dopo l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone si susseguono sugli organi di stampa notizie contrastanti sulle operazioni di contenimento del danno ambientale;
i livelli di radioattività accertati - almeno in un'area di 30 chilometri intorno all'impianto - sono elevatissimi e nel mare antistante alla centrale sono addirittura di 7,5 milioni di volte superiore ai livelli normali;
nessuno è in grado di dire per quanto tempo rimarranno tali e quali conseguenze questa radioattività avrà sull'ambiente marino e sulle popolazioni;
il Ministro della salute ha assicurato severi controlli sulle importazioni dal Giappone - soprattutto per i generi destinati all'alimentazione - tuttavia nulla è stato detto sul rischio che si corre nei porti e negli scali in cui si movimentano i container provenienti da questo Paese o in cui attraccano natanti o atterrano cargo giapponesi che potrebbero essere contaminati da alti livelli di radioattività,
si chiede di conoscere:
se i Ministri in indirizzo siano in grado di escludere rischi per la salute e l'incolumità del personale dei porti e degli aeroporti che dovessero entrare in contatto con questi container;
se siano stati predisposti piani cautelari e/o profilassi che scongiurino qualsiasi forma di contaminazione dei lavoratori portuali (come l'hub di Gioia Tauro - Reggio Calabria);
se sia stato attivato un piano di emergenza che entri in opera in caso di accertamento di radioattività e che faccia recepire in tempi rapidi disposizioni o direttive europee e nazionali;
se le autorità portuali e aeroportuali dispongano di attrezzature adeguate affinché i lavoratori degli scali possano proteggersi dall'eventuale presenza di radioattività.
(3-02057)