Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 525 del 23/03/2011


BELISARIO (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BELISARIO (IdV). Signor Presidente, ministri Frattini e La Russa, colleghi, il mio Gruppo ha cercato e cercherà di dare un suo contributo propositivo alla discussione, ma è evidente, e deve essere evidente, che non dobbiamo peccare reciprocamente di ipocrisia. Io ovviamente proverò a non cadere in questo peccato.

Il mio Gruppo è sconcertato. Pur ringraziando i ministri Frattini e La Russa per la correttezza con cui hanno affrontato le loro relazioni, rimango sconcertato per l'assoluta mancanza di sensibilità istituzionale da parte del Presidente del Consiglio, il quale, pur in presenza di una crisi così delicata che è scoppiata appena fuori l'uscio di casa nostra, ha ritenuto ancora una volta di non venire a parlare in Parlamento. (Applausi dal Gruppo IdV). Dico questo nella certezza che avremmo avuto diversità di valutazioni ed anche di conclusioni: ma vi sono delle norme comportamentali di cui il Presidente del Consiglio dovrebbe tener conto. Certo, tra un rimpasto di Governo, un'udienza, un provvedimento ad personam e un videomessaggio, io ritenevo che il Presidente del Consiglio avesse l'obbligo morale di venire in Parlamento a spiegare compiutamente la rotta che collegialmente il suo Governo si è dato.

Credevo che avesse l'obbligo di esporla senza reticenze, non passando da espressioni del tipo «non telefono per non disturbare», piuttosto che ad altre come «Gheddafi è finito», o ancora, per ultimo, «sono vivamente rammaricato per il rais». Noi dobbiamo provare ad essere conseguenti, se vogliamo recuperare - mi rivolgo a lei, signor ministro Frattini - una credibilità internazionale che, mi scuserà e mi scuserete voi, colleghi, al momento non abbiamo: lo dimostrano le concertazioni che fanno alla luce del sole gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna. Indubbiamente qualcuno di questi Paesi avrà commesso degli errori di valutazione, ma non è questo il punto: noi dobbiamo guardare in casa nostra. Io avrei gradito che il Governo fosse partito dal Trattato italo-libico.

Signor Ministro, lei ci ha ricordato l'articolo 103 della Carta delle Nazioni Unite, che è come una Carta fondativa, una Carta costituzionale. Poi ci sono - come lei mi insegna - le leggi ordinarie, come la Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati del 1969, che spiega come e quando i Trattati vengono sospesi, quando si ritengono nulli e come si fa a dichiararli estinti. Ci sono dei passaggi procedurali precisi in base ai quali noi dovevamo notificare la sospensione del Trattato. Ma il Trattato italo-libico non è stato impugnato: si dice sempre che esso è, di fatto, posto nel nulla.

Ecco perché noi non abbiamo accolto la richiesta di togliere dalla nostra proposta di risoluzione questo punto. Abbiamo invece voluto lasciarlo, perché riteniamo che da lì partano tutti i problemi, che troviamo messi bene in evidenza nella proposta di risoluzione della maggioranza. Si sottolineano infatti due punti. Una parte è quasi esclusivamente mercantile, per cui andiamo a salvaguardare gli interessi delle nostre imprese. È evidente che siamo ben attaccati agli interessi, anche economici, del nostro Paese, poiché sappiamo bene che prendiamo petrolio dalla Libia per il 25 per cento delle nostre importazioni, e tanto gas naturale.

Da quel Trattato voi fate però derivare tante altre cose che troviamo anche nella proposta di risoluzione. Nella vostra risoluzione, colleghi della maggioranza, trattate il problema dell'immigrazione in modo davvero improprio, in barba a qualsiasi dichiarazione che ogni tanto sento anche da alcuni di voi. Voi parlate sempre di operazioni di pattugliamento e, quando guardate all'immigrazione, nella vostra risoluzione, parlate sempre di funzione di prevenzione migratoria e di assistenza umanitaria. Non è solo questo: per noi non si tratta di profughi. Qualcuno parlava di sfollati, ma noi parliamo di migranti, che vanno via da fame e persecuzione, e in questo caso anche da guerre. (Applausi dal Gruppo IdV).

Per questo noi riteniamo di conservare i punti della nostra proposta di risoluzione, anche quanto lei, signor Presidente, ha consigliato di eliminare, cioè l'ultima parte della nostra proposta di risoluzione, perché in quella parte, che sembra non essere pertinente, si trovano invece tutti gli argomenti che riguardano il nostro caso: per esempio, l'immigrazione ed il diritto d'asilo (e lo stiamo verificando), il miglior funzionamento dell'Agenzia Frontex (che pure noi abbiamo finanziato e su cui, probabilmente, abbiamo qualcosa da ridire).

Ecco, vogliamo il coinvolgimento pieno dell'Unione europea non per creare un cordone sanitario, ma per dare accoglienza ai migranti, per offrire soccorso in mare ed effettuare lo smistamento negli altri Stati membri dell'Unione europea. Riteniamo infatti che non debbano entrare tutti in Italia; vogliamo solidarietà e partecipazione da parte dell'Unione europea. Abbiamo provato a dare dei suggerimenti al riguardo.

Prendo atto poi delle dichiarazioni e delle puntualizzazioni del ministro La Russa a proposito dei bombardamenti. La nostra proposta di risoluzione ha riportato, con nomi e cognomi, dati e dichiarazioni; il signor Ministro dice che non è così. Ne prendiamo atto. Non abbiamo riportato una diceria ma ciò che ritenevamo un fatto, ma prendiamo atto della comunicazione che egli ci ha dato.

Noi riteniamo che la risoluzione n. 1973 vada rigorosamente e puntualmente applicata. Mi rendo conto...

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione sta per scadere, senatore Belisario.

BELISARIO (IdV). Presidente, non voglio dire che c'è chi ha raddoppiato il tempo a disposizione...

PRESIDENTE. La volevo informare.

BELISARIO (IdV). Stiamo ragionando di un argomento talmente importante...

PRESIDENTE. Ma non le ho mai tolto la parola, senatore Belisario.

BELISARIO (IdV). ...ma anche se non ho imparato a memoria l'intervento cercherò comunque di riprendere il filo del discorso per avviarmi alle conclusioni.

Abbiamo dato il nostro contributo perché, come è evidente, abbiamo tutto l'interesse a che il nostro Paese riacquisti una dignità internazionale che, a parere del Gruppo dell'Italia dei Valori, è stata smarrita da tre anni a questa parte anche con il baciamano e con la firma del Trattato internazionale. (Applausi dal Gruppo IdV).

È per questi motivi che noi voteremo convinti la proposta di risoluzione presentata dal Partito Democratico. Quando poi capiremo quali e quante parti separate si voteranno della proposta di risoluzione della maggioranza, in quel momento faremo la nostra dichiarazione di voto. (Applausi dal Gruppo IdV. Congratulazioni).