PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, sul quale è stato presentato un emendamento che invito i presentatori ad illustrare.
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Signor Presidente, il nostro emendamento 1.100 mira a rendere coerente la legge. Il titolo della legge reca l'abrogazione dell'equipollenza dei diplomi di laurea, quindi sarebbe bastato il comma 1 dell'articolo 1. Con i commi 2 e 3 noi mettiamo il Governo in condizione di aggirare di nuovo questa disposizione con un regolamento.
I colleghi sanno - sono felice che sia presente il Ministro della salute ad ascoltare - che si tratta di due lauree importanti, senza alcun dubbio. È la valorizzazione della dignità delle professioni scelte che fa sì che noi dobbiamo valorizzarle entrambe. Non è possibile dover consentire una via di uscita laterale per chi, avendo scelto una professione, essendo rimasto senza insegnamenti ed occupazione, ha bisogno che ci sia una equipollenza: per fare cosa, Ministro, Sottosegretario, colleghi? Per accedere alla preparazione ad una professione di carattere sanitario. Badate bene che la fisioterapia è essenziale nella riabilitazione e, stante le tante e diverse cure di lungo periodo e di alta qualificazione, c'è bisogno addirittura del fisioterapista con specializzazioni.
Come facciamo ad ottenere la specializzazione di un professore di educazione fisica? Di questi, hanno bisogno i giovani. Il Ministro della pubblica istruzione piuttosto aumenti le ore di scienze motorie. Là abbiamo la prevenzione di scoliosi e obesità, e la fisioterapia è riabilitazione e attività squisitamente sanitaria.
Per questo i commi 2 e 3 non sarebbero nemmeno dovuti apparire. I colleghi che hanno parlato finora hanno evidenziato la necessità di evitare una navette con la Camera. Noi siamo qui a votare una contraddizione: bastava ascoltare anche solo l'ultima parte dell'intervento del collega Asciutti per capire che i commi 2 e 3 dell'articolo 1 non giovano alla dignità né dei fisioterapisti né dei laureati in scienze motorie.
Perciò chiederei all'Assemblea una attenzione molto particolare. È un provvedimento che sembra piccolo perché di breve discussione, ma è di grande importanza rispetto al destino di coloro che hanno raggiunto queste lauree e dei titolari del diritto alla tutela della salute.
Inoltre, Presidente e colleghi, nel 2010 abbiamo approvato la legge n. 240 sul riordino dell'università. Addirittura si possono accorpare o abolire facoltà. Il Ministro chiede la riduzione dei corsi di laurea: qui abbiamo a che fare con una laurea a numero programmato, come tutte le altre professioni in sanità, ma ora introduciamo un elemento di disturbo grave anche dell'autonomia universitaria.
Viene compiuta nuovamente una scelta centralista, che va contro gli interessi di tutti: di coloro che scelgono una laurea, dei cittadini italiani che hanno bisogno di servizi diversificati di prevenzione e di riabilitazione, e anche del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle università che, a pochi mesi di distanza, vedono addirittura ridimensionato il loro indirizzo politico e amministrativo.
Pertanto, prego tutti di considerare attentamente l'emendamento e di votare in senso favorevole. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame.
BEVILACQUA, relatore. Esprimo parere contrario.
VICECONTE, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Esprimo parere conforme al relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.100.
CAFORIO (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFORIO (IdV). Signor Presidente, l'emendamento 1.100, unico emendamento presentato in Assemblea sul provvedimento in esame, rappresenta, come già ampiamente detto nel mio precedente intervento in discussione generale, l'intenzione primaria che l'Italia dei Valori ha manifestato sia nella scorsa che in questa legislatura.
Come già detto, dopo aver acquisito l'intendimento dei colleghi dell'altro ramo del Parlamento su questo testo - e badate bene, colleghi, che alla Camera il provvedimento è stato approvato con il voto unanime della Commissione in sede legislativa - le condizioni politiche sono mutate.
