritto privato. L'Autorità può altresì avvalersi di personale dipendente di altre autorità indipendenti in possesso delle competenze e dei requisiti di professionalità e di esperienza richiesti per l'espletamento delle singole funzioni, mediante collocamento fuori ruolo, nell'ambito di convenzioni concluse con le autorità interessate.

        26. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Autorità adotta i regolamenti concernenti l'organizzazione e il funzionamento, i bilanci, i rendiconti e la gestione delle spese, nonché il trattamento giuridico ed economico del personale addetto, nei limiti stabiliti dalla presente legge. L'Autorità provvede all'autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento nei limiti delle risorse finanziarie a sua disposizione.

        27. I regolamenti e gli atti a contenuto generale adottati dall'Autorità sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale e nel bollettino dell'Autorità, nonché, con funzione meramente informativa, nel sito internet della stessa Autorità. L'Autorità redige annualmente una raccolta degli atti di cui al presente comma, nonché delle disposizioni legislative e regolamentari statali oggetto di attuazione da parte della stessa Autorità. Di tale raccolta, che ha valenza meramente informativa, deve essere garantita adeguata pubblicità, anche mediante il sito internet dell'Autorità.

        28. I regolamenti e gli atti a contenuto generale dell'Autorità, esclusi quelli attinenti all'organizzazione interna, devono essere motivati con riferimento alle scelte di regolazione e di vigilanza del settore o della materia su cui vertono. Essi sono accompagnati da una relazione che illustra le conseguenze dei medesimi atti sulla regolamentazione, sull'attività degli operatori e sugli interessi dei consumatori e degli utenti.

        29. L'Autorità consulta i soggetti interessati e i loro organismi rappresentativi e si avvale di forme di consultazione pubblica, basate sulla diffusione di schemi e versioni preliminari dell'atto da adottare, al fine di acquisire, entro un congruo termine, osservazioni scritte. L'Autorità può altresì consentire agli interessati di presentare le loro osservazioni anche oralmente, in audizioni individuali o collettive, delle quali è redatto verbale. L'Autorità rende pubblici mediante il proprio sito internet i risultati delle consultazioni svolte, fatta salva la tutela di eventuali informazioni riservate. La pubblicazione dei singoli contributi è consentita previo consenso del soggetto che ha partecipato alla consultazione.

        30. L'Autorità sottopone a revisione periodica, almeno ogni tre anni, il contenuto degli atti di regolazione da essa adottati, per adeguarli all'evoluzione delle condizioni di mercato e dei bisogni dei consumatori e degli utenti, nel rispetto del principio di proporzionalità.

        31. L'Autorità disciplina con propri regolamenti l'applicazione dei princìpi di cui al presente articolo, indicando i termini massimi per la conclusione dei procedimenti e i casi di necessità e di urgenza o le ragioni di riservatezza per cui è ammesso derogarvi con decisione motivata.

        32. I procedimenti di controllo a carattere contenzioso e i procedimenti sanzionatori sono svolti dall'Autorità nel rispetto dei princìpi della piena conoscenza degli atti istruttori, del contraddittorio e della verbalizzazione, nonché della distinzione tra funzioni istruttorie degli uffici e funzioni decisorie del collegio. Restano salve le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 24 della legge 28 dicembre 2005, n. 262.

        33. Per l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie da parte dell'Autorità si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui al capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Le sanzioni medesime sono determinate in considerazione della gravità e della durata dell'infrazione. Non è in ogni caso ammesso il pagamento in misura ridotta di cui all'articolo 16 della medesima legge n. 689 del 1981, e successive modificazioni.

        34. Gli introiti delle sanzioni di cui al presente articolo sono destinati a un fondo istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti finalizzato all'adozione di iniziative destinate al miglioramento della qualità e della sicurezza dei servizi di trasporto agli utenti e ai consumatori.

