Calendario dei lavori dell'Assemblea
Discussione e reiezione di proposte di modifica
PRESIDENTE. Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche e integrazioni al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 31 marzo 2011:
|
Martedì |
22 |
marzo |
pom. |
h. 16,30-20 |
- Seguito disegno di legge n. 2555 - Modifiche alla legge di contabilità e finanza pubblica (Approvato dalla Camera dei deputati)
- Disegno di legge n. 2569 - Decreto-legge n. 5, recante disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011 (Presentato al Senato - voto finale entro il 25 marzo) (Scade il 24 aprile) - Comunicazioni del Governo sulla crisi libica (mercoledì 23, pom.)
- Discussione di mozioni sulle energie rinnovabili |
|
Mercoledì |
23 |
" |
ant. |
h. 9,30-13 |
|
|
" |
" |
" |
pom. |
h. 17 |
|
|
Giovedì |
24 |
" |
ant. |
h. 9,30-14 |
|
|
Giovedì |
24 |
marzo |
pom. |
h. 16 |
- Interpellanze e interrogazioni |
Gli emendamenti al disegno di legge n. 2569 (Decreto-legge n. 5, recante disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011) dovranno essere presentati entro le ore 19 di martedì 22 marzo.
Gli emendamenti al disegno di legge n. 2568 (Modifiche codice procedura penale su tutela rapporto detenute madri e figli minori) dovranno essere presentati entro le ore 19 di giovedì 24 marzo.
|
Martedì |
29 |
Marzo |
pom. |
h. 16,30-20 |
- Disegno di legge n. 2568 - Modifiche codice procedura penale su tutela rapporto detenute madri e figli minori (Approvato dalla Camera dei deputati e rinviato in Commissione) - Disegni di legge nn. 1460 e connessi - Disciplina della rappresentanza istituzionale locale degli italiani residenti all'estero - Ratifiche di accordi internazionali - Seguito disegni di legge nn. 804-841 - Squadre investigative comuni sovranazionali (Disegno di legge n. 841 fatto proprio dal Gruppo dell'Italia dei Valori ex articolo 79, comma 1, Regolamento) - Mozione n. 379, Micheloni ed altri, sulla razionalizzazione della rete diplomatico consolare italiana |
|
Mercoledì |
30 |
" |
ant. |
h. 9,30-13 |
|
|
" |
" |
" |
pom. |
h. 16,30-20 |
|
|
Giovedì |
31 |
" |
ant. |
h. 9,30-14 |
|
|
Giovedì |
31 |
marzo |
pom. |
h. 16 |
- Interpellanze e interrogazioni |
Gli emendamenti ai disegni di legge nn. 1460 e connessi (Disciplina della rappresentanza istituzionale locale degli italiani residenti all'estero) dovranno essere presentati entro le ore 13 di lunedì 28 marzo.
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2569
(Decreto-legge n. 5, recante disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011)
(6 ore, escluse dichiarazioni di voto)
|
Relatore |
|
30' |
|
Governo |
|
30' |
|
Votazioni |
1 h. |
|
|
Gruppi 4 ore, di cui: |
|
|
|
PdL |
1 h. |
6' |
|
PD |
|
57' |
|
LNP |
|
27' |
|
Misto |
|
25' |
|
UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE |
|
23' |
|
IdV |
|
22' |
|
CN |
|
21' |
|
Dissenzienti |
|
5' |
FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, colleghi, credo di dover dedurre dalla lettura sia pur ellittica della...
BALDASSARRI (Misto-FLI). Signor Presidente, avevo chiesto la parola un quarto d'ora fa sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Presidente Baldassarri, stiamo parlando del calendario dei lavori, quando interverrà farà la sua dichiarazione.
BALDASSARRI (Misto-FLI). Lei aveva messo ai voti un emendamento ed eravamo in dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Se eravamo in dichiarazione di voto, presidente Baldassarri, come può dire che l'ho messo ai voti? Non la capisco. Domani farà il suo intervento, che c'è di strano in tutto questo?
