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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 539 del 13/04/2011


PITTONI (LNP). Signor Presidente, signor Ministro, negli ultimi anni la scarsità di risorse per lo spettacolo ha rischiato di determinare la chiusura di interi settori di attività che consideriamo strategici per il Paese.

Il disegno di legge n. 2665, di conversione del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, provvede a incrementare, a decorrere dal 2011, i fondi a disposizione. Desidero soffermarmi su due aspetti: il Fondo unico per lo spettacolo (FUS) e le fondazioni lirico-sinfoniche. Il Fondo unico per lo spettacolo è stato istituito nel 1985 per il sostegno finanziario ad enti, istituzioni, associazioni, organismi e imprese operanti nei settori delle attività cinematografiche, musicali, di danza, teatrali, circensi e dello spettacolo viaggiante ma, nel contesto attuale, le risorse da esso provenienti rappresentano solo una parte, circa la metà, del finanziamento pubblico generale allo spettacolo dal vivo, che gode di ulteriori forme di sostegno finanziario, provenienti da Stato, Regioni e enti locali, che assumono un ruolo strategico per il supporto dell'intero settore. Al riguardo, va sottolineato che l'attività delle Regioni nel settore dello spettacolo, pur in assenza di una legislazione statale di cornice, si è sempre più sviluppata negli anni, prevedendo investimenti sul piano della progettazione, della promozione, della comunicazione e del sostegno alle diverse iniziative culturali del territorio.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 255 del 2004, ha quindi considerato possibile l'eventualità che siano le Regioni a disciplinare un settore così fortemente caratterizzato da legami con il territorio di riferimento, con riguardo al tessuto produttivo e ai potenziali fruitori dell'attività culturale, purché tale disciplina sia circoscritta all'interno di una cornice unitaria statale, garantita dal riconoscimento della riserva allo Stato della disciplina di principio.

Al di là degli attuali contributi assegnati al FUS, è auspicabile che il Governo possa promuovere l'adozione di una riforma organica del sistema di gestione e distribuzione dei finanziamenti del Fondo unico per lo spettacolo, ispirandosi ad un modello di gestione che riconosca alle Regioni un ruolo più incisivo.

Riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche, sono certo che convenga con noi, signor Ministro, sul fatto che l'opera lirica rappresenta in modo straordinariamente efficace la nostra identità culturale all'estero. Le fondazioni lirico-sinfoniche da sempre svolgono una funzione fondamentale, quella di mantenere vive le nostre straordinarie tradizioni musicali e di balletto. Ma le fondazioni lirico-sinfoniche vivono oggi una situazione drammatica, con spese per il personale (circa 5.500 unità) che assorbono circa il 70 per cento del finanziamento pubblico. Risultano accumulate dal settore lirico-sinfonico perdite per complessivi 250 milioni di euro, a fronte di una situazione patrimoniale che vede in molti casi eroso anche il patrimonio indisponibile, costituito dal diritto d'uso gratuito degli immobili. Elevatissimi risultano essere, inoltre, gli interessi passivi (circa 10 milioni di euro) a causa del continuo ricorso al credito bancario. Lo stesso ministro Bondi, nel depositare agli atti della 7a Commissione i dati analitici sui bilanci delle fondazioni, aveva segnalato che il deficit delle fondazioni per l'anno 2007 è di 16 milioni di euro e che esso è pari a 160 milioni di euro relativamente al periodo 2002-2008.

Esprimo soddisfazione per il sostegno che il Governo intende dare alle fondazioni lirico-sinfoniche, che la riduzione degli stanziamenti destinati alla cultura aveva messo in grave sofferenza. Auspico ora che una quota crescente del finanziamento statale sia destinata in base alla qualità delle produzioni. È altresì importante che venga incentivata un'adeguata contribuzione da parte degli enti locali, e l'introduzione di misure volte ad accrescere la produttività del settore. Dobbiamo inoltre pensare a nuove iniziative volte a favorire una maggiore stabilità del settore, tramite strumenti di finanziamento a carattere pluriennale che permettano di conoscere con il giusto anticipo le risorse a disposizione per una più corretta gestione delle stesse e prevedere la possibilità di specifici finanziamenti statali per le fondazioni (con funzione perequativa e premiante), in ragione dei risultati culturali più interessanti sul piano delle proposte, della qualità e dei progetti culturali.

È necessario mettere in campo ogni azione utile a incentivare l'intervento nel settore dei soggetti privati garantendo agevolazioni fiscali a questo tipo di contribuzioni, valorizzare le finalità e il carattere sociale delle fondazioni lirico-sinfoniche, il loro ruolo educativo verso i giovani, la loro mission di trasmissione dei valori civili fondamentali verso cui, del resto, sono sempre state orientate le nostre grandi istituzioni teatrali e culturali.

In vista del federalismo occorre prevedere, infine, l'attivazione di un percorso che coinvolga tutti i soggetti interessati, quali le Regioni, i Comuni, le Soprintendenze, le fondazioni, le organizzazioni sindacali rappresentative. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facoltà.