RUTELLI (Misto-ApI). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, ci chiediamo se ci sono dei colpevoli, degli assassini delle centinaia di persone che sono tragicamente annegate nel Canale di Sicilia, a cui lei, Presidente, ha offerto la solidarietà profonda del nostro Senato. Una risposta è necessaria, e siamo in grado di darla. In troppi maledicono il mare o la scarsa umanità di qualche Governo, ma gli assassini hanno una precisa identità: sono le organizzazioni criminali che trafficano gli esseri umani. Stiamo facendo abbastanza per contrastarle? No. Stiamo predisponendo misure per modificare questa situazione? Assolutamente no.
Il ministro Maroni ci ha dato una comunicazione corretta sui fatti, ma del tutto reticente sulle motivazioni dei fatti e sugli errori capitali commessi dal Governo. E questo, signor Presidente, per un semplice motivo politico: questi errori sono stati provocati proprio dal partito che il Ministro rappresenta nel Governo. Cinque errori capitali che sono conseguenza delle pretese demagogiche, presuntuose e pretestuose della Lega.
Primo. Il Governo non ha predisposto per tempo - nonostante fosse previsto ed annunciato da lei stesso, Ministro, un mese fa, l'arrivo di migliaia di migranti - un piano nazionale per il loro smistamento, determinando la drammatica crisi di Lampedusa.
Secondo. Esplosa la crisi, il Governo ha ripartito i flussi in modo smaccatamente irresponsabile - tutti subito in Sicilia e nelle Regioni del Sud - provocando così le dimissioni del sottosegretario Mantovano, cui lei non ha dedicato neppure una parola.
Terzo. Ha rifiutato di prendere in esame l'applicazione dell'articolo 20 del Testo unico sull'immigrazione, che permette la protezione umanitaria con permessi temporanei. Anche questa è una scelta strettamente ideologica.
Quarto. Questo ritardo ha creato il caos al confine italo-francese ed ha allontanato la possibilità, signor Presidente, dell'assunzione di maggiori responsabilità da parte dell'Unione europea, visto che tra queste persone vi sono richiedenti asilo, cui l'Italia deve prestare protezione, lo sottolineo, ma anche molte persone che mirano a raggiungere altri Paesi europei.
Apro una parentesi, signor Ministro, su quello che lei ha definito il partner sharing, cioè la ripartizione di responsabilità: ma con che credibilità vi presentate in Europa, voi che vi caratterizzate per lo slogan: «Fuori dalle balle»? (Applausi dai Gruppi Misto-ApI, UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE, IdV e PD). Con che credibilità vi presentate a dialogare con gli altri Ministri europei? Ma lo sa, signor Ministro, che la Germania ha assunto centinaia di migliaia di rifugiati? Lei è andato in Tunisia, e sa benissimo che i tunisini hanno il problema delle centinaia di migliaia di rifugiati che attraversano l'ormai incontrollato confine con la Libia. Voi parlate in termini demagogici, privi di concretezza e pretendete che l'Europa, che insultate quotidianamente, assuma le responsabilità che spettano all'Italia nella cornice europea.
Ora, signor Presidente, è evidente, ed è il quinto punto fondamentale su cui centrerò la parte finale del mio intervento, che il Governo continua a sottovalutare l'incidenza strategica del traffico di persone sul piano umanitario e per la sicurezza nazionale. Voglio ricordare le precise proposte che un rapporto del COPASIR, approvato all'unanimità nel 2009, ha formulato in Parlamento. Oggi, Presidente, la crisi totale della cornice di sicurezza e di controllo tra Libia e Tunisia è il problema. Ci si illude di limitare fenomeni giganteschi dentro i 20 chilometri quadrati dell'isola di Lampedusa o altrove? Intendiamo mettere alla prova, signor Ministro, alcuni suoi annunci: oggi stesso presenteremo una mozione al Senato perché l'Italia assuma una leadership europea e internazionale sul piano umanitario, della prevenzione e del contrasto al traffico di esseri umani. Siamo potenzialmente la porta d'accesso per milioni di disperati e di persone desiderose di migliorare le proprie condizioni di vita. Queste persone, Presidente, non arrivano attraverso i ben noti percorsi del Golfo di Guinea o dal Corno d'Africa, acquistando un biglietto del treno o dell'autobus. Questa spinta umana, che può diventare travolgente, è attivata da organizzazioni e reti criminali che stanno realizzando grandi guadagni, e dunque si stanno ulteriormente rafforzando.
Il nostro Governo ha le mani legate: sì, legate dalla Lega, ministro Bossi, e sta continuando nei suoi errori. (Commenti dal Gruppo LNP).
Per questo, di fronte alla paralisi politica evidenziata dalle dimissioni del sottosegretario Mantovano, alla perdita di autorevolezza internazionale e all'incapacità gestionale delle crisi umanitarie, noi chiediamo la formazione di un altro Governo, non inchiodato alla propaganda, ma capace di affrontare i grandi problemi del nostro tempo.(Applausi dai Gruppi Misto-ApI, UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE, IdV e PD. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Maraventano. Ne ha facoltà.