Prego, presidente Finocchiaro.
FINOCCHIARO (PD). Ricavo dalla lettura del suo speech che la richiesta che è stata avanzata dal Gruppo del Partito Democratico oggi in Conferenza dei Capigruppo, e cioè che a riferire in quest'Aula e ad assistere alla discussione che quest'Aula dovrà sostenere sulla missione in Libia sia il presidente Berlusconi, non è stata accolta. È così, signor Presidente?
PRESIDENTE. Non so rispondere a questa domanda.
FINOCCHIARO (PD). Come non sa rispondere, mi perdoni?
PRESIDENTE. Non ho notizie su questo.
FINOCCHIARO (PD). Allora perché su quel punto la Conferenza si è pronunciata a maggioranza?
PRESIDENTE. Non lo so, presidente Finocchiaro, non posso darle una risposta su qualcosa di cui non ho notizia. Non so cosa dirle.
FINOCCHIARO (PD). Le dico che noi non siamo in condizione di votare il calendario se non sappiamo che cosa stiamo votando. Poiché oggi in Conferenza dei Capigruppo la richiesta del Gruppo del Partito Democratico è stata che venisse a riferire sulla Libia il presidente Berlusconi e non uno dei Ministri interessati, e a questo abbiamo subordinato il nostro consenso al calendario, per noi è assolutamente dirimente sapere se la presenza del presidente Berlusconi in quest'Aula, che noi riteniamo doverosa su questo tema, ci sarà oppure no, altrimenti, come lei comprende, noi non siamo in grado di esprimere alcun tipo di consenso o di dissenso sul calendario.
PRESIDENTE. Mi è sembrato di capire, presidente Finocchiaro, che il calendario sia stato votato a maggioranza proprio perché c'era questo elemento di dissenso.
FINOCCHIARO (PD). Io non ho partecipato alla Conferenza dei Capigruppo, ma ne ho avuto un racconto molto preciso dal vice presidente Zanda; lei peraltro può rivolgersi agli Uffici. Il mio Gruppo ha sospeso ogni determinazione attendendo che da parte del Ministro per i rapporti con il Parlamento venisse la conferma o meno della presenza del presidente Berlusconi, annunciando che, qualora il presidente Berlusconi non potesse essere presente domani in Aula, il nostro Gruppo avrebbe avanzato altre ipotesi di calendario da porre in votazione e non avrebbe votato il calendario che è stato oggetto del suo speech. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Presidente Finocchiaro, mi comunicano che alla Presidenza è arrivata la notizia che verranno i ministri Frattini e La Russa.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, come avrà capito, il nostro Gruppo, che si era già attivato con una lettera a firma mia e del presidente Franceschini per chiedere che la questione che riguarda la nostra partecipazione alla missione in Libia venisse discussa in Aula e non soltanto in Commissione, è fermo sul punto che a questa valutazione del Parlamento e a questa discussione, che sarà conclusa - come è normale che sia - da una risoluzione, sia presente il Presidente del Consiglio.
Lo richiede non soltanto la delicatezza e la qualità della questione ma anche - me lo lasci dire - una incertezza che si fa di ora in ora più vistosa e che ha molto a che fare con la credibilità del nostro Paese, con la qualità della nostra presenza sullo scenario internazionale, fra i Governi che partecipano e i Paesi che hanno deciso di partecipare a questa missione, motivata ogni giorno da continue fibrillazioni nella maggioranza.
La natura dell'intervento che sto facendo mi obbliga ad essere breve, ma non posso sottacere il fatto che abbiamo sentito un Ministro, il ministro Bossi, che, parlando del Ministro della difesa, che aveva espresso alcune valutazioni sulla partecipazione dell'Italia a questa missione, ha detto appunto del ministro La Russa che «parla a vanvera», mentre ieri sera, in diretta TV ,il vice ministro Castelli e il ministro La Russa hanno avuto uno scontro pubblico esattamente sulle modalità di partecipazione, sulle ragioni che hanno motivato la decisione, sui tempi della decisione e sulla stessa natura e validità della decisione di partecipare alla missione in Libia.
