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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 533 del 05/04/2011


CAFORIO (IdV). Volevo dire quindi che alla base di tutto c'è un grande equivoco. Mi riferisco all'errore madornale che molte facoltà di medicina hanno fatto quando, per vari motivi e - perché no - interessi, hanno deciso di ospitare corsi di laurea in scienze motorie.

Questa è stata la decisione che ha creato false aspettative ed illusioni. Il tutto poi, in presenza di un altissimo tasso di disoccupazione per una categoria e di una quasi totale occupazione per l'altra, ha accentuato il fenomeno dell'abusivismo, tenuto conto anche del fatto che questo Parlamento ancora non è stato e non è in grado di completare il ciclo di riforma delle allora «arti sanitarie». Ciclo di riforma che prevede l'istituzione di ben 22 profili professionali, dei relativi corsi di laurea e di altrettante professioni sanitarie (non mediche), nonché l'istituzione dei relativi ordini ed albi, regolamentando così questo delicatissimo settore.

Per spiegare la mia perseveranza nel volere l'abrogazione della equipollenza tra i due titoli, permettetemi di toccare la mia sfera personale, e di ciò vi chiedo anticipatamente scusa. Sono anch'io un professionista sanitario. Sono laureato in tecnica ortopedica e, nel mio lungo percorso professionale e lavorativo (circa quarant'anni), ho lavorato spessissimo fianco a fianco con fisioterapisti: ho quindi avuto modo di apprezzare il loro lavoro, unico ed indispensabile nel recuperare e riabilitare pazienti affetti da gravi patologie dell'apparato locomotore.

In sintesi, tanto per fare un esempio, colleghi - e chiedo un minimo di attenzione dell'Assemblea, signor Presidente - io non farei mai manipolare la mia colonna vertebrale da un laureato in scienze motorie, pur bravo che possa essere, né tanto meno farei seguire un bambino cerebroleso allo stesso professionista. Sfido chiunque in quest'Aula a sostenere che, per curare la propria cervicale, preferirebbe un intervento dì un laureato in scienze motorie, così come è formato, alla luce delle norme in vigore e dei percorsi formativi attualmente attivati. Colleghi, per curare le patologie servono medici e professionisti del settore sanitario.

I laureati in scienze motorie che vorranno cimentarsi in questo delicatissimo settore potranno sempre e comunque farlo dopo aver acquisito con lo studio e con la pratica - non ope legis - tutte le competenze già previste dall'ordinamento universitario.

Per questo, Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia dei Valori all'Atto Senato n. 572-B. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Marini. Congratulazioni).