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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 533 del 05/04/2011


LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per i beni e le attività culturali e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale - Premesso che:

in un articolo pubblicato su "Il Fatto", intitolato "Della Valle compra l'esclusiva del monumento, chi vuole usarlo deve chiede il permesso a lui", Marco Lillo e Vito Laudadio paragonano il finto mecenatismo dell'imprenditore marchigiano ad una stangata raccontata dal grande attore Antonio De Curtis detto Totò, nel film "Totòtruffa";

il principe Antonio De Curtis ci aveva provato con la Fontana di Trevi nel celebre Tototruffa. Cinquant'anni dopo il Governo Berlusconi è riuscito nell'opera con il Colosseo. Il nostro monumen-to più famoso al mondo è stato ceduto alla Tod's, nel senso che l'Anfiteatro Flavio e la sua immagine non sono più liberamente utilizzabili dal Ministero per i beni culturali. Se, per esempio, lo Stato volesse affittare il Colosseo ad una società cinematografica o ad una casa automobilistica per usarlo come location di uno spot o come sfondo per una campagna dovrebbe chiedere il permesso alla Tod's e ad un'associazione ancora da costituire da parte della società calzaturiera che rivestirà in essa un ruolo predominante;

l'accordo stipulato il 27 gennaio 2011 dal Commissario straordinario all'area archeologica di Roma, l'architetto Roberto Cecchi, e da Diego Della Valle prevede l'impegno da parte della società di pagare i lavori di restauro del Colosseo per complessivi 25 milioni di euro e in cambio riserva alla Tod's il diritto esclusivo sull'utilizzazione commerciale dell'immagine del Colosseo e permette allo sponsor dei lavori di costruire un centro servizi nell'area archeologica più vincolata del mondo, oltre ad una serie di diritti correlati, come quello di apporre il marchio Tod's sui cantieri del Colosseo e sui biglietti acquistati dai visitatori;

l'accordo, descritto dalla stampa come un atto di puro mecenatismo del valore di 25 milioni di euro "presenta molti lati oscuri", secondo il segretario generale della Uil Beni Culturali, Gianfranco Cerasoli. Il sindacalista ha presentato un esposto alla Procura di Roma e alla Procura della Corte dei conti, per chiedere di accertare eventuali profili di illegittimità. Nell'esposto Cerasoli cita un primo effetto dell'accordo: la richiesta presentata al Ministero (e sospesa a causa dell'accordo con la Tod's) della Volkswagen di usare il Colosseo per il lancio di un nuovo modello. "Il problema sta", scrive Cerasoli nell'esposto, "nella errata e grave sottovalutazione fatta dal Commissario nella valutazione economica di un accordo che qualsiasi economista valuta superiore ad oltre 200 milioni di euro considerando l'esclusività concessa e la durata superiore ai 15 anni con un piano di comunicazione e di commercializzazione spendibile in tutto il mondo". Nell'articolo 4 dell'accordo si prevede che i "diritti concessi all'Associazione e allo sponsor sono concessi senza limitazione territoriali e, pertanto sono esercitabili sia in Italia che all'estero". La durata dei diritti in capo all'associazione è di 15 anni, eventualmente prorogabili mentre i diritti dello sponsor Tod's decorrono "dalla data di sottoscrizione dell'accordo e si protraggono per tutta la durata degli interventi di restauro e per i successivi due anni". Il permesso per il lancio del nuovo modello della Volkswagen, insomma, potrebbe essere solo il primo di una lunga serie, come lo stesso Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero, ha confermato nell'intervista. Fonti vicine alla Tod's, invece, spiegano: "Ci stupiamo dello stupore. Una società quotata in borsa che investe 25 milioni di euro nel restauro di un monumento deve motivare agli azionisti il suo comportamento. Sarebbe assurdo non prevedere un'esclusiva in favore di Tod's nel periodo dei lavori". Secondo le fonti vicine alla Tod's "l'accordo è un esempio da seguire perché porta un vantaggio al Paese, che restaura il suo patrimonio senza spendere un euro, e alla società sponsor. Ma non si può pretendere di realizzare una simile operazione senza concedere l'esclusiva". La posizione di Tod's è legittima. Ciò che lascia perplessi sono le modalità della stipula dell'accordo e la sua comunicazione. Il Commissario straordinario Roberto Cecchi aveva indetto una gara con scadenza il 30 ottobre 2010 che effettivamente è andata deserta. Subito dopo però ha avviato le trattative solo con Tod's, chiuse velocemente senza coinvolgere l'ufficio legislativo e il gabinetto del ministro né l'avvocatura. Anche la comunicazione dei contenuti dell'accordo è stata poco trasparente. Il ministro pro tempore Sandro Bondi aveva parlato di "accordo storico". Il sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva detto: "Della Valle fa un grande regalo all'Italia". Mentre per il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta "Della Valle non è uno sponsor, ma un mecenate moderno". Tutto vero. L'accordo sottoscritto dal patron della Tod's prevede effettivamente un onere importante per la sua azienda. Ma accanto al 'do' esiste un importante 'des' rimasto finora sotto traccia;