Forti come siamo dell'atteggiamento responsabile delle opposizioni, che abbiamo manifestato con nettezza e coerenza dal primo momento e peraltro in piena aderenza con la posizione che è stata più volte espressa e ripetuta dal Presidente della Repubblica, noi chiediamo che sia il Presidente del Consiglio qui in quest'Aula ad assumere la responsabilità e a definire la posizione dell'Italia, che sarà la posizione che varrà a definire il contributo e la posizione italiana nello scenario delle forze dei Paesi che partecipano alla missione in Libia.
Non dovrebbe essercene bisogno: il Governo italiano, nella persona del Presidente del Consiglio, ha partecipato al vertice di Parigi e, prima, ad una preriunione con gli Stati Uniti, con la Gran Bretagna e con la Francia. Il nostro Paese ha aderito alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU, eppure ogni giorno, dall'interno della maggioranza e da una forza che costituisce un pezzo importante, definitivo di questa maggioranza e che conta moltissimi Ministri nella compagine governativa, giungono accenti che non sono in nessun modo coerenti con l'atteggiamento assunto in quelle sedi internazionali.
Qui non stiamo discutendo di politica interna alla maggioranza, ma - mi pare di poterlo dire - dell'onore e della credibilità dell'Italia sullo scenario internazionale, e in questa vicenda in particolare. Questa non è roba che si può nascondere sotto al tappeto, perché la divaricazione interna alla maggioranza che si tende a non mostrare purtroppo si mostra con ogni evidenza e in sedi che non sono quelle proprie, quelle istituzionali, dove dovremmo misurarci tutti (noi lo faremo con il nostro senso di responsabilità) su tale questione.
Io, pertanto, avanzo due proposte alternative alla sua proposta di calendario. La prima è che il presidente Berlusconi venga domani, nella data prevista per la discussione su questo tema. Nel caso invece non potesse intervenire, si potrebbe fissare la data di martedì 29, ma anche un'altra (quella di mercoledì 30 o di giovedì 31). Ritengo però sia indispensabile che il presidente Berlusconi venga dinnanzi al Parlamento. Lo ha fatto Zapatero, lo ha fatto Fillon, lo sta facendo Obama, lo ha fatto Cameron. Non vedo ragione alcuna perché su questo tema, e di fronte ad un atteggiamento delle opposizioni coerente e responsabile, il Presidente del Consiglio non debba onorare non il Parlamento, ma la funzione che esercita. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Pardi, Peterlini e Ramponi).
BRICOLO (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRICOLO (LNP). Signor Presidente, su questo tema chiedo ai colleghi dell'opposizione di evitare il più possibile inutili strumentalizzazioni, inutili polemiche (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e della senatrice Castiglione) e di evitare anche, onorevole senatrice Finocchiaro, di prendere in giro i cittadini con posizioni che definisco demagogiche.
In quest'Aula ce lo ricordiamo tutti, presumo anche all'interno del vostro Gruppo del Partito Democratico: quando eravate voi al Governo, quando era Presidente del Consiglio D'Alema, i nostri bombardieri furono inviati in Serbia senza che nessuno sapesse nulla! (Proteste dal Gruppo PD. Applausi dai Gruppi LNP e PdL). Lo abbiamo letto sui giornali. (Commenti della senatrice Finocchiaro). Nemmeno le Commissioni erano state avvertite, presidente Finocchiaro. (Proteste dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo PdL). Capisco che vi dia fastidio, ma questa è la realtà.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare che è una votazione sul calendario, se volete che si voti, non un dibattito sulla politica estera.
