RUTELLI (Misto-ApI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUTELLI (Misto-ApI). Signor Presidente, in questa circostanza è giusto che il Senato esprima la massima responsabilità rispetto ad una condizione critica che coinvolge il nostro Paese e l'intero Mediterraneo. È per questo che annuncio il voto favorevole nei confronti di tutte le proposte di risoluzione presentate dalle forze di opposizione e che noi non parteciperemo al voto proprio per non esprimere una valutazione negativa, ma con l'astensione possibile sulla base del Regolamento del Senato, sulla proposta di risoluzione della maggioranza.
Questa assunzione di responsabilità non può contenere però, signori Ministri degli affari esteri e della difesa, la nostra assoluzione per quella che consideriamo una inadeguata gestione di questa crisi.
Il nostro Governo, attraverso l'espressione dei suoi più autorevoli rappresentanti, è passato: da una linea di non ingerenza e non disturbo nei confronti del dittatore libico ad un impegno senza tregua per la rimozione di Gheddafi (seconda posizione); di fronte ad una constatazione della ripresa del controllo da parte del medesimo dittatore libico, ad una valutazione per la quale ciò avrebbe premiato - cito - una prudenza italiana; quindi ad una quarta posizione, quella di aderire con pieno impegno operativo all'azione militare contro Gheddafi; infine - quinta posizione - alla espressione di rammarico per tale azione, appena decisa.
Non vi è dubbio che vi sia una sproporzione, colleghi, tra gli interessi italiani in campo (prossimità geopolitica, approvvigionamento energetico, controllo delle emigrazioni illegali, accordi economici in essere) ed il reale ruolo svolto dal Governo italiano. Purtroppo, l'autorevolezza personale del Premier esce assai ulteriormente menomata da questa crisi. Purtroppo, vi è motivo per esprimere anche il nostro rammarico sulla debolezza europea.
Il fronte mediterraneo diviene decisivo, e vediamo una nuova stagione necessaria dopo la crisi dell'Unione euromediterranea esemplificata dalla leadership congiunta del presidente francese Sarkozy e del presidente egiziano Mubarak. È una stagione nuova che deve iniziare.
Vorrei sottolineare, Presidente, che ci accomuna nel voto, assieme ai colleghi firmatari di questa proposta di risoluzione (la collega Contini, il collega Pistorio, il collega D'Alia) e come illustrato nel dibattito dalle colleghe Sbarbati e Germontani, anche il giudizio che i nostri partiti politici hanno espresso in precedenza. Voglio ricordare che il leader di Futuro e Libertà è quello stesso Presidente della Camera che, dopo alcune ore di attesa per la capricciosa visita del leader Gheddafi, si è alzato e ha rinunciato a quell'incontro per difendere la dignità del Parlamento. Voglio ricordare che tra di noi ci sono parlamentari, come quelli dell'UDC, che hanno votato contro il Trattato; ed altri, come me ed altri colleghi di Alleanza per l'Italia, che non l'hanno votato o anch'essi hanno votato contro. E così si deve rilevare il grande impegno dei colleghi dello MPA per difendere la delicatissima frontiera siciliana, come è contenuto con chiarezza nel documento che abbiamo presentato.
La nostra proposta di risoluzione, Presidente, contiene posizioni chiare e forti. Le elenco avviandomi alla conclusione. Primo: la promozione di una cabina di regia politica. Secondo: che l'Italia diventi capofila di una iniziativa diplomatica con la Lega araba, l'Unione africana e il Consiglio di cooperazione del Golfo. Terzo: sostegno al Consiglio nazionale di transizione di Bengasi. Quarto: proporsi (l'Italia) come capofila di un grande piano euroatlantico di rilancio della cooperazione mediterranea (quante volte abbiamo sentito Berlusconi parlare di un Piano Marshall!), con precisi strumenti che qui sono indicati. Quinto: il burden sharing, cioè la ripartizione delle responsabilità, con riferimento alle critiche situazioni migratorie di massa. Sesto: l'implementazione delle decisioni dell'ONU (risoluzione n. 1970), con responsabilizzazione piena della Corte penale internazionale. Settimo: favorire l'approvazione dei disegni di legge sull'adeguamento della nostra normativa interna allo statuto della Corte penale internazionale (questo ci accomuna alla collega Bonino). Ottavo: salvaguardare gli interessi economici e contrattuali delle imprese italiane. Nono: ripristinare l'apertura ai voli civili dell'aeroporto di Trapani. Decimo ed ultimo: distribuire in modo equilibrato la responsabilità e gli oneri legati ai flussi migratori.
La mia conclusione è semplice, signor Presidente. Perché non è stata accettata dal Governo la proposta della collega Finocchiaro, alla quale a nostro nome si è associato immediatamente il collega D'Alia? Per un semplice motivo: perché quel giusto compromesso avrebbe comportato...
PRESIDENTE. Senatore Rutelli, concluda, per favore.
RUTELLI (Misto-ApI). Ho terminato.
Dicevo che quel giusto compromesso avrebbe comportato lo spostamento della posizione del Governo e della maggioranza dalla linea non rispondente al vero contenuta nella risoluzione di maggioranza, secondo la quale gli impegni richiamati ai punti 6 e 7 del comunicato conclusivo del Consiglio affari esteri imporrebbero addirittura un'azione navale nel Mediterraneo. Non leggerò tali punti; ma i colleghi, che sono in grado di farlo, sanno che essi non prevedono assolutamente un'azione navale di tipo militare, come la Lega pretende di imporre a quest'Aula.
Purtroppo rispetto alla posizione equilibrata che ha esposto il ministro Frattini, e che noi avremmo sottoscritto, si è voluto far prevalere ancora una volta la posizione e la pretesa totalmente astratta, velleitaria e propagandistica di un partito, la Lega, che, anziché all'interesse della Repubblica italiana, si mostra interessato alla propria propaganda politica. (Applausi dai Gruppi PD, UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE, IdV e dei senatori Contini e Pistorio. Congratulazioni).