l'inchiesta condotta dall'organizzazione dei consumatori sui ritardi dei treni italiani ha rilevato che il trasporto ferroviario nel Lazio presenta forti criticità; dai risultati dell'inchiesta si nota, infatti, che nel Lazio molte tratte ferroviarie sono ben lontane dal centrare l'obiettivo, previsto nella Carta dei servizi di Trenitalia, secondo cui l'88 per cento dei treni dovrebbe essere in orario;
da anni i comitati dei pendolari denunciano il protrarsi del grave stato di degrado del servizio, evidenziando come i treni viaggino normalmente con ritardi generalizzati dell'ordine di 10-20 minuti, come spesso i treni siano soppressi o viaggino con un numero di carrozze inferiore a quello previsto e, tra quelle viaggianti, spesso si verifichino guasti agli impianti di riscaldamento e illuminazione;
il Codacons e il Movimento consumatori più volte hanno denunciato con fermezza i disservizi che i pendolari sono costretti a sopportare per i ritardi, in particolare per le condizioni igienico-sanitarie relative alla pulizia dei convogli: bagni fuori uso, servizi igienici inutilizzabili, carrozze sporche, senza distinzione tra treni Intercity o interregionali;
dall'ultima indagine di Cittadinanzattiva del dicembre 2010, risulterebbe che gli standard qualitativi dei servizi da Latina a Roma sono tra i peggiori del Lazio; il 75 per cento dei treni parte con oltre 10 minuti di ritardo ed il 50 per cento arriva in media con 15 minuti di ritardo; forte sovraffollamento nella fascia oraria 7-9 da Latina a Roma e 14-15, nonché 17-20 da Roma a Latina; scarsa pulizia dei convogli, sedili impraticabili, toilette maleodoranti e spesso inagibili; informazioni inesistenti nelle situazioni di disservizio;
dal 1° aprile 2011 un nuovo onere arriva sui pendolari di Latina; Trenitalia in accordo con la Regione Lazio, infatti, impone l'obbligatorietà annuale per le integrazioni Intercity, con un esborso in un'unica soluzione che ammonta a 150 euro a fronte dei 12 euro mensili stabiliti precedentemente; tale provvedimento non alleggerirà certamente la situazione di disagio dei pendolari di Latina; gli utenti che ne risentiranno maggiormente saranno tutti quelli che pagheranno l'integrazione Intercity anche per i mesi in cui non avranno la necessità di viaggiare, ad esempio gli studenti, gli insegnanti, i lavoratori stagionali, i lavoratori in ferie, eccetera;
considerato che:
anche Latina, come le altre città, ha diritto a collegamenti la cui qualità abbia livelli in linea con gli impegni assunti da Trenitalia nel contratto di servizio con la Regione Lazio;
un maggior presidio operativo da parte di Trenitalia garantirebbe puntualità dei collegamenti, pulizia delle vetture, maggiore informazione e una rete più efficiente dei servizi di vendita;
i pendolari di Latina sono tra i più vessati dell'intera regione e l'adozione del provvedimento che impone l'obbligatorietà annuale per le integrazioni Intercity rende ancora più evidente, a giudizio dell'interrogante, l'inadeguatezza dell'azione svolta dal Presidente della Regione Polverini nei confronti della difesa dei diritti dei pendolari confermando la totale assenza programmatica, anche da parte della sua Giunta, in merito ad un problema che sta causando forti disagi con concreti rischi di degenerazione sociale,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, affinché venga revocato il provvedimento voluto da Trenitalia e Regione Lazio, che impone ai pendolari il pagamento obbligatorio annuale delle integrazioni Intercity, in un momento di forte crisi economica ed occupazionale, dove la stragrande maggioranza delle famiglie vive una situazione di disagio e a stento raggiunge la terza settimana del mese;
se intenda impegnarsi al fine di concorrere, attraverso un confronto con Trenitalia e la Regione, all'individuazione di un piano programmatico che tenga conto delle esigenze dei pendolari e che consenta di scongiurare il rischio della marginalità dei territori.
(4-04938)