BRICOLO (LNP). Siamo stati noi, come Gruppo della Lega Nord, la settimana scorsa (Commenti dal Gruppo PD), a chiedere un confronto in Parlamento, perché lo riteniamo sicuramente opportuno. (Commenti del senatore Vita). Domani pomeriggio, avremo tutti la possibilità di intervenire su questo argomento. Ci saranno i Ministri degli affari esteri e della difesa e sicuramente il Presidente del Consiglio, quando potrà, sarà anche lui in Aula per affrontare questo dibattito.
Nel frattempo, però, noi dobbiamo intervenire e per questo stiamo studiando una risoluzione, che vogliamo condividere anche con la maggioranza (Vivaci commenti del senatore Tonini), per impegnare il Governo a gestire al meglio questo problema. Si tratta infatti di un problema, e pensiamo che sia importante per il nostro Paese impegnare il Governo... (Reiterate proteste dal Gruppo PD).
BRICOLO (LNP). Questa è la loro tolleranza.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore.
BRICOLO (LNP). Ha dato loro fastidio il triste ricordo parlamentare di un fatto del passato, posto in atto dai loro Gruppi parlamentari, quando loro erano al Governo. Questa è la realtà, non ho detto nessuna bugia: i nostri aerei bombardavano la Serbia, senza che il Parlamento lo sapesse. Lo abbiamo letto sui giornali, lo ripeto, senza che nemmeno le Commissioni fossero state avvisate. (Proteste dal Gruppo PD).
Dunque, domani, Presidente, potremo confrontarci in quest'Aula e ognuno potrà esprimere la propria opinione. Non so quale apporto arriverà dalle opposizioni. Noi abbiamo le idee chiare sugli impegni che deve assumere il Governo, in questo intervento in Libia. (Commenti dal Gruppo PD).
Il primo è quello di difendere i nostri confini, cercando di bloccare i flussi degli immigrati che stanno arrivando sulle nostre coste (Applausi ironici del senatore Livi Bacci), perché nel nostro Paese non ce ne stanno più! (Applausi dai Gruppi LNP e PdL). Questa è la realtà, parlate con i pochi cittadini che ancora vi votano, chiedete quali sono i problemi del Paese, le paure che hanno nei confronti di questo intervento. (Vivaci proteste dal Gruppo PD).
MAURO (LNP). Bravo!
BRICOLO (LNP). L'altro aspetto importante che porteremo avanti è quello di tutelare i contratti economici che abbiamo fatto con il Governo della Libia. Le risorse energetiche sono importanti e vogliamo evitare in tutti i modi l'aumento delle bollette dell'energia elettrica e del gas per i nostri cittadini. (Vivaci proteste dal Gruppo PD). Questo possiamo fare tutti insieme in Parlamento...
MAURO (LNP). Bravo! (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
BRICOLO (LNP). ...se volete, anche con il vostro contributo, altrimenti c'è una maggioranza in grado di votare queste decisioni da sola. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
MAURO (LNP). Bravo!
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). Signor Presidente, molto serenamente, oggi abbiamo chiesto di proseguire nel dibattito parlamentare con lo stesso spirito unitario che ha contraddistinto il comportamento dei Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione appena qualche giorno fa, esattamente venerdì scorso, nella seduta congiunta delle Commissioni affari esteri e difesa di Camera e Senato...
VOCE DAI BANCHI DEL GRUPPO PD. Non c'era la Lega!
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE). ...quando insieme si è votata una risoluzione che ha dato mandato all'Esecutivo di svolgere un determinato ruolo nell'ambito di questa iniziativa di attuazione della risoluzione n. 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Non credo che questo clima debba essere sprecato, però è evidente che il dibattito di questi giorni non ha aiutato. Ora non è nostro interesse capire chi ha ragione e chi ha torto, chi ha iniziato la discussione e così via, perché credo che, rispetto alla polemica politica interna, oggi prevalga un interesse nazionale, che è quello di capire come rendere fruttuosa questa missione internazionale, per i problemi che ci sono.
