l'Associazione nuovi consumatori europei ha presentato un esposto all'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato in merito alla procedura di cessione della società Siremar lamentando un tentativo di concentrazione tra Ustica Lines e Siremar, appartenente al gruppo Tirrenia in via di privatizzazione, concessionarie dei servizi di trasporto marittimo in Sicilia, entrambe società di navigazione;
Ustica Lines SpA detiene in Sicilia una quota di mercato pari al 40 per cento e fruisce di contributi regionali per assicurare le cosiddette tratte sociali per circa 50 milioni di euro;
Siremar detiene in Sicilia una quota di mercato pari al 50 per cento e fruisce di contributi statali per circa 56 milioni di euro, al fine di assicurare le tratte sociali;
nell'ipotesi in cui Ustica Lines, dovesse risultare aggiudicataria per l'acquisizione della società Siremar, la stessa deterrebbe il 90 per cento delle quote di mercato del trasporto marittimo passeggeri in Sicilia e fruirebbe di oltre 100 milioni di euro su base annua per assicurare le tratte sociali;
in questa ipotesi verrebbe palesemente violato il disposto di cui all'art. 3 della legge n. 287 del 1990, atteso che verrebbe a definirsi un'evidente ipotesi di concentrazione tra imprese con un palese abuso di posizione dominante in un mercato rilevante qual è quello della Sicilia,
si chiede di sapere:
quali azioni i Ministri in indirizzo ritengano di intraprendere, in ragione delle rispettive competenze, a tutela degli interessi degli utenti e dei consumatori anche al fine di evitare, sotto qualsiasi forma, la concentrazione del servizio in capo ad una sola compagnia di navigazione ed assicurare la concorrenza a tutela del contenimento dei prezzi e di una maggiore efficienza dei servizi;
se ritengano congruo e corrispondente alla normativa vigente, oltre che alle regole del libero mercato, il cumulo delle erogazioni, sotto forma di contributo per garantire le tratte sociali, in favore di un unico gruppo per i medesimi servizi da parte della Regione Siciliana e dello Stato senza che vi sia alcun obbligo al fine di garantire la libera concorrenza.
(4-05009)