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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 525 del 23/03/2011


GASPARRI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARRI (PdL). Signor Presidente del Senato, rappresentanti del Governo, onorevoli senatori, il tema è vasto e l'ora è tarda, quindi la trattazione non potrà essere esaustiva di tutti gli aspetti, complessi ed importanti, di questa vicenda. Voglio in primo luogo ringraziare il Governo che, a differenza di quanto fecero altri Governi della sinistra, è venuto già venerdì in Parlamento... (Applausi dal Gruppo PdL) ...nelle Commissioni. Prima ancora che si svolgesse il vertice di sabato mattina a Parigi, i ministri La Russa e Frattini sono venuti in Commissione, dove, sapete cosa abbiamo approvato? La proposta di risoluzione n. 2, che avete presentato voi, che io ho concordato con il presidente Zanda e che quindi voteremo in maniera convinta, perché dice delle cose giuste... (Proteste dei senatori Garraffa e Livi Bacci).

PRESIDENTE. Senatore Garraffa, per cortesia.

GASPARRI (PdL). Proposta di risoluzione che abbiamo portato d'intesa con il Governo, che su quello ci ha stimolato e che ha materialmente con noi redatto quel testo, che integralmente colleghiamo (senza alcuna fatica, essendo frutto, anche quel testo, delle nostre proposte) alla proposta di risoluzione n. 1. (Proteste delle senatrici Pinotti e Mariapia Garavaglia).

Ma qui si è tentato un altro espediente, cioè di dar corpo, con una votazione indistinta, a ciò che avevate detto anche in quest'Aula: sulla politica estera la maggioranza non c'è. Forse eravate davanti allo specchio e vi ricordate della sinistra che, senza i nostri voti, non avrebbe avuto maggioranze in politica estera! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Questo è accaduto in Italia! E noi, quando mancavano i numeri a sinistra, mai facemmo venir meno i voti a sostegno delle nostre missioni di pace e dei nostri militari...

FINOCCHIARO (PD). Neanche noi!

GASPARRI (PdL). ...dicendo: prima l'Italia che i Governi. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Questa è stata la nostra politica! Questo abbiamo fatto!

Abbiamo presentato una risoluzione, perché dopo venerdì abbiamo approfondito i temi, anche dell'ONU e della NATO, che hanno avuto un'evoluzione anche in queste ore. Abbiamo quindi voluto dimostrare in termini propositivi e di contenuti, non solo la piena condivisione del Governo - che peraltro negli interventi dei ministri La Russa e Frattini abbiamo trovato pienamente coincidente con i contenuti della risoluzione che abbiamo presentato - ma dimostrare politicamente che la maggioranza c'è, perché era su questo che ci avete sfidato e su questo vi rispondiamo dal Senato della Repubblica italiana. Vi è una maggioranza con una posizione, vi è una condivisione più ampia su alcuni aspetti e di questo siamo assolutamente lieti. Ma evitare di votare la nostra mozione avrebbe consentito di dire che tutti erano d'accordo, senza chiarire chi era d'accordo e chi non lo era, quali erano i numeri e quali le condizioni. Invece abbiamo voluto mantenere il nostro documento ricco di contenuti e di posizioni, dedicato alla risoluzione ONU, che condividiamo, all'intervento della NATO che auspichiamo. Eleviamo il tono della discussione, colleghi! (Commenti dai Gruppi PD e IdV).

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Anche il collega Gasparri, come chi lo ha preceduto, ha diritto di parlare. (Proteste dai Gruppi PD e IdV).

GASPARRI (PdL). Io proseguo, Presidente. Il presidente Marini avrà la cortesia di consentirmi di proseguire, perché lo conosciamo come persona certamente autorevole. Le questioni della NATO sono alquanto complesse: ieri Rasmussen, dico Rasmussen, ha dichiarato: «A questo punto non si capisce per quale motivo»... (Brusìo).

PRESIDENTE. Colleghi, non costringetemi a sospendere i lavori.

GASPARRI (PdL). Avranno la cortesia, Presidente, di farmi proseguire l'intervento. C'è un senatrice Segretaria di Presidenza che, invece di mettere ordine, alimenta il disordine.

PRESIDENTE. Colleghi, possiamo sentire il senatore Gasparri che ha ancora sei minuti e 36 secondi?

GASPARRI (PdL). Cercherò di usarne meno se non interrompono.