L'Italia dei Valori vuole rispettare appieno l'impianto legislativo approvato dalla Camera dei deputati e, pur avendo presentato lo stesso emendamento in Commissione, non potrà votare favorevolmente sullo stesso solo ed esclusivamente per evitare il pericolo di un ennesimo rimpallo di questo provvedimento che, altrimenti, temo non vedrebbe mai una conclusione.
Per questi motivi, annuncio l'astensione del Gruppo dell'Italia dei Valori sull'emendamento 1.100.
ASCIUTTI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASCIUTTI (PdL). Signor Presidente, anch'io sono dispiaciuto del rapporto tra maggioranza e opposizione in quest'Aula. Vorrei ricordare a me stesso e a tutti noi che è vero che i due rami del Parlamento sono distinti, ma mi sembra veramente assurdo che il Partito Democratico all'unanimità, insieme alla maggioranza e a tutta l'opposizione, abbia votato alla Camera a favore del testo in esame.
Noi avevamo detto che avremmo preferito il nostro testo ma, dal momento che l'interesse generale era quello di approvare definitivamente questo disegno di legge, voteremo il testo pervenutoci dalla Camera dei deputati. È un'occasione. Invito dunque ancora una volta il Partito Democratico, non l'opposizione, a rivedere la sua posizione. Mi sembra davvero assurdo che l'opinione del PD, nel passaggio tra Camera e Senato, sia diversa. È certamente lecito cambiare opinione, ma su un siffatto provvedimento, che nulla lede rispetto alla questione generale più importante riferita al comma 1 dell'articolo 1, non riesco a comprenderlo.
Per questo motivo voteremo contro l'emendamento 1.100 in modo da porre termine a una questione che ormai da troppo tempo si dibatte nel Paese e finalmente trova la giusta soluzione. (Applausi dei senatori Possa e Bevilacqua).
VALDITARA (Misto-FLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDITARA (Misto-FLI). Signor Presidente, intervengo brevemente per riassumere la posizione del Gruppo Futuro e Libertà che, condividendo questo disegno di legge su cui si è manifestata già un'ampia intesa in Commissione, e da molto tempo, voterà contro l'emendamento presentato, mantenendo fede agli impegni presi. Dunque voterà senz'altro a favore di questo provvedimento, che deve essere approvato nel più breve tempo possibile. (Applausi del senatore Fosson).
RUSCONI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSCONI (PD). Signor Presidente, io non voglio fare commenti e rispetto il parere di tutti. Invito tutti i colleghi intervenuti, soprattutto quelli che fanno parte della 7a Commissione e hanno presentato questo emendamento, a rileggersi i propri interventi in quella sede, in particolare ciò che hanno dichiarato riguardo ai commi 2 e 3 dell'articolo 1 approvato dalla Camera, avendo sostenuto che era assolutamente necessario da parte del Senato abrogare tali commi perché violavano la legge sull'università.
Penso che un po' di coerenza ognuno di noi dovrebbe mantenerla, e il Gruppo del Partito Democratico in Commissione e in Aula decide di farlo. Ci vorrebbe un quarto d'ora: ne abbiamo parlato anche con i colleghi alla Camera (perché noi ci parliamo con i colleghi della Camera).
Voglio ricordare un dato che ho citato prima in discussione generale: quando la Camera ha approvato questo provvedimento non vi era ancora la nuova legge sull'università, la n. 240 del 2010: vorrei che ciò rimanesse agli atti. Per tale ragione, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.100 (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Rusconi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.100, presentato dal senatore Rusconi e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione. Commenti del senatore Perduca).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 572-B
PERDUCA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signor Presidente, è inutile che lei mi dia la parola ora. Nel corso della votazione le avevo segnalato che c'era una violazione del Regolamento per cui risultavano aver votato anche senatori che non erano in Aula. Si poteva sicuramente tenere la votazione aperta per dare modo di entrare in Aula a chi non era presente e comunque risultava votante.
Questo il motivo per cui prima le avevo chiesto la parola.
INCOSTANTE (PD). È una questione di correttezza.