Da qui nasce la richiesta dei colleghi del Partito Democratico - che noi abbiamo sostenuto - che il Presidente del Consiglio venga a riferire qui in Aula, oltre ai ministri La Russa e Frattini, insieme ai quali forse potrebbe venire anche il ministro Bossi, così magari avremmo un'idea chiara e completa della posizione dell'Esecutivo! (Applausi dal Gruppo PD).
In ogni caso, non è questo il punto: si tratta piuttosto di capire se in questi giorni sia cambiata la posizione del nostro Governo e della maggioranza, al punto tale che si renda necessario approvare una nuova risoluzione, diversa da quella che pochi giorni fa tutti insieme abbiamo approvato in Commissione. Peraltro, ove questo cambiamento di opinione fosse determinato dalla circostanza di meglio organizzare la missione internazionale, ciò sarebbe oggettivamente comprensibile; qualora invece dovesse nascere dall'esigenza di cambiare il senso del rapporto con Gheddafi e con la Libia, questo creerebbe sicuramente un problema.
Ricordo che sono due le risoluzioni delle Nazioni Unite: la n. 1970, che definisce Gheddafi un criminale di guerra, chiedendo che sia assicurato alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, e la n. 1973 che interviene specificamente al fine di evitare che questo "signore" - si fa per dire - continui a bombardare in Libia i civili, che non c'entrano niente.
Il punto è che dalle dichiarazioni e dagli interventi che mi hanno preceduto emerge - o può emergere - però una diversa linea proprio per quanto riguarda il rapporto che l'Italia deve tenere con la Libia: credo che non sia una questione da poco e che si tratti di un aspetto sostanziale.
Possiamo certamente discutere infatti sul ruolo della NATO - ed è giusto che il Parlamento lo faccia - e su questo possiamo avere, e verosimilmente avremo, posizioni condivise, sempre se riusciremo a comprendere la posizione della maggioranza al riguardo. Ma di fronte all'ipotesi di una diversa valutazione dell'operato di Gheddafi o della necessità di tenerlo lì, in questa condizione, per salvaguardare presunti interessi nazionali (che non vengono invece tutelati dalla permanenza in quei territori di Gheddafi, che continua a bombardare i civili e a "mandarci" immigrati), è chiaro che tutto questo assume contorni ed una dimensione completamente diversi.
L'esigenza di un chiarimento nasce quindi da questo, e chi meglio del Presidente del Consiglio può darci questo chiarimento in Parlamento?
L'altra soluzione è quella proposta dalla presidente Finocchiaro, rispetto alla quale mi permetto di formulare una variante. Possiamo benissimo ascoltare domani l'informativa del ministro Frattini sull'andamento della questione: domani mattina si terrà un vertice della NATO, ci sono alcuni elementi di novità, per cui è giusto che il Parlamento venga informato. Ma se domani votiamo una nuova risoluzione, diversa rispetto a quella che abbiamo approvato pochi giorni fa tutti insieme in Commissione, è chiaro che questo può obiettivamente rappresentare un problema per il nostro Paese sotto il profilo della sua credibilità e della sua affidabilità a livello internazionale.
Penso dunque che si debba procedere domani con l'informativa del ministro Frattini e, una volta che avremo - o meglio avrete - le idee chiare su ciò che dovrà essere fatto, potremo ascoltare martedì prossimo il Presidente del Consiglio e votare delle risoluzioni che, mi auguro, possano essere condivise, come già è stato, da maggioranza ed opposizione. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE, PD e del senatore Cantoni).
BELISARIO (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BELISARIO (IdV). Signor Presidente, colleghi, anche il Gruppo dell'Italia dei Valori si allinea alla richiesta formulata dalle opposizioni affinché il presidente del Consiglio Berlusconi riferisca in quest'Aula sulla situazione in atto.
