esiste nella città di Messina una serie di criticità per cui sarebbe necessario lo sviluppo e l'implementazione del Comando provinciale dei Vigili del fuoco;
oltre all'instabilità geologica del territorio, la provincia di Messina presenta ulteriori elementi di rischio che non devono essere assolutamente trascurati nella pianificazione dell'organizzazione dei servizi di soccorso: il rischio sismico, zona I in base alla classificazione nazionale; il rischio vulcanico, vista la presenza dell'arcipelago delle Eolie con due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, oltre all'esistenza dell'Etna appena al di là del confine meridionale; il rischio di incendi estivi, favoriti anche dai forti venti di scirocco che sono in grado di determinare improvvisi fronti di fuoco di svariati chilometri; il rischio legato alla scarsa presenza di infrastrutture di collegamento interne ed alla mancanza di un sistema di viabilità efficiente, visto che la maggior parte dei centri interni sono collegati con strade unidirezionali; il rischio industriale, soprattutto nella zona di Milazzo dove è ubicata una delle raffinerie più importanti d'Europa; il rischio connesso alla gestione delle infrastrutture portuali ad alto traffico, quali soprattutto Messina, scalo di crociere internazionali e dei traghetti verso il continente, con il maggior numero di transiti nazionali annui di passeggeri. A ciò si aggiunga il porto di Milazzo e il traffico verso le Eolie e il rischio connesso all'imminente insediamento del cantiere del ponte sullo stretto;
lo denuncia, in una lettera indirizzata negli scorsi giorni al Sindaco della città, il Comandante provinciale dei Vigili del fuoco, il quale evidenzia come Messina e provincia presentano caratteristiche di esposizione al rischio e di vulnerabilità che impongono la massima attenzione da parte di autorità, enti ed istituzioni preposti alla gestione del territorio a causa delle particolari caratteristiche dello stesso interamente collinare e montuoso e predisposto a gravi e calamitosi eventi legati al dissesto idrogeologico sul versante sia ionico che tirrenico;
i Vigili del fuoco della provincia di Messina sono stati più volte messi alla prova, ad esempio durante i più recenti eventi alluvionali, gestendo l'emergenza in modo egregio. Tuttavia ciò è dovuto più al loro spirito di sacrificio ed abnegazione che all'organizzazione;
infatti, ad oggi Messina non dispone di un'organizzazione dei servizi di soccorso dei Vigili del fuoco coerente con gli scenari di emergenza che si potrebbero verificare, considerato il numero di squadre complessivamente presenti, l'ubicazione delle sedi di servizio, nonché l'estensione del territorio da servire e l'entità della popolazione;
l'attuale organico del Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Messina riesce ad assicurare il servizio con una squadra di intervento in ciascuna delle sedi provinciali (Messina centrale e Messina nord, Milazzo, Patti, S. Agata, Lipari, Letojanni) e nei due distaccamenti portuali, per un totale di circa 50 unità, oltre ai Vigili del fuoco volontari presenti presso le sedi dei distaccamenti volontari di S. Stefano di Camastra e Moio Alcantara. Tuttavia, la copertura del territorio garantita dai predetti distaccamenti è largamente insufficiente: la maggior parte della provincia è raggiungibile con tempi superiori a 40 minuti che in molti casi arrivano a oltre i 60 minuti;
Messina presenta una grave anomalia: è la più popolosa ed estesa città italiana di categoria S5 (organico medio di circa 130 unità: nel complesso le unità sono 334), tuttavia diverse città capoluogo, sia pure di superficie e popolazione inferiore a quella di Messina (come Cagliari, Salerno, Trieste), hanno categoria superiore, mentre le altre città di categoria S5 hanno in generale caratteristiche di popolazione e superficie inferiori a quelle di Messina;
particolarmente critica appare la copertura della zona ionica, dove da tempo si è in attesa dell'attivazione di un distaccamento in corrispondenza del comune di Roccalumera, senza dimenticare che Milazzo è servito da un distaccamento D1, vale a dire di composizione minima, e che le isole minori non sono oggi coperte da un efficace servizio di soccorso,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della difficile situazione in cui versa il Comando dei Vigili del fuoco della provincia di Messina, considerate l'estensione territoriale, la densità abitativa e soprattutto le numerose criticità che affliggono il territorio;
se, nell'ambito delle sue competenze e facoltà, intenda tempestivamente ovviarvi attraverso, tra l'altro: l'incremento dell'organico del Comando di Messina in modo da costituire anche un distaccamento nella zona sud della città; la riclassificazione della sede cittadina in categoria S7; il potenziamento del distaccamento di Milazzo sino a categoria D3; l'istituzione del distaccamento permanente di Roccalumera; il sostegno alla nascita di distaccamenti volontari in tutte le isole minori ed in altri comuni del territorio interno.
(3-02040)