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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 525 del 23/03/2011


FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO (PD). Presidente, verrei meno al dovere di lealtà nei suoi confronti se non premettessi due parole sulla sua decisione e sul voto delle proposte di risoluzione. Non voglio accanirmi su tale questione, perché la nostra posizione si è dimostrata responsabile e pacata nel corso di tutta la discussione e di tutta questa vicenda. Vorrei però fare solo due considerazioni.

Ha fatto aggio una scelta fondata esclusivamente sulla prassi, e cioè che le risoluzioni vengano votate in ordine cronologico. Non esiste alcuna norma del Regolamento che prevede questa regola: è nella disponibilità del Presidente disporre l'ordine di votazione a norma dell'articolo 8 del Regolamento. Se c'è qualche elemento al riguardo, è quello ricordato dal collega Morando, e cioè che si vota per prima la risoluzione approvata dal Governo, in questo caso, una risoluzione che riproduceva il deliberato delle Commissioni esteri e difesa congiunte di Camera e Senato.

Ha fatto aggio un fatto di prassi su un diritto, non una concessione alle opposizioni (applausi dal Gruppo PD): quello di vedere votato autonomamente il proprio testo e di poterne disporre, Presidente. Come posso rifiutare la firma di un collega su un mio emendamento, su una mia interpellanza o risoluzione, posso oppormi ad un uso della mia risoluzione che ne vanifichi l'effetto e il risultato politico. (Applausi dal Gruppo PD). Le chiedo formalmente, signor Presidente, che ci sia una riunione per decidere le procedure per la presentazione delle risoluzioni e la certificazione dell'ordine di presentazione, visto che questa prassi viene ritenuta definitiva e trionfante su diritti conclamati di ciascun parlamentare. (Applausi dal Gruppo PD).

Detto questo, Presidente, noi riteniamo che l'intervento dell'Italia in Libia sia necessario e legale: necessario per ottenere la cessazione delle violenze, degli attacchi e degli abusi ai danni di civili e di oppositori politici (oppositori politici e non fazioni ribelli, come vengono definite nella proposta di risoluzione del PdL e della Lega). Ancora oggi, se gli aerei della missione internazionale non fossero intervenuti a Misurata, i cannoni di Gheddafi avrebbero continuato a sparare, e si sarebbe allungata la lista degli oltre 70 morti, tra cui nove bambini, delle vittime registrate da lunedì.

L'intervento è necessario perché senza un cessate il fuoco delle truppe fedeli al rais nessuna transizione democratica può avviarsi e peraltro neanche alcuna operazione di interposizione potrebbe avere luogo. L'intervento è legale perché è assistito da due risoluzioni dell'ONU.

La nostra posizione è stata fin dall'inizio chiara, coerente e lineare. Abbiamo cominciato con tre risoluzioni presentate, tra il 22 febbraio e il 3 marzo, dai nostri colleghi che recavano alcuni impegni chiave per il Governo, che sono rimasti identici: la condanna delle violenze del regime nei confronti del popolo libico in sede bilaterale e multilaterale; la necessità di iniziative che agevolassero la transizione democratica in Libia, in raccordo ovviamente con le istituzioni multilaterali e con l'alleanza; il coinvolgimento dell'Unione europea e dell'ONU per fronteggiare l'emergenza umanitaria; la necessità di una costante interlocuzione con il Parlamento.

Poi è intervenuto il voto nelle Commissioni congiunte, alle quali abbiamo partecipato dando forza alla posizione del Governo, mentre i colleghi della Lega, né nelle Commissioni congiunte, né in Consiglio dei Ministri ritenevano di esprimersi favorevolmente, pur essendo componenti della maggioranza e del Governo Berlusconi.

C'è stata poi una lettera mia e del presidente Franceschini perché fosse l'Aula a ratificare una decisione così importante per il nostro Paese e c'è stata la nostra insistenza perché il presidente Berlusconi venisse in Aula: ma il presidente Berlusconi la rifugge. Ormai mi sembra rifugga ogni contatto, al punto che commette delle gaffe anche grottesche, come quella di oggi pomeriggio: nel mentre chiedevo, offrendo di ritirare la nostra proposta di risoluzione, di votare le conclusioni del ministro Frattini, lui tuonava contro l'opposizione dicendo che si mette di traverso e toglie forza al Governo. Soltanto non frequentando le Aule parlamentari e non stando sul pezzo si possono commettere queste gaffe. (Applausi dal Gruppo PD).