Nessuno di noi, e certamente nessuno dei colleghi della maggioranza, può nascondere la delicatezza del caso che è scoppiato qualche giorno fa e che va complicandosi di ora in ora. Per questo riteniamo doveroso che il Presidente del Consiglio venga a rappresentare in quest'Aula la sintesi delle posizioni del Governo così che questo parli con un'unica voce. Il collega Bricolo, infatti, probabilmente senza accorgersene, ha dichiarato che il Gruppo della Lega Nord presenterà una risoluzione, una mozione o comunque un documento, con cui si confronterà con la maggioranza. Sembrerebbe che il presidente Bricolo si sia defilato con il suo Gruppo rispetto alla posizione del PdL e quindi dei due Ministri che domani dovranno venire a riferire. Per questo è importante che venga il Presidente del Consiglio, perché non può dire che è addolorato per la posizione difficile che vive il presidente Gheddafi, il suo amico che dispensa pillole di saggezza che tutti noi dovremmo conoscere e imparare. Ci venga allora a dire lui in quest'Aula cosa è cambiato nella posizione del Governo italiano, al punto che dal baciamano si è passati ai bombardamenti, e ci dia una spiegazione puntuale e reale che non ci possono fornire i due Ministri. Il Presidente del Consiglio ha infatti un ruolo particolare, riconosciutogli anche dalla Costituzione, e rappresenta la sintesi di tutto l'organo collegiale che egli presiede.
Quindi, per tranquillità del Parlamento ma soprattutto degli italiani, e anche per sua coerenza personale, se ne ha, il Presidente del Consiglio deve venire in Aula e spiegare questa inversione ad U della rotta. Ce lo deve dire lui perché egli rappresenta il Governo e la sua maggioranza. (Applausi dal Gruppo IdV).
GASPARRI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (PdL). Signor Presidente, non entrerò nel merito della discussione perché lo faremo domani. Molte cose si potrebbero dire, ma mi sembra che impropriamente alcuni colleghi siano entrati nel merito della vicenda. Ciò che è stato detto sui precedenti, non esaltanti per i Governi dell'epoca, del Kosovo e di altre vicende, che videro prima le iniziative militari e poi le informazioni al Parlamento, lo ricorderemo in altre occasioni.
Voglio dare atto al Governo di essersi recato con autorevolissimi Ministri, venerdì pomeriggio, prima ancora che si svolgesse sabato scorso, a Parigi, il summit internazionale, alla riunione delle Commissioni esteri e difesa di Camera e Senato per dare informazioni, aggiornare il Parlamento e avviare un proficuo confronto. Qualcuno ha parlato di fibrillazioni nella maggioranza; siamo lieti che arrivi l'occasione del dibattito di domani, che comporterà anche delle votazioni che mostreranno come la maggioranza ha una posizione chiara e coesa rispetto alle determinazioni dell'ONU e alla difesa dei nostri interessi strategici, economici e di sicurezza nell'area del Mediterraneo. Di questo discuteremo domani e il voto dimostrerà che non c'è alcuna fibrillazione nella maggioranza: anzi, vedremo se ci saranno fibrillazioni nelle minoranze o se, come auspichiamo, sarà possibile una convergenza di posizioni, visto il rilievo degli impegni cui l'Italia è chiamata nel contesto internazionale e in particolare nel Mediterraneo.
Detto questo, siamo a favore della proposta di calendario dei lavori. Il Governo sarà presente ai livelli che riterrà, a differenza di altri Governi, avendo informato tempestivamente il Parlamento (potrei ricordare dei precedenti: ad esempio, nel caso del Kosovo, in Parlamento venne a riferire il vice presidente del consiglio Mattarella). Ritengo che il presidente Berlusconi nel corso di questa crisi avrà modo di dialogare e discutere con il Parlamento, perché questo Governo e questa maggioranza hanno intenzione di tenere un rapporto costruttivo e trasparente con il Parlamento, a differenza di quanto avvenne in occasioni precedenti.