considerato che:

intervistato da Marco Lillo per il "Fatto Quotidiano", Mario Resca, scelto da Silvio Berlusconi per sfruttare al meglio i monumenti e spesso accusato di avere una visione troppo commerciale e "berlusconiana" del patrimonio artistico nazionale, esprime qualche perplessità sull'accordo stipulato dal Commissario straordinario all'area archeologica di Roma con Diego Della Valle di pagare i lavori di restauro del Colosseo per 25 milioni di euro in cambio del diritto esclusivo alla Tod's di utilizzare l'immagine del Colosseo, compreso un centro servizi in una delle più belle aree archeologiche del mondo;

«l'inghippo di un accordo riservato con Della Valle è stato scoperto dal rifiuto ad una proposta avanzata dal gruppo Volkswagen per avere la disponibilità dell'uso del Colosseo per un evento che riguarda il lancio di un nuovo modello. Il gruppo tedesco avrebbe voluto fare un "lancio" della nuova autovettura con una serie di serate all'infuori degli orari per invitare i loro distributori provenienti da tutte le parti del mondo. Poi però si è tutto bloccato e so che stanno valutando altre sedi europee. Peccato. Loro avevano un forte interesse perché lei capisce che il Colosseo è un'icona mondiale ma la cosa non è andata avanti e penso si stiano ritirando» ha risposto Resca ad una domanda di Lillo;

e ancora Resca ha continuato: «Il Colosseo infatti ha delle potenzialità di sfruttamento commerciale, come al Gladiatore. Siamo a dieci anni dall'uscita del film Il Gladiatore e abbiamo visto con grande chiarezza che certamente ci ha portato in tutto il mondo grandissima notorietà. Non a caso noi stiamo parlando adesso con Woody Allen perché vuole fare un film ambientato a Roma (il regista ha annunciato che trascorrerà l'estate nella Capitale per girare la sua nuova pellicola, ndr) e noi gli abbiamo detto che siamo disponibilissimi ad aiutarlo se ha bisogno di ambientazioni nei monumenti di Roma, musei. Lei immagini 'Il fantasma del Louvre' quanto ha aiutato Il Louvre. Io mi occupo di comunicazione il mio obiettivo è proprio quello di portare più visitatori. Io da quando sono arrivato ho puntato su questo e il mio obiettivo non è la mercificazione ma l'avvicinamento dei monumenti al popolo. In due mesi abbiamo fatto più 27 per cento di visitatori»,

si chiede di sapere:

come sia stato possibile che un monumento nazionale come il Colosseo, considerato un bene dell'umanità tra le sette meraviglie del mondo, possa essere stato svenduto a Della Valle, considerato un mecenate dalla propaganda e dai servizi televisivi della televisione pubblica spesso servili rispetto al potere, attraverso un accordo capestro, con clausole riservate, che offre il diritto esclusivo alla Tod's di utilizzare l'immagine del Colosseo, compresa la possibilità di realizzare un centro servizi in una delle più belle aree archeologiche del mondo;

se non si ritenga che il Commissario straordinario, architetto Roberto Cecchi, abbia travalicato le proprie competenze nell'accordo con Della Valle, come ha denunciato la Segreteria nazionale della Uil Beni e attività culturali nell'esposto presentato alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei conti, insieme alla Soprintendenza archeologica di Roma;

quali siano le ragioni che hanno indotto Cecchi ad avviare le trattative solo con Tod's, immediatamente chiuse senza coinvolgere l'ufficio legislativo, il gabinetto del Ministro né l'avvocatura, con una comunicazione oscura dei contenuti dell'accordo;

se risulti corrispondente al vero che l'accordo capestro, che appalta a Della Valle lo sfruttamento del monumento più famoso al mondo per la durata di 15 anni per 25 milioni di euro, non sia stato sottovalutato appositamente per fare cassa e favorire un imprenditore di riferimento, posto che una valutazione economica più congrua porterebbe ad una somma di circa 200 milioni di euro per lo sfruttamento quindicinale dell'immagine del Colosseo;

quali misure urgenti il Governo intende attivare per impugnare un accordo capestro che porterà quasi certamente ad una condanna per danno erariale, e ricorda l'interpretazione magistrale del principe Antonio De Curtis, quando aveva provato a vendere la Fontana di Trevi nel celebre film "Tototruffa".

(2-00328)