Oggi presentiamo la nostra proposta di risoluzione che riproduce il testo approvato dalle Commissioni il cui contenuto è noto a tutti. Forse bisogna ribadire le motivazioni: siamo obbligati a ripresentare tale proposta di risoluzione, in primo luogo perché - basterebbe dirlo con le parole del ministro Frattini - non è contenuta nella proposta di risoluzione del PdL. Siamo obbligati a farlo perché dal Parlamento esca rafforzato il ruolo dell'Italia, la sua credibilità internazionale; oggi nelle relazioni con i nostri partner internazionali e domani nelle relazioni con il Governo libico che speriamo si insedi democraticamente il più presto possibile e nella maniera meno sanguinosa possibile. Dobbiamo farlo perché l'Italia sia forte nella sua legittima richiesta all'Europa affinché si attivi una comune e solidale responsabilità di fronte ai flussi di profughi che vengono dalla zona sud del Mediterraneo. Dobbiamo chiederlo perché il presidente Berlusconi rilascia curiose e sconcertanti dichiarazioni su Gheddafi, non ha saputo difendere in maniera appropriata la dignità dell'Italia nei confronti del rais e non viene in Parlamento a spiegare la sua propria posizione e ad asseverare la scelta che pure si è fatta. Dobbiamo farlo perché la maggioranza litiga su questo impegno ed è costretta a nominare un Ministro per assicurarsi domani alla Camera la maggioranza, perché i rappresentanti del Governo e del Parlamento non frequentano le sedi istituzionali dove si assumono le decisioni, perché i rappresentanti del Governo litigano pubblicamente e si mostrano su posizioni discordanti e perché la proposta di risoluzione che la maggioranza oggi ha presentato indebolisce ancora la posizione dell'Italia. È questa la ragione per la quale noi non la voteremo: perché indebolisce la posizione dell'Italia, e spiego perché. (Applausi dal Gruppo PD). Lo ha già detto il ministro Frattini quando ha chiesto che venisse inserito il testo della nostra proposta di risoluzione. La proposta di risoluzione n. 1 è ambigua sulle motivazioni dell'intervento, che viene spiegato solo in ragione delle nostre alleanze internazionali e dei buoni rapporti che abbiamo con gli alleati e non in ragione del genocidio che una dittatura sta compiendo nei confronti di un popolo, bambini compresi. (Applausi dal Gruppo PD). La proposta di risoluzione della maggioranza è mistificatoria dell'accordo raggiunto al Consiglio dei Ministri degli esteri dove lei, Ministro, è andato e ha sostenuto le ragioni dell'Italia, per esempio, ottenendo quel punto 7 che è importante.

Voglio solo leggere un punto. Mentre lei, ministro Frattini, giustamente riproduce l'accordo raggiunto nel Consiglio dei Ministri sull'utilizzo di mezzi navali predisposto al fine di fronteggiare l'emergenza umanitaria e di protezione civile, nel testo della proposta di risoluzione pare che si sia autorizzato quello che i colleghi della Lega hanno definito il blocco navale per fermare i clandestini (peraltro, c'è stata una smentita dello stesso ministro Frattini). Per questo non possiamo votare questa proposta di risoluzione, che indebolisce la posizione dell'Italia rispetto alle conseguenze dell'adozione delle risoluzioni ONU nn. 1970 e 1973, al Trattato tra Italia e Libia e alle transazioni commerciali in itinere. Il ministro Frattini ha dovuto pertanto chiedere che almeno si integrasse con la proposta di risoluzione presentata dal mio Gruppo.

Voi forse con questa vostra proposta di risoluzione avete rimpannucciato, per oggi, la maggioranza, ma rischiate di indebolire l'Italia. Guardate che la linearità della nostra posizione significa non solo tenere conto, ma anche assumersi la responsabilità della complessità delle questioni, dell'oggi e del futuro.

Su un punto vorrei essere molto chiara, e lo dico dopo l'intervento del collega Bricolo. Noi non potremo consentire che una grande questione, quella dei diritti di asilanti e profughi, questione centrale e dirimente delle regole che assicurano la legalità internazionale, venga trattata con i metodi e con i punti di vista che la Lega ha sulle questioni dell'immigrazione, cioè col metro della repressione dell'immigrazione clandestina, che se c'è, ovviamente, va contrastata. Non consentiremo, lo dico pacatamente, che le difficoltà e i problemi che ci sono e che, ho detto, siamo disposti ad affrontare, vengano usati come armi umane nei confronti dell'Europa. Mi riferisco a quello che sta avvenendo a Lampedusa. Che sia scacciata la tentazione di usare quei corpi, compresi quelli di 200 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, che da venti giorni sono alloggiati senza brande, senza materassi, senza suppellettili, assistiti solo dall'organizzazione Save the Children (applausi dal Gruppo PD e del senatore D'Alia), per costringere ad una solidarietà che soltanto un'Italia forte, credibile e autorevole sulla scena internazionale può invece ottenere.

Sono queste le ragioni per le quali, lo ripeto, non voteremo la proposta di risoluzione dei colleghi della maggioranza. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e dei senatori Serra e D'Alia. Congratulazioni).