Voteremo pertanto a favore della proposta di calendario sottoposta all'Aula (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Signor Presidente, lei ha ovviamente invitato tutti noi a rientrare nei contenuti della discussione relativa al calendario. Quindi, per questa ragione le annuncio che il Gruppo Misto, in tutte le sue componenti, voterà contro questa proposta di calendario se venisse confermata la non presenza del Capo del Governo al dibattito di domani. Questo perché, per tante buone ragioni sostenute dai colleghi, ci sembra che la vicenda nella sua drammaticità e complessità richiami in modo inderogabile la responsabilità personale e politica del Presidente del Consiglio.
Non riteniamo che possano bastare né esternazioni più o meno estemporanee rese agli organi di stampa, né sfoghi, né valutazioni di ordine personale e affettivo rispetto al leader libico. Pensiamo invece che occorra assumere responsabilmente di fronte al Parlamento in modo unitario e unificante una posizione; lo auspichiamo per la maggioranza anche perché, se questa posizione fosse unitaria, essa può costituire la base di discussione con delle opposizioni responsabili. E di certo tutti i partiti che fanno parte del terzo polo non hanno alcuna volontà di distinzioni strumentali sulla politica estera, ma vogliono collaborare a definire una posizione unitaria nell'interesse del Paese. Ma, perché vi sia tale posizione, occorre che il Capo del Governo venga in Parlamento ad esprimere in modo solenne la linea definitiva del nostro Paese in questa crisi drammatica.
VIESPOLI (CN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIESPOLI (CN). Signor Presidente, intendo solo ribadire la posizione assunta in sede di Conferenza dei Capigruppo, che partiva da una considerazione: la richiesta dell'opposizione è sicuramente legittima rispetto alle questioni che abbiamo di fronte, alla rilevanza degli argomenti e alla straordinarietà del momento. Ma proprio questa importanza e questa straordinarietà consigliano anche di stabilire insieme, nella ricerca di quel che unisce e che deve unire in un frangente così importante, dove è in gioco non un Governo, ma l'interesse nazionale, che è qualcosa di più: una sorta di percorso nel confronto tra Governo e Parlamento a partire dall'intervento di domani del Ministro degli esteri, o di chi per lui. Ciò, nella consapevolezza che l'intervento del Presidente del Consiglio si può rendere indispensabile man mano che evolva la situazione, e che forse non è del tutto responsabile determinare fin da subito una posizione a quel livello di responsabilità, perché ci troviamo in una situazione in continua evoluzione, che consiglia una road map nel rapporto tra Parlamento e Governo anziché una scelta verso una direzione immediata.
Questo mi sembra la posizione da tenere, e per questa ragione credo sia opportuno votare il calendario, con questo auspicio, con questo obiettivo e con queste indicazioni. (Applausi dai Gruppi CN e PdL).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono pervenute alla Presidenza tre proposte di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea.
La senatrice Finocchiaro e i senatori Belisario, Pistorio e D'Alia, per la seduta pomeridiana di domani, hanno avanzato due diverse proposte, la prima delle quali prevede comunicazioni del Presidente del Consiglio, anziché dei Ministri degli affari esteri e della difesa. La seconda proposta prevede invece comunicazioni del Presidente del Consiglio in una data successiva a domani, presumibilmente il 29 marzo prossimo.
La terza proposta, avanzata dal senatore D'Alia, prevede domani solo l'informativa del Ministro degli affari esteri, rinviando le comunicazioni del Presidente del Consiglio e le conseguenti risoluzioni alla prossima settimana.
Metto pertanto ai voti la prima proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea avanzata dalla senatrice Finocchiaro e da altri senatori.
Non è approvata.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvata.
Metto ai voti la seconda proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea avanzata dalla senatrice Finocchiaro e da altri senatori.
Non è approvata.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvata.
Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea avanzata dal senatore D'Alia.
Non è approvata.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvata.
Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea.