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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 536 del 07/04/2011


MARONI, ministro dell'interno. Esprime il cordoglio del Governo per le vittime dell'incidente avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 aprile nel Canale di Sicilia: grazie al soccorso immediatamente prestato dalle autorità italiane, su richiesta delle autorità maltesi ed in acque di loro competenza, sono state tratte in salvo 51 persone e sono tutt'ora in corso le operazioni di ricerca dei circa 150 dispersi, anche se le speranze di trovarli ancora in vita affievoliscono col passare delle ore. Dall'inizio dell'anno si sono susseguiti 390 sbarchi: nelle sole isole Pelagie sono arrivate 23.352 persone, nella grande maggioranza di nazionalità tunisina e quindi da considerarsi prive dei requisiti di rifugiati o richiedenti asilo, a differenza di quelle provenienti dalla coste libiche. Queste ultime, quasi tutte di etnia somala o eritrea, in considerazione del loro differente status sono state raccolte in centri di accoglienza per i rifugiati ed in particolare nel centro per richiedenti asilo allestito a Mineo, che vuole costituire un modello organizzativo volto ad agevolare l'inserimento nella società di coloro che non potranno essere rimpatriati. Gli sbarchi hanno avuto la peculiare caratteristica di essersi concentrati in un periodo di tempo assai limitato e ciò ha determinato difficoltà di intervento e gravi problemi e tensioni nell'isola di Lampedusa, che verrà risarcita con una serie di misure compensative. Il Governo si è attivato per distribuire uniformemente gli immigrati in strutture di emergenza sull'intero territorio nazionale, siglando a tal fine il 30 marzo scorso un accordo con la Conferenza unificata, cui ne è seguito un altro ieri sera, pronto per divenire operativo, che attribuisce la responsabilità di individuare i siti di accoglienza al sistema di protezione civile nazionale, con il coinvolgimento del livello regionale. Una particolare attenzione è stata assegnata alla sistemazione dei minori, che in quanto tali non saranno rimpatriati. Negli accordi il Governo ha inoltre assunto l'impegno ad avviare un'iniziativa in ambito comunitario per far accettare l'attuazione della direttiva n. 55 del 2001 in materia di protezione internazione: fino ad oggi, infatti, l'Italia si è fatta carico di tutti gli oneri dei recenti flussi migratori provenienti dal Nord Africa, mentre ne andrebbe sancita la condivisione a livello comunitario, prevedendo la redistribuzione dei migranti sull'intero territorio europeo, secondo criteri da definire. Sono invece del tutto insufficienti le rassicurazioni dell'Unione europea in ordine alla destinazione all'Italia di risorse economiche o al rafforzamento dell'attività di coordinamento dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne (Frontex). L'Italia è attiva sul fronte della stipula di accordi bilaterali con i Paesi nord-africani per il contrasto all'immigrazione clandestina: da ultimo, è stato siglato un nuovo accordo con la Tunisia, che prevede una cooperazione attiva per prevenire i flussi migratori e disciplina procedure semplificate di rimpatrio per tutti i cittadini tunisini che arriveranno clandestinamente in Italia da oggi in avanti; a quelli già in Italia, qualora non rientrino in alcune categorie socialmente pericolose definite per legge, verrà concesso un permesso di soggiorno temporaneo. È però ora giunto il momento di promuovere una politica comunitaria di gestione del fenomeno, tesa a prevenire i flussi migratori irregolari attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale; tema, questo, che comincerà ad essere affrontato il 26 aprile prossimo in occasione dell'incontro della delegazione italiana con il presidente francese Sarkozy. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e dei senatori Fosson e Contini).