Rasmussen ha dichiarato: «A questo punto non si capisce per quale motivo la NATO dovrebbe continuare ad esistere così com'è, con questo assetto con una struttura così estesa ed articolata nel comando se poi i Paesi membri non sono intenzionati ad usarli. È inconcepibile», parla ancora il Segretario generale della NATO «che una Nazione - si riferiva alla Francia - precedentemente rientrata nelle strutture di comando integrate della NATO oggi non voglia utilizzarle per un'operazione nella quale è già impegnata». Abbiamo chiesto il coinvolgimento della NATO. Su questo c'è condivisione e questo si realizzerà. È un risultato italiano. Come noi rivendichiamo qui la politica mediterranea fatta dal Governo Berlusconi. Gli interlocutori non ce li scegliamo noi. Ci sono interlocutori scomodi talvolta, (Applausi dal Gruppo PdL), compreso Gheddafi: scomodo, scomodissimo.

Noi nella continuità di una politica italiana abbiamo garantito gli approvvigionamenti energetici, e il presidente Berlusconi ha fatto una cosa che la sinistra, forse più di me, dovrebbe applaudire: ha chiuso la vertenza coloniale, con prese di posizione molto chiare e coraggiose che hanno ricucito ferite storiche tra le sponde del Mediterraneo, e con la Libia e con la Tunisia abbiamo realizzato accordi che hanno azzerato gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste! (Applausi dal Gruppo PdL). Questo lo rivendichiamo! Abbiamo fatto bene! Abbiamo fatto l'interesse del nostro Paese e vogliamo continuare a farlo come maggioranza di questo Parlamento e di questa Nazione. Non ci vergogniamo, colleghi, di difendere l'interesse nazionale. Ha scritto ieri sul «Corriere della Sera» Piero Ostellino: «Siamo rimasti i soli a ritenere l'interesse nazionale un "mostro morale", e a non perseguirlo con sano realismo, incoraggiati da una cultura progressista e ondivaga, che un giorno è internazionalista e l'altro è nazionalista, un giorno è interventista e l'altro no».

Vogliamo difendere l'interesse nazionale, che vuol dire rispettare anche le delibere dell'ONU, vuol dire dare forza alla NATO, vuol dire avere una strategia nel Mediterraneo, avere approvvigionamenti energetici per il nostro Paese, bloccare gli sbarchi di clandestini, volere la condivisione dell'accoglienza dei profughi con gli altri Paesi europei e del mondo, ma respingere i clandestini. Se in Tunisia non c'è più il dittatore Ben Ali, dovrebbero tornare, festosi, tutti i tunisini in Tunisia e non venire in Italia, visto che lì non c'è né guerra né dittatura! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Questa è la realtà dei fatti: non c'è più l'autocrate, non c'è il dittatore.

E allora si torni in quel Paese. Mi auguro, colleghi, che la Tunisia che l'Egitto, che la Libia conoscano stagioni di libertà e di democrazia. I giovani di Internet, i giovani che non bruciano bandiere americane, i giovani che vogliono libertà, sono una risorsa per il futuro del pianeta. Ma, quando cadde lo Scià in Iran, Khomeini, che era in esilio a Parigi (città ospitale: anche Khomeini stava lì!), andò in Iran. Lo Scià cadde e tutti tripudiarono. È nato il regime più oscurantista della storia del mondo, che oggi vorrebbe distruggere Israele con le armi nucleari! Israele: l'unica democrazia vera che c'è in quella parte del mondo, e che noi dobbiamo tutelare e garantire nel suo diritto di esistenza! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

E allora io mi auguro che il futuro della Tunisia, della Libia, dell'Egitto sia di libertà e di democrazia e che non ci siano i Fratelli Musulmani. Mubarak se n'è andato; ma Mubarak subentrò... (Commenti dal Gruppo PD) a Sadat, che non si era dimesso. Sadat fu ucciso dai fondamentalisti islamici perché aveva raggiunto la pace con Israele. E allora riconosciamo la storia del mondo, che è un po' più complicata!

L'ONU fa bene a fare le delibere: sulla Libia le sosteniamo. Ci auguriamo che gli organismi internazionali si ricordino di tutte le dittature. Ci sono stati morti nello Yemen, ci sono proteste in Bahrein, ci sono stati massacri in Ruanda, ci sono stati eccidi nel Sudan, c'è la mancanza di democrazia in Cina, il più popoloso Stato del pianeta! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). C'è Fidel Castro, mi ricorda il collega Quagliariello, ma gli facciamo la grazia, perché è anziano e malato e quindi ha ceduto lo scettro al fratello. (Commenti dal Gruppo PD).

Concludo, signor Presidente, perché il tema è vasto. Noi andiamo avanti in questa politica, contenti di alcune condivisioni che si possono realizzare, ma avendo una maggioranza. La sinistra, che aveva assistito scettica alle interviste di Berlinguer sull'ombrello protettivo della NATO che era meglio del Patto di Varsavia, adesso è talmente evoluta che nell'esaltazione della NATO quasi quasi ci supera. Avete scelto il tricolore, avete scelto la NATO: benvenuti, in ritardo, sulla strada giusta! E allora votate insieme a noi! (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP e CN. Molte congratulazioni).