        35. Ogni controversia avente ad oggetto atti e provvedimenti dell'Autorità è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La competenza di primo grado spetta in via esclusiva, anche per l'emanazione di misure cautelari, al tribunale amministrativo regionale del Lazio con sede in Roma. Le questioni di competenza di cui al presente comma sono rilevabili d'ufficio. I giudizi di cui al presente comma rientrano tra quelli di cui all'articolo 23-bis, comma 1, lettera d), della legge 6 dicembre 1971, n. 1034. In tali giudizi l'incarico di consulente tecnico d'ufficio non può essere attribuito a dipendenti dell'Autorità, anche se cessati dal servizio da meno di cinque anni.

        36. È fatta salva la disposizione in materia di foro del pubblico impiego di cui all'articolo 3, secondo comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034; alle relative controversie non si applica quanto previsto dal comma 1 del presente articolo.

        37. Restano ferme le eccezioni previste dall'articolo 24, comma 5, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, e successive modificazioni, per l'impugnazione dei provvedimenti sanzionatori nel settore finanziario, assicurativo e della previdenza complementare.

        38. L'Autorità riferisce al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti presentando una relazione annuale che illustra, tra l'altro, l'andamento delle entrate in applicazione del meccanismo di autofinanziamento di cui all'articolo 1, comma 9.

        39. L'Autorità può presentare al Parlamento e al Governo pareri e segnalazioni in ordine alle iniziative legislative o regolamentari necessarie alla promozione della concorrenza e al perseguimento dei suoi obiettivi.

        40. L'Autorità collabora con le altre autorità autonome nelle materie di competenza concorrente, anche mediante la stipula di apposite convenzioni, e assicura la leale cooperazione, anche attraverso segnalazioni e scambi di informazioni, con le autorità e le amministrazioni competenti dell'Unione europea e di altri Stati, al fine di agevolare le rispettive funzioni. L'Autorità è l'unico soggetto designato a partecipare alle reti e agli organismi comunitari, europei e internazionali che riuniscono le autorità nazionali di regolamentazione, vigilanza e garanzia nei settori e negli ambiti di competenza. La designazione dei soggetti partecipanti ai gruppi di consultazione del Consiglio dell'Unione europea spetta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il quale, sotto la propria responsabilità e il proprio controllo, può farsi assistere o sostituire da organi tecnici.

        41. Le pubbliche amministrazioni sono tenute a fornire all'Autorità, oltre a notizie e informazioni, la collaborazione necessaria per l'adempimento delle sue funzioni.

        42. Nell'esercizio dei poteri ispettivi e di raccolta di informazioni, l'Autorità può avvalersi, in relazione alle specifiche finalità degli accertamenti, del Corpo della guardia di finanza, che agisce con i poteri ad esso attribuiti per l'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi, utilizzando strutture e personale disponibili in modo da non determinare oneri aggiuntivi. Tutte le notizie, le informazioni e i dati acquisiti dal Corpo della guardia di finanza nell'assolvimento dei compiti previsti dal presente comma sono coperti dai segreto d'ufficio e sono senza indugio comunicati all'Autorità».

7.0.21

LATRONICO

Accantonato

Dopo l'articolo 7, inserire il seguente:

«Art. 7-bis.

(Canoni per l'utilizzo di beni demaniali)

        1. Nella determinazione dei canoni per l'utilizzo dei beni demaniali funzionali all'esercizio degli impianti di produzione di energia, le Regioni e le Province si attengono ai criteri e ai valori minimi e massimi, modulabili a livello locale, individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano».

7.0.300 (testo 2)

GARAVAGLIA MASSIMO, VACCARI, PITTONI

Accantonato

Dopo l'articolo 7, inserire il seguente:

«Art. 7-bis.

        Al comma 2, dell'articolo 5, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, sono soppresse le seguenti parole: "i beni oggetto di accordi o intese con gli enti territoriali per la razionalizzazione o la valorizzazione dei rispettivi patrimoni immobiliari sottoscritti alla data di entrata in vigore del presente decreto;"»

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