AZZOLLINI, relatore. Signor Presidente, la mia replica sarà molto breve, per due ragioni. La prima é che in realtà l'impianto complessivo del testo che è venuto dalla Camera e del testo approvato in Commissione sostanzialmente viene condiviso - salvo un aspetto di cui dirò fra un momento - dai colleghi della maggioranza e dell'opposizione, e quindi gli elementi della riforma sono stati ben illustrati sia da me che dal collega Morando e ben individuati nel dibattito.
Ciò che rimane aperto sarà meglio espresso in sede di parere sugli emendamenti, perché rimangono dei punti sui quali l'opposizione e la maggioranza hanno al momento opinioni diverse. Essi riguardano due aspetti fondamentali: per un verso, l'introduzione in questa legge di alcuni parametri che stanno costituendo al momento oggetto di dibattito in sede europea che a breve li introdurrà, però, direi in maniera profonda, all'interno dell'intero sistema economico dell'Unione europea; per altro verso, alcune proposte che riguardano le strutture di supporto tecnico al lavoro del Parlamento, che in questo contesto dovrebbero assumere un particolare significato.
Sono questi i temi che in questo momento non trovano una condivisione da parte dei colleghi della maggioranza e dell'opposizione e che sarà meglio affrontare, ribadisco, al momento dell'espressione dei pareri sugli emendamenti.
Vi è altresì una modifica approvata in Commissione e sulla quale si è discusso, ma si è rimasti anche lì di parere leggermente diverso, relativa a una migliore redazione del bilancio di cassa, nel quale ritrovano un loro ruolo gli aspetti di competenza, i quali ad avviso del relatore - cioè mio, che l'ho proposto - rendono più efficace il bilancio di cassa e nel contempo, attraverso gli elementi di competenza, consentono una migliore programmazione dell'intera azione economica e finanziaria dello Stato.
Al momento questa è la situazione, e per questo io penso sarà utile che nel dibattito tali aspetti vengano ancora illustrati ed approfonditi. Voglio però sottolineare l'importanza delle modifiche apportate, poiché l'Italia è tra i primi Paesi dell'Unione europea ad adeguare le sue norme di contabilità alle nuove esigenze della governance economica europea.
Sappiamo quanta rilevanza ha ancora adesso questo problema; sappiamo quanto sia necessario che convergano le politiche di rientro dal debito e le politiche finanziarie degli Stati membri dell'Unione europea e sappiamo quanto il problema della competitività sia rilevante per promuovere lo sviluppo e la crescita in maniera uniforme nell'intera Unione europea. Per questo considero un successo dell'intero Parlamento italiano l'approvazione del provvedimento oggi in esame poiché situa l'Italia in una posizione abbastanza favorevole alla introduzione dei nuovi parametri europei che in poco tempo le Nazioni che fanno parte dell'Unione europea dovranno recepire e dei quali dovranno tener conto.
La rapida approvazione del provvedimento in esame (entro il 31 marzo) è dunque assolutamente importante, direi essenziale, perché per un verso favorirà l'azione del Governo all'interno dell'Unione Europea e per altro verso marcherà la politica di rigore nei conti pubblici che il Governo ha adottato finora, ponendo, nel contempo, le premesse di tipo metodologico per un nuovo patto di competitività e crescita che si auspica possa riportare lo sviluppo in sede europea ma anche, e soprattutto, in sede italiana. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza.